Il preventivo che non Lega

Il preventivo che non Lega

Da laRegione | La puntualizzazione di Gobbi: ‘Mica l’abbiamo bocciato noi. È stato il Ppd’

Il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali fa sapere che non intende rilasciare dichiarazioni. Parla invece l’altro consigliere di Stato leghista, il capo delle Istituzioni Norman Gobbi. Che minimizza: «Chi ha bocciato il Preventivo 2017 – dice Gobbi alla ‘Regione’ – sono stati i Ppd, mica i leghisti. Noi siamo riusciti a recuperare il gruppo».

In effetti, alla fine ‘solo’ tre leghisti hanno votato contro il Preventivo.

Esatto. Prima del voto di entrata in materia, i consiglieri di Stato leghisti si sono assunti le proprie responsabilità, andando nel proprio gruppo per chiarirsi. Il consigliere di Stato Ppd invece non ci è andato. Ribadisco: sono i popolari democratici che hanno bocciato questo Preventivo.

Non si può quindi parlare di una Lega divisa al suo interno?

Ci sono delle sensibilità che chiedono più risparmi, così come ci sono delle sensibilità che chiedono meno tagli. Ma queste posizioni all’interno del movimento erano già emerse quando si è votata la manovra di risanamento finanziario: le medesime persone che oggi (ieri, ndr) si sono espresse negativamente sul Preventivo, avevano allora votato contro le misure di risparmio, poiché giudicate poco incisive o sbilanciate sulle entrate.

Ma perché martedì al pulpito per la Lega ha parlato prima Michele Guerra, entusiasta dei Conti, e poi Boris Bignasca, contrario. Non si è creata confusione?

Il dibattito organizzato funziona così ed è giusto che si esprima anche la minoranza del gruppo parlamentare leghista. Poi se qualcuno ha inteso che tale minoranza era molto più ampia, significa che non si ricordava quanto votato a settembre sulla manovra di risanamento.

Ultima domanda, signor Gobbi. Ci sarà un regolamento di conti in casa Lega?

No. Magari un riequilibrio delle posizioni in commissione della Gestione, per dare spazio alla minoranza. Ma un regolamento di conti lo escludo.

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