Faido, sede di un nuovo centro di competenza cantonale

Faido, sede di un nuovo centro di competenza cantonale

Dal Mattino della domenica | Norman Gobbi soddisfatto per la riorganizzazione del settore esecuzione e fallimenti

Quando posso iniziare la settimana non lontano da casa, sono sempre felice. Questo non perché il viaggio è più corto, ma perché significa che anche nella mia regione, la Leventina, posso entrare in contatto con servizi che fanno parte del Dipartimento che dirigo. È stata il caso di questo lunedì: in mattinata mi sono recato a Faido per l’inaugurazione del nuovo Centro cantonale per i precetti esecutivi.

A un anno di distanza dall’inaugurazione del Contact center per gli uffici di esecuzione, ecco che un nuovo centro di competenza s’instaura a Faido. Il nuovo Centro cantonale per i precetti esecutivi segue l’obiettivo che mi sono sempre posto da quando dirigo questo Dipartimento: migliorare il rapporto tra Cittadino e Stato, adeguando i servizi alle nuove abitudini e necessità. Lo farà centralizzando l’emissione dei precetti esecutivi.

Negli ultimi anni le sedi dell’Ufficio di esecuzione sono stati infatti confrontati con un aumento considerevole dei contatti con l’utenza, allo sportello, al telefono, via e-mail o posta tradizionale. Questo è diventato sempre più un’attività dispersiva per i collaboratori che dovevano occuparsi della preparazione dei precetti esecutivi. Un’attività questa molto importante – un precetto esecutivo mal redatto può risultare in seguito nullo – nella quale è importante non essere disturbati.

Nel nuovo centro lavorano già nove collaboratori con percentuali lavorative parziali, che permettono loro, in alcuni casi, di far fronte agli impegni famigliari. Un’attenzione particolare che abbiamo voluto dare per permettere a chi ha delle responsabilità a casa di poter comunque occuparsi per una percentuale di tempo.

Il centro di competenza cantonale è una conseguenza dell’evoluzione legislativa e tecnologica degli ultimi anni. Dapprima, nel 2013, l’acquisto di un nuovo applicativo informatico che, grazie all’impegno dei collaboratori che si sono occupati della sua implementazione, è diventato operativo in tutte le sedi dell’Ufficio di esecuzione in due anni, senza creare disagi per i cittadini. In seguito, l’introduzione del circondario unico di esecuzione fallimenti nel 2015, che ha permesso di eliminare il turismo dei precetti, e evitare quindi che i famosi “puff” che si aggiravano per il Cantone, azzerino i propri debiti semplicemente trasferendosi, di volta in volta, in un nuovo Comune.

Il settore esecuzione e fallimenti è un ambito un po’ sconosciuto dell’attività dello Stato, poiché fortunatamente molti di noi non entrano in contatto con i suoi uffici, ma è anche vero che è un ambito molto importante che crea entrate per il Cantone, in quanto attore principale in ambito esecutivo (pensiamo ad esempio alla riscossione delle imposte!). La sua riorganizzazione non è solo quindi parte delle misure di risanamento del Governo in quanto riduce i costi di attività, ma anche poiché una migliore organizzazione aumenta la capacità di riscossione da parte dei servizi.

La volontà di centralizzare delle competenze a livello cantonale in Leventina non è in oltre un caso. Come ho ribadito più volte, la mia volontà è di valorizzare le zone periferiche del nostro Cantone laddove c’è la possibilità, creando nuove possibilità di impiego per i residenti e favorendo così l’economia locale. La sede del nuovo centro di competenza non è quindi una scelta casuale: negli spazi del pretorio di Faido abbiamo potuto inserire dapprima il Contact center e in seguito il Centro cantonale per i precetti esecutivi, approfittando degli uffici già a disposizione del Cantone ma soprattutto creando delle sinergie che ne ottimizzano le risorse e che permettono di accrescere la qualità dei servizi offerti alla popolazione.

Mi piace definire il mio Dipartimento la “Fanteria dello Stato”, in quanto è al fronte nel rapporto con i cittadini: il funzionamento dei suoi servizi tocca quindi profondamente la sensibilità di ognuno di noi. È essenziale quindi avere le risorse giuste al posto giusto, valutando con attenzione dove sia necessario dedicarne di più e dove invece, grazie a una revisione dei flussi di lavoro, è possibile offrire una qualità superiore del servizio con le stesse unità lavorative.

Voglio quindi sottolineare ancora una volta quanto detto in precedenza: con il Governo abbiamo colto la sfida di risanare le finanze del Cantone, ma abbiamo voluto farlo analizzando attentamente ogni servizio per capire dove era possibile non solo risparmiare, ma anche migliorare quanto veniva offerto. E anche con l’Ufficio di esecuzione lo abbiamo fatto. Abbiamo centralizzato un servizio, abbiamo aumentato la sua qualità grazie a collaboratori specializzati. Abbiamo dato un valore aggiunto a delle zone periferiche e alla loro economia, mantenendo però un servizio di prossimità per il cittadino laddove necessario, ma soprattutto tenendoci al passo con l’evoluzione delle sue abitudini.

Norman Gobbi,
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

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