Al servizio della sicurezza, anche fuori dai confini cantonali

Al servizio della sicurezza, anche fuori dai confini cantonali

Anche in occasione del WEF 2014 di Davos, così come avvenuto negli anni precedenti, la Polizia cantonale – con l’appoggio di una ventina di agenti delle Polizie comunali – metterà a disposizione un sostanzioso contingente di uomini che contribuiranno a garantire la sicurezza dell’importante avvenimento. Quest’anno, vista la concomitanza dello svolgimento della seconda conferenza sulla crisi siriana a Ginevra-Montreux, i cantoni romandi non potranno inviare i loro effettivi nel Canton Grigioni. Questa situazione richiede un impiego maggiore da parte dei Corpi di Polizia svizzeri che per il Ticino si traduce in un invio di ulteriori 10 agenti a Davos, così come un apporto di 20 agenti che saranno integrati nel dispositivo di Ginevra. Questi impieghi vedranno sull’arco di una settimana l’assenza dal Canton Ticino di 120 unità, effettivo ben superiore ai 90 agenti che normalmente il Ticino metteva a disposizione.

Da anni, mediante l’appoggio di validi agenti appositamente formati nell’attività del Mantenimento dell’Ordine, il Canton Ticino appoggia il Canton Grigioni – responsabile della sicurezza della manifestazione – contribuendo così, unitamente all’Esercito e agli agenti delle Polizie svizzere a tutelare la tranquillità e la sicurezza degli oltre 2’5000 partecipanti a Davos. I nostri agenti avranno differenti compiti nell’ambito del complesso dispositivo messo in atto a garanzia dello svolgimento di questa importante conferenza.

In assenza di un Corpo di Polizia federale, tocca ai Cantoni e alle rispettive Polizie cantonali – unitamente all’Esercito – garantire la sicurezza durante eventi di rilevanza internazionale. Il Gruppo di lavoro “Collaborazione intercantonale di Polizia in caso di eventi straordinari” della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia procede infatti, su proposta dello specifico gremio “Operazioni” della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera, alla ripartizione degli agenti di Polizia tra i concordati, i Cantoni e le Città.

Il prossimo mese di dicembre saranno inoltre impiegati agenti ticinesi (il  cui numero non è tuttavia ancora stabilito) per garantire la sicurezza della Conferenza dei Ministri dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) che si svolgerà a Basilea.

Questa costante collaborazione intercantonale non avrà ripercussioni sulla nostra sicurezza entro i nostri confini cantonali, grazie alla attività operativa che sarà garantita dalla Polizia cantonale e dai Corpi comunali, che saranno chiamati ad uno sforzo supplementare.

La questione della sicurezza e della collaborazione intercantonale, essendo il Canton Ticino (come il Canton Zurigo) non integrato in un concordato di polizia, pone al centro dell’attenzione la necessità di adeguare gli effettivi della Polizia cantonale non unicamente per garantire un miglior controllo del nostro territorio, ma anche per ovviare in maniera efficace e sostenibile, ad impieghi come quelli sopradescritti. Impieghi che anche in futuro richiederanno al Canton Ticino un appoggio proattivo che si integrano nello spirito di collaborazione proprio della nostra Confederazione.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

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