Da 150 anni custodi della storia e delle tradizioni locali

Da 150 anni custodi della storia e delle tradizioni locali

Vi porgo il saluto a nome del Consiglio di Stato e Vi ringrazio per l’invito a partecipare a questa importante celebrazione tesa a sottolineare un traguardo davvero importante: i 150 anni della fondazione del Patriziato di Cevio-Linescio. Durante questi anni vi siete contraddistinti quali custodi della storia e delle tradizioni locali che avete trasmesso di generazione in generazione. Il vostro Patriziato, ben conscio di ciò, ha recentemente istituito un archivio patriziale rendendolo accessibile al pubblico e custodendo nel tempo gli importanti documenti.

Un passato che non è unicamente riposto negli scaffali di un archivio, ma che è ben visibile sul vostro territorio, merito degli sforzi congiunti di Patriziato, Autorità comunali e associazioni locali. Penso in particolare alla conservazione del villaggio di Cevio e della sua magnifica piazza, sulla quale si affaccia la rinnovata Casa patriziale. Oppure ai terrazzamenti di Linescio – con oltre 25 chilometri di muri a secco! – testimoni della coltura verticale, ma anche di una terra che solo l’ingegno e la fatica della popolazione hanno reso più dolce. Sono questi esempi tangibili della vostra capacità di preservare il territorio ed al contempo di far rivivere la vostra storia secolare.

Il Patriziato di Cevio-Linescio non è pero unicamente ancorato al passato. Fin dai suoi albori si è sempre proiettato coraggiosamente nel futuro. Penso al lontano 1858, quando i Comuni di Cevio e di Linescio, si separarono dando vita a due villaggi autonomi, mentre il Patriziato rimase unito.  Le ragioni che portarono alla divisione comunale furono di natura essenzialmente pratica: i due villaggi distavano tra loro un’ora di cammino su una strada non agevole, ciò che rendeva oltremodo difficile organizzare le riunioni dell’Assemblea e del Municipio, ma anche legate alla volontà di essere autonomi nella gestione di realtà per certi versi anche piuttosto differenti.

Il vostro Patriziato, invece, ha compiuto una scelta lungimirante ed in controtendenza. Resistendo, a differenza dei Comuni, alla frammentazione napoleonica si è consolidato nel tempo tanto da divenire un riferimento per l’intera Valle.

In questi anni 150 anni, il vostro Patriziato è stato anche un attore a livello sociale e ricreativo. Penso allo splendido parco giochi realizzato in collaborazione con il Comune – il cui sedime è stato offerto dal Patriziato  apprezzato non solo dall’intera comunità di Valle, ma anche dai numerosi turisti. Oppure all’adiacente sala d’incontro, promossa e finanziata dal Patriziato: uno spazio privilegiato per l’intera comunità. Un’impronta sociale testimoniata anche da questa scuola – il cui sedime è stato ceduto gratuitamente al Comune – o all’attenzione che dedicate agli anziani. Sono questi dei concreti simboli del dinamismo che vi ha anima e della capacità di collaborare con l’Autorità comunale per progetti di pubblica utilità.

Una sinergia, quella tra Patriziati e Comune, in cui il Dipartimento delle istituzioni crede fermamente, tanto da aver istituito il Fondo per la gestione del territorio interamente finanziato dal Cantone. Un fondo teso ad incentivare interventi di gestione e manutenzione del territorio e dei suoi beni. L’obiettivo del nuovo Fondo è quello di creare meccanismi di interazione fra Comuni e Patriziati, che portino ad una migliore cura e rivalorizzazione del territorio, ma anche di beni storico-culturali ed ambientali che attestano l’attività creativa dell’uomo. In questo senso sono certo che anche sul vostro splendido territorio saprete anche in futuro proporre ulteriori lodevoli iniziative di valorizzazione del patrimonio tramandatoci da chi ci ha preceduto.

Care e cari Patrizi, in un’epoca in cui si vive così freneticamente il presente, spesso dimenticandoci del nostro passato, Vi ringrazio per essere stati, ed essere tuttora, custodi della storia e delle tradizioni.  Incarnate appieno lo spirito patriziale che non consiste nel celebrare le ceneri del passato, ma nel consegnare la fiamma della passione per il nostro territorio, per le tradizioni e i costumi alle future generazioni.

Vi ringrazio.

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi
in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni del Patriziato di Cevio e di Linescio
29 settembre 2013

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