Le rassicurazioni hanno pagato

Le rassicurazioni hanno pagato

Da LaRegione del 29 febbraio 2016

«Un sì del Ticino alla Svizzera. Un sì della Svizzera al Ticino. Un sostegno reciproco per rinsaldare quell’amore che ci lega e che passa anche da una votazione di questo tipo». Una votazione che ha visto quasi il sessanta per cento dei ticinesi allinearsi alla posizione del Consiglio di Stato. Il quale negli scorsi mesi si è lungamente speso – salamini compresi – a favore della costruzione di un secondo tunnel autostradale al Gottardo. «Era importante – spiega il presidente dell’esecutivo Norman Gobbi alla ‘Regione’ – far comprendere al resto del Paese che il governo, il Gran Consiglio e la deputazione cantonale alle Camere federali sostenevano questo progetto». Un progetto che alla luce del risultato di ieri pare aver «offerto quelle garanzie di cui i ticinesi hanno bisogno».

Una garanzia su tutte: il traffico non aumenterà, nonostante l’apertura di un secondo tunnel.

Sì. Oltre all’articolo costituzionale, ora pure il decreto legislativo afferma a chiare lettere che non ci sarà e non ci potrà essere un aumento della capacità sotto il Gottardo. Una rassicurazione che ha portato il Consiglio di Stato a sostenere un risanamento che rispetta il volere dei ticinesi, i quali in passato si sono espressi chiaramente contro l’iniziativa Avanti e a favore dell’Iniziativa delle Alpi.

Dal passato al futuro: tali rassicurazioni, signor Gobbi, non devono rimanere sulla carta…

È un impegno che si assumeranno in particolar modo i contrari al raddoppio, così come i governi direttamente toccati dal tema. Ossia il Canton Ticino e il Canton Uri. E per quanto concerne il Ticino, lo ribadisco, resteremo vigili: non vogliamo venir meno alla nostra parola, né tantomeno farci prendere per il naso dalle autorità federali. Si farà di tutto per scongiurare un aumento del traffico. È ciò che si attende la popolazione.

Soprattutto quella del Mendrisiotto, che ieri ha detto no.

È comprensibile che il Mendrisiotto abbia votato no. La regione è fortemente toccata dal traffico transfrontaliero e in tal senso l’impegno del governo sarà quello di rispondere a queste preoccupazioni e di continuare con quei progetti che si stanno mettendo in atto per migliorare il trasporto pubblico e la mobilità transfrontaliera. Il tutto nell’ottica di migliorare la vivibilità del Mendrisiotto.

Bellinzona e Berna festeggiano…così come il Consiglio di Stato

Bellinzona e Berna festeggiano…così come il Consiglio di Stato

Dal Giornale del Popolo del 29 febbraio 2016

Bellinzona e Berna festeggiano Avendo sostenuto dall’inizio il progetto, i Governi federale e cantonale non hanno nascosto d’aver gradito il risultato che porterà alla costruzione di una seconda galleria autostradale. Consiglio federale soddisfatto… Grande soddisfazione è stata espressa dalla ministra federale dei trasporti Doris Leuthard per il «sì» al risanamento del San Gottardo. Durante l’usuale conferenza stampa post-voto del Consiglio federale che si è tenuta nel pomeriggio di ieri a Berna, Leuthard ha commentato: «È nello spirito della nostra Nazione garantire collegamenti con tutto il Paese», ha rilevato, «il collegamento deve essere efficiente anche nei periodi di risanamento». L’Ufficio federale delle strade (USTRA) potrà lanciare un progetto, che verrà sottoposto al Governo, operando in collaborazione con i Cantoni e i Comuni interessati. Una volta ottenuta luce verde, se nessuno presenterà ricorsi, i lavori dovrebbero iniziare già nel 2020. «Strada e ferrovia non sono concorrenti, ma funzionano in modo combinato», ha aggiunto Leuthard. Sulle opposizioni emerse nel Mendrisiotto, la ministra dei trasporti ha affermato che «nel sud del Ticino ci sono altri problemi, con il traffico e i frontalieri, che non hanno niente a che vedere con il risanamento del San Gottardo». … così come il Consiglio di Stato Il Consiglio di Stato cantonale ha espresso la sua soddisfazione e ringrazia i cittadini per avere riconosciuto il valore del progetto presentato dal Consiglio federale. Il CdS rassicura anche chi, soprattutto nel Mendrisiotto, si è espresso negativamente per timore di un aumento del traffico e dell’inquinamento. Per una reazione abbiamo sentito il presidente del CdS Norman Gobbi: «Soddisfatti per il voto in Ticino, ma anche per l’esito negli altri Cantoni. Questo a fronte di un grande impegno per cercare di far capire che l’opera è necessaria per mantenere collegato, in modo costante e durevole, il sud delle Alpi dal resto della Svizzera. Il Sì in Ticino rimette ordine sulle volontà dei ticinesi, infatti troppo sovente ho sentito dire dagli avversari che rappresentavano meglio le volontà dei ticinesi rispetto a quelli dei favorevoli. Rilevo anche che i cittadini del canton Uri hanno votato in modo diverso dalle indicazioni di voto del loro Governo. Il Mendrisiotto, regione confrontata con problemi di vivibilità, ha votato in modo negativo. Un segnale indirizzato anche al Governo il quale dovrà continuare a migliorare la mobilità transfrontaliera e legata al trasporto pubblico. E voglio dire un’ultima cosa: questo voto ha rafforzato l’amore confederale tra il Ticino e il resto del Paese».

«Rafforzato il legame con la Svizzera»

«Rafforzato il legame con la Svizzera»

Dal Corriere del Ticino del 29 febbraio 2016

Il sì al risanamento con raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo, sostenuto dal Consiglio di Stato, ha vinto in modo piuttosto netto: vi aspettavate questo risultato? Quali gli argomenti che hanno fatto pendere l’ago della bilancia?
«Auspicavo un 55% di sì, pur consapevole che il tema è sensibile: i ticinesi hanno a cuore il proprio territorio e la sua vivibilità. Sono convinto che le rassicurazioni messe in campo unitamente al testo di legge che esplicitamente non ammette un aumento di capacità di transito attraverso il San Gottardo siano state una garanzia sufficiente. E il Governo ha preso posizione a sostegno del risanamento proprio per le garanzie che venivano offerte».
Nel Mendrisiotto però queste rassicurazioni non sono bastate…
«In Ticino il Mendrisiotto è il territorio più toccato da problemi di mobilità e vivibilità, non tanto per il traffico Nord-Sud legato al San Gottardo ma quanto piuttosto per il traffico transfrontaliero. Occorre però notare che si attendevano risultati più schiaccianti per il no, così come mi attendevo risultati più tiepidi in Leventina, mentre invece i sì di Airolo, Quinto e Faido sono stati netti. È stata una sorpresa positiva e sicuramente il messaggio del Mendrisiotto è un monito al Governo cantonale perché continui a impegnarsi sui progetti che sta portando avanti con i comuni nel migliorare la mobilità transfrontaliera».
I sostenitori del no promettono ancora battaglia. Da una parte attribuiscono la vittoria del sì ai mezzi finanziari messi in campo, dall’altra ricordano il ricorso inoltrato al Tribunale federale dal WWF del Canton Uri sulla formulazione della scheda di voto. Lei cosa risponde?
«Il Governo cantonale ha messo in campo ben 180 salametti (ride, ndr.). Scherzi a parte, i contrari nei manifesti e nella campagna hanno puntato sull’invasione dei camion, mentre il sì ha portato altri temi come la sicurezza, non solo legata agli incidenti ma anche al collegamento tra Nord e Sud, e la coesione nazionale. Quello che è importante sottolineare è che il sì dei ticinesi è stato un sì alla Svizzera e viceversa. Questo legame confederale è stato rafforzato».

Norman Gobbi: “La Svizzera deve pensare a se stessa!”

Norman Gobbi: “La Svizzera deve pensare a se stessa!”

Dal Mattino della domenica del 28 febbraio 2016

Il Ministro leghista a 360 gradi sulla Brexit, l’Unione europea e i negoziati con la Svizzera

Ormai è chiaro a tutti. L’Unione europea sta dimostrando tutte le sue fragilità; un’unione che, in parole più semplici, fa acqua da tutte le parti. Un esempio su tutti è quello dell’emergenza migratoria, per la quale l’Unione europea ha palesato una passività preoccupante, che ha avuto pure delle ripercussioni sul Canton Ticino. Stati che contravvengono agli accordi da loro stessi firmati, Stati che esigono più autonomia e Stati che pensano – per delle ragioni ben comprensibili – di uscire da questa Europa. Un’Europa che, per certi versi, rappresenta una sorta di gabbia. Il prossimo 23 giugno la Gran Bretagna voterà per decidere sulla propria permanenza o meno nell’Unione. Gli euroburocrati di Bruxelles hanno subito indicato che il discorso con la Svizzera è bloccato fino alla decisione del popolo britannico. L’ennesimo schiaffo al nostro Paese e al Popolo svizzero, che, dal 9 febbraio 2014, giorno in cui è stata accettata l’iniziativa sull’immigrazione di massa, attende che venga concretizzata la sua volontà. Di questa situazione complessa ne abbiamo discusso con il Ministro della Lega dei Ticinesi Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni e Presidente del Governo.

Norman Gobbi, cosa ne pensi delle richieste fatte dalla Gran Bretagna all’Unione europea?
“Sono richieste legittime, che rappresentano “la spia” di un problema che l’Unione europea ha dimostrato di non saper gestire e più in generale delle fondamenta fragili sulle quali essa è stata concepita. Fragili perché non sanno rispondere alle necessità durante periodo difficili come quello che sta vivendo oggi la nostra società. Finché tutto va bene è infatti troppo facile!”

Tu, così come la Lega dei Ticinesi, sei sempre stato contrario all’Unione europea.
“Fu proprio questo uno dei motivi che mi spinse, più di vent’anni fa, ad entrare a far parte della Lega dei Ticinesi. L’Europa ha inseguito un’utopia pensando che un’unione attraverso degli accordi in prevalenza economici tra Stati fosse sufficiente per creare una sorta di Stato federale. Lo sappiamo bene proprio noi Svizzeri: per costruire uno Stato federale ci vuole di più, a cominciare da fondamenta e valori solidi! Oggi gli Stati dell’Unione si trovano quindi avvinghiati in un labirinto di regole e di vincoli che non permette di far fronte ai problemi attuali e che riduce pericolosamente il potere decisionale degli Stati in settori delicati come ad esempio la sicurezza, il mercato del lavoro e la socialità.”


Come valuti il recente accordo tra l’Unione europea e il primo ministro britannico Cameron?

“Nella campagna verso il voto del 23 giugno il primo ministro britannico Cameron sosterrà di avere ottenuto il meglio: i vantaggi del mercato unico, senza il pericolo di essere governati da Bruxelles e senza perdere sovranità. L’Unione europea sosterrà invece di avere negoziato con pragmatismo, facendo concessioni a Londra ma senza aver rinunciato ai principi fondamentali che sostengono la sua impalcatura istituzionale. La verità è che la Gran Bretagna non è riuscita ad ottenere tutto quello che voleva. Un aspetto che inciderà sul voto del Popolo britannico, che a giusta ragione chiede delle risposte concrete alle sue preoccupazioni.”

Questo accordo avrà delle ripercussioni sulla Svizzera? L’Unione europea ha già detto che fino al 23 giugno i negoziati con il nostro Paese sono bloccati …
“La Svizzera deve pensare a se stessa! Non possiamo speculare sugli accordi tra gli altri Stati e l’Unione europea. La cosa positiva è comunque che uno Stato importante come la Gran Bretagna ha sottolineato i problemi legati alla libera circolazione delle persone, che, è innegabile, ha avuto degli effetti perversi ad esempio a livello di sicurezza e di mercato del lavoro.”

A breve il Consiglio federale presenterà la sua proposta di applicazione dei contingenti votati dal Popolo svizzero il 9 febbraio 2014. Cosa ti aspetti?
“Credo che per la Svizzera sia giunto il momento di decidere in quale direzione vogliamo andare per concretizzare la volontà espressa dal Popolo svizzero. Quello che mi aspetto è che i negoziatori elvetici sappiano difendere i nostri interessi fermamente – e senza paura – davanti all’Unione europea. Quello che viene prima di tutto è infatti la volontà del Popolo svizzero!”

Queste dinamiche sembrano passare molto al di sopra della testa dei Ticinesi…
“Al contrario! Il Governo ticinese non è stato con le mani in mano e si è impegnato per proporre una soluzione che consenta di applicare la volontà espressa dalla maggioranza Ticinesi (n.d.r: quasi il 70% ha votato a favore dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa). La cosiddetta clausola di salvaguardia che tiene conto delle peculiarità e delle diverse esigenze regionali e che a breve verrà presentata ufficialmente. Non si tratta di un esercizio di stile ma di una proposta concreta. Concreta e soprattutto attenta alle differenti esigenze regionali. Un aspetto che valorizza il nostro federalismo. Un principio fondante della Svizzera, che è la forza del nostro Paese e che ci differenzia profondamente dall’Unione europea. Un principio che dobbiamo dunque difendere ed alimentare in maniera costante a beneficio di tutti i cittadini!”

Votazioni del 28 febbraio 2016: il bilancio del Governo

Votazioni del 28 febbraio 2016: il bilancio del Governo

Durante il fine settimana i cittadini ticinesi sono stati chiamati alle urne per esprimersi su quattro consultazioni federali e su un oggetto di pertinenza cantonale. Il Consiglio di Stato, preso atto della volontà popolare espressa, stila il proprio bilancio.

Votazione federale – Risanamento della galleria autostradale del San Gottardo
Il Consiglio di Stato esprime la propria soddisfazione per la decisione della popolazione svizzera, e la ringrazia per avere riconosciuto il valore del progetto presentato dal Consiglio federale e approvato dal Parlamento.
L’approvazione della soluzione di risanamento della galleria autostradale tramite la costruzione di un secondo tubo assicurerà al Ticino un collegamento stradale senza interruzioni con il resto della Confederazione, nel rispetto della coesione nazionale e delle esigenze dell’economia elvetica.
Al termine dei lavori, l’apertura dei due tubi monodirezionali senza aumento di capacità permetterà inoltre di migliorare sostanzialmente la sicurezza degli automobilisti in transito, eliminando il pericolo di incidenti frontali.
Il Consiglio di Stato si rallegra in modo particolare per il risultato della votazione a livello cantonale, e intende rassicurare anche chi – soprattutto nel Mendrisiotto – si è espresso negativamente per timore di un aumento del traffico e dell’inquinamento. Il Governo ribadisce a questo proposito la propria massima determinazione nel fronteggiare gli attuali problemi viari e ambientali del Sottoceneri, legati in modo preponderante alla mobilità transfrontaliera.

Votazione cantonale – Legge sull’apertura dei negozi del 23 marzo 2015
Il Consiglio di Stato si rallegra per la decisione dei cittadini ticinesi, che hanno dato il loro avallo al progetto già approvato dal Gran Consiglio.
Rispetto agli anni ai quali risaliva la precedente Legislazione (1968–1970), esigenze e abitudini dei consumatori sono radicalmente cambiate. Il Governo è dell’avviso che il nuovo ordinamento permetta di adeguare alla situazione attuale – in modo chiaro e semplice – gli orari di apertura dei negozi nel ramo della vendita al dettaglio, allineando il sistema normativo del Ticino, almeno parzialmente, con quelli in vigore nella maggioranza degli altri Cantoni. La nuova normativa rappresenta un tassello importante per mettere chiarezza sull’attuale sistema di deroga e, inoltre, permette una regolamentazione più uniforme sul territorio, anche dal punto di vista stagionale.
Il Consiglio di Stato ribadisce la propria attenzione per le condizioni di lavoro nel settore e la volontà di mantenere elevato il proprio impegno per favorire il dialogo fra imprese e dipendenti. Esso si adopererà per raggiungere un’intesa su un contratto collettivo prima dell’entrata in vigore della nuova legge, come espressamente previsto dal testo legislativo. La nuova legge istituisce inoltre una Commissione consultiva, composta da rappresentanti delle associazioni economiche e sindacali.

I nuovi agenti dichiarano fedeltà alla Costituzione e alle leggi

I nuovi agenti dichiarano fedeltà alla Costituzione e alle leggi

47 in totale gli agenti delle polizie comunali e della Cantonale, 9 i diplomati della Scuola agenti di custodia SAC 2015

Ha avuto luogo questo pomeriggio presso il Palazzo dei Congressi a Lugano la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte degli agenti diplomati alla Scuola cantonale di polizia SCP 2015 (26 della Polizia cantonale e 21 delle Polizie comunali) e della Scuola agenti di custodia SAC 2015 (9 nuovi agenti). Presenti le autorità cantonali, luganesi e delle forze di polizia.

Scuola agenti di custodia SAC 2015

Cavalieri Selene – L’Abbate Stefano – Negro Andrea – Papale Gian Luca – Pierin Fabio – Rocca Francesco – Velievski Sabri – Weiss Michel – Zukanovic Ferhad.28

Polizia cantonale

Abate Patrick – Armanini Sonny – Bandettini Dario – Beneventi Benny-Ben – Betar Maverick – Bialik Stefan – Bianchi Elia – Boo Simone – Bottelli Nico – Culap Marko – Da Dalt Mattia – Gago Ruben – Galante Aldo – Grisetti Milo – Keller Lars – Kurz Giorgio – Lovatti Loris – Markic Ante – Moscaroli Antonella – Quattrone Davide – Rusconi Nicola – Valsecchi Elia – Vërshefci Valdet

Polizia cantonale PG

Büyükdag Adam – Grandi Andrea

Polizia comunale Lugano

Calderoni Simone – Fassora Aris – Peyer Jean-Philippe – Vladisavljevic Blagisa

Polizia comunale Bellinzona

Botta Simone

Polizia comunale Mendrisio

Ferreira Correia Diego – Leoni Mosè – Russbach Mattia

Polizia comunale Chiasso

Karrer Pascal

Polizia comunale Locarno

Debernardi Joel – Demaldi Ian – Morais da Silva Patrick

Polizia comunale Ceresio nord

Pagano Antonio

Polizia comunale Muralto-Minusio

Balenovic Dejan – Parackal Vinod

Polizia comunale Losone

Gehrig David

Polizia comunale Ascona

Francetti Loran

Polizia comunale Torre di Redde

Cordonier Michel

Polizia comunale Malcantone Ovest

Ambrosetti Flavio

 

Arnoldo Coduri è il nuovo Cancelliere dello Stato

Arnoldo Coduri è il nuovo Cancelliere dello Stato

Il Consiglio di Stato con decisione odierna ha nominato Arnoldo Coduri (classe 1962 di Maggia) quale nuovo Cancelliere dello Stato.

La scelta del Governo è avvenuta dopo un iter di selezione tra i trenta candidati che hanno partecipato al concorso pubblicato lo scorso mese di novembre. Tra questi sono state scelte dieci persone per l’audizione davanti al collegio governativo, il quale ha in seguito maturato la sua scelta fondandosi sulla aspettative che il Consiglio di Stato ripone nel nuovo Cancelliere.
Dopo attenta riflessione l’Esecutivo ha ritenuto di dare la propria fiducia al signor Arnoldo Coduri (1962, Maggia), riconoscendo la sua esperienza dirigenziale nell’economia privata e all’interno dell’Amministrazione cantonale, che fanno di lui la persona più indicata ad assumere il ruolo di Cancelliere dello Stato e nell’affrontare le sfide con le quali saranno confrontati l’Amministrazione cantonale, la Cancelleria e i servizi ad essa subordinati.
Laureato in economia aziendale presso l’Università di Zurigo, Arnoldo Coduri è sposato e padre di tre figli. Dopo gli studi ha avuto esperienze professionali nell’industria privata, che lo hanno portato a dirigere diversi ambiti aziendali (capo finanze, controlling e amministrazione vendita) e aziende del Gruppo Georg Fischer in Ticino e negli Stati Uniti. Dal 2002 al 2011 ha assunto la direzione della Divisione dell’economia del Dipartimento finanze ed economia, periodo durante il quale ha portato avanti diverse riorganizzazioni interne e nuovi orientamenti delle attività. Dal 2012 è il Chief Operating Officer presso la Fidinam Group Holding di Lugano.
Arnoldo Coduri inizierà la sua attività nei prossimi mesi, durante i quali sarà per un periodo affiancato dall’attuale Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella che assicurerà il passaggio di consegne. Il Governo ringrazia sentitamente Giampiero Gianella per l’impegno e la dedizione profusi durante la sua oltre trentennale attività ai servizi dell’Amministrazione cantonale che terminerà formalmente il prossimo autunno.
Il Consiglio di Stato ringrazia infine tutte e tutti coloro che hanno partecipato al concorso, permettendo così al collegio governativo di poter scegliere tra un’ampia rosa di candidati le cui qualità sono indiscusse, e nel contempo augura al nuovo Cancelliere pieno successo nelle sue attività.

Novità sul centro di controllo

Novità sul centro di controllo

Da LaRegione del 25 febbraio 2016, una mia intervista a cura di Simonetta Caratti

Nuovo passo per il centro di controllo dei Tir a Giornico: il Governo vuole contribuire al risanamento del terreno. Intanto la ‘Stradale’ è in affanno.

Merci pericolose su Tir, bloccati prima del San Gottardo; autisti assonnati obbligati a fermarsi; Tir coi freni assenti… Ogni settimana la Polizia stradale toglie dall’autostrada potenziali camion-bomba in un Ticino attraversato, ogni giorno, da circa 3’000 camion. Solo il 4% dei 600mila transiti annui viene controllato da una Polizia stradale in affanno: nel 2015 non ha rispettato il mandato della Confederazione che impone di controllare 12mila Tir l’anno. Siamo sotto del 25%. Si può fare meglio? Risponde il capo del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi che anticipa novità sul centro di controllo del traffico pesante a Giornico.

Perché la Stradale non riesce a rispettare il mandato federale?

Facciamo i controlli, ma effettivamente non siamo riusciti a raggiungere la quota fissata dal mandato federale. Non si tratta però di una volontà politica. Anzi, la ritengo una situazione preoccupante, perché comporta pure un mancato guadagno dovuto a una prestazione non effettuata. Una situazione alla quale l’ufficiale responsabile deve trovare una soluzione migliorando la pianificazione del suo settore.

Ma ci sono le condizioni o gli agenti della Stradale vengono deviati su altri compiti invece di controllare i Tir?

Come tutti gli agenti del Corpo sono chiamati ad adempiere numerosi compiti di polizia, che effettivamente sono accresciuti: cito ad esempio la sicurezza alle manifestazioni sportive. A breve si terrà pure un processo per terrorismo al Tribunale federale, dove dovremo investire diverse risorse. I compiti aumentano. E malgrado ciò, c’è chi dice che abbiamo troppi agenti!

Meno radar e più verifiche dei Tir?

È compito dell’ufficiale responsabile del reparto pianificare al meglio le attività, mettendo al centro la sicurezza sulle strade. Posso solo rimarcare che riceviamo di frequente reclami di autotrasportatori locali che lamentano troppi controlli ai Tir. Va trovato il giusto equilibrio.

Da tempo si discute del centro di controllo del traffico pesante a Giornico: ad Erstfeld c’è da 5 anni, in Ticino non si è perso troppo tempo?

Si tratta di una situazione complessa per la quale il Consiglio di Stato si è attivato al fine di favorire questo importante progetto. Il governo presenterà prossimamente un messaggio per sciogliere il nodo dei costi di risanamento del terreno, sul quale sarà edificato il nuovo centro di controllo. Si propone una partecipazione del Cantone.

Protezione del minore e dell’adulto – modifiche legislative

Protezione del minore e dell’adulto – modifiche legislative

Il Consiglio di Stato, nel corso della propria seduta settimanale, ha definito la data d’entrata in vigore delle modifiche della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto decise dal Parlamento il 23 settembre 2015, definendo pure l’Unità amministrativa competente per decidere nel fuori orario le misure urgenti indispensabili in materia di protezione del minore.

Dal 1. marzo 2016 – con l’abolizione delle ferie giudiziarie e l’introduzione del servizio per l’adozione in urgenza e nel fuori orario di misure di protezione sui minori – sarà migliorata la tempestività delle decisioni, e un’adeguata assistenza sarà garantita anche durante le festività, in particolare ai minori.

L’abolizione delle ferie giudiziarie nel settore della protezione del minore e dell’adulto precede di poche settimane la Pasqua, che tradizionalmente coincide con un periodo di ferie giudiziarie. Le Autorità regionali di protezione del Cantone sono quindi state invitate a tenere conto da subito del cambiamento, e a informare le persone coinvolte dalle decisioni che la non sospensione dei termini di ricorso sarà valida già in occasione delle prossime festività pasquali.

Nel campo delle misure d’urgenza per i minorenni il Consiglio di Stato ha stabilito che il servizio sarà garantito dall’Ufficio dell’aiuto e della protezione del Dipartimento della sanità e della socialità, che potrà essere allertato esclusivamente dalla Polizia, dal servizio di autoambulanza o dal Care team.

Più sicurezza nel Mendrisiotto grazie al Centro di pronto intervento

Più sicurezza nel Mendrisiotto grazie al Centro di pronto intervento

Dal Mattino della Domenica del 22bfebbraio 2016

Un progetto che s’inserisce nella strategia volta ad aumentare la sicurezza sul territorio

Tutti i cittadini del Mendrisiotto, tutti i Momò, sanno benissimo cosa significa quando parlo dell’importanza di garantire la sicurezza sul territorio. Questo poiché, rispetto ad altre zone del Cantone, questa regione è maggiormente esposta a fenomeni come ad esempio il frontalierato dei furti, che toccano purtroppo da vicino i cittadini. Fenomeni che vanno combattuti con forza alfine di rendere il nostro Cantone ancora più sicuro e di conseguenza i cittadini più tranquilli. Negli ultimi anni è stata portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni da me diretto una strategia che persegue l’obiettivo di accrescere la sicurezza nell’intero Cantone, aumentando il presidio del territorio. Dal rafforzamento della Polizia cantonale, sia in termini di uomini che di mezzi, alla regionalizzazione della Gendarmeria – con il I° Reparto situato proprio nel Mendrisiotto e attivo 24 ore su 24 –, volta a riportare gli agenti sul terreno, passando per il miglioramento della collaborazione tra le forze dell’ordine. Questi i pilastri di questa strategia che ha permesso di ottenere dei risultati positivi. Ma la guardia non deve mai essere abbassata, anzi: occorre infatti continuare a lavorare affinché sia garantita una sempre maggior sicurezza ai cittadini, ogni giorno.

Il reparto della Gendarmeria del Mendrisiotto è al momento situato a Chiasso, in attesa di trasferirsi nel nuovo Centro di pronto intervento di Mendrisio, per il quale il Municipio del Comune ha di recente stanziato un credito di oltre 20,5 milioni di franchi per la realizzazione della seconda parte del progetto. Il Centro di Pronto intervento sarà sostenuto anche dal Governo, dato che lo stesso ospiterà la Polizia cantonale, permettendo di riunire sotto un unico tetto quest’ultima insieme alla Polizia comunale, ai Pompieri e alla Protezione civile. Una vicinanza che consentirà quindi di accrescere la sicurezza nel Mendrisiotto grazie ad una migliore e più efficace collaborazione tra i diversi partner. Il progetto in questione rappresenta un tassello fondamentale della politica di sicurezza intrapresa negli ultimi anni. Un segnale concreto da parte delle Autorità, in questo caso specialmente rivolto a tutti i cittadini del Mendrisiotto, che a giusta ragione chiedono maggior sicurezza e un miglior presidio della loro splendida regione.

Il nuovo Centro di pronto intervento di Mendrisio rappresenterà un chiaro punto di riferimento per tutto il Popolo Momò. Un punto di riferimento visibile sul territorio, che avvicinerà pure le Istituzioni al cittadino, dimostrando a quest’ultimo che le Autorità lavorano e collaborano insieme alfine di garantire la sua sicurezza. Un aspetto, quello della vicinanza delle Istituzioni nei confronti della cittadinanza, che ho sempre messo al centro della politica intrapresa in questo ambito in qualità di Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Questo poiché ritengo che la sicurezza sia un bene primario per il quale tutti noi siamo chiamati a fornire il nostro contributo: dalle Autorità fino ai cittadini che, come non mi stancherò mai di ripetere, costituiscono delle preziose sentinelle sul territorio. Avanti così dunque, per una sempre maggior sicurezza del Mendrisiotto, dell’intero Ticino e di tutti i Ticinesi!