Minacce e atti violenti nel mirino della prevenzione

Minacce e atti violenti nel mirino della prevenzione

Attenzione ai segnali d’allarme rilevabili
La strage evitata alla Scuola cantonale di commercio ha riportato d’attualità il tema della prevenzione per quanto concerne le persone minacciose e pericolose. Fortunatamente, in questo caso la situazione si è risolta senza che qualcuno abbia corso dei rischi, anche grazie all’intervento e all’analisi operativa effettuata dal Servizio Gestione Cantonale Persone Minacciose e Pericolose, che si occupa di questa problematica all’interno della Polizia cantonale.
La sua creazione, che ho fortemente voluto per analizzare e combattere il fenomeno, si inserisce nel contesto più vasto di gestione preventiva delle differenti forme di minaccia. Entrato in funzione agli inizi del 2017, si occupa di persone che seppur non abbiano ancora (necessariamente) commesso un reato, adottano comportamenti inadeguati, ad esempio proferendo minacce o lasciando presupporre un reale rischio di passaggio all’atto violento.

La capacità di riconoscere i rischi potenziali
I gravi atti di violenza sono spesso preceduti da segnali d’allarme rilevabili dall’ambiente circostante. L’obiettivo è di riconoscere per tempo i possibili rischi così da predisporre un intervento puntuale. Ciò può succedere unicamente se le informazioni conosciute vengono segnalate e correttamente gestite, in modo da scongiurare dolorosi atti di violenza.
La maggior parte dei casi riscontrati emergono dal monitoraggio quotidiano delle attività di polizia, dal quale risultano eventi e segnalazioni riguardanti comportamenti di persone potenzialmente pericolose (per se stessi o per terzi) o minacciose. Il Servizio dedica particolare attenzione al numero crescente di casi di violenza domestica e alle minacce contro i funzionari degli uffici dell’Amministrazione cantonale. Modi di agire che dimostrano un certo degrado nella nostra società.
Il coinvolgimento di soggetti considerati come casi “psichiatrici” è riscontrabile in un’ampia parte della casistica. Ne fanno parte le persone che adottano comportamenti inadatti come stalker e “querulomani” (persone che effettuano invii ricorrenti e insistenti di mail, telefonate assillanti, ripetute denunce e querele) nonché le persone che proferiscono minacce o che per loro attitudine lasciano presupporre un reale pericolo. E’ infine fondamentale predisporre la possibilità di un sostegno psicofisico alle persone che subiscono le morbose attenzioni.

La gestione delle minacce: riconoscere – valutare – disinnescare
Diverse forme di criminalità come l’omicidio da parte del convivente, furia violenta e omicida, la violenza sul posto di lavoro, presentano delle caratteristiche d’azione comuni.
Nella gestione delle minacce, il primo aspetto riguarda l’identificazione di comportamenti potenzialmente a rischio. Nella seconda fase la persona viene valutata con strumenti di analisi particolari, facendo anche capo, se opportuno, a una rete di specialisti esterni per riconoscere quando un rischio è presente e in caso positivo quanto è alto. La gestione delle minacce è in ogni caso un processo continuo che considera il rischio come dinamico e mutevole. Nella terza fase, professionisti collaborano per ricondurre il rischio. Con il passare del tempo e una maggiore consapevolezza sono aumentate le segnalazioni spontanee.

Questo servizio posso dire che ha contribuito in maniera decisiva, assieme alle segnalazioni degli allievi e dei docenti, a scongiurare una tragedia senza paragoni per il nostro Cantone. La scelta di introdurre questo nuovo Servizio si è dunque dimostrata opportuna nell’interesse della sicurezza di tutti. Con il passare del tempo esiste inoltre una maggiore consapevolezza e le segnalazioni spontanee sono aumentate. Come sempre, faccio affidamento sul vostro ruolo tanto prezioso di sentinelle sul territorio.

 

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