Imposte di circolazione: coerenza

Imposte di circolazione: coerenza

Dal Corriere del Ticino | L’opinione – Norman Gobbi

È passato quasi un anno da quando, insieme ai colleghi di Governo, abbiamo presentato il pacchetto di misure per riequilibrare le finanze: una serie di interventi che toccano in modo sostenibile e sensato tutti i campi di attività dello Stato e ci accompagneranno fino al sospirato rilancio della progettualità di questo Cantone. Il Gran Consiglio ha approvato la manovra e ne ha condiviso lo spirito: chiedere a tutti, proprio tutti, di fare la propria parte. Tra le misure che il Governo ha proposto e che il Parlamento – voglio ripeterlo – ha approvato vi era l’adeguamento del coefficiente delle imposte di circolazione. È vero, il messaggio sulla manovra era molto lungo e forse impegnativo da leggere fino in fondo, ma mi sembra davvero strano che un deputato del PLR intervenga ora su questo giornale e attacchi il Dipartimento, accusandoci di volere riportare l’equilibrio delle finanze attraverso balzelli. Criticandoci per avere eseguito quanto lui ha votato, il deputato si dimostra come minimo un po’ confuso.

Quanto alla sostanza dell’accusa, davvero abbiamo aumentato le imposte di circolazione per pescare a tradimento nelle tasche dei cittadini? La risposta è ovviamente negativa. Nel 2015 il Ticino ha chiaramente respinto in votazione popolare una modifica della Legge sulle imposte di circolazione. Siamo quindi rimasti fermi al sistema bonus-malus, che però – per «colpa» dei veicoli sempre meno inquinanti – è diventato sempre più difficile da finanziare: se le auto penalizzate sono sempre meno e quelle che godono di sconti sempre più numerose, è chiaro che il meccanismo è destinato ad incepparsi. E visto che la legge non permette al Cantone di indebitarsi per finanziare gli ecobonus – ci mancherebbe! – è stato inevitabile intervenire, onde evitare una perdita di 6 milioni di franchi nel 2017.

Questo abbiamo fatto, senza tuttavia restare indifferenti ai disagi legati all’attuale sistema di calcolo, ormai superato. Negli scorsi mesi ci siamo perciò mossi e, nel corso della primavera, presenteremo un nuovo progetto per rivedere il meccanismo dell’imposta di circolazione. Si tratta di una delle 43 misure che il mio Dipartimento ha elaborato per raggiungere l’obiettivo di risanare le finanze, adattando nel contempo i servizi alle trasformazioni tecnologiche e ai nuovi bisogni della società.

Il Dipartimento è la fanteria dello Stato, con servizi presenti in maniera capillare sul territorio e un livello molto alto di contatto con la popolazione. Ciononostante, l’unico adeguamento di personale che abbiamo chiesto riguarda la sicurezza (polizia e carceri), necessario per assicurare l’ordine interno. Faccio quindi fatica ad accettare l’accusa di volermi arricchire a spese del cittadino, gonfiando l’organico, quando la mia unica colpa è di avere dato seguito – con responsabilità e coerenza – alle scelte del Parlamento.

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