Il “pirata” dietro le sbarre

Il “pirata” dietro le sbarre

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 16 ottobre 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-pirata-tedesco-%C3%A8-finito-in-cella-10989626.html

 

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 17 ottobre 2018 del Corriere del Ticino

Germania Il «pirata» dietro le sbarre
L’automobilista tedesco protagonista dei sorpassi folli sull’A2 è finito in carcere nel suo Paese.
Dovrà scontare la pena decisa dalla giustizia ticinese – Gobbi: “È giunta l’ora dell’espiazione”

Quattro anni dopo l’arresto in Ticino, il pirata della strada tedesco che si era reso protagonista di una lunga serie di infrazioni sull’autostrada A2 e aveva sorpassato dieci veicoli nella galleria del San Gottardo, è ora in prigione.

Ieri mattina è stato prelevato dalla polizia al suo domicilio, come ha annunciato la procura di Stoccarda. L’uomo avrebbe già dovuto presentarsi in carcere in giugno, ma si era dichiarato «inabile alla carcerazione» perché malato. Gli era stato intimato più volte di sottoporsi all’esame di un esperto, ma senza esito.
La polizia tedesca ha quindi deciso di intervenire. L’uomo era stato fermato nel luglio 2014 poco prima del tunnel del Monte Ceneri e gli era stata confiscata l’auto.

Atteso per una cena a Como, quel 14 luglio il manager finanziario aveva combinato di tutto in autostrada. Dopo aver sorpassato una decina di auto nella galleria del San Gottardo e in quella del Piottino – dove come noto il limite è di 80 chilometri orari e dove vige il divieto più assoluto di superare veicoli – era fuggito dalla polizia sfrecciando a più di duecento chilometri orari. Ad un posto di blocco sul monte Ceneri si era arrestata la sua corsa, ma non la sua insolenza: qualche anno più tardi l’automobilista – che non si era presentato al processo in Ticino in cui era stato condannato dal giudice delle Assise criminali di Lugano Mauro Ermani a dodici mesi di carcere da scontare – aveva dichiarato in un’intervista di non essere interessato alla sua vicenda giudiziaria. Si era anche fatto fotografare dal «Blick» con la patente ancora in tasca.

L’uomo sosteneva che non aveva fatto nulla di male, che non aveva messo in pericolo la vita di nessuno e che non sarebbe comunque più tornato in Svizzera. Affermazione profetica, quest’ultima, dato che il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha bandito il conducente dalla Confederazione fino al luglio del 2027. Dopo che la condanna in contumacia era cresciuta in giudicato senza che la difesa avesse ricorso, la Divisione della giustizia ticinese aveva chiesto alla Confederazione di contattare le autorità tedesche per l’evasione della condanna e questo facendo leva sull’articolo 100 e seguenti della Legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale. Ma inizialmente aveva ricevuto picche da parte tedesca.

Il Tribunale di Stoccarda aveva respinto la richiesta spiegando che in Germania il reato contestato sarebbe punibile solo con una pena pecuniaria. Svizzera e Germania hanno firmato un trattato sull’esecuzione delle pene, ma le differenze tra i due sistemi giuridici, in questo singolo caso, sono state in un primo tempo decisive. Ad aprile 2017, tuttavia, il Tribunale d’appello del Baden-Württemberg aveva accolto il ricorso inoltrato dalla Procura di Stoccarda ritenendo la pena detentiva «severa ma sopportabile» (ma non confermando gli ulteriori 18 mesi di libertà vigilata richiesti dalle autorità elvetiche).

Vettura all’asta per 4.900 franchi
Pochi giorni fa era anche stata venduta all’asta l’auto sportiva confiscata, una BMW del 2003, conservata nel deposito del Servizio dei reperti della polizia cantonale. Se l’è aggiudicata per 4.900 franchi un 26.enne di Cresciano.

“Punto e a capo”
Particolarmente soddisfatto degli ultimi sviluppi il consigliere di Stato Norman Gobbi, che si era da subito impegnato per far sì che il pirata pagasse per le sue azioni. «Dopo aver recentemente venduto all’asta la sua autovettura confiscata dalle autorità di polizia e giudiziarie, adesso – dopo aver giocato con i certificati medici – l’ora dell’espiazione della pena è giunta. Punto e a capo» ha scritto ieri su Facebook.

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