Terroir

I viaggi sono l’occasione per visitare nuovi territori. Ma per conoscerli a fondo dobbiamo avvicinare le persone e le tradizioni. Tra queste, la storia e l’eno-gastronomia sono i più vivaci ed essenziali punti d’incontro con un territorio. Per questo motivo amo e sostengo la ristorazione locale che tanto sa offrire del proprio “terroir”.

Da sempre la cucina mi ha appassionato, fors’anche perché sono cresciuto tra “padéll e fornèi” di mio nonno paterno Dante Gobbi, che fino a metà degli Anni Novanta ha gestito il ristorante Vais di Piotta (di sua proprietà). I “Vais” di Piotta erano per questo molto conosciuti, sia per l’ottima produzione di pane (più volte premiata dall’associazione ticinese dei mastri panettieri e pasticcieri) che per la cucina nostrana proposta da mio nonno Dante.

All’eno-gastronomia mi sono avvicinato sin da piccolo, facendo il garzone di bottega nel negozio (scendendo fino a Bellinzona a comprare frutta e verdura dal grossista), nel prestino a portare il pane ai clienti e a servire nel ristorante dei miei nonni; nella macelleria Piccoli di Piotta ho approfondito l’arte della macellazione, della lavorazione della carne e della salumificazione, mentre nell’enoteca NonSoloVino di Raniero Gonnella a Lugano ho conosciuto meglio i vini, le origini e l’arte della produzione.

Tutte queste esperienze mi hanno arricchito e mi hanno permesso di abbracciare tutti i mondi dell’eno-gastronomia. Ogni buon cultore della cucina ha i suoi segreti (che devono rimanere tali), ma spesso – la bontà prevarica anche i confini del piatto – questi segreti vengono svelati alla moltitudine.

Spesso però la cucina é fatta di tentativi (duri) e quindi é chiara la riluttanza dei cultori a diffondere le loro segrete gesta culinarie. Non disperate se non vi rivelerà la ricetta: la potrete almeno gustare:

Le ricette di Norman


 


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