Asilo e sicurezza: quando il Ticino s’impone

Asilo e sicurezza: quando il Ticino s’impone

La particolare riunione di lavoro, svoltasi durante il viaggio di rientro in auto da Berna verso Bellinzona, ha permesso di presentare al neo-direttore dell’Ufficio federale della migrazione UFM Mario Gattiker le proposte del Canton Ticino in materia di gestione dei richiedenti l’asilo. Dai lavori di pubblica utilità, al centro per recalcitranti, il direttore dell’UFM ha dimostrato interesse e comprensione per la particolare situazione che vivono la cittadina di Chiasso e il Ticino.

Un’idea particolare quella della riunione di lavoro “viaggiante”, che ha permesso per due ore e mezza di poter essere a contatto diretto con il nuovo responsabile a livello federale della migrazione, con il quale ho potuto scambiare opinioni e impressioni anche su questioni da tempo pendenti come le problematiche legate alla libera circolazione e il rispetto degli accordi da parte italiana. Nel corso della trasferta abbiamo potuto scambiare interessanti opinioni e scambiarci informazioni in ambiti sensibili che interessano il Dipartimento delle istituzioni e l’UFM, e in conclusione siamo riusciti ad ottenere il sostegno di principio al progetto per un centro chiuso per la gestione dei richiedenti l’asilo problematici.

Il progetto, lanciato ancora a fine 2011 e presentato al direttor Gattiker a metà gennaio, ha il pregio di essere ragionevole nella stima dei costi, di allontanare da Chiasso i recalcitranti, di poter avere un punto d’appoggio logistico nelle strutture carcerarie e infine di dare un segnale ai richiedenti l’asilo recalcitranti che il loro comportamento ha delle conseguenze e viene sanzionato con una limitazione della libertà. Un progetto che sarà progetto-pilota per la Svizzera e che ha raccolto il sostegno espresso pubblicamente dalla Consigliera federale Sommaruga e dal direttore UFM Gattiker.

L’interesse alla nostra proposta è però più ampio, in quanto molti Cantoni si trovano in situazioni difficili nel gestire i richidenti l’asilo problematici, in particolar modo quelli magrebini; tant’è che da parte dei Cantoni è stato richiesto alla commissione istituzioni politiche del Nazionale di inserire nell’attuale revisione della Legge federale sull’asilo le basi legali per il finanziamento di centri per i recalcitranti e perstrutture per il carcere amministrativo in attesa dei rinvii. 

Grazie agli impulsi giunti dal Ticino, alle fattive e pragmatiche proposte del Dipartimento delle istituzioni, si sono compiuti importanti passi in avanti verso la risoluzione dei problemi di ordine pubblico e sicurezza generati da richiedenti l’asilo problematici, così come si è dato avvio alla ricerca di soluzioni che possano sgravare il centro cittadino di Chiasso dalla presenza del CRP. Nelle prossime settimane si tratterà di trovare l’accordo sulla partecipazione di Confederazione e Cantone ai costi di investimento e gestione per il centro speciale per richiedenti l’asilo problematici, nonché dare avvio ai programmi di lavoro di pubblica utilità promessi al Comune Chiasso.

Norman Gobbi, CdS Lega dei Ticinesi

Foto Keystone

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