Municipio di Cademario revocato

Municipio di Cademario revocato

 

Da www.rsi.ch/news

Con 158 sì e 110 no i cittadini hanno deciso di destituire l’attuale Esecutivo dopo le recenti polemiche sul sindaco. È la prima volta in Ticino

Il Municipio di Cademario è stato revocato. Lo hanno deciso domenica i cittadini del comune alto malcantonese in votazione popolare, con 158 voti a favore della revoca, 110 contrari, 16 schede bianche e 3 nulle.
Cademario è nella bufera ormai da tempo, almeno da quando lo scorso autunno è stata lanciata una raccolta firme che chiedeva appunto la revoca dell’Esecutivo, con l’appoggio di tutte le forze politiche. In dicembre la raccolta di firme era formalmente riuscita.

All’origine della richiesta vi era secondo i firmatari “una mancanza di fiducia, di comunicazione, di trasparenza e collegialità”.
Tra i primi firmatari figuravano quattro dei cinque municipali del comune e la causa del malcontento — anche se mai citata direttamente — sarebbe da ricondurre dal sindaco, Fabio De Bernardis.
Gli abitanti di Cademario saranno chiamati entro tre mesi ad eleggere un nuovo Municipio, verosimilmente in aprile.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Municipio-di-Cademario-revocato-11416431.html

In 350 per l’UDC al Conza

In 350 per l’UDC al Conza

Presenti anche i candidati al Governo: Claudio Zali, Norman Gobbi, Daniele Caverzasio, Roberta Soldati e Piero Marchesi

“L’auspicio, naturalmente, è che la lista congiunta per il Consiglio di Stato abbia il maggiore successo possibile. E che le rispettive liste al Gran Consiglio si possano rafforzare”.

Il ministro uscente Claudio Zali, candidato sulla lista Lega-UDC al Governo, ha salutato con queste parole le circa 350 persone presenti alla festa democentrista in vista delle elezioni cantonali del prossimo 7 di aprile che ha avuto luogo sabato al padiglione Conza a Lugano.

E dopo gli interventi dei cinque candidati all’esecutivo cantonale – oltre ai leghisti Zali, Norman Gobbi e Daniele Caverzasio i due UDC Roberta Soldati e Piero Marchesi – è seguito un pranzo offerto a base di risotto e luganighe, la musica dei corni delle Alpi e intrattenimento per i bambini.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/In-350-per-lUDC-al-Conza-11413728.html

 

“Pronti!”

“Pronti!”

Per caratterizzare in modo immediato e facilmente memorizzabile la mia campagna, ho scelto uno slogan almeno in apparenza molto semplice: “Pronti!”.

“Pronti!”: il punto esclamativo comunica immediatamente il mio entusiasmo, ma anche quello di chi, in un modo o nell’altro, mi appoggia nella corsa che potrebbe condurmi al terzo mandato in qualità di Consigliere di Stato (la mia famiglia, i miei collaboratori, il mio staff, chi mi gratificherà con il suo voto).

“Pronti!” è declinato al plurale non a caso: il concetto di squadra, di team, di gruppo è per me prioritario. Lo è nella vita professionale come in quella privata, lo è durante una riunione di lavoro come in una serata trascorsa con gli amici. Assieme si può andare lontano, con il sostegno degli altri si possono superare gli ostacoli più alti, attraverso il dialogo con chi ti sta attorno si possono risolvere problemi che sembravano a prima vista irrisolvibili.

“Pronti!” è anche un incitamento ad affrontare con il piglio giusto la battaglia politica, consapevoli che ci saranno anche momenti difficili in cui sarà necessario serrare le fila ed essere ancor più propositivi e solidali.

“Pronti!” perché siamo… pronti, ovvero preparati, affidabili e forgiati dall’esperienza maturata in questi 8 anni. Io e il mio team sappiamo di poter dare ancora molto al nostro meraviglioso Cantone, lavorando sempre nell’ottica di favorire il cittadino. Che è e resta il nostro interlocutore privilegiato.

“Pronti!” in quanto sicuri delle nostre capacità e consapevoli del nostro valore, certi di avere le carte in regola per maritarci il sostegno dei ticinesi. Questo senza essere però supponenti, poiché l’obiettivo dev’essere quello di migliorarsi costantemente.. Quanto abbiamo fatto è lì da vedere e i risultati ottenuti parlano a nostro favore.

“Pronti!” a rispondere alle sollecitazioni cui siamo sottoposti a ogni ora del giorno. Le risposte giuste arrivano però solo da persone preparate, credibili, che non nascondono scheletri negli armadi e che possono parlare guardando dritto negli occhi il loro interlocutore.

“Pronti!” anche nei confronti di chi non la pensa come noi e che ci fa un grande regalo: ci permette di mantenere sempre alta la guardia, senza dare nulla per scontato. L’avversario politico rappresenta uno stimolo vitale!

Un carcere che ha vinto la prova della radicalizzazione

Un carcere che ha vinto la prova della radicalizzazione

Il penitenziario resta un esempio virtuoso nonostante le sollecitazioni

Iniziamo dai dati nudi e crudi emersi questa settimana: circa 80 persone incarcerate su cento in Ticino l’anno scorso era di nazionalità straniera (per essere precisi l’82% nel carcere Giudiziario della Farera e il 70% al Penitenziario della Stampa). Siamo un Cantone di frontiera, in pratica la porta d’entrata per chi giunge in Svizzera da sud o d’uscita per coloro che lasciano la nostra nazione. La nostra posizione geografica ci mette per forza di cose a confronto con flussi di persone che altri Cantoni non conoscono. E non si può essere ingenui al punto da pensare che tra tutti questi cittadini che entrano ed escono ci siano solo fior di galantuomini.
“E’ proprio per questo motivo che si rende necessario il costante controllo di tutto il territorio cantonale, e delle zone più vicine alla frontiera in particolare, se vogliamo mantenere elevata la sicurezza in Ticino!” afferma Norman Gobbi, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni. “Sicurezza che è sempre stata e sempre sarà la priorità numero uno della mia attività politica.”
Molte sono state le misure implementate dal Consigliere di Stato leghista per il raggiungimento di questo obiettivo, sostenuto da fatti e cifre che dimostrano chiaramente quanto il Ticino sia diventato e continua a essere sempre più sicuro. Ne è un esempio la ristrutturazione e il potenziamento della Polizia cantonale, oggi in grado di dare risposte immediate ed efficaci ai fenomeni criminali e di agire anche in funzione deterrente; la collaborazione con il Corpo delle Guardie di Confine, senza dimenticare l’introduzione dell’obbligo di presentare il casellario giudiziale nelle richieste di permessi per gli stranieri. Nel corso di queste due legislature i cambiamenti sono stati tangibili.
Ma torniamo ai dati statistici diffusi questa settimana, i quali permettono di approfondire con il Direttore del Dipartimento delle istituzioni la gestione delle nostre strutture carcerarie. “Al Penitenziario vige un sistema rigido di controlli, sicuramente il regime più performante di tutta la Svizzera, il quale permette di evitare possibili problemi in questa struttura chiusa. E ben sappiamo che basta poco per accendere pericolose micce e creare minacce effettive anche ai danni di donne e uomini chiamati a garantire la sicurezza all’interno del carcere”, commenta Norman Gobbi. “I risultati sono ottimi e incoraggianti, anche perché tale fermezza resta comunque rispettosa della persona.”
La massiccia presenza di stranieri tra la popolazione carceraria contribuisce a innalzare il livello di potenziale pericolo. Uno di questi è legato alle varie forme di radicalizzazione (in particolare di matrice islamica) che potrebbero verificarsi e che in altre strutture, per esempio nella Svizzera francese, sono effettivamente avvenute.
“Il lavoro svolto al Penitenziario è davvero efficace, perché vengono messe in atto tutta una serie di misure per evitare l’insorgere di questi fenomeni di radicalizzazione. Fino a oggi, grazie a questi sforzi, siamo sempre riusciti a scongiurare tali pericoli. E questo testimonia la bontà del lavoro svolto giornalmente e puntualmente dalle collaboratrici e dai collaboratori attivi nei vari ambiti della nostre strutture di espiazione di pena.”
Un ruolo importante lo giocano inoltre le misure di occupazione e reinserimento di chi sconta la pena. I detenuti possono lavorare in una falegnameria, in una legatoria, in una stamperia; vi è un reparto d’assemblaggio di giocattoli e vengano stampate le targhe per le vetture immatricolate in Ticino. Senza dimenticare coloro che sono impiegati nei laboratori dei servizi interni: cucina, lavanderia e stireria. “L’obiettivo – conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi – mira al reinserimento del detenuto nella società una volta scontata la pena, per scongiurare i rischi di recidiva”. Da un lato quindi fermezza dei controlli interni sui detenuti, ma dall’altro anche l’impegno verso una loro compiuta riabilitazione.

Prosecuzione del progetto di aggregazione Tresa

Prosecuzione del progetto di aggregazione Tresa

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso che proporrà al Gran Consiglio l’aggregazione tra i Comuni di Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, che in votazione consultiva avevano espresso parere favorevole al progetto aggregativo, lasciando per contro cadere l’inclusione di Sessa, dove avevano prevalso i voti negativi. I sostegni cantonali verranno adattati di conseguenza.

Come si ricorderà, lo scorso 25 novembre 2018 si è svolta la votazione consultiva sul progetto di aggregazione tra Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa, accolto nei primi tre comuni e respinto a Sessa, con una maggioranza favorevole complessiva del 54% nel comprensorio. Scartato l’abbandono dell’intero progetto, le ipotesi per il proseguimento rimanevano quelle dell’aggregazione limitata ai soli comuni favorevoli oppure della realizzazione completa, con l’inclusione di Sessa in via coatta.

Per un primo bilancio della situazione, dopo il voto il Dipartimento delle istituzioni ha incontrato dapprima la Commissione di studio per l’aggregazione e poi il Municipio di Sessa. Inoltre, d’intesa con quest’ultimo e con i rappresentanti locali dei contrari all’aggregazione è stata organizzata una serata destinata alla popolazione di Sessa, per una valutazione delle prospettive del Comune alla luce della costituzione del comune di Tresa. Da questo incontro pubblico è in sostanza emerso che le posizioni favorevoli e contrarie in grandi linee si confermano, in particolare quella del fronte organizzato dei contrari.

In linea con la politica aggregativa cantonale precisata nel PCA, preso atto della volontà espressa dai cittadini di Sessa e ritenuto che per quest’ultimo l’aggregazione costituiva più un’opportunità che una necessità, il Governo ha deciso di orientare la propria proposta verso l’aggregazione limitata a Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, escludendo quindi Sessa.

Il Comune di Tresa con Croglio, Monteggio e Ponte Tresa risulta conforme alle condizioni poste dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr), in quanto forma senza dubbio un’entità territoriale coerente ed è in grado di rispondere alle aspettative e di attuare le realizzazioni presentate alla popolazione prima della votazione. Inoltre, non risente di alcun pregiudizio finanziario dall’assenza di Sessa e potrebbe avviarsi in un clima disteso e verosimilmente meno laborioso che con un’inclusione forzata, auspicata da una parte ma che la maggioranza non sembra ritenere al momento interessante.

Come a suo tempo anticipato, e come già è stato il caso in precedenza con Bellinzona, in caso di aggregazione ridotta i sostegni cantonali all’aggregazione vengono rivisti, adattandoli alla nuova situazione.
Riguardo gli aiuti all’aggregazione di Tresa limitatamente a Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, il Consiglio di Stato proporrà quanto segue:

1,4 milioni di franchi per aiuti alla riorganizzazione amministrativa e/o agli investimenti di sviluppo (per l’aggregazione completa erano previsti 0,7 mio per la riorganizzazione e 1,0 milioni per investimenti);

il riconoscimento dell’applicazione dei tassi massimi di sussidio, fino a concorrenza di un importo massimo di 1,0 milioni di franchi per la realizzazione di nuovi servizi o strutture a carattere sociale, ad esempio un asilo nido e/o un centro diurno per anziani (come per l’aggregazione completa);

sono confermati gli impegni riguardo la pista ciclabile pedonale della Valle della Tresa e la prospettata nuova struttura per la gestione del territorio;

a seguito dell’assenza di Sessa nell’aggregazione, il contributo di livellamento percepito dal nuovo Comune di Tresa risulta sostanzialmente equivalente a quello calcolato separatamente; viene quindi a cadere la necessità di mantenere il calcolo separato, come a suo tempo prospettato.

Il relativo messaggio governativo verrà licenziato nelle prossime settimane.

A «I conti in tasca» sarà protagonista la Legge sulla polizia

A «I conti in tasca» sarà protagonista la Legge sulla polizia

«Sbirri, maledetti eroi» è il titolo de «I conti in tasca» che andrà in onda questa sera alle 20.30 su TeleTicino.
Nella prima mezz’ora della trasmissione si discuterà del libro del presidente degli Amici delle forze di polizia Stefano Piazza e della giornalista Federica Bosco che ha per titolo quello della puntata. Oltre ai due autori al dibattito parteciperà anche il consigliere di Stato Norman Gobbi.
Nella seconda parte della puntata si parlerà quindi della revisione della Legge sulla polizia approvata dal Gran Consiglio. Ne discuteranno Stefano Piazza, il vicepresidente dell’Ordine degli avvocati Gianluca Padlina e l’avvocato e deputata Sabrina Gendotti.
Sirene: è prova generale

Sirene: è prova generale

Da www.rsi.ch/news

Oggi la verifica annuale degli allarmi alla popolazione.
Ryan Pedevilla: “La novità è l’applicazione Alertswiss”

Oggi risuoneranno le sirene, ma niente paura: è la prova annuale dei dispositivi d’allarme alla popolazione. Sono coinvolte nel test tutte le sirene della protezione civile installate in Ticino, che diffonderanno l’allarme generale e quello dell’acqua.
Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione dell’allarme generale: alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.55 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto.
Alle 14.15 e 15.00, nelle zone a valle delle dighe, saranno in seguito attivate le sirene per l’allarme acqua, il cui suono continuo e grave è caratterizzato da una tonalità più cupa rispetto a quello dell’allarme generale. In questo caso saranno diffuse 12 sequenze di 20 secondi ciascuna intervallate da 10 secondi di pausa, per un totale di 6 minuti.

“La prova lo scorso anno in alcune zona della Svizzera non ha funzionato. Ma ci si è accorti immediatamente del problema e si è ripetuto il test, correggendo difetti e problematiche”, ricorda Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione del DI. “La novità di quest’anno – aggiunge – sta nell’allerta tramite l’applicazione Alertswiss”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sirene-%C3%A8-prova-generale-11393244.html

Elezioni cantonali 2019: assegnazione dei numeri di lista

Elezioni cantonali 2019: assegnazione dei numeri di lista

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha tenuto oggi a Bellinzona, nell’Aula del Gran Consiglio, la seduta pubblica di sorteggio delle liste in vista delle elezioni cantonali 2019.
L’ordine di successione stabilito dalla sorte è il seguente:

Elezione del Consiglio di Stato
1 Più Donne
2 MPS – POP – Indipendenti
3 Movimento di MontagnaViva
4 Partito Socialista e Gioventù Socialista
5 Partito Liberale Radicale
6 Verdi liberali
7 Per un Cantone rispettoso dei (suoi) minori
8 Partito Popolare Democratico + Generazione Giovani
9 Partito Comunista (PC) – Indipendenti
10 Lega Verde
11 I Verdi del Ticino
12 Lega dei Ticinesi – Unione democratica di centro
13 Bello Sognare

Elezione del Gran Consiglio

1 Più Donne
2 MPS – POP – Indipendenti
3 Movimento di MontagnaViva
4 Partito Socialista e Gioventù Socialista
5 Partito Liberale Radicale
6 Verdi liberali
7 Per un Cantone rispettoso dei (suoi) minori
8 Partito Popolare Democratico + Generazione Giovani
9 Partito Comunista (PC) – Indipendenti
10 Lega Verde
11 I Verdi del Ticino
14 Lega dei Ticinesi
15 Movimento Il Torchio
16 Unione democratica di centro
17 Partito Evangelico
18 Spazio ai Giovani

Prova delle sirene di mercoledì 6 febbraio 2019

Prova delle sirene di mercoledì 6 febbraio 2019

Comunicato stampa

In base alle istruzioni dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, mercoledì 06 febbraio 2019 è prevista anche in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua.

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale; alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.55 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.
Alle 14.15 e 15.00, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua, il cui suono continuo e grave è caratterizzato da una tonalità più cupa rispetto a quello dell’Allarme generale. In questo caso saranno diffuse 12 sequenze di 20 secondi ciascuna intervallate da 10 secondi di pausa, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità.
Grazie alla recente introduzione del nuovo applicativo Alertswiss, i comunicati di allarme verranno diffusi sugli smartphone sotto forma di notifiche push e pubblicati sull’omonimo sito. Questi nuovi canali saranno integrati per la prima volta nell’ambito della prova sirene del 2019.
Tutte le indicazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono da subito disponibili all’indirizzo www.alertswiss.ch o scaricando la relativa app. Si invita pertanto la popolazione ad utilizzare i nuovi canali d’allarme e d’informazione ed in particolare ad installare l’app Alertswiss sui propri smartphone. Quest’ultima è disponibile gratuitamente per i sistemi Android e iOS e può essere scaricata dal Google Play Store e dall’App Store di Apple. L’avviso riguardante la prova sarà anche pubblicato sui pannelli informativi presenti in alcuni punti della rete autostradale sul territorio cantonale grazie alla collaborazione con l’Ufficio federale delle strade.
Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale e informare la popolazione sui comportamenti corretti. Il Dipartimento delle istituzioni si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione.
Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.ti.ch/allarmi, www.protpop.ch e o richieste all’indirizzo di-spci@ti.ch.

Riorganizzazione delle Giudicature di pace: prossimi passi

Riorganizzazione delle Giudicature di pace: prossimi passi

Il Consiglio di Stato, prendendo atto delle risultanze del parere giuridico affidato al Prof. François Bohnet e al Prof. Pascal Mahon dell’Università di Neuchâtel incentrato sulla compatibilità della giustizia di pace ticinese alle norme costituzionali e convenzionali, ha fissato i prossimi passi relativi alla riorganizzazione di questo importante settore della giustizia ticinese.

Nel corso del 2018, il Governo ha affidato al Prof. François Bohnet e al Prof. Pascal Mahon dell’Università di Neuchâtel il compito di allestire un parere giuridico circa la compatibilità della giustizia di pace ticinese con l’art. 30 cpv. 1 della Costituzione federale e l’art. 6 § 1 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), aspetti delicati segnalati dal Consiglio della Magistratura nella procedura di consultazione inerente al Messaggio governativo di riorganizzazione del settore delle Giudicature di pace del gennaio scorso.

Dal parere giuridico emerge come l’attuale sistema delle Giudicature di pace del Canton Ticino sia nel complesso adeguato, a condizione che alcuni correttivi vengano introdotti per soddisfare pienamente le esigenze poste dalla Costituzione federale e dalla CEDU. Questi correttivi vertono da un lato sulla formalizzazione a livello legislativo sia del supporto giuridico a disposizione dei Giudici di pace che delle esigenze formative per i giudici non giuristi di formazione; dall’altro sul rafforzamento della formazione, sia di base che continua, ad essi destinata, rafforzamento già in corso e oggetto del Messaggio governativo di riorganizzazione posto in consultazione lo scorso anno.

In sostanza, il parere giuridico conferma che la figura del giudice laico – quindi non giurista di formazione – è conforme con l’ordinamento giuridico svizzero, in base alla giurisprudenza del Tribunale federale che ha sancito come non sussista un diritto costituzionale a un giudice con formazione giuridica. Una conformità che deve essere tuttavia corroborata da una modifica di legge che indichi come il Giudice di pace non giurista possa avvalersi del supporto giuridico di una figura esperta e indipendente con competenze giuridiche adatte, così da adempiere ai requisiti di indipendenza e imparzialità, assicurando un processo equo e ossequiando le garanzie procedurali (vedi diritto di essere sentito per esempio). La possibilità, per il Giudice di pace non giurista, di far quindi capo a una figura con competenze giuridiche definita a livello di legge deve essere inoltre accompagnata da un rafforzamento della formazione di base e continua ad esso destinata, alfine che il Giudice di pace possa valutare con cognizione di causa anche le soluzioni proposte dalla figura giuridica di supporto, nell’ottica dell’ossequio dei predetti principi costituzionali e convenzionali.

Il Consiglio di Stato prende dunque atto con rassicurazione dei contenuti del parere giuridico del Prof. François Bohnet e del Prof. Pascal Mahon dell’Università di Neuchâtel. In quest’ottica, il Governo, recependo le risultanze del parere giuridico, ha già dato incarico al Dipartimento delle istituzioni per l’introduzione dei correttivi necessari affinché la figura del Giudice di pace laico soddisfi pienamente le citate esigenze costituzionali e convenzionali. Le modifiche legislative da implementare saranno tematizzate con il Gruppo di lavoro concernente la riorganizzazione delle Giudicature di pace costituito contestualmente al progetto “Giustizia 2018”. È parimenti in corso di definizione un corso di base destinato ai Giudici di pace non giuristi, i cui contenuti e modalità verranno comunicati prossimamente.

Dal profilo pratico, anche in vista dell’imminente rinnovo delle cariche, le modifiche che si prospettano – formalizzazione nella legge del supporto giuridico e dell’esigenza formativa per i magistrati non giuristi, con rafforzamento di quest’ultima tramite corsi specifici obbligatori per non giuristi – non incideranno sull’organizzazione generale del settore della giustizia di pace, ma comporteranno un impegno a livello formativo per i magistrati popolari non giuristi in particolare. In questo contesto, il prossimo 26 marzo 2019 il Dipartimento delle istituzioni ha previsto un incontro a Bellinzona con gli attuali e futuri Giudici di pace, in modo da illustrare loro nel dettaglio i cambiamenti in atto nel settore che toccano questa importante figura della giustizia ticinese. Una figura centrale nella storia del nostro Cantone, contraddistinta da un forte legame con il territorio. Una carica che si vuole moderna e al passo con i tempi, rispondente ai bisogni e all’evoluzione della nostra società, in ossequio ai disposti costituzionali e convenzionali.