Casellario giudiziale: non molliamo!

Casellario giudiziale: non molliamo!

Dal Mattino della Domenica | Divieto d’entrata a 64 criminali pericolosi sul nostro territorio

64. È il numero di criminali stranieri a cui è stato impedito di venire a vivere o a lavorare nel nostro Cantone dall’aprile del 2015 alla fine del mese di dicembre scorso. Come è stato possibile? Grazie alla misura straordinaria sul casellario giudiziale che ho introdotto ad aprile del 2015 per tutelare maggiormente la sicurezza sul nostro territorio. E negli scorsi giorni, per la seconda volta, la nostra misura ha fatto breccia nella Berna federale! Una notizia incoraggiante per il nostro Cantone e per tutti i cittadini e le cittadini ticinesi.

Sono passati poco più di due mesi da quando il Consiglio di Stato ha inviato una missiva a Berna invitando i parlamentari della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati a sostenere le due iniziative del Gran Consiglio ticinese che vanno nella stessa direzione della nostra misura straordinaria.
Venerdì, infatti, anche la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha sostenuto la richiesta del nostro Parlamento che auspica la presentazione dell’estratto del casellario giudiziale per i cittadini che provengono dall’Unione europea e che intendono soggiornare o lavorare in Svizzera.
Un passo importante e che fa ben sperare: nella capitale elvetica la richiesta sistematica del casellario giudiziale per tutti coloro che intendono venire a soggiornare o a lavorare alle nostre latitudini è vista sempre più positivamente!

Quella sul casellario è una misura che ha fatto storcere il naso a molti – tra cui le Autorità italiane – ma che ha raccolto da subito un ottimo consenso: dapprima dal Popolo, che l’ha sostenuta attraverso una petizione promossa dalla Lega dei Ticinesi, e in seguito dal Parlamento e dal Governo ticinesi. E dopo la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati, ora anche la medesima Commissione del nazionale sostiene la nostra proposta. Una proposta osteggiata da più parti soprattutto dai partiti per l’apertura sconsiderata delle nostre frontiere a livello federale PLR, PS e Verdi che proprio negli scorsi giorni hanno votato compatti contro la misura ticinese! Grazie all’ottimo lavoro di squadra con la nostra Consigliera nazionale Roberta Pantani e al ticinese Marco Romano abbiamo ottenuto un altro traguardo importante.

D’altra parte è chiaro a tutti ormai che non si tratta di una misura che vuole discriminare i cittadini stranieri nel venire a risiedere o a lavorare nel nostro Cantone, come hanno fatto intendere dalla vicina Italia! Quello che vogliamo – e che abbiamo sempre voluto – è offrire più sicurezza al Ticino e ai ticinesi.

I servizi del mio Dipartimento trattano migliaia di pratiche di rinnovo e di rilascio dei permessi ogni mese e non dispongono degli strumenti adatti per poter effettuare verifiche approfondite e identificare eventuali elementi di rischio. Non possono infatti accedere alle banche dati di cui dispongono le forze dell’ordine. L’unico mezzo a disposizione dell’Autorità amministrativa è quindi la consultazione dell’estratto del casellario giudiziale.

Grazie a questo efficace strumento abbiamo impedito l’entrata sul nostro territorio a 64 cittadini stranieri che si erano macchiati di reati quali – per citarne alcuni: sequestro di persona, furti, spaccio di droga, estorsioni, porto illegale d’armi, reati economici, rapine, omicidio e distruzione di cadavere (!).

Un’ulteriore conferma per tutti noi: stiamo lavorando nella giusta direzione. Qualche settimana fa mentre mi recavo a Berna per uno dei tanti incontri con le Autorità federali in un commento sulla mia pagina Facebook qualcuno ha insinuato che queste azioni non servono a nulla e non portano a niente. “Tutto tempo sprecato”. E invece no! È quello che ho risposto: farmi portavoce degli interessi del nostro Cantone con le Autorità federali e i Consiglieri federali non è mai tempo sprecato. Non intendo mollare su questo fronte. Perché con tenacia, impegno e costanza anche nella nostra capitale si stanno rendendo conto delle criticità alle quali è sottoposto il nostro Cantone. I risultati però non mancano: a inizio anno – per citare un esempio – il Consigliere federale Ueli Maurer ha annunciato che partirà da questa primavera un progetto pilota per la chiusura notturna dei valichi secondari. Un tema che ho portato sul tavolo della discussione regolarmente nei miei viaggi d’Oltralpe. Un ottimo lavoro di squadra su più fronti che ha consentito al Ticino di portare a casa un successo!

Non dimentichiamo poi che il Ticino è spesso un laboratorio per il resto della Svizzera: di frequente ci capita di testare misure che risolvono problematiche che inizialmente sono una prerogativa tutta ticinese e solo in seguito diventano una preoccupazione condivisa dal resto del Paese. Pensiamo ad esempio alla problematica legata ai flussi migratori: siamo stati i primi a toccare con mano il problema, e ce ne siamo fatti carico dando una mano al resto della Svizzera.

Non è solamente uno slogan elettorale: la sicurezza è un bene primario e fondamentale non solo per i Ticinesi ma per tutta la Svizzera. Continuerò sulla strada tracciata: non mollerò e continuerò a difendere la misura del casellario. Per il nostro bene, e per quello di tutto il Paese!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

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