La sfida della Magistratura: conciliare qualità con rigore

La sfida della Magistratura: conciliare qualità con rigore

Dal Giornale del Popolo | Faccia a faccia ieri tra i vertici del DI e un pool di procuratori e giudici

Risparmi dovranno essere trovati anche nella Giustizia, ma non è detto che non ci siano nuovi spazi di manovra.

È una Magistratura che saluta con piacere il rinnovato dialogo con il suo referente istituzionale, quel Dipartimento delle Istituzioni, diretto da Norman Gobbi, che ieri ha organizzato il primo di una serie di incontri «regolari» con la Magistratura e i suoi rappresentanti (al faccia a faccia erano presenti, tra gli altri, il Procuratore generale John Noseda, il Presidente della Pretura Penale, Marco Kraushaar, il Magistrato dei minorenni, Reto Medici e tutti i Pretori delle Preture regionali), proprio per «condividere le necessità – ha riferito il consigliere di Stato – e guardare con una prospettiva di medio lungo termine alle esigenze future».

Dopo 7 anni dall’entrata in vigore dei nuovi Codici di procedura penale e civile, ha rilevato il ministro, «valeva insomma la pena fare una riflessione su quale evoluzione potrà avere la giustizia in rapporto alle risorse».

Già, perché i temi sul tavolo non sono pochi, a cominciare dalla richiesta di dotare la Procura di un Procuratore straordinario per liquidare le pendenze e dare una mano
al settore finanziario, «avvallata dal Consiglio della Magistratura», ha annotato il suo presidente Werner Walser, e di potenziare il Tribunale penale con 4 nuovi vice-cancellieri, proposta anch’essa ben vista dal Consiglio della Magistratura.

Non meno importante è anche l’idea, avanzata proprio ieri al Dipartimento dal pool di giudici e magistrati, di dare più poteri ai Segretari giudiziari, così da concedere loro il potere di istituire e decidere per il settore delle contravvenzioni. Per procedere in questo senso, è stato spiegato ieri ai giornalisti dal direttore del Dipartimento delle istituzioni, dal presidente Walser e da Matteo Cassina, presidente del Tribunale d’appello, occorrerà una modifica legislativa ad hoc.

Allo stesso modo interessante ieri è stata inoltre definita l’ipotesi lanciata settimana scorsa dal giudice Marco Villa, in modo un po’ provocatorio, di introdurre per gli avvocati della prima ora un tetto di spesa per certi reati, «così come avviene già in altri Cantoni», ha specificato il presidente del Consiglio della Magistratura.

Quel che è certo, ha riferito Gobbi, è che «andranno fissate alcune priorità di intervento», tra cui troverà sicuramente posto «il mantenimento del dialogo avviato oggi e la volontà di rispondere alle esigenze della giustizia». Giustizia che, da parte sua, ha sottolineato Walser, è chiamata «anche lei a fare i compiti», come nel caso della pianificazione delle risorse umane e dei limiti imposti a tutti i settori dello Stato dal Gran Consiglio con la manovra di rientro finanziario.

«È una grossa sfida, perché alla qualità non si può fare sconti – ha annotato Walser -, ma sul versante della riduzione di personale stiamo valutando dove e con quali misure organizzative si riesca a mantenere il livello di oggi con qualche persona in meno, soprattutto sul versante del personale amministrativo».

(Articolo di Andrea Bertagni)

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