Aggregazione dei Comuni della Verzasca – Fissata la data della votazione consultiva

Aggregazione dei Comuni della Verzasca – Fissata la data della votazione consultiva

Il Consiglio di Stato ha approvato oggi la proposta per la creazione di un nuovo Comune denominato «Verzasca», frutto dell’aggregazione fra Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori vallerani di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo. Il Governo ha inoltre fissato la data della votazione consultiva: il 10 giugno 2018, in concomitanza con le votazioni federali.

Lo scorso 12 gennaio i Municipi dei sette Comuni coinvolti – con l’approvazione dei rispettivi Consigli comunali – hanno sottoscritto i propri preavvisi favorevoli e trasmesso al Governo il rapporto finale sull’istituzione del nuovo Comune di Verzasca. In caso di esito positivo della votazione consultiva – prevista per il 10 giugno prossimo – l’entrata in funzione della nuova entità comunale dovrebbe avvenire con le prossime elezioni comunali, nella primavera del 2020.

Per la nascita del nuovo Comune, il Consiglio di Stato ha confermato la volontà di sottoporre al Gran Consiglio un messaggio che prevede contributi finanziari complessivi per 18 milioni di franchi, cosi suddivisi:

11 milioni di franchi quale contributo di risanamento che comprende gli indennizzi per i territori vallerani dei Comuni di Lavertezzo e Cugnasco-Gerra

2,4 milioni di franchi quale contributo massimo per la costruzione di una nuova palestra nel centro scolastico di Brione Verzasca

2 milioni di franchi quale sostegno finanziario a investimenti di valenza regionale per lo sviluppo socioeconomico e territoriale

2,6 milioni di franchi quale contributo per il risanamento definitivo del bilancio del Comune di Lavertezzo

Come noto, un progetto aggregativo analogo era già stato accolto dalla maggioranza dei cittadini il 14 aprile 2013, ma una sentenza del Tribunale federale – pronunciata il 25 agosto 2015 – aveva annullato il decreto legislativo che istituiva la nuova entità comunale. La decisione era stata motivata dall’assenza – nella Legge cantonale sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr) – di una base legale che permettesse la separazione coatta di parti di territorio da un Comune. In seguito alla sentenza, d’intesa con i Comuni coinvolti, il Dipartimento delle istituzioni ha valutato diversi scenari, riattivando la Commissione di studio e aggiornando il rapporto sul progetto, poi sottoscritto da tutti i partecipanti il 26 luglio dello scorso anno.

 

Da Il Quotidiano di mercoledì 31 gennaio 2018
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10075949

Circolazione Otto milioni per risarcire gli automobilisti

Circolazione Otto milioni per risarcire gli automobilisti

Articolo apparso nell’edizione di mercoledì 31 gennaio 2018 del Corriere del Ticino

Accolti i ricorsi contro l’aumento dell’imposta 2017 – Gobbi propone al Governo di rimborsare tutti i cittadini penalizzati

La Camera di diritto tributario del Tribunale di appello ha accolto il ricorso dei quattro cittadini che avevano contestato l’aumento dell’imposta di circolazione per il 2017. E la reazione di Norman Gobbi non si è fatta attendere. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha annunciato di voler portare sul tavolo del Governo la proposta di restituire l’importo versato in eccesso a tutti gli automobilisti che l’anno scorso hanno pagato di più. Ma non solo: si vorrebbe ricalibrare anche le imposte del 2018, giunte da poche settimane nelle bucalettere. Una manovra che complessivamente potrebbe alleggerire le casse dello Stato di circa 8 milioni. «Si tratterebbe di una somma di circa 4 milioni per il 2017 su un totale di quasi 111 milioni di incassi (3,6%) e circa altri 4 milioni per il 2018 su una somma poco superiore ai 109 milioni» come si legge in una nota del Dipartimento.

Ma facciamo un passo indietro. La decisione di aumentare le imposte di circolazione per il 2017 era stata presa dall’Esecutivo per «garantire il rispetto del principio della neutralità finanziaria sancito dalla legge sulle imposte di circolazione del 2009 – e approvata dal Gran Consiglio – correggendo gli importi dei bonus e dei malus applicati». Una soluzione, questa, come detto avversata in sede giudiziaria. I giudici, esaminato l’incarto, hanno «parzialmente accolto il ricorso. In particolare è stato ritenuto troppo alto il margine di apprezzamento che la norma legale lascia al Governo. In questo senso il Tribunale ha quantificato in una variazione massima del 10% lo spazio di manovra accettabile» spiegano le Istituzioni. In base alla sentenza, dunque, «la Sezione della circolazione dovrà emettere una nuova fattura unicamente ai quattro cittadini che avevano inoltrato formalmente reclamo». Nel concreto, si tratta di versare ai ricorrenti «un importo totale di circa tremila franchi» per i due anni. Come detto però, Gobbi – raggiunto al telefono dal Corriere del Ticino – intende allargare questo risarcimento a tutti coloro che a inizio 2017 avevano subito una stangata: «È per un principio di equità. Se dovessi attenermi alla prassi, solo chi ha fatto ricorso beneficerebbe di questa decisione, che di fatto però palesa i limiti dell’attuale legge in vigore. È un sistema complesso da gestire, motivo per cui abbiamo dato avvio ai lavori per rivederne la base legale» ci ha spiegato. E sul tavolo ci sono anche le due iniziative popolari del PPD, riuscite la scorsa estate .

La proposta di Gobbi sarà ora approfondita dal Governo. Se fosse accolta, impedirebbe «di dar seguito al principio della neutralità finanziaria del sistema di calcolo imposta dalla legge e penalizzerebbe il raggiungimento degli obiettivi della manovra di risanamento delle finanze cantonali» sottolineano le Istituzioni. «La neutralità finanziaria è l’effetto negativo – ha commentato Gobbi – e la decisione della Camera di diritto tributario di fatto ci dice che il margine di apprezzamento è limitato e che in pratica si può soprassedere alla neutralità finanziaria, visto che applicando questa norma diventa più difficile correggere regolarmente la perdita che ne consegue. Questa è divenuta oltretutto importante a seguito dell’aumento del parco veicoli, infatti al momento eroghiamo molti più bonus rispetto ai malus che incassiamo».

Ora si tratta di capire se il Consiglio di Stato sarà disposto a rinunciare a una parte dei proventi delle imposte di circolazione, a favore degli automobilisti penalizzati ma a discapito delle finanze cantonali. Ma a questo proposito Gobbi non si è scomposto, spiegando che «se ne è già discusso, si tratterà di gestire non tanto la perdita nella gestione corrente, quanto la perdita a bilancio, quindi da un leggero attivo a un passivo più importante, che però dovrà prima o poi essere colmato» ha concluso il direttore delle Istituzioni.

La visita «I frontalieri? Non pretendiamo di invadervi»

La visita «I frontalieri? Non pretendiamo di invadervi»

Articolo apparso nell’edizione di mercoledì 21 gennaio 2018 del Corriere del Ticino

Attilio Fontana, candidato del centrodestra alla guida della Regione Lombardia, vuole consolidare i rapporti con il Ticino

La priorità è l’elezione del 4 marzo, ma Attilio Fontana – esponente della Lega Nord – sa bene che in prospettiva il Ticino potrebbe figurare a più riprese sull’agenda personale. E il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia, ospite ieri a Lugano della Lega dei ticinesi, intende consolidare i rapporti con il nostro Cantone. «Fondamentale – ci ha detto – è mantenere un rapporto costante, nell’interesse delle due parti. Se poi avrò qualcosa da far notare a Marco Borradori o a Norman Gobbi li chiamerò e dirò loro “questo el va minga ben”». Proprio il sindaco di Lugano e il consigliere di Stato erano presenti in piazza Riforma in quanto «amici leghisti di vecchia data», e non hanno mancato di evidenziare le qualità del già sindaco di Varese. Se Borradori ha posto l’accento sul «pragmatismo senza troppi arzigogoli» di Fontana, Gobbi ha affermato: «Da ex amministratore locale conosce da vicino i bisogni dei cittadini e delle aziende. Il suo nuovo corso potrebbe quindi portare meno fantapolitica e più concretezza, favorendo il rilancio dell’economia lombarda e al contempo togliendo pressione al nostro mercato del lavoro».

Eppure i possibili punti di frizione, già emersi durante la gestione del governatore uscente Roberto Maroni, sono molti: dalla richiesta del casellario giudiziale per i permessi per frontalieri all’imminente voto su «Prima i nostri». «Comprendo le motivazioni che spingono a queste scelte, ma credo altresì che con una saggia collaborazione gli effetti negativi derivanti da tali misure si possano in gran parte ridurre» ha indicato Fontana. Per poi aggiungere: «Il casellario giudiziale? Non credo sia un elemento tale da poter interrompere ogni tipo di rapporti. Anche se bisognerebbe valutare da reato a reato». Tema sensibile lungo il confine è poi quello dei frontalieri. «Sono convinto – ha rilevato Fontana – che lo sviluppo dell’economia lombarda sia un passo innanzitutto necessario per noi. Questo non toglie che il discorso del frontalierato va valutato da ambo le parti: è una risorsa per il nostro territorio ma penso che possa anche essere un elemento di interesse per il mercato del lavoro ticinese. Detto ciò, dato che noi non vogliamo essere invasi non pretendiamo di invadere voi. Trovare un equilibrio è possibile, senza fare demagogia e spaventare i frontalieri». Questi ultimi, come il Ticino, attendono di sapere se vedranno la luce i nuovi accordi fiscali tra Svizzera e Italia. «Nel mio pragmatismo – ha sostenuto Fontana – auspico che si possa prendere finalmente una decisione. Sono dell’idea che, se lo volessero, i rappresentanti dei due governi potrebbero trovare una soluzione in poche ore». Fontana, infine, è tornato sul polverone sollevato a inizio gennaio dopo che – sul tema dell’immigrazione – aveva parlato di «razza bianca». «È stato uno strafalcione linguistico e non un commento a sfondo razzistico, per il quale mi sono scusato» ha riconosciuto.

Dal Telegiornale di Teleticino

http://teleticino.ch/il-tg/lega-incontra-lega-fontana-a-lugano-AJ139174

Rimborsiamo l’imposta

Rimborsiamo l’imposta

Articolo apparso nell’edizione di mercoledì 31 gennaio 2018 de La Regione

Targhe auto, i ricorsi accolti fanno saltare i calcoli. Saranno ristornati in totale 8 milioni di franchi Gobbi: ‘Il tribunale ci ha messo dei paletti. L’attuale legge ha palesato i suoi limiti’. Riforma attesa per l’estate.

La “mazzata” del 2017 non era legale. Il Consiglio di Stato non poteva azzerare di punto in bianco il bonus agli automobilisti, raddoppiandogli l’importo da versare. Poteva al massimo aumentare del 10% il prelievo, non di più. Dunque il governo correrà ai ripari, prima che una valanga di ricorsi (sulle fatture del 2018, appena recapitate ai conducenti) blocchi del tutto l’ingranaggio.
Lo farà ristornando circa otto milioni di franchi a chi, nel 2017, si è visto aumentare la tassa di circolazione (poi sostanzialmente confermata nel 2018). Questo l’effetto della decisione della Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello, di cui ‘La Regione’ ha riferito ieri. I giudici hanno dato (parzialmente) ragione a quattro cittadini che, grazie al sostegno del Fronte degli automobilisti ticinesi (Fat), avevano contestato l’aumento (vedi sotto). L’indomani il Dipartimento delle istituzioni ha fatto sapere di “prendere atto” della decisione, ma soprattutto “considerato l’impatto del provvedimento” di voler proporre all’Esecutivo di “restituire l’importo versato in eccesso a tutti i cittadini ticinesi che hanno avuto un aumento delle imposte di circolazione 2017”, ricalibrando “allo stesso modo” anche le imposte 2018. I colleghi hanno già dato un via libera di principio all’operazione, ci spiega il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi. Ma, chiediamo, cosa non ha funzionato nel sistema? L’adeguamento dei bonus e dei malus si era reso necessario per garantire la neutralità finanziaria degli ecoincentivi, così come prevede la legge. «L’errore a mio avviso sta nel manico – risponde il ministro –: il fondo vincolato alla neutralità finanziaria e la rapida evoluzione del parco veicoli hanno palesato tutti i limiti dell’attuale base legale. L’adeguamento delle imposte, lo ricordo, è stato attuato per rispondere al principio della neutralità finanziaria sancito dalla legge vigente, un principio sul quale oggi il Tribunale ci dice che possiamo anche soprassedere: devi garantire la neutralità tra bonus e malus, ma hai anche delle limitazioni sui correttivi da porre – sintetizza Gobbi –. Abbiamo voluto correggere il prima possibile il disavanzo tra bonus e malus che stava diventando importante, ma alla fine dell’operazione ci troveremo con una perdita a bilancio di circa otto milioni». E che “penalizzerà il raggiungimento degli obiettivi della manovra di risanamento delle finanze cantonali”, come si legge nella nota del Di. Questo perché, come detto, non ci si limiterà a versare il dovuto (circa tremila franchi) solo ai ricorrenti. «Ritengo che politicamente non si possa applicare la decisione solo a coloro che hanno fatto ricorso – spiega Gobbi –, ma sia equo e corretto dare la possibilità di rimborso a tutti coloro che hanno avuto un peggioramento dell’imposta oltre il limite del 10% fissato dal Tribunale. Il margine di apprezzamento del governo è un elemento importante della sentenza». La fattura del 2018 va pagata comunque? «Sì perché è stata emessa. Non sapevamo che la decisione sui ricorsi sarebbe giunta proprio in questi giorni…». Il ristorno verrà versato in seguito, secondo modi e tempistiche ancora da definire e sulle quali ci vorrà l’avallo dell’Esecutivo. «Dovremo trovare le modalità d’attuazione, garantendo che l’onere amministrativo sia ponderato alla necessità». Semmai ci fosse bisogno di dirlo, tutto il “pasticcio” giustifica ancor di più l’annunciato cambio del calcolo. Il Dipartimento vuole trovare una soluzione entro l’estate, in modo da poterla già applicare nel 2019. «Il gruppo di lavoro sta testando le simulazione del sistema di calcolo, ponderando tutti gli elementi. L’obiettivo è di trovare un calcolo che si più stabile e meno complesso di quello attuale».

Imposte di circolazione 2017

Imposte di circolazione 2017

In seguito alla decisione della Camera di diritto tributario del Tribunale di appello di accettare il ricorso di quattro cittadini ticinesi sulla modifica dell’imposta di circolazione 2017, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi intende proporre al Governo di riversare ai cittadini ticinesi circa 8 milioni di franchi pagati in eccesso con le imposte di circolazione nel 2017 e nel 2018.

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto della decisione della Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello su quattro ricorsi inoltrati da cittadini ticinesi contro la decisione concernente l’aumento delle imposte di circolazione per l’anno 2017.
Una decisione dell’Esecutivo cantonale per garantire il rispetto del principio della neutralità finanziaria sancito dalla legge sulle imposte di circolazione del 2009 – e approvata dal Gran Consiglio – correggendo gli importi dei bonus e dei malus applicati.

L’Autorità giudiziaria ha parzialmente accolto il ricorso inoltrato dai cittadini. In particolare è stato ritenuto troppo alto il margine di apprezzamento che la norma legale lascia al Governo. In questo senso il Tribunale ha quantificato in una variazione massima del 10% lo spazio di manovra accettabile. Pertanto la Sezione della circolazione dovrà emettere una nuova fattura che tenga conto della riduzione del bonus applicato per l’anno 2017 e per il 2018 unicamente ai quattro cittadini che avevano inoltrato formalmente reclamo, come emerge da una valutazione giuridica del Consiglio di Stato. Nel concreto si tratta di versare un importo totale di circa 3’000 franchi per il 2017 e il 2018.

Considerato l’impatto del provvedimento, nelle prossime sedute il Consigliere di Stato Norman Gobbi porterà sul tavolo del Governo la proposta di restituire l’importo versato in eccesso a tutti i cittadini ticinesi che hanno avuto un aumento delle imposte di circolazione per il 2017. Allo stesso modo anche le imposte del 2018 saranno ricalibrate di conseguenza. Si tratterebbe di una somma di circa 4 milioni per il 2017 su un totale di quasi 111 milioni di incassi (3,6 %) e circa 4 milioni per il 2018 su una somma di poco superiore ai 109 milioni. Questo provvedimento, se accolto dall’Esecutivo, impedirà però di dar seguito al principio della neutralità finanziaria del sistema di calcolo imposta dalla legge e penalizzerà il raggiungimento degli obiettivi della manovra di risanamento delle finanze cantonali (tema quest’ultimo peraltro già trattato anche in occasione dell’approvazione del Preventivo per il 2018).

 

Ufficio migrazione: nuova procedura e maggiori controlli

Ufficio migrazione: nuova procedura e maggiori controlli

Il ministro della sicurezza ha presentato il primo bilancio della riorganizzazione

All’inizio della scorsa settimana, insieme al Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e al Capo della Sezione della popolazione Thomas Ferrari, ho presentato in conferenza stampa il primo bilancio della riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione, uno dei servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. Le cifre parlano d’altra parte chiaro: sono oltre 140’000 le pratiche registrate nel 2017, circa 178’000 i permessi attivi in Ticino e sono ben 58’000 in più rispetto a una quindicina di anni fa quando fu introdotta la libera circolazione delle persone.

La riorganizzazione, una delle misure del pacchetto di risanamento delle finanze voluta dal Consiglio di Stato, è il frutto di un ottimo lavoro di squadra portato avanti – in modo coordinato e nel rispetto delle competenze – dai servizi del mio Dipartimento, nello specifico l’Ufficio della migrazione della Sezione della popolazione, la Segreteria generale e la Polizia cantonale, con lo scopo di introdurre una serie di misure utili a ottimizzare i processi di lavoro e a snellire l’iter burocratico. Infatti, dallo scorso dicembre tutte le domande per ottenere, rinnovare o modificare ogni genere di permesso devono essere presentate facendo capo alla nuova procedura guidata disponibile sul sito internet della sezione all’indirizzo web www.ti.ch/migrazione.

Le procedure guidate online
Il nuovo flusso comprende una serie di procedure guidate, gestite in modo dinamico, per agevolare l’utente nella preparazione della richiesta. La gestione della pratica è dunque favorita dal nuovo approccio e il servizio all’utente decisamente più preciso e tempestivo, ma soprattutto abbiamo detto addio alle lunghe code che si formavano agli sportelli dei nostri servizi. In quest’ottica il mio Dipartimento è particolarmente attento alla digitalizzazione dei servizi con l’obiettivo di semplificare le relazioni tra lo Stato e i cittadini e offrire all’utenza prestazioni al passo con i tempi.

Un filtro per le chiamate in entrata
Ma la riorganizzazione avviata lo scorso anno non è l’unica misura che ho introdotto. Infatti, oltre alla presenza online, dal 2015 è a disposizione dell’utenza anche il Contact center (quasi 136’000 contatti telefonici lo scorso anno). Si tratta di un’evoluzione del più noto “centralino” ed è un vero e proprio filtro ma anche un unico punto di contatto dove gli utenti possono ottenere tutte le informazioni di cui necessitano.

Maggior approfondimento delle pratiche
E poi rammento anche che, con l’obiettivo di rendere i servizi più performanti, tra le misure introdotte negli anni passati, abbiamo creato il Settore giuridico, che riceve le segnalazioni (quasi 16’000 nel 2017) – tra gli altri – dai Comuni, dalla Polizia, dalle Autorità giudiziarie e dai privati e accompagna le procedure interne di diritto amministrativo, integrando la collaborazione tra gli uffici in modo da combattere gli abusi. 

La misura sul casellario giudiziale
E da ultimo – ma non per importanza – tra i provvedimenti presi spicca la misura sul casellario giudiziale. Una misura di sicurezza introdotta nel 2015 con l’obiettivo di impedire a cittadini stranieri che si erano macchiati in passato di crimini – anche piuttosto efferati – di entrare a soggiornare o lavorare nel nostro Paese. Una misura che – non mi stancherò mai di ribadire – ha raccolto l’approvazione dei cittadini, del Parlamento e contro la quale nessun utente ha mai reclamato. E tengo a sottolineare che al momento è ancora in vigore e lo sarà fino alla ratifica dell’accordo fiscale tra Svizzera e Italia.

I controlli della Polizia
Come ha evidenziato il Comandante della Polizia cantonale il ruolo della Gendarmeria nel nuovo processo consente di effettuare una serie di controlli supplementari a tutti coloro che intendono venire a lavorare nel nostro Paese. Il risultato? L’obbligo di dover sottoporre dei documenti direttamente alla polizia genera un evidente effetto dissuasivo. Ma con questa attività non siamo andati a gravare sul mandato del nostro corpo. Infatti, gli agenti rimangono sul territorio, e questo nuovo compito viene assolto dai collaboratori che già svolgevano delle incombenze più amministrative.

Con la riorganizzazione, ho dato seguito alla volontà del Popolo che a più riprese in votazione popolare ha chiesto un maggior controllo dell’immigrazione sul nostro territorio, una realtà unica rispetto al resto della Svizzera. Più controllo quindi e più sicurezza perché non vogliamo che alle nostre latitudini giungano per vivere o lavorare persone indesiderate o potenzialmente pericolose. Per la nostra sicurezza e la nostra libertà!

Viaggi comodi, sicuri e convenienti per la terza età

Viaggi comodi, sicuri e convenienti per la terza età

Da quest’anno raddoppia il contributo finanziario agli anziani per rendere i trasporti pubblici del comprensorio dell’abbonamento Arcobaleno maggiormente convenienti e la rete stradale ticinese più sicura per tutti gli utenti.

Il Dipartimento delle istituzioni e il Dipartimento del territorio assicurano anche per l’anno 2018 l’azione promozionale “Trasporto pubblico e terza età. Viaggiare comodi e sicuri“, promossa in collaborazione con le FFS e la Comunità tariffale Arcobaleno.

L’iniziativa, che dal 2015 premia gli anziani che decidono di rinunciare in modo spontaneo e definitivo alla propria licenza di condurre, diventa da quest’anno ancora più attrattiva. Grazie al programma di prevenzione “Strade sicure” del Dipartimento delle istituzioni, che si prefigge di migliorare costantemente la sicurezza sulle strade del nostro Cantone, verrà infatti raddoppiato l’incentivo finanziario che viene offerto alle persone della terza età che acquisteranno entro la fine del 2018 un abbonamento Arcobaleno annuale a partire da 2 zone. Lo sconto totale sull’abbonamento ai trasporti pubblici del Canton Ticino sarà quindi di ben 300.— franchi sul prezzo totale.

Questa interessante proposta, volta a facilitare un passo significativo nella vita di una persona, si aggiunge alle altre offerte per il trasporto pubblico già in vigore da tre anni che prevedono, la possibilità di:

acquistare un abbonamento a metà prezzo delle FFS in prova per due mesi al prezzo speciale di 33 franchi;

scontare un buono di 200.– franchi sul prezzo di un abbonamento generale di seconda classe;

scontare un buono di 250.– franchi sul prezzo di un abbonamento generale di prima classe.

Si informa che nel corso del 2017 è stato utilizzato il 10% (+4% rispetto all’anno precedente) dei buoni consegnati, su un totale di circa 1’500 rinunce di patenti pervenute alla Sezione della circolazione. A livello di acquisti dell’abbonamento Arcobaleno la progressione è stata del 7.5% in più rispetto al 2016 mentre sono triplicati gli abbonamenti generali delle FFS venduti con questa modalità. Circa una settantina di persone hanno poi scelto l’abbonamento metà prezzo di prova. Dati in costante crescita dal 2015 che ci si auspica di poter incrementare ancora di più grazie al nuovo contributo finanziario del Dipartimento delle istituzioni che si prefigge di garantire un Ticino sempre più sicuro a livello di circolazione stradale e di ridurre il numero di incidenti stradali.

Un’offerta stimolante che intende proporre, agli anziani del Canton Ticino – ma non solo – che non si sentono più a loro agio e sicuri alla guida in mezzo alle trafficate strade, una soluzione di mobilità comoda e sicura per poter compiere i loro spostamenti quotidiani e che consenta loro di raggiungere tutte le località del Canton Ticino ad un prezzo ridotto.

I conducenti che depositano volontariamente (e in modo definitivo) la propria licenza di condurre ricevono dalla Sezione della circolazione una lettera di conferma unitamente ai buoni relativi alle varie offerte. Al momento di acquistare l’abbonamento, il buono dovrà essere presentato allo sportello dell’azienda di trasporto pubblico con la lettera (che è personale e serve da giustificativo), un documento d’identità valido e una foto formato passaporto. La promozione è valida sino al 31 dicembre 2018.

 

“Se il maiale grugnisce, il piatto gioisce”…

“Se il maiale grugnisce, il piatto gioisce”…

Da Liberatv.ch

Norman Gobbi lancia la “Settimana della cazzoeula nei giorni della merla”. E rende omaggio al “ciugn” rievocando i giorni estivi all’alpe Manegorio, in Val Bedretto .
Da domani, sabato 27 gennaio, e fino al 4 febbraio avrà luogo in oltre 40 ristoranti la quinta Settimana ticinese della cazzoeula. Una rassegna che si svolge nei giorni che nella tradizione popolare sono definiti “della merla”

Da domani, sabato 27 gennaio, e fino al 4 febbraio avrà luogo in oltre 40 ristoranti la quinta Settimana ticinese della cazzoeula. Una rassegna che si svolge nei giorni che nella tradizione popolare sono definiti “della merla” (www.ticinoatavola.ch)

In questi giorni caratterizzati da pioggia, freddo e neve – soprattutto nell’Alto Ticino – capita che la mente, anche solo per un breve istante, corra alle calde giornate estive. Ed è proprio a uno dei momenti estivi che preferisco – le passeggiate in montagna, in mezzo alla natura rigogliosa – che ripensavo di recente, complice anche il profumo di alcuni piatti che portiamo sulle nostre tavole in queste settimane.

Ma mi spiego meglio. Durante le scampagnate domenicali, capita spesso agli amanti delle tradizioni custodite nelle cascine e negli alpeggi di riscoprire i versi di animali tipici delle nostre montagne. Suoni quasi dimenticati, se non sconosciuti, nelle nostre realtà urbane, perché non siamo più abituati a sentirli: mi riferisco nel caso specifico ai grugniti dei maiali.

È proprio nel corso della bella stagione che i grugniti – ben sintetizzati dal valore onomatopeico del nome stesso – aumentano sensibilmente, come se i suini volessero far sapere che gradiscono in modo particolare gli scarti provenienti dai ghiotti prodotti della tradizione casearia degli alpeggi. Infatti, il maiale è una presenza importante nelle nostre realtà rurali, che però con il passare del tempo sta scomparendo, salvo in alcuni allevamenti.

Come nell’alpe Manegorio, in Valle Bedretto, di proprietà del Patriziato di Sobrio e gestito (o come si dice in gergo alpigiano “caricato”) da Ari Lombardi di Airolo; è uno dei luoghi con il più grande allevamento di maiali del nostro territorio.

Si tratta anche di una struttura facilmente accessibile anche per colo che hanno disabilità motorie. Un luogo gradevole da visitare anche per le famiglie: mi fa sempre sorridere vedere i miei bimbi che guardano incuriositi le bestiole grufolare e provano a riprodurre i loro grugniti.

“Ol ciugn” – così viene definito nel mio dialetto leventinese – è anche il protagonista indiscusso di molti piatti della tradizione culinaria ticinese e lombarda, che in queste settimane viene spesso proposto con i mitici “oss in bogia”.

Ed è proprio con questa pietanza che trova conferma il detto “del maiale non si butta via niente”. Un altro classico della cucina di casa nostra sono senza ombra di dubbio gli insaccati crudi o da cuocere, così come pure il piatto più ricco per varietà di parti di maiale, ovvero la cazzoeula.

L’usanza vuole che questo piatto invernale venga realizzato con la verza ancora congelata e proprio per questo motivo la settimana in cui si celebra nelle nostre cucine  questa prelibatezza avviene nei giorni più freddi dell’anno, che conosciamo, appunto, come i “giorni della merla”.

La quinta edizione di questa rassegna riserva ai cultori e ai curiosi gastronomici una vasta scelta di locali in cui gustare le diverse ricette di questo squisito piatto. Sono infatti ben 43 i ristoranti che hanno aderito all’iniziativa promossa dal “Cazzoeula Club Ticino” con il supporto di GastroTicino e l’organizzazione di “Ticino a tavola”: due nel Locarnese, una dozzina nel Bellinzonese e Valli, un locale mesolcinese, otto nel Luganese e oltre quindici nel Mendrisiotto. Nell’allegro ambiente di questi locali, i grugniti sono poco opportuni, ma come amo ricordare: se il maiale grugnisce il piatto della tradizione gioisce.
Non mi rimane che augurare a tutti buon appetito!

Norman Gobbi, socio del Cazzoeula Club Ticino

Migranti: Rancate prima e dopo

Migranti: Rancate prima e dopo

Presentato un Rapporto sul primo anno e mezzo di attività del Centro temporaneo di accoglienza di Rancate – Norman Gobbi: «Problemi non ce ne sono stati».

Sino alla fine del 2018 il Centro per migranti resterà a Rancate. Anche perché il fenomeno delle persone decise a dirigere a nord, e non a chiedere asilo alla Svizzera, non si esaurirà a breve, sebbene il numero delle presenze fluttui (la notte di mercoledì, ad esempio, ne sono stati ospitati 5). E dal gennaio 2019 cosa succederà? Le opzioni logistiche sono ancora aperte. Una cosa è certa, soprattutto a mente di Norman Gobbi: la struttura non sarà più in un capannone, ma semmai modulabile sulle esigenze del momento (e della pressione migratoria), e soprattutto dovrà situarsi nelle vicinanze della frontiera. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni per ora non si sbilancia più di tanto: i prossimi mesi serviranno, del resto, ai servizi cantonali per trovare una soluzione adeguata, di concerto con l’autorità federale, che dal 2017 si è fatta carico dei costi per la sicurezza. E qui viene naturale pensare in particolare allo stabile della Confederazione in via Motta a Chiasso, l’attuale Centro di registrazione e procedura per richiedenti l’asilo destinato a ‘traslocare’ in località Pasture, fra Balerna e Novazzano. «Via Motta potrebbe essere una possibilità – ammette il consigliere di Stato -, inserendovi però tutti gli altri punti di triage che al momento utilizzano già sia la Sem (la Segreteria di Stato della migrazione, ndr) che le Guardie di confine. E questo per ‘liberare spazi’ in stazione o nelle altre superfici private attorno all’infrastruttura ferroviaria adibite a queste operazioni. È lì, peraltro, che si trova il fulcro. Vi devono essere, comunque, altre varianti da valutare». Sono già state individuate? «Non ancora. È una discussione – conferma Gobbi – che dovremo fare con la Confederazione, visto che ha partecipato e partecipa al finanziamento dell’operatività della struttura, con l’intento appunto di identificare soluzioni definitive – che non siano in affitto in un capannone industriale come oggi – anche alla luce del nuovo assetto pianificato dalla Sem». L’ubicazione, però, è un tema sensibile per Chiasso, Balerna e Novazzano, che in una lettera al governo hanno esternato i loro sentimenti: il Centro d’asilo a Pasture basta e avanza, quindi si suggerisce di guardare oltre il ponte diga di Melide (cfr. ‘laRegione’ del 4 dicembre). «Di fatto è un controsenso, parlando di riammissioni verso l’Italia – risponde a distanza il capo del Di -. Da qui la bontà della scelta di Rancate, dove in questo anno e mezzo di problemi, d’altro canto, non ce ne sono stati. La prossimità al confine deve essere data, dovendo collaborare con la Polizia di frontiera italiana. C’è una necessità e sussiste un vincolo che non deve generare maggiori costi operativi di quelli che potrebbero essere, invece, ridotti in una nuova struttura: distanze più lunghe comportano più trasporti, con quello che ne consegue». Restando sulle spese sostenute: grazie a un accordo stretto con l’Amministrazione federale delle dogane, gli oneri 2017, come detto, saranno coperti da Berna. Non solo, il Consiglio di Stato attende di conoscere l’esito della mozione presentata dal consigliere agli Stati Fabio Abate su possibili aiuti finanziari ai Cantoni che gestiscono centri simili a quello di Rancate: la disponibilità del Consiglio federale e della Camera alta sono state dichiarate, ora tocca al Nazionale. Potrebbe modificare i termini della convenzione? «Di fatto fisserebbe una base legale formale a maggiore sostegno di quanto la Confederazione già fa adesso – spiega ancora Gobbi -. Non a caso abbiamo cercato, nel comune interesse, di ridurre le risorse investite nella gestione, al fine di ottimizzare i costi e rivedere determinate procedure, senza venire meno alla tutela dei diritti di chi è coinvolto. In tal senso si è rivisto il dispositivo e faremo meno appoggio a enti esterni». In altre parole, più agenti di polizia e guardie di confine e meno sicurezza privata, da modulare sulle presenze giornaliere. I dati sono tutti in un ‘Rapporto informativo’ vergato dal governo che sarà consegnato al parlamento. Un bilancio che fra le righe ribadisce i buoni rapporti con i vicini – «chi reclama non ha per nulla ragione: sono parte molto diligente» – e fa emergere la dignità della soluzione, riconosciuta anche dalla Commissione nazionale della tortura.