Il mercoledì a tavola assieme

Il mercoledì a tavola assieme

Da CDT.CH l Norman Gobbi sdogana il pranzo in comune del Governo: “Voglio alimentare uno spirito conviviale”.

Nuovo Governo, nuove abitudini. L’Esecutivo ha tenuto la sua prima riunione del mercoledì e da adesso in avanti sarà questa la giornata dedicata alla riunione settimanale. Ma non  è tutto: «Il mercoledì – ci ha detto il presidente Norman Gobbi – andremo a pranzo assieme. Vuole essere l’inizio di una nuova tradizione, anche per alimentare uno spirito conviviale, perché lo spirito di squadra è importante».

E c’è un’altra novità, sempre promossa dal presidente Gobbi: «Creare una sorta di casa von Wattenwyl per imitare ciò che avviene a Berna e incontrare anche noi, a scadenze regolari o per questioni puntuali, i presidenti e i capogruppo dei partiti di Governo. Vogliamo iniziare la legislatura in maniera costruttiva per evitare le incomprensioni del passato quadriennio. Sono convinto che parlandosi e restando in contatto si possano evitare malintesi e tensioni inutili».

Il Governo torna al lavoro

Il Governo torna al lavoro

Da RSI.CH l Prima riunione del Consiglio di Stato ticinese dopo le elezioni cantonali.
Il Governo ticinese è tornato a riunirsi per la prima volta dopo le elezioni del 19 aprile e i consiglieri di Stato si sono impegnati nella preparazione della riunione di clausura, prevista per l’inizio di giugno, durante la quale saranno definite le priorità della legislatura appena cominciata.

Al termine dei due giorni di vertice, sottolinea Norman Gobbi, l’obbiettivo è di avere delle idee chiare e condivise in modo da potersi confrontare con i partiti.

Il presidente del Consiglio di Stato vuole pure evitare il rapporto conflittuale tra Governo e Parlamento che ha segnato l’ultimo quadriennio.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-Governo-torna-al-lavoro-4490434.html

Gobbi, Vitta e il futuro del Ticino

Gobbi, Vitta e il futuro del Ticino

Da CDT.CH l Prima uscita della legislatura per i consiglieri di Stato: “Il Ticino ha bisogno di progetti”.
Uno abita a nord, ad Airolo. L’altro a Sant’Antonino, a sud, paese di cui per 15 anni è stato sindaco. Il territorio che sta in mezzo (e non solo) lo conoscono bene. E nei prossimi anni impareranno di sicuro a conoscerlo ancora meglio. Sarà stata probabilmente solo una fortuita coincidenza di date, ma il presidente del Governo Norman Gobbi e il consigliere di Stato fresco di elezione Christian Vitta hanno scelto l’assemblea dell’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e valli (ERS-BV), svoltasi giovedì sera, per la prima uscita pubblica della legislatura. I ministri nel loro breve intervento hanno posto l’attenzione sull’importanza dell’Alto Ticino per «disegnare» il Cantone che verrà. Un Cantone, ha osservato il confermato direttore del Dipartimento delle istituzioni, che a breve sarà confrontato a due importanti sfide: l’apertura della galleria di base del San Gottardo e il risanamento del tunnel autostradale (sempre del San Gottardo): «Governo, Comuni e gli enti regionali devono impegnarsi, assieme, affinché l’alta Leventina non resti isolata in occasione degli interventi previsti nel traforo». Detta in parole povere, significa sostenere la costruzione del secondo tubo, tema sul quale i cittadini svizzeri si esprimeranno nel 2016 (verosimilmente il 28 febbraio).

Per Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, il Ticino ha bisogno di «progetti incentrati sul medio-lungo termine. Sarà un piacere per me lavorare con l’ERS-BV e gli altri enti regionali, i quali denotano un forte dinamismo. A livello professionale negli ultimi anni mi sono fatto un’idea delle esigenze delle valli e dello spirito e della voglia che i diversi attori hanno nel portare avanti le iniziative». L’ex sindaco di Sant’Antonino ha infatti curato gli studi di alcune aggregazioni. Nel Sopra- e nel Sottoceneri. Ha toccato per mano le realtà locali. Lo stesso dicasi per Norman Gobbi, secondo il quale gli enti regionali sono un «valore aggiunto in un contesto economico, quello ticinese, dove vi sono difficoltà ad attirare nuove aziende».

Inoltrate ben 160 candidature per «Mister turismo» bleniese

Se non è un record poco ci manca. Sono state inoltrate ben 160 candidature per il posto di responsabile della futura antenna dell’ERS-BV per la Valle di Blenio (cfr. il CdT del 24 febbraio). La scrematura ha ridotto a 15 i papabili (la metà di origini bleniesi), di cui sette hanno avuto un colloquio con i sindaci dei tre Comuni (Serravalle, Acquarossa e Blenio) e il direttore dell’ente Raffaele De Rosa. Il o la prescelto/a verrà nominato/a a breve, in quanto l’entrata in servizio è prevista entro l’estate.

“Abbiamo chiesto l’espulsione”

“Abbiamo chiesto l’espulsione”

Da RSI.CH l Norman Gobbi conferma la richiesta fatta a Berna per allontanare dalla Svizzera il giovane vicino a posizioni dell’IS.
“Il Dipartimento delle Istituzioni ha inviato una richiesta di espulsione in data 10 marzo, dopo aver ricevuto informazioni di polizia”.  Sono parole del direttore Norman Gobbi, che conferma quanto anticipato da Liberatv, e sono riferite al cittadino di nazionalità marocchina vicino a posizioni dell’IS intervistato giovedì da Falò.

Quanto alle effettive possibilità, che questa richiesta venga accolta il responsabile delle Istitizioni è cauto: “L’auspicio è quello. Ciò detto la nostra legge federale è buonista e tutelante nei confronti di questa tipologia di persone”.
Gobbi precisa infine che “da parte nostra siamo contrari alla presenza sul territorio di persone il cui obbiettivo è di radicalizzare i mussulmani”.

Il Governo si è insediato

Il Governo si è insediato

Da RSI.CH l La cerimonia si è svolta nella sala del Gran Consiglio, a palazzo delle Orsoline a Bellinzona – VIDEO
Il nuovo Consiglio di Stato si è insediato ufficialmente – e tra gli applausi – giovedì mattina alle 10.00 a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona. La cerimonia è durata circa mezz’ora ed è stata costellata da quattro intermezzi musicali a cura del Conservatorio della Svizzera italiana.

Nell’aula del Gran Consiglio – gremita per l’occasione da parte di autorità, delegati partitici e comunali, parenti ed invitati personali dei neoeletti – hanno prestato dichiarazione di fedeltà gli uscenti Claudio Zali e Norman Gobbi della Lega dei ticinesi, Manuele Bertoli del partito socialista, Paolo Beltraminelli del partito popolare democratico ed il nome nuovo di questa legislatura, Christian Vitta, del partito liberale radicale, che subentra a Laura Sadis. La dichiarazione di fedeltà è stata resa dinanzi al giudice Mauro Ermani, assistito dal cancelliere dello Stato Giampiero Gianella.
“Auguro ai consiglieri di Stato – ha dichiarato in aula il presidente del Tribunale di appello – di lasciarsi alle spalle le tossine di questa lunga campagna elettorale”. Perché , oggi, con la prima seduta di Governo e l’attribuzione dei Dipartimenti, iniziano ufficialmente i lavori della nuova legislatura.

Dipartimenti, tutto invariato

Al termine della cerimonia i consiglieri di Stato si sono riuniti e, poco dopo mezzogiorno, il neo-presidente del Governo, Norman Gobbi, ha annunciato, come prevedibile, lo status quo dei dipartimenti: a Claudio Zali quello del territorio, allo stesso Gobbi le istituzioni, a Manuele Bertoli l’educazione, a Paolo Beltraminelli la sanità e a Christian Vitta, subentrante di Laura Sadis, le finanze.
joe.p./ang

Rechtspopulisten verteidigen beide Sitze

Rechtspopulisten verteidigen beide Sitze

Da Neue Zürcher Zeitung (foto: Keystone) l Die Tessiner Regierungsratswahlen bestätigen die bestehende Tendenz nach rechts. Die Lega bleibt stärkste Kraft in der fünfköpfigen Tessiner Regierung. Wie erwartet ist der Freisinn mit seinem Angriff auf den zweiten Staatsratssitz der Rechtspopulisten gescheitert.

Im Radrennfahrer-Trikot präsentierte sich ein zurückhaltender Tessiner FDP-Präsident Rocco Cattaneo am Sonntagnachmittag vor den TV-Kameras. Das Bild ist bezeichnend: Der Freisinn, der einst im Südkanton die unbestrittene Leaderposition innehatte, musste einige Gänge zulegen, wollte er gegen die Lega antreten und einen zweiten Regierungsratssitz zurückerobern. Jenen, welchen die Rechtspopulisten der FDP bei den letzten Kantonalwahlen im Jahr 2011 abspenstig machten, womit sie die relative Mehrheit im fünfköpfigen Staatsrat errangen.

Aufgrund technischer Probleme mit beschädigten Wahlzetteln kamen erst am späten Abend die endgültigen Ergebnisse der Staatsratswahlen zustande. Diese gehen als schweizweite Seltenheit noch immer im Proporzverfahren über die Bühne. Punkto Duell des Freisinns mit der Lega zeigten die Resultate schliesslich eine leicht ambivalente Situation: Die Rechtspopulisten können ihre beiden Sessel dank genügend persönlichen Stimmen für ihre Magistraten Claudio Zali (83 307 Stimmen) und Norman Gobbi (73 540 Stimmen) im Staatsrat halten, verlieren aber spürbar an Wählerstimmen (27,7 Prozent, 2011: 29,8 Prozent).

Lega leidet wegen SVP
Besonders auffällig ist der Verlust von Wählerstimmen für die Lega ausgerechnet in ihrer Hochburg Lugano (5,6 Prozent weniger auf 30,8 Prozent). Der kantonsweite Rückgang dieser Stimmen erfolgte vor allem zugunsten des neuen Rechtsblocks namens La Destra, der unter Führung der SVP steht und der Lega im Gegensatz zu 2011 die Unterstützung versagte. Er konnte dadurch deutliche 4,5 Prozent aller Tessiner Stimmen auf sich vereinen und entzog wohl auch der CVP (ihr Staatsrat Paolo Beltraminelli erhielt 45 597 Stimmen) und der SP (43 694 Stimmen für Regierungsrat Manuele Bertoli) etliche Voten, da beide Parteien deutlich schlechter als erwartet abschnitten (CVP 17,5 Prozent; 2011: 19,9 Prozent; SP 14,8 Prozent, 2011: 16,3 Prozent). Die Grünen wiederum, die sich populistisch geben und gerne Themen rechts der Mitte pflegen, legten auch diesmal zu (6,6 Prozent), aber überraschenderweise nur sehr wenig (2011 gewannen sie 4 Prozent mehr Stimmen und kamen auf 6,1 Prozent). – Insgesamt bestätigen die diesjährigen Tessiner Regierungsratswahlen die bestehende Tendenz nach rechts. Interessant ist ausserdem, dass die FDP nach einem parteiinternen knappen Schlussspurt zwischen Luganos Stadtrat Michele Bertini und FDP-Grossratsfraktions-Chef Christian Vitta mit Letzterem (62 641 Stimmen) nur einen Staatsratssitz besetzt, aber mit 26,3 Prozent Wählerstimmen gegenüber 2011 immerhin um 1,3 Prozent zugelegt hat – der Rechtsblock konnte dem Freisinn also wohl nur wenige Stimmen wegschnappen. Offenbar schätzen die Wahlberechtigten an der FDP das wiederbelebte Prinzip der schonungslosen Offenheit wieder mehr, dulden aber weiterhin den wenig nützlichen Regionalismus, für welchen die Lega steht und welcher die Entwicklung des Südkantons dank engerem Zusammenwirken mit Bern hemmt. Insgesamt wurden 16,11 Prozent leere Wahlzettel eingereicht, was die deutlichen Stimmenverluste teilweise erklärt. – Erst im Laufe des Montags werden die Ergebnisse der Grossratswahlen bekannt. Hier zeichnet sich ein veritables Kopf-an-Kopf-Rennen zwischen FDP und Lega ab.

Briefwahl bereitet Sorgen
Apropos Briefwahl: Diesbezüglich sorgte in den Reihen des Freisinns einer seiner Grossratskandidaten für Konsternation. Zwei Tage vor dem Wahlsonntag begann die Tessiner Staatsanwaltschaft gegen Michele Kauz wegen Verdachts auf Wahlbetrug und Stimmenkauf zu ermitteln. Er soll via Facebook einer Grossratskandidatin der Grünen eine Fotografie zugeschickt haben, auf welcher ein Stoss Wahlzettel abgebildet ist. Dies seien die Stimmen, die er zu ihren Gunsten bereithalte, habe Kauz unter das Bild geschrieben. Davon erfuhr Grünen-Koordinator Sergio Savoia und meldete die Angelegenheit der Staatsanwaltschaft. Den Medien erklärte Kauz, er habe lediglich Verwandten und Freunden beim Ausfüllen der Wahlzettel geholfen und Empfehlungen abgegeben. Die Unterlagen seien nicht in seine Obhut übergegangen; die Betreffenden hätten die Wahlzettel selber abgeschickt. Savoia befürchtet, dass es sich um keinen Einzelfall handelt und die Kantonalwahlen womöglich annulliert werden müssen.

Die Briefwahl hatte bereits vorher für Schlagzeilen gesorgt. Es waren drei Anzeigen auf der Site eines Tessiner Online-Basars aufgetaucht, in denen unterschriebene, aber nicht ausgefüllte Wahlzettel feilgeboten wurden. Wie die Staatsanwaltschaft mitteilte, hat sie in diesem Zusammenhang gegen sieben Personen ermittelt. Dank ihrem Eingreifen konnten die Betreffenden keine Wahlzettel verkaufen, sondern reichten sie ordnungsgemäss ausgefüllt selber ein. Übrigens hat der Kanton Tessin die Briefwahl erst heuer eingeführt – und ist damit das Schweizer Schlusslicht.

NZZ, 20.04.2015, Peter Jankovsky

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Lega. L’urlo: «Siamo ancora qui»

Lega. L’urlo: «Siamo ancora qui»

Da Corriere del Ticino l Rieletti a pieni voti i due consiglieri di Stato uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali Festa al quartier generale tra abbracci e sospiri di sollievo – «La vittoria più bella»

Alle 20.20, quando mancava ancora il risultato di Mendrisio – e il distacco era di poco più di 700 schede – è iniziato qualche coro «Lega, Lega, Lega» e dall’interno del quartiere generale in via Monte Boglia i giovani leghisti hanno cominciato a portar fuori le bottiglie di prosecco per festeggiare. Ma l’euforia era ancora tutto sommato contenuta perché, di fatto, mancava la conferma ufficiale della vittoria. Poi alle 20.41 ecco uscire sul balcone del primo piano, quello dell’ufficio del Nano, Maruska Ortelli, Roberta Pantani e Antonella Bignasca al grido di «Abbiamo vinto a Mendrisio, è fatta» sventolando la bandiera leghista. E dalla folla si è alzato un boato, la tensione che ha tenuto banco nelle ore precedenti è stata tutta liberata, pure – per dirla tutta – con qualche «vaffa». E poi gli applausi, gli abbracci, le pacche sulle spalle date davvero con vigore. Ora è ufficiale, la Lega ha vinto le elezioni cantonali 2015, riconfermando i due candidati uscenti e con un risultato a livello di voti personali ben oltre le aspettative. Anche senza la macchina da voti Marco Borradori, il movimento di via Monte Boglia ha superato gli 80.000 voti personali con Claudio Zali. «Grande Mendrisio», «Abbiamo preso anche Mendrisio» si sente dire dai presenti. E poi via con la frase ripetuta quasi come un mantra, con la quale Norman Gobbi, alla festa del Conza aveva scaldato la platea: «Siamo ancora qui, siamo ancora qui». Senza dimenticare: «Nano, Nano, Nano». Già perché se questa è la prima elezione cantonale senza Giuliano Bignasca, Guliano Bignasca non è mai mancato: la maggioranza aveva la spilla con la faccia del Nano e la scritta «Non molleremo». «Abbiamo vinto senza l’aiuto di nessuno, solo grazie alla gente. Ora dobbiamo lavorare per ripagare questa fiducia in tutti gli ambiti» ci dice un emozionato Boris Bignasca che aggiunge: «Dedico questa vittoria a mio papà, a Flavio Maspoli, a Michele Barra e a Rodolfo Pantani». Accanto a noi un euforico Giancarlo Seitz iniziava a distribuire come da tradizione i suoi adesivi con scritto questa volta: Grazie ticinesi, Zali e Gobbi e un numero 2 con i colori ticinesi a fare da sfondo. «È la vittoria più grande, due anni fa alla morte del Nano, nessuno ci avrebbe scommesso» commenta una raggiante Antonella Bignasca, non prima di un abbraccio liberatorio con Norman Gobbi che, diciamolo, nemmeno dopo il risultato di Lugano si era rilassato del tutto. «Io lo dicevo che non era una vittoria scontata» conclude la figlia di Bignasca che fino all’ultimo ha preferito non esporsi troppo. «Io non sono come mio papà, non sento le cose». «È stata una partita che si è giocata fino all’ultimo minuto e devo dire grazie alla popolazione per l’appoggio» ci dice al volo Gobbi prima di essere preso d’assalto dei suoi sostenitori. Le bandiere continuano a sventolare, parte pure un «chi non salta liberale è» (più volte sentito durante il lungo pomeriggio di attesa).

E ci imbattiamo con un Michele Foletti dopo una doccia di birra e prosecco. Ma vuoi per l’orario, vuoi perché per scaramanzia la base leghista non aveva davvero preparato il dopo ai risultati definitivi, la festa leghista questa volta non ha avuto un finale in piazza. Né in piazza della Riforma, come quattro anni fa, e nemmeno in piazza della Foca a Bellinzona come aveva inzialmente ipotizzato Attilio Bignasca. «Io vorrei andare a Bellinzona con la bandiera europea listata a lutto» ci aveva detto prima di mezzogiorno.

Insomma i festeggiamenti sono rimasti in via Monte Boglia, in un gran viavai di gente ma, forse, meno intenso del solito. Anche perché su alcuni volti oltre all’entusiasmo abbiamo potuto vedere la stanchezza («no no, altro che piazza io voglio andare a mangiare una pizza»). «Sono contentissimo, è un grande risultato anche a Mendrisio siamo il primo partito» commenta Daniele Caversazio, aggiungendo che erano molte le incognite. E dalla folla si alza un «È stata la vittoria più bella, meglio di quattro anni fa».

Netoska Rizzi

Lega, capolavoro servito: Zali e Gobbi in Consiglio di Stato

Lega, capolavoro servito: Zali e Gobbi in Consiglio di Stato

Da Mattinonline.ch l La Lega ha riconfermato i due seggi in Consiglio di Stato. Una maggioranza relativa legittimata dall’aver corso da soli contro tutti, nonostante gli antileghismi isterici degli altri partiti. Ma i ticinesi hanno saputo dare fiducia a chi alle parole ha preferito i fatti. Claudio Zali e Norman Gobbi saranno quindi i ministri leghisti per i prossimi 4 anni, ottenendo risultati strepitosi ai preferenziali, essendo di gran lunga i più votati. Per il resto nessuna sorpresa, con un esecutivo che sarà formato da Christian Vitta, che ha battuto in volata Michele Bertini, Paolo Beltraminelli e Manuele Bertoli.

La Lega Dei Ticinesi ha vinto le elezioni cantonali che sono risultate tiratissime e grazie all’impegno dei nostri candidati ora Via Monte Boglia è in festa…

Claudio Zali: “Per me è un punto di partenza. Ora mi impegnerò per i prossimi quattro anni a favore del Ticino e dei ticinesi!”

Norman Gobbi: “Una vittoria tiratissima. Sapevamo che ci attendeva una sfida molto difficile, ma grazie al nostro impegno e al nostro grande lavoro risultiamo vincenti!”