A2 libera più rapidamente

A2 libera più rapidamente

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 3 maggio 2018 de Il Quotidiano
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Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 4 maggio 2018 de La Regione

Dal 1° maggio la polizia è presente con pattuglie ‘dedicate’ negli orari di punta a sud del Monte Ceneri
Obiettivo del progetto: ridurre i tempi di intervento delle forze dell’ordine in caso di incidenti sull’autostrada

Traffico scorrevole in autostrada a sud del Monte Ceneri durante le ore di punta? Ormai un’utopia… Ma evitare certi collassi, con colonne chilometriche, questo sì. Questo per Polizia cantonale, Dipartimento delle istituzioni e Ufficio federale delle strade si può fare. Grazie al progetto (una prima nazionale) che porta un titolo eloquente, oltre che ottimista: “Via libera”. «Non significa togliere traffico dalla rete autostradale perché la bacchetta magica non ce l’abbiamo ancora, ma liberare la carreggiata il prima possibile». Parole del direttore del Dipartimento Norman Gobbi, che alla stampa ha presentato i contenuti del piano d’intervento. «Dal 2011 al 2017 l’autostrada A2 è stata teatro di circa 150 incidenti l’anno sulla tratta a sud di Rivera: un dato significativo, perché ogni minimo intoppo porta spesso al collasso della mobilità». Quindi? «L’obiettivo di “Via libera” è ridurre i tempi di intervento delle forze dell’ordine in caso di incidenti». Evidentemente non per quelli particolarmente gravi, o addirittura letali, quando gli accertamenti tecnici prendono giocoforza molto tempo. Ma per tutto il resto, comprese le panne (basta un’auto ferma in una galleria a generare il caos), la polizia sarà più veloce. «Garantiremo la presenza di pattuglie ‘dedicate’ in autostrada negli orari di maggior traffico – spiega il comandante della Polca Matteo Cocchi –. Lo scopo è agire tempestivamente dove possibile e liberare il campo stradale in tempi brevi, agevolando le operazioni di soccorso e di sgombero». Di principio saranno presenti due pattuglie, la mattina in direzione nord, e la sera in direzione sud. Non staranno ferme in un punto preciso, ma si adatteranno alla situazione. Anche nel numero: in caso di necessità, le pattuglie ‘dedicate’ potrebbero aumentare. Così come potrebbero varcare il Monte Ceneri in direzione nord, quando ad esempio in estate il traffico di transito causa problemi anche in quella zona. Evidentemente nel loro “monitorare” il traffico è compreso il rilevamento di eventuali comportamenti scorretti… Come quello di scegliere la corsia di emergenza per tagliare la coda. Una “furbata” che costa tempo prezioso agli “enti luci blu”, ambulanza e pompieri. Soprattutto a loro serve il corridoio centrale libero, tra le due corsie di marcia, che i mezzi in colonna devono sempre garantire: se la corsia d’emergenza si intasa, il rischio è che non vi sia sufficiente spazio per consentire a chi è in colonna di spostarsi e creare il passaggio. Il progetto “Via libera” – realtà dal 1° maggio e della durata di tre anni – si pone anche come obiettivo di «ottimizzare e ancor meglio coordinare gli interventi del soccorso stradale», aggiunge Cocchi. Il nuovo concetto gode del finanziamento federale: è infatti coperto al cento per cento dall’Ufficio federale delle strade (USTRA). Il suo vicedirettore, Guido Biaggio, evidenzia come nel breve termine «lo spazio di manovra per migliorare la viabilità sulle strade nazionali concerne proprio quei tempi di attesa generati dalle colonne per incidente». Il sovraccarico della rete in quanto tale, infatti, è un problema sotto gli occhi di tutti e per cui la soluzione è orientata al lungo termine. Il Consiglio federale ha previsto ampliamenti infrastrutturali per un totale di 28,5 miliardi di franchi. Bisognerà capire come suddividersi le fette della torta: per il comparto del Sottoceneri, l’orizzonte temporale attuale è quello del 2040.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 4 maggio 2018 del Giornale del Popolo

MOBILITÀ SULLA A2 Presentato il progetto pilota Via Libera
Pattuglie pronte a liberare le strade

Siglato un accordo tra Cantone e Confederazione (USTRA) volto a ridurre i tempi di intervento in caso di incidente sull’autostrada. Dal 2011 al 2017 l’autostrada A2 è stata teatro di una media di circa 150 incidenti l’anno sulla tratta a sud di Rivera: un dato significativo, specialmente in ragione del fatto che una collisione nelle ore di punta provoca spesso il collasso della mobilità in ampie zone del Cantone. Nei giorni scorsi Cantone e Confederazione hanno così compiuto un primo passo siglando un accordo – della durata di tre anni – per inizializzare il progetto denominato «Via libera». L’obiettivo ricercato è quello di ridurre i tempi di intervento degli enti di primo soccorso, in caso di incidente e di panne sulla rete autostradale ticinese, soprattutto sulla
tratta a sud del tunnel del Monte Ceneri.
Concretamente, da ieri pattuglie “dedicate” della Polizia cantonale saranno attive ogni giorno negli orari critici al mattino in direzione nord e la sera in direzione sud. «Si tratta di un contributo per rendere più sopportabili i problemi del traffico nel nostro Cantone, ma che non li risolverà globalmente », ha affermato il consigliere di Stato Norman Gobbi, ricordando il ruolo cruciale della collaborazione con l’Ufficio federale delle strade (USTRA). Il vicedirettore dell’USTRA Guido Biaggio ha poi presentato un ritratto del sistema viario del nostro Cantone, mettendone in evidenza le peculiarità e segnalando che il progetto «Via libera» potrebbe poi essere esteso anche ad altre parti della rete delle strade nazionali. Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha infine sottolineato «l’importanza di armonizzare diverse misure  che vanno dal comportamento dell’utente alla rapidità di intervento dei vari attori al fronte in caso di necessità».
È stato infine ricordato che il progetto «Via libera» da solo non potrà fare la differenza. Per intervenire con prontezza nei momenti critici, occorrerà una combinazione fra diverse azioni: fra queste figurano l’aggiornamento delle convenzioni per il soccorso stradale – in vigore dal 1. maggio – e le campagne di prevenzione e sensibilizzazione avviate dal Dipartimento
delle istituzioni, promosse dal Progetto “Strade sicure ”, passando nuovamente anche da operazioni di sensibilizzazione
verso gli utenti della strada. Da notare che il dispositivo, attivo dal 1. maggio, in modalità ridotta allo scopo di affinare il
coordinamento iniziale tra la Polizia cantonale e la Centrale del traffico di Emmen, rappresenta una prima assoluta a livello nazionale.

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