È un Ticino più sicuro

È un Ticino più sicuro

Articolo apparso nell’edizione di martedì 27 marzo de La Regione

I dati 2017 della Polizia cantonale: diminuiscono gli illeciti. “Un periodo abbastanza tranquillo”
In Ticino violazioni del Codice penale calate del 17 per cento. Furti con scasso ancora in regressione.
“Stiamo vivendo un periodo abbastanza tranquillo”, osserva il comandante Matteo Cocchi. La prudenza è d’obbligo quando si parla di sicurezza: del resto l’evoluzione di alcuni fenomeni delinquenziali non è prevedibile o è difficilmente prevedibile. Per cui si giustifica l’uso dell’avverbio abbastanza. Tuttavia i dati inerenti all’attività svolta nel 2017 dalla Polizia cantonale, presentati ieri ai media, sono alquanto positivi e in prospettiva incoraggianti. In Ticino la commissione dei reati sanzionati dal Codice penale e constatati dalle forze dell’ordine, in particolare quelli che destano allarme sociale, è stata caratterizzata da una significativa flessione: il «17 per cento» in meno rispetto al 2016, evidenzia Paolo Bernasconi, del Servizio finanze, statistica e controlling della Cantonale. Reati contro la vita e l’integrità della persona: meno 8 per cento. Contro il patrimonio: meno 18. Contro l’integrità sessuale: meno 15. In calo anche gli illeciti rilevati dalla Polizia contro l’onore e la sfera personale: meno 11 per cento. Sono diminuite pure le violazioni della Legge federale sugli stranieri constatate: meno 14 per cento. Cambia il discorso per quel che riguarda un’altra normativa federale: quella sugli stupefacenti. Le infrazioni finite sotto la lente degli investigatori hanno registrato un 25 per cento in più per rapporto all’anno precedente. L’incremento, spiega Bernasconi, è da ricondurre soprattutto «a più controlli delle forze dell’ordine sul territorio che hanno portato alla scoperta di un maggior numero di casi di consumo e possesso di canapa». Tornando ai reati contraddistinti dal segno meno e in special mondo a quelli contro il patrimonio, c’è stata un’ulteriore regressione dei furti con scasso. Del 29 per cento (nel 2016 erano scesi del 14 per cento rispetto all’anno prima). Il calo è avvenuto in quasi tutte le regioni. Unica eccezione il Locarnese dove «sul finire dell’anno» vi è stato un aumento del numero di ‘colpi’: in questa regione il 2017 si è chiuso così con un più 17 per cento. A livello cantonale la diminuzione dei furti con scasso nelle abitazioni è stata del «36 per cento». Degno di nota è il dato concernente il Mendrisiotto, per anni terra di ‘razzie’ considerata anche la sua vicinanza con il confine: 46 per cento di furti con scasso in meno. Oggi il Mendrisiotto «è il settore… più sicuro», rileva Bernasconi alludendo ai ‘colpi’ nelle case. Conforta anche la percentuale alla voce rapine («nella quale rientrano pure i furti con violenza»): in generale meno 11 per cento. In generale, appunto. Perché nel Mendrisiotto la musica è purtroppo ancora un’altra: più 87 per cento, con i distributori di benzina con chiosco annesso fra i principali bersagli dei malviventi. La statistica 2017 della Polizia cantonale sulla criminalità nel suo complesso è comunque eloquente: domina il segno meno. Merito anche delle riorganizzazioni che negli ultimi anni hanno interessato il corpo della Polizia cantonale, fra cui la ‘regionalizzazione’ della Gendarmeria. Riforme interne che hanno reso possibile, ha ricordato il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, un «maggior presidio» del territorio. Merito anche di un’accresciuta collaborazione, ha osservato a sua volta Cocchi, fra la Cantonale e «gli altri enti di primo intervento». Fra Polcantonale, Guardie di confine e polizie comunali.

Costi mantenimento ordine: 3,3 milioni. Interventi violenza domestica: più 30%
Sono ancora lievitati i costi legati alle operazioni per il mantenimento dell’ordine in occasione di partite di hockey e calcio. Lo scorso anno il prezzo si è aggirato intorno ai 3,3 milioni. Oltre tre milioni di franchi, contro i 2,5 dell’anno precedente e il milione e mezzo del 2015. Nel 2017 gli impieghi, indica la Polizia cantonale, sono stati 63, di cui 25 per incontri di calcio e 38 per quelli di hockey. Gli agenti che hanno partecipato ai dispositivi sono stati in totale 2’901. L’anno scorso in Ticino sono aumentati anche gli interventi della polizia per violenza domestica (non tutti hanno avuto conseguenze sul piano penale). Sono stati 1’080. Ovvero «il 30 per cento» in più rispetto al 2016. Nel «75 per cento» dei casi, fa sapere la Cantonale, si trattava di violenza fra coniugi o ex coniugi. Un fenomeno, quello della violenza fra le mura di casa, cui si è accennato nella conferenza stampa di ieri durante la quale sono stati illustrati i dati salienti dell’attività 2017 della Polcantonale. Un 2017 contraddistinto fra l’altro da un minor numero di interventi per la constatazione di incidenti (3’880: meno 2,8 per cento), per la constatazione di furti (1’654: meno 41) e per arresti (928: giù del 4,6 per cento). Meno sollecitata dalle urgenze, la Polizia cantonale «ha potuto così dedicarsi maggiormente a uno dei suoi compiti principali: la prevenzione», spiega il comandante Matteo Cocchi. E prevenzione significa pure controlli. Per quanto riguarda la manodopera estera, lo scorso anno sono stati eseguiti in totale 852 controlli, pari a un aumento del 32 per cento. È stata verificata la posizione di 3’191 persone: il 16 per cento in più di quelle controllate nel 2016. Le persone non in regola «sono risultate 136 e 35 sono stati i datori di lavoro denunciati». Un altro impegnativo compito per la Cantonale è la gestione del traffico. In certi periodi dell’anno, ha sottolineato il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, «possono essere presenti sul territorio ticinese fino a mezzo milione di persone». Cocchi: «Sulla A2, fra Chiasso e il Dosso di Taverne, ci saranno sempre due pattuglie, fra le 6 e le 9 in direzione nord e dalle 16 alle 19 in direzione sud, per garantire interventi celeri in caso di necessità».

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