Asilo: integrare per prevenire le minacce

Asilo: integrare per prevenire le minacce

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 21 novembre 2018 del Corriere del Ticino

Il Cantone scende in campo per favorire l’inserimento degli stranieri. Sabato a Mendrisio un evento sul tema.
Norman Gobbi: «Lavoro indispensabile per garantire la sicurezza in Ticino ed evitare che si formino dei ghetti»

“L’integrazione rappresenta un mattone indispensabile per costruire un cantone sicuro e disinnescare così il rischio di minacce. Non vogliamo che in Ticino si creino dei ghetti come succede in altri paesi”. È quanto ribadito dal direttore delle Istituzioni Norman Gobbi in occasione della presentazione della giornata cantonale sull’integrazione, in programma sabato al mercato coperto di Mendrisio.
“Non sono certo un politico da “open arms e open borders’’ – ha ribadito il consigliere di Stato leghista – e in termini di immigrazione ho delle posizioni piuttosto ferme. Questo non significa però essere in contraddizione con la politica d’integrazione. Perché se è vero che uno straniero che arriva in Ticino va controllato, è altresì importante che una volta ottenuto un permesso il richiedente venga integrato al meglio nella società. Evitando così l’emergere di fratture interne”. Ed è proprio in quest’ottica che il Cantone ha deciso di scendere in campo promuovendo una serie di interventi che spaziano da una collaborazione più stretta con i Comuni alla valorizzazione dell’attività dei volontari, passando poi per la formazione professionale dei richiedenti l’asilo.

“Senza la conoscenza dei nostri usi e costumi come pure l’inserimento nella vita lavorativa non c’è integrazione”, ha affermato Attilio Cometta, delegato cantonale per l’integrazione. «In questo senso, compito delle autorità è quello di dare delle opportunità ai richiedenti l’asilo. Spetta però a loro saperle cogliere”.

Pilastro fondamentale del Piano cantonale dell’integrazione 2018-2021 è dunque «la volontà di migliorare l’insegnamento dell’italiano», ha aggiunto Cometta, «un requisito basilare per potersi integrare nella società. Non dimentichiamo infatti che la conoscenza della lingua è uno dei criteri principali che caratterizzano la nuova legge sulle naturalizzazioni (entrata in vigore dal 1. gennaio ndr). Inoltre, in un’ottica futura per capire come possiamo migliorare abbiamo incaricato la SUPSI di svolgere una radiografia delle prestazioni cantonali e della loro efficacia». Ma non solo. «Obiettivo del Piano cantonale è poi quello di formare al meglio gli operatori che sono a contatto con i migranti come pure sviluppare l’informazione sui diritti fondamentali e sostenere azioni come la giornata cantonale».
Evento questo che, per la prima volta come ricordato dal municipale di Mendrisio Giorgio Comi, «sarà aperto a tutti e non solo agli addetti ai lavori. Sarà quindi l’occasione per interagire con chi opera giornalmente a sostegno dell’inclusione e conoscere storie di vita che vanno al di là dei soliti clichés».

 

Da www.rsi.ch/news

Integrazione secondo le regole.
La giornata cantonale dedicata al tema si svolgerà sabato a Mendrisio con un nuovo approccio per sensibilizzare la popolazione.

La politica d’integrazione, in Ticino, è stata adattata alle misure attuate dalle autorità cantonali e federali: i cittadini stranieri sono pertanto seguiti con regole e procedimenti ben definiti nel loro percorso d’inserimento nella collettività.

L’aspetto è stato sottolineato martedì dal consigliere di Stato Norman Gobbi, dal delegato cantonale per l’integrazione Attilio Cometta e dal municipale Giorgio Comi nel corso di un incontro con i media per presentate le novità che concernono l’integrazione in Ticino e la giornata cantonale di sabato 24 novembre a Mendrisio. Non sarà più un appuntamento per addetti ai lavori, ma aperto alla popolazione per avvicinare, sensibilizzare e valorizzare il lavoro promosso e attuato dagli enti locali nel settore.
Dando seguito all’impostazione federale, nel 2019 alcuni nuovi progetti saranno avviati nell’ambito della scuola e della formazione mettendo anche l’accento sull’insegnamento dell’italiano: “Il primo requisito per attivare il processo d’integrazione”, è stato sottolineato.

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11121639

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