La Storia che ci avvicina a Milano

La Storia che ci avvicina a Milano

Gentili Signore, Egregi Signori, porgo il benvenuto e il saluto del Consiglio di Stato e del Governo della Repubblica e Cantone Ticino alla giornata ufficiale del Festival internazionale del Film di Locarno, dedicata agli Ambasciatori delle rappresentanze estere in Svizzera e degli Ambasciatori di Svizzera all’estero.

Giornata che lo scorso anno abbiamo passato sulle onde del Lago Maggiore e sulle Isole di Brissago, che per la 65esima edizione particolare del Festival vi porta – come ha avuto modo di esprimere il sindaco della città di Mendrisio – nella parte più meridionale della Confederazione.

Il Mendrisiotto, il distretto più a sud del Cantone Ticino, è certamente il territorio più ricco di frammenti di Storia del nostro Cantone. Lo potremo comprendere in particolare con la visita al Museo dei fossili del Monte San Giorgio, dimostrando che queste terre sono abitate da almeno 200 milioni di anni, prima i rettili del Triassico e del Giurassico, poi – solo alcune migliaia di anni fa – dai primi esseri umani che colonizzarono questi territori, ininterrottamente sino ad oggi dove la colonizzazione umana è ben visibile.

Il Governo ticinese crede che proprio grazie a grandi eventi come il Festival internazionale del Film di Locarno, si possa far conoscere e apprezzare l’intero territorio del nostro Cantone subalpino. In questi 100km di lunghezza, possiamo respirare ambienti quasi mediterranei per poi salire su nelle valli e sulle cime oltre i tremila metri di quota dell’Alto Ticino. Un territorio unico, che va quindi valorizzato e difeso al massimo.

Il sostegno del Cantone Ticino al Festival è solo un piccolo passo nel promuovere il territorio e l’identità locale. Il Cantone vuol costruire il suo futuro valorizzando la sua Elveticità nella sua Italianità. Proprio in queste terre, “strappate” alla Lombardia, nacque il motto ottocentesco “Liberi e Svizzeri”. Uno spirito che come Governo ticinese intendiamo portare in vista dell’esposizione mondiale di Milano 2015, proprio per sottolineare come il Ticino sia alle porte della metropoli di Milano e costituisca con le vallate grigionesi, la Svizzera italiana, ossia il secondo ed unico Paese – oltre la Repubblica italiana, San Marino e il Vaticano – in cui la lingua italiana è lingua ufficiale. 

L’Expo 2015 è una sfida, per tutti; in primo luogo per gli organizzatori, che a due anni dall’evento sembrano ancora lontani dall’obiettivo. Come sentiremo da sua Eccellenza l’Ambasciatore Martinelli, la Confederazione elvetica è pronta per questo evento ed è stato il primo Paese a sottoscrivere un accordo con gli organizzatori. Speriamo che all’efficienza tipicamente elvetica, segua pure la grande creatività e l’organizzazione in crescendo dei nostri vicini lombardi, in modo che Milano possa essere per un anno il centro del globo, portando riflessioni, opinioni e spettatori da tutto il Mondo su un tema determinante per il nostro futuro: l’alimentazione e l’energia. Anche il Ticino, strategicamente situato in prossimità della metropoli lombarda, ha dato la sia immediata disponibilità a sostenere e promuovere iniziative e progetti per sensibilizzare, e far conoscere ai visitatori dell’Esposizione  universale, questa piccola ma significativa realtà, con l’auspicio che i due Paesi vicini possano pure ritrovare quel dialogo positivo e costruttivo di cui il Ticino rivendica legittimi benefici .

Il Ticino fu terra di emigrazione, quando dalle rocce dell’Alto Ticino cresceva poco fieno e la segale era insufficiente per tutti. L’alimentazione era un problema e si dovette emigrare in Europa, nelle Americhe e in Australia. Poi in queste stesse Valli, circa 60 anni fa, vi fu l’inversione con l’arrivo dello sfruttamento idroelettrico e quindi diventammo dagli anni Cinquanta terra di immigrazione.

Il Mendrisiotto fu terra di emigranti. Emigranti eccellenti, perché maestri muratori, architetti e poi artisti. 

Domenico Fontana, Carlo Maderno e Francesco Borromini adornarono la Roma del XVI secolo con le loro costruzioni. E poi i loro eredi spirituali, che si distinsero in altre città europee sino alla nuova capitale dell’impero russo a San Pietroburgo. Da circa un decennio, con l’apertura dell’Accademia di architettura a Mendrisio, il Ticino ritorna ad essere una fucina di grandi visioni per lo sviluppo dell’uso degli spazi, grazie ad un grande Ticinese, che ha reinventato letteralmente questo spirito di funzionalità e creatività, senza dimenticare poi il centrale aspetto simbolico delle costruzioni. L’architetto Mario Botta è l’anima di questo diverso spirito di nuova emigrazione ticinese, fatta di eccellenze, che fa di alcuni luoghi del nostro Cantone vera meta di studio e di analisi della costruzione.

Ringrazio della vostra foltissima presenza, ringraziandovi per il messaggio positivo che veicolate verso i vostri Paesi d’origine e per ai nostri rappresentanti nel Mondo, l’augurio di saper valorizzare e difendere questo nostro splendido pezzo di Confederazione svizzera incastonato a sud delle Alpi.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi

 

Ricevimento in onore degli ambasciatori

Manifestazioni ufficiali del Festival internazionale del film di Locarno 

7 agosto 2012, Mendrisio – Accademia di architettura USI

Intervento di Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni

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