Bambini di origine ecuadoriana:precisazioni del Dipartimento delle istituzioni

Bambini di origine ecuadoriana:precisazioni del Dipartimento delle istituzioni

Il Dipartimento delle istituzioni conferma l’avvenuta partenza volontaria dalla Svizzera dei padri genitori e dei due bambini scolarizzati dal Comune di Gambarogno. Contrariamente a quanto pubblicato oggi sul quotidiano  La RegioneTicino, contro i due bambini e rispettivi padri di origine ecuadoriana e al beneficio di una carta di soggiorno spagnola, non è stata ordinata nessuna espulsione coercitiva o consegnato un “foglio di via”.

Si ricorda che da settembre, rispettivamente ottobre, i due bambini, hanno frequentato la scuola elementare e la scuola dell’infanzia di Contone. Il bambino spagnolo di nove anni, già scolarizzato negli scorsi anni in Spagna, alloggiava in un furgone a Quartino con il padre, coniugato con una cittadina ecuadoriana residente in Spagna e padre di altri due figli. La bambina ecuadoriana di quattro anni la cui madre risiede in Francia, soggiornava invece con il padre, senza attività, presso un’abitazione privata a Contone.

La Sezione della popolazione, nell’ambito delle sue competenze atte a determinare la legalità della presenza di stranieri sul nostro territorio, ha svolto come da prassi i necessari accertamenti per identificare i genitori e i minorenni scolarizzati, ritenuto che in un primo tempo erano stati segnalati come cittadini dell’Unione europea. Dopo aver sentito i due padri ecuadoriani al beneficio di una carta di soggiorno spagnola, l’Ufficio della migrazione ha determinato che la loro presenza nello spazio Schengen era superiore a 3 mesi nell’arco di 6 mesi concessi nell’ambito di un soggiorno “turistico” e quindi illegale. Messi al corrente di tale informazione e resi attenti all’eventualità dell’emanazione di un divieto di entrata nel nostro Paese in caso di prolungamento del loro soggiorno, hanno deciso di ripartire di loro spontanea volontà, proprio perché intenzionati in futuro a ritornare nel nostro Paese.

Relativamente alla questione della scolarizzazione di bambini con passaporto (UE e Paesi terzi), residenti per un periodo limitato nel nostro Cantone, il Consiglio di Stato prenderà posizione prossimamente, dopo esame delle verifiche effettuate.

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