«Che il Ticino dia un chiaro segnale»

«Che il Ticino dia un chiaro segnale»

Dal Corriere del Ticino | Il presidente federale UDC Albert Rösti esorta a dire «sì» a Prima i nostri – Norman Gobbi: «Ho simpatia per l’iniziativa».

È in un clima di festa, con la musica popolare e l’aroma del risotto con le luganighe (offerti) a fare da sottofondo, che si è svolto l’evento organizzato dall’UDC Ticino al Mercato coperto di Mendrisio per sostenere l’iniziativa popolare Prima i nostri, in votazione il prossimo 25 settembre. Il fulcro della giornata è stato raggiunto con la partecipazione del presidente dell’UDC Svizzera Albert Rösti , giunto a Mendrisio per l’occasione. Nella conferenza stampa svoltasi a margine della festa, Rösti ha letto il proprio intervento, «Prima i nostri, ora più che mai», in italiano, segno della considerazione che ha per il cantone. «Il Ticino è colpito in modo particolare da una migrazione al di sopra della media, la situazione dell’asilo ne è una parte, la problematica dei frontalieri è l’altra, e anche la situazione del traffico non è certo da invidiare. È perciò salutare, a seguito delle scandalose conclusioni della Commissione delle istituzioni politiche, sostenere qui, con Prima i nostri, un’iniziativa che mira proprio ad affrontare il problema», ha detto. Rösti, che sull’applicazione del 9 febbraio ha rilasciato dichiarazioni al Corriere del Ticino (vedi pagina 7), ha esortato «la popolazione ticinese a porre mano direttamente ai propri problemi e nel contempo a dare un chiaro segnale al Parlamento federale che l’iniziativa contro l’immigrazione di massa deve essere attuata». All’appuntamento erano presenti anche il consigliere nazionale Marco Chiesa e il presidente di UDC Ticino Piero Marchesi . Chiesa ha sottolineato come «ora l’iniziativa Prima i nostri diventi ancora più importante. Nella proposta scaturita dalla Commissione non saranno conteggiati i frontalieri e non condividiamo le posizioni di Christian Vitta e Marco Romano. Tutto questo ci lascia molto amaro in bocca e lo consideriamo un sabotaggio al 9 febbraio». Ai circa 300 ospiti Marchesi ha presentato il comitato per il sì all’iniziativa e ha tenuto a sottolineare che «Prima i nostri non è solo sostenuta dall’UDC ma anche da altri partiti o parlamentari di altre aree politiche. Ad esempio l’iniziativa è condivisa dalla Lega, dal gruppo parlamentare dei Verdi esclusi Francesco Maggi e Michela Delcò Petralli e dai liberali radicali Andrea Giudici, Peter Rossi ed Elio Del Biaggio, oltre che da una decina di imprenditori. C’è un’economia in Ticino che già applica il principio di Prima i nostri e che non ha paura dell’iniziativa». Presente in forze il movimento di via Monte Boglia, che ha colto l’occasione per tenere una riunione dei vertici (vedi articolo a fianco), alla quale hanno partecipato anche i due consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali. E tra i leghisti presenti è corsa voce che la decisione del Governo relativa al sostegno al controprogetto non fosse unanime. Abbiamo rivolto la domanda a Gobbi che ci ha risposto: «Il Governo ha preso la sua decisione. Quello che posso dire è che ho simpatia per l’iniziativa». Ricordiamo che Prima i nostri è in votazione il prossimo 25 settembre con il controprogetto.

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