Norman Gobbi al servizio (anche) del Mendrisiotto

Norman Gobbi al servizio (anche) del Mendrisiotto

Da L’Informatore del 27.03.2015 , di Roberta Pantani Tettamanti*

Come cittadina momò e responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica del Comune di Chiasso, voglio testimoniare di come il nostro Distretto abbia beneficiato e beneficerà delle decisioni del Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi.

È di due settimane fa la conferenza stampa, non a caso organizzata nel Mendrisiotto, nella quale si è presentata la nuova riorganizzazione della polizia cantonale, che dal 1° luglio approfitterà della creazione di cinque reparti. Per il Mendrisiotto ciò significa il ritorno di una sede della Polizia cantonale aperta 24 ore su 24. Dopo un primo periodo transitorio che lo vedrà operativo nei locali della gendarmeria di Chiasso, il reparto del Mendrisiotto e Basso Ceresio troverà la sua sede definitiva nel nuovo Centro di Pronto Intervento di Mendrisio, dove gli agenti della cantonale lavoreranno a stretto contatto con quelli della comunale del Magnifico Borgo.

Quella della collaborazione fra corpi di polizia non è una conseguenza dell’occupazione di locali attigui, bensì l’attuazione di una strategia messa in atto nell’ambito della sicurezza dal Cantone e dai Comuni, voluta e sostenuta in prima persona dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Essa è più ampia di quanto fin qui detto e coinvolge pure il Corpo federale delle guardie di confine. La collaborazione interforze significa poter moltiplicare le pattuglie che giorno e notte sorvegliano il confine e le strade del Mendrisiotto, significa ridurre i tempi di intervento, significa aumentare la reale possibilità di catturare i malintenzionati fino a renderla talmente alta dal farli desistere nei loro intenti.

Un esempio concreto del successo di questa collaborazione lo abbiamo avuto lo scorso novembre, quando su segnalazione di un cittadino (perché ognuno di noi in questa battaglia può fare la differenza) tre rumeni sono stati consegnati nelle mani della giustizia. Dopo la segnalazione alla centrale, le guardie di confine hanno individuato i malviventi grazie all’utilizzo di un drone. Il susseguente intervento congiunto di pattuglie della Cantonale, della Comunale e del Corpo federale delle guardie di confine ne ha permesso l’arresto.

Vedere le auto delle pattuglie sulle nostre strade, indipendentemente dal corpo d’appartenenza, e sentire il drone volare sopra i tetti del Mendrisiotto, non instaura in me la sensazione di vivere in un luogo poco sicuro. Al contrario mi dice che nelle nostre strade e nei nostri cieli sono messi in atto gli strumenti necessari a prevenire i crimini e a tutelare i cittadini. Mi sento quindi protetta.

Nei prossimi mesi il Ticino, Mendrisiotto compreso, approfitterà dei benefici di un altro provvedimento voluto dal Ministro Gobbi: l’aumento degli effettivi della Polizia cantonale. 

La sicurezza è un investimento oneroso, di cui beneficiano tutti. I progetti sviluppati in qusti quattro anni e le decisioni prese dal Ministro Norman Gobbi hanno reso e permetteranno di rendere il cantone e il Mendrisiotto un posto migliore in cui vivere e, migliorando la percezione di sicurezza dei cittadini, ne aumentano la qualità di vita.

* Consigliera Nazionale e Municipale di Chiasso responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica

48 agenti di polizia dichiarano fedeltà

48 agenti di polizia dichiarano fedeltà

Si è tenuta sabato pomeriggio presso il Cinema Teatro di Chiasso la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte degli aspiranti e agenti e ispettori della Scuola cantonale di polizia 2014. Durante la cerimonia sono intervenuti la Consigliera nazionale e capo dicastero sicurezza del Comune di Chiasso Roberta Pantani, il Consigliere di Stato e Direttore DI Norman Gobbi, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, oltre a numerosi ospiti.

Si tratta di Stephania Ern, Giovanni Leidi, Manuel Mauri Brusa ed Edoardo Sciaroni per la Polizia giudiziaria.

Per la Polizia cantonale Andrea Alemani, Madhu Bardelli, Marco Bernardini, Vittoria D’Elia, Simone Dioli, Edoardo Fumi, Mario Gigante, Stefano Gut, Alessandro Laurenzi, Hugo Machado Borges, Donatello Mignami, Sara Milesi, Goran Milosevic, Renzo Minelli, Mirko Monighetti, Nicola Mozzettini, Daniel Panizzolo, Gabriele Paris, Simone Pellanda, Nebojsa Petrovic, Andrea Pierin, Brian Rogger, Luca Rovelli, Ilija Sicic, Marko Stevanovic, Alan Tantardini, Stefanie Wiggers e Davide Zappella.

16, infine, gli agenti che andranno a rafforzare i corpi di polizia locale. Andrea Banditelli alla Polizia Ceresio Nord; Samuel Cuni-Berzi, Jair Laffranchini Del Torchio e Ivan Stanic alla Polizia della Città di Locarno; Giuliano Barbanti, Matias Bullo, Luca Delfini, Isabella Osterwalder e Sanel Pokrklic alla Polizia della Città di Lugano; Luca Durini e Gabriel Dzinaku per la Polizia della Città di Mendrisio; Kevin Rossi e Philippe Valsangiacomo per la Polizia comunale di Giubiasco; Gregory Christen e Mauro Manzoni per la Polizia comunale di Minusio, e Fabio Lanni per la Polizia intercomunale di Gordola.

Norman Gobbi: una settimana per la sicurezza!

Norman Gobbi: una settimana per la sicurezza!

Dal Mattino della domenica. Ulteriori successi ottenuti a vantaggio dei Ticinesi 

Meno 25% di furti nelle abitazioni: questo è il dato più rappresentativo del successo della strategia per la sicurezza che il nostro Norman Gobbi ha messo in pratica in 4 anni. Ma a essere diminuiti non sono solo i furti, sono calati pure tutti gli altri reati commessi in Ticino, del 12% rispetto al 2013. 

Cifre – e non fuffole – a supporto di una costatazione indiscutibile: GRAZIE A NORMAN GOBBI IL NOSTRO TICINO È PIÙ SICURO! Ma cos’ha fatto esattamente Gobbi per arrivare a questo risultato? La risposta è semplice; innanzitutto ha subito nominato a capo della Polizia Matteo Cocchi, un uomo capace e concreto. E questo senza farsi influenzare da logiche di partito o da vergognosi favoritismi tipici di liblab, PPDog e P$. Dopodiché non ha ceduto alla facile tentazione di foraggiare a innaffiatoio il Corpo di polizia, preferendo analizzare nel dettaglio la situazione e procedere a una sua riorganizzazione, allo scopo di utilizzare in manie! ra più efficiente il personale già attivo in Polizia. Dopo aver analizzato anche le necessità di sicurezza del nostro Cantone, confrontato anche con la pressione dei criminali stranieri (ah già, tutte balle della Lega populista e razzista…), il nostro Ministro leghista si è assunto la responsabilità di chiedere un aumento del numero di agenti: da qui al 2017, la nostra Polizia potrà contare su 50 agenti in più per la nostra sicurezza. E alcuni di loro sono già all’opera. Da qualche mese difatti 3 nuovi collaboratori altamente specializzati stanno lavorando nella lotta contro i crimini finanziari. Perché il Canton Ticino non diventi il rifugio di facinorosi individui. Ricordiamo poi che è allo studio per essere messa in atto il prima possibile, la task-force presso la Polizia cantonale voluta fermamente dal Ministro Gobbi per combattere gli abusi nel mondo del lavoro. E, vista la difficile situazione cui siamo confrontati giornalmente nel nost! ro Cantone con frontalieri e padroncini (viva gli spalancatori! di fron tiere liblab, PPDog e P$!), una squadra di polizia dedita a questo scopo è più che necessaria! 

Norman Gobbi non si ferma 

Il nostro 4×4 della politica per la sicurezza non si accontenta però di questi importanti successi. Un altro risultato è stato portato a casa questa settimana, con il Gran Consiglio che ha dato luce verde alla Centrale cantonale d’allarme (CECAL). La Centrale migliorerà la gestione delle urgenze che giungono ai numeri di telefono d’emergenza della Polizia – 117 – e dei pompieri – 118 – e accrescerà la collaborazione tra la Polizia cantonale e le Guardie di confine, pure presenti nel nuovo stabile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio gli interventi sul terreno sempre in favore della nostra sicurezza. Sarà anche migliorato il lavoro delle Polizie comunali, grazie a uno specifico programma informatico: ciò che ridurrà ancor di più i tempi d’intervento. 

Aspetto, quest’ultimo, molto importante per tutti i cittadini! 

Risposte concrete ai Ticinesi 

Norman Gobbi ha dato delle risposte concrete ai Ticinesi, che da tempo chiedevano misure a favore della loro sicurezza. Le risposte del nostro Norman si sono tradotte in una strategia chiara e concreta, che ha consentito di raggiungere risultati importanti. Una strategia volta a riportare le forze dell’ordine sul terreno, togliendole dalle scrivanie, e quindi maggiormente vicine ai cittadini, migliorando nel contempo l’efficacia degli interventi. 

Una strategia che Norman Gobbi vuole continuare a portare avanti, per un Ticino più sicuro e per dei Ticinesi più tranquilli! 

MDD 

Qualche dato significativo attività Polizia 2014: 

-25% furti negli appartamenti 

-20% truffe 

0 truffe dei falsi nipoti su 116 tentativi! 

-13.5% inchieste su reati finanziari 

-4% di rapine 

-18% omicidi, assassini, lesioni gravi

Una scelta giusta e ora avanti!

Una scelta giusta e ora avanti!

È con grande piacere che partecipo nuovamente, anche a nome del Consiglio di Stato, alla vostra assemblea annuale. Una realtà quella del tiro con tutti i valori connessi, che merita la giusta attenzione da parte delle Autorità in quanto – oltre ad essersi sempre dimostrata leale servitrice delle istituzioni – adempie a compiti delegati da Leggi federali, in favore di Comuni, Cantoni e Confederazione, e della sicurezza nazionale. Per poter svolgere questi compiti, la FTST e le sue società necessitano però di un’adeguata infrastruttura per lo svolgimento del tiro (militare e sportivo) garante delle Leggi, non solo ambientali, ma anche delle esigenze dei tiratori.

In questi anni il Governo, e in particolare il Dipartimento delle istituzioni, maggiore referente per molti aspetti che toccano il mondo del tiro, hanno portato avanti cambiamenti e progetti che permetteranno di sviluppare maggiormente i diversi compiti.
Il primo cambiamento riguarda la copertura dei costi generati dagli stand di tiro che deve essere garantita dai Comuni sulla base delle normative federali. La fase di applicazione è appena iniziata e il 18.03.2015 si è svolto un incontro informativo con le Società di tiro e i Comuni per spiegare in dettaglio le modalità di questo nuovo sistema e il formulario di calcolo per queste spese. La documentazione verrà completata con un tariffario per le prestazioni concordato tra Sezione del militare e protezione della popolazione, la FTST e l’ufficiale federale di tiro.
Le Società potranno presentare i propri preventivi e consuntivi con le spese per la manutenzione e l’esercizio del poligono a cui fanno capo al loro Comune di riferimento. Questo permetterà alle Società di non doversi assumere dei costi che spettano e devono essere assunti dai Comuni a favore della Difesa nazionale.
Negli ultimi anni infatti, con la libera circolazione dei tiratori e la soppressione delle entrate che venivano garantite dai militi provenienti da altri Comuni, le Società di tiro hanno visto i loro bilanci presentare delle cifre rosse portandone alcune addirittura alla chiusura.

Inoltre, non è stato possibile per le Società di tiro ammodernare gli impianti per tempo evitando altre spese. Situazione che vede quindi molti impianti, in particolare i bersagli, ad aver superato i 20 e in alcuni casi addirittura i 30 anni di vita.
Con questo sistema le Società potranno, assieme ai Comuni, pianificare al meglio gli investimenti necessari per mantenere in efficienza i poligoni diminuendo nel contempo anche le spese di gestione.

Anche l’iter per la realizzazione del poligono di tiro regionale coperto del Monte Ceneri ha compiuto un ulteriore passo avanti.
Il Consiglio di Stato ha avvallato l’ipotesi di centro regionale polifunzionale nella seduta dell’8 luglio 2014 decidendo contemporaneamente di dare l’avvio alle procedure necessarie per consolidarla dal profilo pianificatorio.
La pubblica consultazione nella scheda di Piano direttore cantonale V10, avvenuta da dicembre a fine gennaio, ha portato ad osservazioni ora in fase di valutazione della SMPP e del Dipartimento del Territorio a cui seguirà un rapporto al Consiglio di Stato. La scheda, nella sua forma definitiva che tiene conto anche di queste prime osservazioni, dovrà essere ulteriormente oggetto di deposito presso i Comuni, per poi passare per approvazione definitiva in Gran Consiglio.
Attualmente il Dipartimento delle istituzioni sta già valutando insieme con il Dipartimento del Territorio gli studi/mandati necessari per la fase successiva, vale a dire l’elaborazione del PUC, che completerà le basi pianificatorie necessarie. In seguito, secondo la tempistica programmata, sono previste la stipulazione degli accordi con i partner per il finanziamento, entro il 2016 la progettazione e il relativo messaggio per il finanziamento stesso e, tra il 2017 e il 2019, i concorsi e la loro attribuzione, l’esecuzione dei piani e la realizzazione finale. Questo senza considerare eventuali ricorsi o referendum.

La nuova proposta si basa sul presupposto di conciliare le necessità di diversi attori, centralizzandole in un’area, alla ricerca di coordinamento e possibili sinergie: tiro fuori servizio, militari, sportivi, cacciatori, Guardie di confine e forze di Polizia.
Si sono quindi sviluppati e definiti ulteriori scenari di utilizzazione delle infrastrutture. In primo luogo sono state precisate le necessità delle Guardie di confine, scaturendo in una ridefinizione dei contenuti dello stabile polifunzionale, da destinare prevalentemente al corpo federale. In secondo luogo è emersa l’ipotesi di insediare presso il poligono regionale e stabile polifunzionale anche il centro di formazione della Polizia cantonale, attualmente situato in un vecchio stabile ad originaria funzione artigianale a Giubiasco, non più conforme alle necessità di questo settore.

L’analisi delle attività e delle esigenze tecniche, formative ed organizzative dei singoli corpi ha portato alla formulazione di diversi elementi progettuali:

  • Un poligono di tiro regionale coperto. L’edificio comprende la casa del tiratore e bersagli di diverse tipologie e distanze (da 10 m a 300 m), compresi locali di servizio. Si situa sull’area dell’attuale impianto militare di 300 m, incuneandosi all’interno del terreno inclinato. Una parte dell’edificio è quindi infossata all’interno di uno scavo, risultando poco visibile dalle aree circostanti.
  • Un edificio multifunzionale destinato ad assorbire prevalentemente le esigenze d’istruzione dell’Amministrazione federale delle dogane (AFD) / Corpo delle Guardie di confine reg IV, e sarà realizzato e finanziato dalla Confederazione (Dipartimento delle finanze), con eventuale possibilità di soddisfare le esigenze della Polizia cantonale e delle Polizie comunali previo piano di occupazione da concordare.

Il programma degli spazi deve prevedere due tunnel per il tiro a 30 m, un locale tattico multifunzionale con accessibilità veicolare dall’esterno, una sala principale per la teoria e diversi locali di servizio.

Il dimensionamento del poligono regionale si basa sul presupposto di assorbire le attività degli stand da smantellare (Canobbio-Porza, Bellinzona-Giubiasco e Origlio-Cureglia), ma presenta pure un margine per accogliere gli utenti di altre strutture locali non conformi ai limiti fonici fissati dall’OIF, che diventerebbero inevitabilmente meno attrattive dal profilo funzionale, nonché per le esigenze di competizioni sportive di medie dimensioni.
La futura struttura permetterà ai Comuni interessati di disporre di un’infrastruttura moderna, completa e funzionale, nonché per abitanti e istituzioni di poter recuperare aree pregiate e strategiche per lo sviluppo delle aree urbane. Un investimento per la sicurezza, per la promozione dello sport del tiro e venatorio, un recupero importante di qualità di vita e valori immobiliari nelle zone attualmente adiacenti i poligoni urbani.

Il prossimo anno Il Ticino organizzerà nuovamente una grande manifestazione di tiro con il Tiro Cantonale Ticinese 2016. Una grande festa organizzata per accogliere migliaia di Confederati per dimostrare ancora una volta come il nostro Cantone è fieramente legato alle tradizioni del nostro Paese e custode di un sano patriottismo. Un evento che il Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino saluta con orgoglio.

Personalmente esprimo stima e riconoscenza per il lavoro che le società di tiro svolgeranno e sempre svolgono nell’interesse pubblico e per l’immancabile attaccamento alle istituzioni elvetiche.

Vi ringrazio dell’attenzione.

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea annuale FTST.  28 marzo 2015 – Biasca
– Fa stato il discorso orale –

Nuovo comandante al Monte Ceneri

Nuovo comandante al Monte Ceneri

Si è tenuta ieri la cerimonia di passaggio di testimone tra Martino Righetti ed il suo successore Giordano Elmer. Alla presenza del consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi e del suo omologo grigionese Christian Rathgeb, nonché di diversi alti ufficiali superiori, si è tenuta ieri nella palestra della piazza d’armi di Monte Ceneri la cerimonia di passaggio del testimone del comando del centro di reclutamento.

Dopo otto anni alla testa del centro, il colonnello SMG Martino Righetti lascia l’incarico, per raggiunti limiti d’età, al colonnello Giordano Elmer, che entrerà in carica il prossimo 1° aprile.

Collaborazione al servizio della sicurezza

Collaborazione al servizio della sicurezza

Quest’anno il vostro invito mi è ancora più gradito visti i dati sulla sicurezza che sono stati presentati ieri durante la conferenza stampa annuale sul rapporto di attività della Polizia cantonale. Risultati positivi per il nostro Ticino a cui anche voi avete contribuito.

Le Polizie comunali costituiscono infatti un partner fondamentale nel garantire la sicurezza e l’ordine pubblico attraverso, in modo particolare, l’espletamento dei compiti di prossimità. La sicurezza è un gioco di squadra e il 2014 premia l’importante lavoro svolto negli ultimi anni sia a livello strategico che operativo.
Questi risultati sono dovuti a una costante presenza capillare sul territorio, grazie all’impegno nel pattugliamento da parte degli agenti della Polizia cantonale, alla incrementata collaborazione con i partner della sicurezza, polizie comunali e Guardie di confine. Un lavoro prezioso che spesso si rivela determinante anche per l’avvio di inchieste giudiziarie.

Le sinergie sempre più strette tra la Polizia cantonale e le Polizie comunali concretizzano l’obiettivo politico, sancito nella Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali (LCPol), di istituire un sistema volto a migliorare il coordinamento degli interventi in modo da conferire al funzionamento generale del dispositivo di sicurezza maggiore efficacia operativa e copertura di intervento sull’intero territorio cantonale.
In questo contesto, entro il 1. settembre 2015, i Municipi, unitamente ai propri legislativi, dovranno conformarsi a quanto stabilito dalla LCPol concludendo al più presto la riorganizzazione delle Polizie comunali in modo che possano diventare Corpi strutturati e svolgere tutti i compiti di base, rispettivamente a stipulare le convenzioni di collaborazione con un Comune che dispone di una simile struttura.

La collaborazione interforze è considerata la migliore soluzione per lottare in maniera ancora più efficace contro puntuali fenomeni criminali che interessano il Ticino: l’incremento del coordinamento, lo scambio di informazioni delle forze in campo e il rafforzamento della presenza preventiva delle forze dell’ordine in una determinata regione colpita da un fenomeno puntuale, sono tutte attività indispensabili.
L’obiettivo è di dare maggiore visibilità alle forze dell’ordine sul territorio, scoraggiando al contempo il ripetersi dei fenomeni criminali.

Per ulteriormente meglio coordinare l’attività di Polizia cantonale sul territorio con le Polizie comunali e le Guardie di confine, all’inizio del mio mandato è stata avviata la nuova organizzazione della Polizia cantonale ticinese, con lo scopo di garantire sul medio-lungo termine un elevato grado di sicurezza nel Canton Ticino e per permettere di adeguare le strutture ai nuovi fenomeni e alle mutate condizioni quadro.
Per incrementare qualità, efficienza e rapidità delle prestazioni della Polizia cantonale, dal
1. luglio prossimo, l’attività della Gendarmeria sarà riorganizzata sul territorio cantonale in cinque reparti: Mendrisiotto, Luganese, Locarnese e Valli, Bellinzonese e Alto Ticino.

Oltre alla sicurezza oggettiva comprovata dai dati concreti, per il benessere dei Ticinesi è anche importante la sicurezza percepita. E voi con la vostra presenza garantite sempre maggiore sicurezza in risposta alla situazione di disagio percepita dai cittadini.
Negli scorsi anni sono state promosse diverse operazioni congiunte con Polizia cantonale, Guardie di Confine e Polizie comunali (DISCOMO, PREVENA, SUD, BLU) che hanno raggiunto lo scopo non solo di diminuire i reati, identificare e fermarne gli autori, ma di migliorare il contatto e la fiducia tra il cittadino e le forze dell’ordine. Il vostro impegno sul campo si rinnova quotidianamente per mantenere alta la qualità della vita in questo territorio, con un lavoro costante ed attento, mirato ad aumentare e potenziare la sicurezza reale, ma anche percepita.

Per proseguire su questa importante strada bisogna dotarsi inoltre di risorse tecniche e informatiche atte ad aumentarne l’efficienza e l’efficacia dell’operato.
Il nuovo sistema di condotta operativa (FUELS) permetterà di meglio coordinare l’interventistica a favore di una riduzione dei tempi di intervento, grazie anche al coinvolgimento delle Polizie comunali nel sistema. Il progetto è in fase di implementazione presso la Polizia cantonale e le Guardie di Confine e si vorrebbe estenderlo infatti anche alle comunali attraverso un progetto pilota. All’installazione del nuovo sistema integrato di aiuto alla condotta per tutte le forze dell’ordine coinvolte nel progetto, gli addetti ai lavori avranno a disposizione mezzi tecnici adeguati e i cittadini potranno contare su una gestione delle urgenze ancor più flessibile e organizzata. In particolare, il progetto permetterà di razionalizzare le risorse in gioco (personale, apparecchiature, investimenti) garantendo la presenza sull’arco della giornata di operatori di centrale professionisti in grado di rispondere agli allarmi provenienti da settori diversi; di utilizzare tecnologie d’avanguardia e al passo con i tempi; di uniformare le misure d’urgenza adottate e migliorare la qualità degli interventi.

I successi raggiunti costituiscono una solida base con cui affrontare le sfide future che attendono il Ticino, uno stimolo per prodigarsi ulteriormente a favore della sicurezza del nostro territorio. Perché sono i risultati a migliorare la percezione di sicurezza nella popolazione.
La sicurezza è una condizione quadro dell’attrattività di uno Stato, un elemento centrale per la stabilità del nostro Ticino, un valore per la nostra economia e una garanzia per il suo funzionamento.
Il filosofo Thomas Hobbes, già nel Seicento, vedeva nello Stato l’entità il cui principale compito era appunto quello di garantire la sicurezza dei cittadini. Per Hobbes, laddove non ci sia un’autorità riconosciuta che faccia rispettare i patti “non è possibile alcuna industria, perché il suo frutto è incerto, e quindi non c’è agricoltura, né navigazione, né calcolo della superficie terrestre, né calcolo del tempo, né arti, né lettere, né società; e quel che è peggio, dominano la continua paura ed il pericolo di morte violenta, e la vita dell’uomo è corta, solitaria, povera, sordida e bestiale”.

Un personale ringraziamento a tutti voi che con il vostro impegno e la vostra professionalità contribuite alla sicurezza di tutti noi.

Vi ringrazio dell’attenzione.

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea annuale APCTi.  25 marzo 2015 – Lugano
– Fa stato il discorso orale –

Forza, visione, saggezza

Forza, visione, saggezza

Il cocktail senza età necessario per governare questa società globale e complessa. Dici giovane e, immediatamente, pensi a: entusiasmo, gioia di vivere, energia, visione e innovazione. Poi, magari, pensi anche ai 20 anni: ai tuoi e a quelli altrui. Poco originale, ma logico, visto che, proprio tra i 18 e i 22 anni per le donne e tra i 20 e i 25 per gli uomini, lo sviluppo fisico giunge a compimento. E poi… poi pensi ai giovani d’oggi, a quelli che si presentano per chiedere un posto di lavoro e ai quali si risponde domandando: “Ha fatto esperienze? e, in caso affermativo, quali?”. Pensi ai giovani che stanno lavorando come volontari e a quelli che viaggiano per il mondo cercando di capire come “gira” fuori dai protettivi confini nazionali. Pensi a quelli che hanno rinunciato ai loro sogni e a quelli che stringono i denti perché i loro sogni li vogliono realizzare. Giovani!… A cadenze regolari – e le elezioni sono una di queste – vengono blanditi e coccolati. Di questi tempi soprattutto. Avere in lista uno o più giovani, sembra costituire – quasi esistesse una tacita proprietà transitiva – un segno di vitalità per il partito che li propone. Ma… c’è un ma.

Il limitar di gioventù

La speranza media di vita, in Svizzera, dal 1900, é praticamente raddoppiata: da 46 a più di 80 anni per gli uomini e da 49 a 85 anni per le donne. Nel 1981 era di 72,4 anni per gli uomini e di 79,2 per le donne; nel 2011 siamo a 80,3 per gli uomini e a 84,7 per le donne. In altri termini: lo sviluppo fisico continua a terminare tra i 22 e i 25 anni, ma il “limitar di gioventù” si è innalzato. A 35, 36, 37 si è ancora giovani (anagraficamente parlando).

È così che negli ultimi 30 anni, il Ticino ha eletto cinque consiglieri di Stato “giovani”: Fulvio Caccia, Rossano Bervini, Marina Masoni, Marco Borradori e Norman Gobbi. È così che, adesso, a sollecitare un mandato per il Gran Consiglio, ci sono ben 106 candidati al di sotto dei 30 anni. Giovani che parlano ai giovani? Giovani che hanno visioni anche per una società che invecchia sempre più? Giovani che vogliono essere tali o che, semplicemente, nella società del tutto dovuto, percorrono vie che piacciono agli anziani: chiusura dei confini, chiusura degli spazi di cultura alternativa, chiusura per una maggiore sicurezza e una minore libertà, supremazia del diritto nazionale su tutti gli altri? Ce n’è, davvero, per tutti i gusti. Dove li si trovano, i giovani? Il partito che propone il maggior numero di candidati è l’MPS-PC (29), quello che ne propone meno: i Verdi del Ticino (11).

Votare giovane?

Personalmente rispondo sì. La mia candidata, il mio candidato, deve però possedere i tre elementi base del cocktail che, negli aperitivi di partito, sono in pochi ad offrire: forza, visione, saggezza. E, senza far torto a Bertrand Russel quando sostiene che «Se non sei socialista a 20 anni vuol dire che non hai cuore, ma se non sei conservatore a 50 vuol dire che non hai cervello», continuo ad essere convinta che per governare un Paese oggi sia indispensabile un genio. Quello, per capirci, proposto da Edgard Lee Masters con il suo Alexander Throckmorton : “Quando ero giovane, avevo ali forti e instancabili, ma non conoscevo le montagne. Quando fui vecchio, conobbi le montagne, ma le ali stanche non tennero più dietro alla visione. Il genio è saggezza e gioventù”.

Matilde Casasopra (RSI)

http://www.rsi.ch/speciali/informazione/elezioni-cantonali-2015/commenti/Forza-visione-saggezza-4128104.html

Più sicurezza anche per il Mendrisiotto

Più sicurezza anche per il Mendrisiotto

Dal Mattino della domenica, 22.03.2015. La riorganizzazione della Polizia voluta da Norman Gobbi rafforzerà la sicurezza dei Ticinesi.

Norman Gobbi, il nostro 4×4 della politica per la sicurezza, non si ferma e alle parole preferisce sempre i fatti. A chi in questa lunga campagna elettorale lo accusa del fatto che il Ticino non sia più un posto sicuro a causa dell’amministrazione leghista, il nostro Norman risponde con i dati oggettivi (- 20% di furti tra il 2013 e il 2014, come ha riferito la R$I !!!) e soprattutto con la realizzazione dei progetti che rafforzano la sicurezza sul nostro territorio. Progetti portati avanti in questi quattro anni dal ministro Gobbi e frutto della tenacia che ha sempre contraddistinto il suo operato. 

Rafforzare la sicurezza dei Ticinesi

L’obiettivo di Norman Gobbi è sempre stato quello di aumentare la sicurezza del Canton Ticino, sia oggettiva – quella delle statistiche per intenderci – che soggettiva, ovvero quella che ognuno di noi percepisce. E per farlo in questi quattro anni ha dotato la Polizia cantonale di mezzi tecnologici migliori, perché possa intervenire ancor più in maniera efficace per tutelare noi cittadini. Ha inoltre deciso sul medio-lungo termine, come organizzare le sedi di polizia sul territorio cantonale e non da ultimo, il nostro ministro ha dato più agenti alla Cantonale, ma non per star dietro alle scrivanie, ma per essere sul campo a fronteggiare i delinquenti stranieri che pensano di venire a delinquere indisturbatamente nel nostro Paese e tornarsene poi a casa loro in libertà. Ah già. Tutte balle della Lega populista e razzista (e da qualche settimana anche “fascista”) che siamo invasi anche dai criminali stranieri! Ebbene, anche per far fronte all’ondata di criminalità d’importazione, Norman Gobbi ha promosso la nuova organizzazione della Gendarmeria della Polizia cantonale. Se fino ad oggi le unità mobili partivano dalle sedi cantonali di Camorino e Pambio-Noranco, dal 1. luglio l’attività della Gendarmeri verrà regionalizzata a favore di una maggior presenza degli agenti sul territorio e suddivisa in cinque reparti: Mendrisiotto, Luganese, Locarnese e Valli, Bellinzonese e Alto Ticino, Stradale. Una nuova organizzazione che permetterà di aumentare l’efficacia e la rapidità degli interventi della Polizia; una nuova organizzazione che riporterà gli agenti di Polizia vicino ai cittadini!

Una misura a favore del Mendrisiotto

Il Mendrisiotto vive da alcuni anni una situazione non facile, in particolare a causa della sua vicinanza con le frontiere che gli europeisti – liblab, PPDog e P$ – hanno voluto aprire con i Bilaterali (grazie!). Una decisione scellerata a cui solo la Lega dei ticinesi si è sempre opposta, fin dal principio! Per questo motivo Norman Gobbi è voluto tornare ad un maggior presidio del territorio, anche in questa regione, costituendo il I° Reparto della Gendarmeria proprio nel Mendrisiotto. Una misura che consentirà di ottimizzare pure la collaborazione tra la Polizia cantonale, le Comunali e le Guardie di confine, fondamentale, con queste ultime in particolare, alfine di tenere sotto controllo le nostre frontiere. 

Continuare a lavorare per la nostra sicurezza

Norman Gobbi in questi quattro anni ha sempre lavorato per la sicurezza del Ticino e dei Ticinesi:  ha aumentato il numero di agenti presenti sul territorio, riorganizzando la Polizia cantonale e dotandola di mezzi moderni per compiere il suo importante lavoro, stimolando pure la collaborazione interforze. La chiusura notturna dei valichi secondari, spinta a Berna dalla nostra Roberta Pantani e sostenuta fermamente dal ministro leghista Gobbi, sarà un’altra importante misura che renderà più sicuri i nostri confini. Tutti i leghisti sono dunque in campo per migliorare la sicurezza del Canton Ticino, capitanati dal nostro “4×4 della politica per la sicurezza” Norman Gobbi che, in questi quattro anni, si è impegnato con dedizione alfine di accrescere la sicurezza di ogni singolo Ticinese!  Avanti così!

Lega dei Ticinesi

Il Nano, il Mattino e la sfida che ci attende

Il Nano, il Mattino e la sfida che ci attende

25 anni del Mattino: per continuare sulla strada segnata abbiamo bisogno di tutti i Ticinesi!

Quanto manca il Nano al nostro Cantone, al Ticino che lui tanto aveva a cuore? Molto, moltissimo. Manca la sua genialità nell’affrontare i diversi temi e soprattutto la sua capacità di comprendere i bisogni dei cittadini Ticinesi. Una capacità innata ma frutto anche del fatto che il Nano, con la gente, ci stava veramente. Come amava ricordare, lui il sabato non andava a giocare a golf in un qualche club esclusivo, ma al contrario accoglieva nel suo ufficio tutte le persone che ogni giorno si rivolgevano a lui per chiedere una mano, un aiuto. E il Nano era sempre lì, pronto ad ascoltarli e a cercare di trovare una soluzione alle loro preoccupazioni. Era da qui che probabilmente nasceva la sua naturale propensione a capire il Popolo ticinese.

25 anni per il Ticino e i Ticinesi

Proprio per il Popolo ticinese, 25 anni fa il Nano si è lanciato, insieme a Flavio Maspoli, in quella fantastica avventura dal nome “Il Mattino della Domenica”. Un giornale per la gente; un giornale contro la partitocrazia e volto a dare voce a chi, di voce, prima di quel fatidico 18 marzo 1990 non ne aveva. Ricordo ancora quando, durante la mia adolescenza, la domenica mattina mi recavo trepidante a prendere il Mattino. Furono proprio gli ideali difesi dal giornale a conquistarmi e a spingermi ad abbracciare il nostro Movimento! Negli anni il Mattino, insieme a tutta la Lega, ha combattuto diverse battaglie in favore del Canton Ticino. Dai Bilaterali alla manodopera frontaliera, siamo sempre stati lì, in prima linea e prima di tutti, per tutelare gli interessi dei Ticinesi. C’era chi, nel 1990, dava sei mesi di vita al Mattino; c’era chi, nelle cantonali del 2007, pregustava la fine della Lega; c’era chi, due anni fa, dava sei mesi di vita al giornale dopo la scomparsa del nostro Nano. Noi invece non abbiamo mai mollato e, dopo 25 anni, il Mattino e la Lega sono ancora qui, per il Ticino e i Ticinesi!

Ticinesi: abbiamo bisogno di voi!

Ora siamo chiamati a proseguire sulla strada segnata dal Mattino e dal nostro presidente a vita. Il Nano guida sempre il nostro operato e i suoi insegnamenti sono vivi dentro tutti noi. Personalmente, anche assumendo importanti cariche istituzionali non ho mai perso lo spirito leghista, quello spirito che si traduce nella volontà di lavorare a favore del Canton Ticino. Se il Nano oggi fosse qui metterebbe tutti in guardia. La sfida che ci attende il 19 aprile è di quelle difficili: siamo l’avversario da battere e tutti gli altri partiti sognano di scalzarci dalla nostra posizione. Ancora una volta, non dobbiamo mollare! Dobbiamo continuare ad impegnarci, ogni giorno, a favore dei nostri cittadini, ascoltando le loro preoccupazioni e adoperandoci per trovare delle soluzioni concrete ai loro problemi. Questo è uno degli insegnamenti più grandi che ci ha lasciato il Nano, questo è il motivo per cui 25 anni fa nasceva il Mattino e per cui nel 1991 è stata fondata la Lega. Un giornale per la gente, un Movimento per i Ticinesi!

GRAZIE!

Norman