Bandiere parificate, bocciata la mozione di Quadri e Gobbi

Bandiere parificate, bocciata la mozione di Quadri e Gobbi

Il Gran Consiglio boccia la mozione presentata da Lorenzo Quadri e Norman Gobbi (ripresa da Michele Guerra) per “Rendere l’esposizione di bandiere straniere possibile solo se accompagnate da bandiere svizzere di uguali dimensioni”.

Il parlamento ha approvato con 43 voti favorevoli contro i 30 contrari e un solo astenuto il rapporto di maggioranza che invitava a respingere la mozione.

Secondo la Commissione della legislazione, l’esposizione di bandiere straniere non ha mai causato problemi di ordine, sicurezza o salute pubblica, e non è contraria alla moralità. Un divieto d’esposizione se non accompagnate da una bandiera svizzera di almeno uguale dimensione, quindi una restrizione delle libertà individuali protette dall’ordinamento liberale federale, non è quindi giustificato.

“Il problema sollevato dalla mozione è, come ammettono anche i mozionanti, di importanza marginale e riguarda la sensibilità soggettiva di singole persone. I problemi oggettivi del Ticino, che toccano giornalmente e in maniera concreta i cittadini e il territorio, sono altri e di ben altra portata”, si legge nel rapporto di commissione che spiega che sollevare questo tipo di problemi marginali, rischia di creare ad hoc un problema che ad oggi non esiste, e questa con ogni probabilità non è l’intenzione nemmeno dei mozionanti.

Michele Guerra in parlamento ha difeso la mozione, ma ha ottenuto l’opposizione dello stesso Presidente del Consiglio di Stato, Marco Borradori, che ha ribadito come l’esposizione delle bandiere è regolata dal 1931 ed attualizzata nel 2008. “La legge federale tutela gia il rispetto delle bandiere” ha precisato Borradori.

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