Guardie di confine: “Vorremmo parlare, ma non possiamo”

Guardie di confine: “Vorremmo parlare, ma non possiamo”

Da www.ticinonews.ch

Il comandante ad interim della regione IV Silvio Tognetti ha rotto il silenzio spiegando i cambiamenti introdotti nel corpo dopo il trasferimento di Mauro Antonini

Mentre l’inchiesta militare prosegue, oggi il comandante ad interim della Regione IV delle Guardie di confine Silvio Tognetti ha rotto il silenzio. Ai microfoni di TeleTicino ha spiegato i cambiamenti introdotti nel corpo dopo il trasferimento di Mauro Antonini. “Siamo consapevoli che ora in Ticino c’è un problema e delle difficoltà, queste difficoltà sfociano anche nelle certezze tra i collaboratori e nella politica e popolazione. Per noi, per evitare tutto questo è necessaria chiarezza, trasparenza e rapidità nell’ambito dell’inchiesta. Questi sono i motivi che ci devono portare avanti velocemente per togliere ogni dubbio”, commenta Tognetti. Ha parlato oggi per la prima volta Silvio Tognetti, chiamato a dirigere la regione IV delle Guardie di confine dopo il trasferimento del comandante Mauro Antonini nell’ambito delle presunte irregolarità all’interno del corpo. Un’inchiesta su cui non trapela nulla e che sta mettendo in seria difficoltà il corpo. Tanto che in queste settimane al comando sono stati fatti numerosi cambiamenti. Ancora Tognetti: “Abbiamo rafforzato il comando con degli aiuti esterni, abbiamo chiesto e ottenuto da Berna un supporto in questo senso. Quindi abbiamo un ufficiale che ci garantisce un certo tipo di servizio e abbiamo definito nuove persone in nuovi ruoli. Ciò ci permette di essere al 100% operativi e di garantire l’operatività al fronte e la collaborazione anche con le altre forze sul territorio”. Ciò che sta succedendo tra le guardie di confine ticinesi, però, è ancora avvolto dal mistero. Anche perché le notizie ufficiali vengono date con il contagocce. Non è una scelta comunicativa che rischia di essere controproducente.
Oggi, per la prima volta anche il direttore del dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi si è espresso sul tema: “È un periodo non facile per le guardie di confine ma anche per chi operativamente a fronte deve lavorare, perché quando la testa è occupata da pensieri di questo tipo chi è operativo ha qualche pensiero e conseguenza. Come Cantone siamo in stretto contatto con l’autorità federale, con il comando centrale di Berna e con la direzione generale dell’Amm. federale delle dogane, per seguire insieme la situazione e avere risposte che tranquillizzino. Per fortuna la polizia cantonale era, è e sarà comandata dal comandante Cocchi”.

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