Un aiuto sul territorio

Un aiuto sul territorio

Da rsi.ch | I 30 agenti in arrivo in Ticino in caso di aumento delle entrate illegali non sarebbero impiegati sul confine

Il servizio al Quotidiano: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Un-aiuto-sul-territorio-9288409.html

Sono 30 gli agenti provenienti dal resto della Svizzera su cui potrà contare la polizia ticinese tra metà luglio e metà settembre in caso di forte aumento delle entrate illegali. Il loro impiego non dipenderà da un superamento di soglie di allarme ma scatterà su richiesta delle autorità.Le misure presentate a Berna sono adeguate alle necessità dei cantoni, secondo il consigliere di Stato Norman Gobbi, mentre il comandante della polizia cantonale ticinese, Matteo Cocchi, sottolinea che le eventuali forze di supporto non sarebbero impiegate lungo la frontiera, di competenza delle guardie di confine.
Gli agenti andrebbero infatti a sostenere gli sforzi di controllo lungo gli assi di penetrazione, come strade, treni e stazioni, così come altre missioni già attive sul territorio cantonale.

33 Polizisten sollen Tessiner unterstützen

33 Polizisten sollen Tessiner unterstützen

Da Blick.ch | BERN – Die erwartete Migrationswelle beschäftigt auch die Polizei. Die Polizeikommandanten haben sich nun auf interkantonale Hilfe verständigt. Profitieren sollen vor allem das Tessin, aber auch Graubünden und das Wallis.

Im vergangenen Jahr waren das Tessin, aber auch die Kantone Wallis, Graubünden sowie die Ostschweiz oft mit der grossen Zahl von illegalen Einreisen überfordert. Betroffen waren auch die Polizeikorps. Denn das Grenzwachtkorps, das die illegalen Einreisen zu verhindern versucht, kann nicht jeden Flüchtling an der Grenze abfangen. Schaffen es diese weiter in das Schweizer Hinterland, ist die Polizei zuständig.

Weil in den nächsten Wochen vor allem im Tessin wieder mit einem Anstieg der irregulären Grenzübertritte gerechnet werden muss, sollen 50 Polizisten aus anderen Kantonen die grenznahen Kollegen bei Bedarf entlasten, wie BLICK schon vor einigen Wochen berichtet hatte.

Operation läuft ab 17. Juli

Am Donnerstag nun gab die Konferenz der kantonalen Polizeikommandanten (KKPKS) weitere Details der Operation «Migranti17» bekannt. So ist nun klar, wo die zusätzlichen Kollegen eingesetzt werden: beispielsweise bei Personenkontrollen an wichtigen Verkehrsachsen, Bahnhöfen oder Autobahnen.

Auf die Reserve zurückgreifen können die Tessiner, Bündner und Walliser ab dem 17. Juli und bis zum 15. Oktober. Zwei Drittel, also etwa 33 Polizisten, sind für das Tessin vorgesehen. Zusätzlich steht eine Reserve von 20 Polizisten bereit, sollte sich die Situation in St. Gallen zur Grenze nach Österreich verschärfen.

Das ist eine Premiere: Zwar sind interkantonale Polizeieinsätze (Ikapol) nichts Neues – beispielsweise werden die Bündner jedes Jahr am WEF von Kollegen aus anderen Kantonen unterstützt. Doch 13 Wochen dauerte ein interkantonaler Einsatz noch nie.

Hilfesuchender Kanton muss Anfrage begründen

Geschickt werden die Polizisten aber nur auf Antrag und bei ausgewiesenem Bedarf, wie Stefan Blättler, Präsident der kantonalen Polizeikommandanten, sagte. Das heisst, dass sich die Migrationslage im anfragenden Kanton deutlich verschärfen müsse. Einen konkreten Schwellenwert haben die Kantone aber nicht festgelegt. «Der Bedarf ergibt sich aus einer konkreten Situationsanalyse», so Blätter, der darauf hinwies, dass diese nicht nur von der Migration, sondern auch von der Terrorbedrohung und sommerlichen Grossereignissen beeinflusst werde.

So kann wohl damit gerechnet werden, dass die Tessiner Kollegen Anfang August um Hilfe bitten werden, wenn in Locarno das 70. Filmfestival stattfindet, das die Polizei ebenfalls fordern wird.

Schnelles Aufgreifen ist billiger

Für den Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi – als Sicherheitsdirektor zuständig für Polizei- und Migration in der Südschweiz – ist klar: «Die Kantone übernehmen hier Verantwortung für die innere Sicherheit. Der Bund muss das nun auch.» Gobbi fordert seit langem, dass das Grenzwachtkorps personell aufgestockt oder phasenweise durch die Armee unterstützt wird. Ein Anliegen, dass bei Bundesrat und dem sparsamen Parlament bislang nicht aufgenommen wurde.

Apropos Kosten: Das Geld, das der interkantonale Polizeieinsatz kostet, wird nicht den um Hilfe bittenden Kantonen aufgebürdet. Gobbi machte klar, dass die Operation «Migranti17» ja auch der gesamten Schweiz zugute komme. «Können wir die Migranten grenznah aufgreifen, ist die Rückschaffung nach Italien deutlich einfacher», sagt er. «Sind sie erst mal nördlich des Gotthard, dürfen wir das vereinfachte Verfahren nicht mehr anwenden. Dann kommt es zu einer teuren Administrativhaft.»

Articolo di Sermîn Faki: https://www.blick.ch/news/politik/wenn-die-fluechtlinge-kommen-33-polizisten-sollen-tessiner-unterstuetzen-id6916270.html

Ritoccato il Ticino che verrà

Ritoccato il Ticino che verrà

Dal Corriere del Ticino | Al via la seconda consultazione del progetto che prevede un cantone a 27 Comuni e incentivi finanziari – Norman Gobbi: «Non giochiamo a Risiko, servono entità forti», Elio Genazzi: «Nessun limite di tempo».

Un Ticino non più a 23 Comuni come previsto inizialmente, bensì a 27 e incentivi finanziari per gli enti locali che intraprenderanno celermente il processo di aggregazione. Questi gli aspetti principali contenuti nella seconda fase del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), presentato dal direttore delle Istituzioni Norman Gobbi e dal capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi . Il progetto, che disegna il cantone di domani, è stato rivisto in seguito alle criticità emerse dalla prima fase di consultazione ed è ora pronto per essere posto nuovamente all’attenzione di Municipi, partiti e associazioni dei Comuni. «Gli scenari avanzati a fine 2013 avevano provocato una levata di scudi – ha ricordato Gobbi – si percepiva il PCA come un’imposizione dall’alto, ma lo ripeto: questa visione non è un’imposizione. E gli scenari di aggregazione vanno ben al di là dell’accorpamento meccanico di più giurisdizioni: sono lo strumento per servire meglio i cittadini».

Confini rivisti

Visto più da vicino, il nuovo PCA presenta quindi un cantone a 27 Comuni (vedi grafico a lato) dove le principali modifiche interessano il Locarnese e il Luganese. «Nel Locarnese si propone di suddividere il territorio in tre parti – ha spiegato Genazzi – ovvero Piano, Terre di Pedemonte e Locarnese. Mentre per il Sottoceneri la situazione è molto più complessa». Avallati gli accorpamenti di Alto Vedeggio, Val Mara, Mendrisiotto e Malcantone Ovest (dove però viene scorporato il Comune di Neggio che, «per ragioni di mobilità» passerà sotto a Malcantone Est), sugli altri scenari sono state apportate importanti modifiche. In particolare, è stato cancellato il Comune di Medio Vedeggio e le aggregazioni di Capriasca e del Luganese conteranno qualche Comune in meno rispetto al piano iniziale. Allo stesso tempo sono stati rivisti i confini dei comprensori di Collina Nord, Collina Sud e Melide-Vico-Morcote, mentre il Malcantone Est prenderebbe sotto la propria egida Torricella-Taverne, Bedano e, appunto, Neggio. Modifiche queste sulle quali gli attori interessati avranno modo di esprimersi fino al 30. ottobre, quando si concluderà la seconda fase di consultazione. Anche se le prime reazioni non si sono fatte attendere.

Una spinta ad unirsi

Detto degli aspetti geografici, da un punto di vista finanziario per sollecitare i Comuni ad aggregarsi sono previsti dei «sostegni di durata limitata a 6 anni dall’approvazione del Gran Consiglio». In altre parole: trascorso questo tempo, i Comuni che si uniranno non potranno più beneficiare di aiuti cantonali. «In generale però – ha evidenziato Genazzi – non c’è un termine entro il quale il PCA dev’essere attuato dagli enti locali». Il Cantone metterà a disposizione 30 milioni quali contributo alle spese di riorganizzazione e 90 milioni per incentivare gli investimenti di sviluppo. Al primo fondo ha già attinto la nuova Bellinzona (4 milioni), mentre del secondo hanno beneficiato Lugano, Mendrisio, Riviera e Bellinzona (per un totale di 47,8 milioni). «L’idea – ha spiegato Genazzi – è d’aiutare i Comuni che si riorganizzano a mettere benzina nel loro motore. Ma attenzione, per ottenere tali aiuti occorrerà adempire a precisi parametri e in caso di aggregazioni parziali il contributo sarà ridotto». E sempre in termini finanziari, nel messaggio che verrà sottoposto al Governo una volta conclusa la seconda fase di consultazione potrebbe esserci anche una modifica della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale. «L’Esecutivo potrebbe decidere di sospendere dei contributi laddove il Comune non dovesse aderire a progetti di aggregazione – ha concluso Genazzi – questo per evitare speculazioni». Rivista la cartina del Ticino, per Gobbi non ci sono dubbi: «Non stiamo giocando a Risiko, i Comuni devono essere forti per poter rispondere alle nuove necessità. E in tal senso il nostro obiettivo è quello di stimolare il bottom-up, perché se vogliamo ottenere dei risultati onorevoli questi progetti devono nascere dal basso. Le imposizioni dall’alto, o metaforicamente parlando l’uso del martello, vanno bene quando è l’ultima ratio. Ma in generale si predilige l’innaffiatoio, per far fiorire dei fiori come la nuova Bellinzona». Sollecitato sull’ipotesi di un Ticino a 13 – inizialmente avanzata quale ulteriore passo nelle aggregazioni – Gobbi ha precisato: «È un’ipotesi che resta, ma sarà musica del 2100».

(Articolo di Viola Martinelli)

Un Ticino a 27 Comuni

Un Ticino a 27 Comuni

Da laRegione | Presentata la seconda versione del Piano cantonale, con scenari rivisti nel Luganese e nel Locarnese e un obiettivo di 27 Comuni – Sei anni per beneficiare di contributi per 75 milioni di franchi contributi, poi il fondo decadrà.

Scatta la consultazione-bis. Previsti incentivi finanziari. Gobbi: ‘Obiettivo? Stimolare i progetti che partono dalla base’.

Da 115 a 27. Sebbene rivisto leggermente al rialzo, in futuro il numero di Comuni in Ticino sarà drasticamente ridotto rispetto a oggi. Oggi che, un’aggregazione per volta, si è già ridotto di parecchio rispetto agli anni Novanta: dopo le ultime unioni (quelle di aprile, ergo Grande Bellinzona e Riviera) si contano 115 enti locali. Ma l’obiettivo del Consiglio di Stato rimane ambizioso: 27 comprensori, di cui 17 nel Sopraceneri e 10 nel Sottoceneri. Qualche piccola concessione, rispetto alle prime ipotesi sul tavolo, è già stata fatta: la visione aggregativa futura era stata posta in consultazione nel 2013, e contemplava 23 realtà e una seconda ipotesi, quasi futuristica, a 13. La prima consultazione avviata dal Dipartimento delle istituzioni, nonché gli incontri tra Cantone e comuni che ne sono seguiti, hanno condotto il Di a “concedere” qualcosa, soprattutto nel Luganese: anziché un unico comune attorno al polo di Lugano, nel rielaborato ‘Piano cantonale delle aggregazioni’ (questo il nome del documento ufficiale) restano separati Collina Nord (con Vezia, Cureglia, Comano, Cadempino, Lamone, Origlio e Ponte Capriasca senza Val Serdena), Collina Sud (Collina d’Oro e Muzzano) e MelideVico-Morcote. «Siamo comunque coscienti che non tutti i 27 scenari sono condivisi – commenta Norman Gobbi durante l’incontro con la stampa -. Per quanto concerne l’area urbana di Lugano, continuiamo a ritenere che i comuni della Corona nord debbano confluire in un’unica realtà, alla luce dello sviluppo della zona di Cornaredo». Trattasi di Massagno, Savosa, Porza e Canobbio. A «far discutere», come prevede ancora Gobbi, anche lo «scenario unico» per il Mendrisiotto e quello del Locarnese, «che è il comparto più in ritardo – osserva il direttore del Di -. Ricordo che sul piano del numero di abitanti Mendrisio tallona Locarno da vicino, e nel giro di un paio di anni avrà superato la Città. Quindi se Locarno non vuole perdere il suo ruolo deve attivarsi». Rispetto alla prima proposta il Cantone ha deciso di seguire gli input che nella regione si sono già concretizzati: Terre di Pedemonte potrà dunque rimanere tale, mentre Gordola e frazioni di Lavertezzo piano, Cugnasco-Gerra Piano e Gerre di sotto dovranno unirsi in un solo ente (“Piano”). Nel futuro comune del Locarnese confluiranno – a mente del governo – tutti gli altri: da Ascona a Tenero. Gli altri scenari restano praticamente confermati, anche perché per molti la situazione è quella attuale e laddove ci sono contestazioni il Piano cantonale prevede di tirare dritto (ad esempio Arbedo-Castione e Sant’Antonino nella Grande Bellinzona, Biasca quale polo della Riviera, la Bassa Leventina aggregata eccetera).

I DETTAGLI – Sei anni per beneficiare dei 75 milioni di contributi. Poi il fondo cade

«Il Cantone può spingere dall’alto, ma se vogliamo ottenere risultati più che onorevoli le aggregazioni vanno stimolate dalla base. Le imposizioni – assicura il capo delle Istituzioni Norman Gobbi – sono e rimarranno solo l’ultima ratio». È questa la filosofia che anima il Cantone, rafforzata dalla non tra- scurabile disponibilità a mettere sul piatto milioni di franchi utili a riorganizzare gli enti locali e promuovere al contempo progetti strategici nei nuovi comparti. Contributi pari a 75 milioni di franchi, che saranno a disposizione dei comuni per sei anni. «Sì, i comuni avranno sei anni di tempo dalla crescita in giudicato dell’approvazione del Gran Consiglio del Piano cantonale», precisa Elio Genazzi, capo della Sezione degli enti locali. «Questo è il principio, a cui si aggiungono altre regole» su cui comuni, partiti e associazioni sono ora invitati a pronunciarsi prendendo parte alla seconda consultazione sul progetto del Pca, il Piano cantonale delle aggregazioni (procedura che si chiude il 30 ottobre). Quindi, benché «non c’è un termine per l’attuazione del Piano», per dirla ancora con Genazzi, in verità i Comuni che intendono beneficiare del sostegno finanziario hanno sei anni di tempo per avanzare l’istanza. Poi il fondo a disposizione viene a cadere. Stando almeno alle intenzioni del Dipartimento, che ha comunque elaborato una serie di “soluzioni intermedie”o parziali per andare incontro a chi, quanto meno, manifesta l’intenzione di procedere secondo quanto stabilito dal Pca. Ad esempio, è pensabile dar seguito a progetti aggregativi che si discostano dal Pca ma che garantiscono comunque una continuità territoriale. O ancora, a scenari in cui è coinvolto il comune polo (Mergoscia con Locarno, per citare una possibilità). “Dovessero sussistere scenari incompiuti dopo la scadenza indicata (quella dei 6 anni, ndr), il Pca continuerà a rimanere in vigore – si legge nel documento in consultazione – ad eccezione delle misure relative agli aiuti finanziari”. Più avanti, il governo si dice “da sempre convinto che siano necessari incentivi concreti alle aggregazioni, affinché si dotino i comuni di risorse finanziarie sufficienti a riorganizzare il proprio funzionamento amministrativo, e a rilanciare il nuovo comune con la realizzazione di investimenti di sviluppo. Ovviamente – si precisa – i contributi devono rivelarsi coerenti con la visione strategica cantonale e con le riforme in corso, che esigono tempistiche realizzative ragionevoli”. In particolare, la riforma ‘Ticino 2020′, che si prefigge di riorganizzare in modo più funzionale i flussi di competenze (e finanziari) tra Cantone e Comuni.

(Articolo di Chiara Scapozza)

Piano cantonale delle aggregazioni: via libera alla seconda fase

Piano cantonale delle aggregazioni: via libera alla seconda fase

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Il Consiglio di Stato ha dato il proprio via libera alla seconda fase di consultazione del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), dopo che nella prima fase erano state raccolte opinioni e proposte riguardo agli indirizzi politici da adottare in questo settore di cruciale importanza per il futuro del Cantone.

Nel corso della mattinata, il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi hanno presentato i nuovi scenari previsti dal Piano cantonale delle aggregazioni, le modalità di attuazione gli incentivi che ne sosterranno l’attuazione, sotto forma di contributi per la riorganizzazione amministrativa e per investimenti di sviluppo socio-economico. È stato inoltre spiegato come il Governo intende applicare la Legge sulle aggregazioni e quella sulla perequazione, coordinandole con il PCA e con la riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020». Il progetto sarà ora sottoposto a una nuova consultazione fra Comuni, associazioni di Comuni e partiti politici rappresentati in Gran Consiglio. Una volta raccolte le indicazioni e adattato il progetto, il Consiglio di Stato allestirà un messaggio all’attenzione del Parlamento, al quale spetta la competenza di adottare i contenuti del PCA.

Il Piano cantonale delle aggregazioni è lo strumento di riferimento per definire l’assetto istituzionale del Ticino di domani e accompagnare la riforma del Comune e quella dei suoi rapporti con il Cantone. Il PCA è nato nel 2011, con l’approvazione della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni da parte del Gran Consiglio, che aveva previsto l’elaborazione di uno strumento per definire le linee guida a lungo termine del Consiglio di Stato. In seguito i lavori erano stati sospesi in attesa della sentenza del Tribunale federale sull’iniziativa popolare «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona», per poi riprendere nella seconda parte del 2016 con una nuova consultazione interlocutoria negli agglomerati (escluso il Bellinzonese) alla ricerca di soluzioni condivise. Il Consiglio di Stato ha in seguito consolidato gli scenari aggregativi, passati da 23 a 27, in particolare estrapolando il comparto delle Terre di Pedemonte e del «Piano» nel Locarnese, della «Collina Nord», «Collina Sud» e «Melide-Vico-Morcote» nel Luganese; sono inoltre state riordinate le ipotesi già elaborate per Capriasca, Malcantone Est e Ovest e Luganese.

Festa della Lotta Svizzera di Gudo: Norman Gobbi perde la rivincita contro Andrea Stuppia.

Festa della Lotta Svizzera di Gudo: Norman Gobbi perde la rivincita contro Andrea Stuppia.

Da LiberaTV | Il Consigliere di Stato leghista, un anno dopo, ha concesso al macellaio bellinzonese una nuovo match: “Stavolta ha vinto lui meritatamente”

GUDO – Norman Gobbi perde la rivincita contro Andrea Stuppia. Il Consigliere di Stato leghista, un anno dopo, ha concesso al macellaio bellinzonese una nuovo match alla seconda edizione della Festa della lotta svizzera tenutasi ieri a Gudo.

“Questa volta ha vinto meritatamente l’amico Andrea! Bella manifestazione e complimenti agli organizzatori”, ha commentato Gobbi postando il video della sfida.

All’evento hanno partecipato 99 lottatori che si sono affrontati davanti a una foltissima cornice di pubblico: circa 1’200 gli spettatori.

Da: http://www.liberatv.ch/it/article/35209/festa-della-lotta-svizzera-di-gudo-norman-gobbi-perde-la-rivincita-contro-andrea-stuppia-guarda-il-video

Norman Gobbi: “Pronti, fin da subito!”

Norman Gobbi: “Pronti, fin da subito!”

Dal Mattino della domenica | È stata prolungata fino al 2018 l’operatività del centro di Rancate

Con l’arrivo dell’estate s’inizia a parlare di flussi migratori. Il centro unico di Rancate sarà operativo anche quest’anno, per far fronte all’aumento di casi di migranti che rientrano sotto questa procedura.

Questa primavera l’afflusso di migranti registrati in Italia, come pure al confine italo-svizzero, sono stati in linea con quelli degli scorsi anni. Questo significa che, secondo esperienza, dovremmo aspettarci un aumento nei prossimi mesi. L’aumento registrato sulle coste italiane si riscontra infatti anche a livello di migranti che raggiungono la Svizzera. Inoltre, negli scorsi anni si è notato che, per quanto riguarda le persone che intendono unicamente attraversare il nostro territorio per recarsi nei Paesi più a nord dell’Europa, i casi nel 2016 sono raddoppiati rispetto al 2015, e anche quest’anno questa tendenza non sembra cambiare.

Nell’agosto dello scorso anno con il mio Dipartimento, dopo che con il Governo abbiamo dichiarato lo stato di necessità, ci siamo adoperati per trovare una soluzione che potesse rispondere in maniera puntuale e mirata alle necessità che si sono palesate con l’aumento dei flussi. Si trattava di risolvere un problema di alloggio temporaneo e allo stesso tempo di garantire maggior sicurezza nella regione grazie a una maggior presenza delle forze dell’ordine e una struttura adeguata.

È stato quindi realizzato in poco tempo il centro unico temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata di Rancate. Un centro nel quale sono alloggiati i migranti che giungono ai nostri confini di notte – durante la chiusura degli uffici in Italia – e che non intendono richiedere asilo sul nostro territorio. Dopo quasi un anno dalla sua messa in funzione, posso ritenermi soddisfatto di questa scelta. Non solo è stato possibile far fronte a una situazione straordinaria in estate, ma anche in autunno, quando il flusso migratorio non dava segni di diminuzione, si è potuto continuare a garantire un degno alloggio temporaneo e un’adeguata sicurezza nel Mendrisiotto.

Anche quest’anno non siamo stati con le mani in mano e abbiamo richiesto il prolungamento dell’operatività del centro unico di Rancate. Con questa scelta non abbiamo ignorato o aggirato la volontà di chi lo scorso anno ha firmato contro la presenza del centro, bensì abbiamo voluto continuare a garantire con la stessa efficienza la sicurezza sul territorio: in effetti, in questi dieci mesi di attività non sono mai stati riscontrati problemi di ordine pubblico o fughe di migranti. Voglio quindi poter garantire la stessa sicurezza anche quest’anno, per i momò e per tutti i ticinesi. E farò in modo anche quest’anno che la Confederazione contribuisca a questa situazione che è eccezionale a livello elvetico. Il Ticino, che è la Porta Sud della Svizzera, si sta facendo infatti carico non solo della sicurezza cantonale: il lavoro che facciamo a Sud delle Alpi ha un effetto decisamente positivo anche a Nord.

Anche questa estate sarà calda, caldissima dal profilo migratorio. Anche quest’anno il Ticino sarà toccato in maniera non paragonabile agli altri Cantoni svizzeri. Continueremo a collaborare in maniera ottimale con la Confederazione – con il Corpo delle guardie di confine e con la Segreteria di Stato della migrazione – e con le autorità italiane, come lo abbiamo già fatto negli scorsi anni. È importante anticipare. Prima che i riflettori dei media si focalizzino sulla questione. Perché non deve essere una risposta a una maggiore attenzione da parte dell’opinione pubblica: è un’azione che ha importanti effetti sulla sicurezza di tutti i ticinesi e di tutti gli svizzeri. Noi ci faremo trovare pronti: a dimostrarlo saranno i fatti, non le parole.

Norman Gobbi,
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Dal 1. luglio i controlli radar mobili saranno segnalati: ecco le modalità

Dal 1. luglio i controlli radar mobili saranno segnalati: ecco le modalità

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che – a partire dal 1. luglio – i controlli di velocità effettuati sulle strade ticinesi con apparecchi radar mobili saranno segnalati alla popolazione, secondo quanto recentemente stabilito da Governo e Parlamento. La Polizia cantonale pubblicherà un comunicato stampa ogni settimana, accompagnato da un messaggio sui propri profili in Facebook e Twitter e sull’applicazione per dispositivi mobili «Polizia e territorio».

Nell’aprile del 2016 il Gran Consiglio ticinese ha modificato la prassi in materia di
controlli di velocità sulle strade ticinesi, stabilendo il principio che la posizione degli apparecchi mobili deve essere segnalata. Dopo una serie di esperimenti sul campo e un confronto con le prassi in vigore in altri Cantoni, il Consiglio di Stato ha deciso che l’informazione agli automobilisti dovrà avvenire evitando di annullare completamente l’efficacia dei controlli. A questo proposito la Polizia cantonale e le comunali hanno negli scorsi mesi definito un coordinamento delle loro attività di controllo della velocità. Il nuovo sistema – che entrerà in funzione a partire dal 1. luglio – prevede perciò che ogni settimana vengano resi noti, tramite i canali ufficiali della Polizia cantonale, i Distretti e i Comuni nei quali saranno effettuati controlli della velocità tramite apparecchi mobili.

Nel dettaglio, settimanalmente entro le ore 18 del venerdì, saranno pubblicate le
informazioni sui controlli radar effettuati la settimana successiva tramite un comunicato stampa (sul sito www.polca.ti.ch) e messaggi sui profili Facebook e Twitter della Polizia cantonale, e sull’applicazione per dispositivi mobili «Polizia e territorio». Dalle segnalazioni saranno comunque esclusi i rilevamenti con vetture civetta e i controlli mediante pistola laser, che sono utilizzati solo per contrastare infrazioni gravi alla Legge federale sulla circolazione stradale. La nuova prassi non si applicherà inoltre ai controlli mobili sulla rete autostradale, considerato il parere negativo espresso dall’Ufficio federale delle strade (USTRA).

In generale, Dipartimento delle istituzioni e Consiglio di Stato concordano sul principio che la prevenzione sia lo strumento prioritario per ridurre gli incidenti stradali e per migliorare la sicurezza. La velocità eccessiva rimane una delle principali cause degli incidenti gravi e letali che si verificano sulle nostre strade, e il rispetto dei limiti è quindi un gesto che esprime anzitutto la volontà di tutelare la propria incolumità e di quella degli altri utenti della strada. Gli apparecchi mobili per il rilevamento della velocità sono un’opzione secondaria, che viene impiegata solo nei punti della rete stradale nei quali le misure di prevenzione non hanno ancora prodotto gli effetti auspicati.

“Pane e sale”, cantava Zucchero… e Norman Gobbi si restringe

“Pane e sale”, cantava Zucchero… e Norman Gobbi si restringe

Da Ticinotoday.ch | Il consigliere di Stato Norman Gobbi è in fase di restyling.

“Pane e sale” è il titolo di una hit del ’96 del cantautore emiliano Zucchero Fornaciari. Ma a volte eliminare un po’ di pane dalla propria dieta ha effetti straordinari. Norman si è ristretto. Il consigliere di Stato leghista, capo del Dipartimento delle Istituzioni, è in palese dimagrimento (come mostra la foto scattata in occasione dei festeggiamenti per la Giornata del Latte a Bellinzona). Chi pensa che siano le preoccupazioni derivanti dagli scandali dell’Ufficio migrazione ad averlo fatto dimagrire, sbaglia. A quanto sembra Gobbi ha perso una ventina di chili solo “tagliando” i carboidrati.

Il consigliere di Stato “arietino” sta vivendo un anno di restyling della sua immagine. Prima la barba, creando la moda dei politici con barba e baffi, ora anche lo snellimento, che sarà difficile per altri politici eguagliare. Adesso vedremo se il politico leventinese vorrà attuare altri cambiamenti nella propria immagine, magari dotandosi di una chioma alla rockabilly.

Per il momento il ministro leghista si limita a rilanciare la moda degli occhiali a specchio tanto in auge negli anni ’80.

L’articolo su Ticino Today: http://www.ticinotoday.ch/content/pane-e-sale-cantava-zucchero-e-norman-gobbi-si-restringe

Il centro migranti resta aperto

Il centro migranti resta aperto

Da RSI.ch | La struttura di Rancate sarà operativa fino alla fine del 2018

L’intervista alle CSI delle 18:00: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-centro-migranti-resta-aperto-9261295.html

Il centro migranti di Rancate non chiuderà ad ottobre, ma prolungherà la propria operatività fino alla fine del 2018. Lo ha comunicato oggi, mercoledì, il Consiglio di Stato che ha prorogato l’attività della struttura dopo aver considerato anche il parere positivo del Municipio di Mendrisio.

La decisione è stata presa tenendo presente la situazione attuale dei flussi di persone alla frontiera sud e l’aumento di casi di migranti in procedura di riammissione semplificata, constatato in particolare a partire dall’estate dello scorso anno.

Nel corso della primavera l’afflusso è stato in linea con gli anni precedenti e, secondo le esperienze passate, è ipotizzabile che durante i mesi estivi, si assisterà a un importante aumento di persone che intendono unicamente attraversare la Svizzera per raggiungere il Nord Europa.

Per questo motivo, si legge in un comunicato, il prolungamento dell’operatività della struttura aperta nell’agosto 2016 è in grado di rispondere alle attuali esigenze, nonché di tenere in considerazione le necessità della popolazione e le richieste delle autorità federali.