Il passo del San Gottardo e le sue vocazioni

Il passo del San Gottardo e le sue vocazioni

Eccellentissimo Ambasciatore Golovin, Lodevoli Autorità del Cantone di Uri e di Zurigo, Gentili Signore ed Egregi Signori,

a nome del Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino Vi porgo il benvenuto. Il San Gottardo è per noi ticinesi luogo di confine e al contempo luogo di incontro delle quattro culture che animano la nostra Confederazione: una montagna simbolo dell’unità nazionale, come pure di demarcazione culturale e meteorologica tra il nord ed il sud. Un massiccio situato nel cuore delle Alpi, capace con le sue sorgenti di indirizzare quattro grandi fiumi verso i quattro punti cardinali: verso ovest il Rodano, verso est un ramo del Reno, verso nord la Reuss e verso sud il Ticino. 

Il San Gottardo nella storia ha saputo cambiare, adattare e mutare il proprio ruolo. Da culla della neonata Svizzera nel 1291, è diventato in seguito “Via delle genti” dell’Europa, schiudendo i suoi orizzonti alle persone, al commercio ed allo scambio di idee. Questa forza propulsiva è stata anche dettata dall’eterna lotta tra l’uomo ed una natura impervia e difficile da domare. Nel 1775 viene documentato il primo attraversamento in carrozza del valico mutando definitivamente il proprio essere da “Via delle genti” a “Via delle merci”, ma bisognerà aspettare il XIX secolo per la costruzione di una vera strada carrozzabile. Una montagna simbolo anche del progresso tecnico: precisi calcoli ingegneristici, sacrifici e costi di vite umane hanno permesso l’apertura della galleria ferroviaria nel 1882, e dopo poco meno di un secolo l’apertura della galleria autostradale.

Fortezza naturale e baluardo della difesa militare svizzera con le sue installazioni militari – in parte oggi riconvertite a beni culturali e turistici – il San Gottardo è stato un simbolo della difesa del nostro territorio e della ferma volontà di libertà e di indipendenza del popolo. Una storia militare di respiro anche internazionale, come quando 213 anni fa il generale Suvorov attraversò questo passo con le sue truppe per poi scontrarsi con le armate napoleoniche durante la battaglia di Zurigo. Ai resti di uno dei nove militi di quella armata, daremo oggi una simbolica sepoltura legando metaforicamente la sua sepoltura al ricordo di tutti gli altri. Riposerà così sulla “Via delle genti” (assieme ai numerosi viandanti vittime in passato delle asperità della montagna) il ricordo di questi militi, unendo la terra svizzera con quella russa, nel rispetto della tradizione che vuole i caduti russi inumati nella propria terra. 

Dare infine, un degno riposo in questa suggestiva cornice ai militi caduti è stato uno sforzo appagante per tutti noi che ci siamo adoperati per una soluzione positiva in tempi celerissimi. Un risultato a cui tutti hanno contribuito nella misura delle proprie competenze: l’Ambasciatore Golovin ed il Console Nefedov per il loro ruolo proattivo di intermediari tra le autorità; l’Ufficio cantonale dei beni culturali, le autorità cantonali di Uri e Zurigo per l’ottima collaborazione ed il Cantone Ticino per il contributo nella ristrutturazione di questa splendida cappella. Questo sforzo congiunto ha dimostrato ancora una volta che le barriere linguistiche e culturali posso essere agilmente superate quando si effettuano sforzi comuni per una buona causa.

Lo spirito del San Gottardo è sempre stato motore di iniziative fortemente innovatrici. Mentre stiamo commemorando i militi, nelle viscere di questo massiccio, si sta lavorando alla costruzione della nuova trasversale alpina – operativa a partire dal 2016 – che collegherà Milano con Zurigo in sole 2 ore e 40 minuti e migliorerà l’ambiente trasferendo il traffico degli autoveicoli pesanti su rotaia. Un’ulteriore conferma di questo spirito è senz’altro il progetto ecosostenibile – attualmente in fase di autorizzazione – per la costruzione di un grande parco eolico, qua sul passo del Gottardo, che una volta ultimato sarà capace di fornire energia elettrica a 37’000 abitanti della valle.

Avrete modo di visitare nel pomeriggio il museo del “Sasso San Gottardo”, una riuscita riconversione di un fortino militare in spazio espositivo, dove potrete scoprire in un ambiente suggestivo cinque temi intimamente legati a questa montagna: l’acqua, il clima, la mobilità e l’habitat, l’energia e la sicurezza. L’auspicio è quello che sappiate apprezzare questi luoghi e renderli ancora più noti nel mondo.

Colgo l’occasione per ringraziare gli amici venuti oggi dalla lontana dalla Russia: una manifestazione la loro di evidente amicizia ed un’ulteriore dimostrazione delle ottime relazioni bilaterali esistenti tra le nostre due nazioni, che mi auguro siano da sprone per ulteriori iniziative e per nuovi impulsi di collaborazione.

Cerimonia di inumazione dei militi russi dell’armata di Suvorov

Il passo del San Gottardo e le sue vocazioni

23 Settembre 2012, San Gottardo, Cappella dei Morti

Intervento di Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni

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