Legge sulla prostituzione, passi avanti

Legge sulla prostituzione, passi avanti

Incontro tra il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e la Legislazione: discussi i punti critici della nuova normativa. Sono stati fatti dei passi avanti, mercoledì, sul fronte della nuova legge sulla prostituzione. Nell’incontro odierno al Palazzo delle Orsoline fra la Commissione della legislazione ed il capo dei Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, sono state trattate punto per punto le problematiche sollevate in precedenza. Fra queste anche la questione degli appartamenti e quella dei controlli sanitari obbligatori.

Per quanto riguarda la prima si va verso due diversi tipi di autorizzazioni: una per chi lavora in un locale subaffittato con altre colleghe ed uno per i casi di appartamenti in cui lavora e vive una sola professionista.

Riveduta anche l’obbligatorietà dei controlli sanitari regolari. Alla prostituta sarà richiesta solo una consulenza medica. Le perplessità della Commissione consisteva nel fatto che controlli continui avrebbero spinto più clienti a richiedere rapporti sessuali non protetti.

Prossimamente la Sottocommissione istituita per trattare il tema si riunirà per discutere le risposte ottenute oggi. Vista l’urgenza di un rinnovo delle norme, sul quale tutti concordano, il Governo auspica che il Legislativo non rimandi al mittente il pacchetto completo.

http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/ticinoegrigioni/info_on_line/2014/02/12–Legge-sulla-prostituzione-passi

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Legge sulla prostituzione: ecco i correttivi del Dipartimento

È ancora presto per sbilanciarsi sul destino della nuova Legge sulla prostituzione, ma gli umori in Commissione della legislazione dopo l’audizione ieri del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e dei suoi collaboratori sembrano buoni. Del resto è da tutti riconosciuta la necessità di dotare presto il Ticino di un nuovo quadro normativo. E così ieri alle criticità sollevate a suo tempo dalla Sottocommissione costituita ad hoc, e raccolte in un ‘mini rapporto’ di Greta Gysin (Verdi), il consigliere di Stato ha risposto punto per punto, con correttivi che in parte incontrano le richieste commissionali. «Sono soddisfatto dell’incontro – commenta Gobbi alla ‘Regione’ –. Prima di entrare nel merito abbiamo comunque fatto una premessa: andiamo avanti solo se verrà palesata la volontà politica di sostenere la nuova normativa». Leggasi: “siamo disposti a raccogliere le vostre perplessità se ci garantite di non rispedire la legge al mittente”. «Altrimenti per coerenza si abroghi anche quella attuale – riprende Gobbi – che non dà nessuno strumento all’autorità per controllare questo settore con norme realmente efficaci e adatte».

La Legislazione avrà tempo di fare le proprie valutazioni, a partire in particolare dalle risposte ottenute ieri sui punti più sensibili. Rivisti gli scopi e semplificato il sistema autorizzativo, si è entrati nel merito della “questione appartamenti”. «Dev’essere chiaro che in tutti i casi sono le norme edilizie e pianificatorie ad essere preponderanti: quindi chi intende esercitare la prostituzione in appartamenti (sia singolarmente che con altri colleghi) molto probabilmente dovrà chiedere un cambio di destinazione. Gli appartamenti in cui esercitano più persone sono da considerare a tutti gli effetti locali erotici» spiega Gobbi. Per quanto concerne gli appartamenti in cui opera una persona sola (e ci vive), il Dipartimento si è detto disposto ad andare incontro alle richieste commissionali. «È possibile prevedere un iter autorizzativo diverso».

Secondo punto “scottante”, quello dei controlli sanitari obbligatori. «Abbiamo recepito le perplessità della Commissione: è vero – ammette il ministro – che controlli regolari potrebbero indurre erroneamente il cliente a sentirsi al riparo dal contrarre malattie, e chiedere quindi rapporti non protetti. Perciò riteniamo sia corretto limitarsi a esigere una consulenza da parte della prostituta, in modo che il medico possa sensibilizzare e responsabilizzare la donna sui rischi che corre e sulla necessità di proteggersi». Per quanto concerne invece la richiesta di concedere maggiori mezzi finanziari alle associazioni di prevenzione (chiamate dalla nuova legge ad assumersi i compiti legati alla difesa della salute pubblica), il CdS aveva già corretto la cifra al rialzo.

LaRegione Ticino, 13.02.2014 (Chiara Scapozza)

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«Postriboli? Legalizzare, non tollerare»

Consigliere di Stato, la nuova legge prevede di fatto una istituzionaliz-zazione dei postriboli. Non teme che vi saranno conseguenze negative? Per me era innanzitutto importante dotare la polizia di uno strumento più incisivo per gestire un settore sensi-bile e delicato come quello della pro-stituzione. L’attuale legge, entrata in vigore nel 2002, di certo non va nella direzione di un contenimento, e nemmeno di una repressione, del fenomeno. È giunto il mo-mento di dotarci di una legislazione che per-metta un maggior controllo dei gestori dei lo-cali e una migliore tutela di chi si prostituisce.

E a chi teme che diventeremo il “bordello della Lombardia” cosa risponde? Questi sono solo slogan. Il pregio della Legge oggi in consultazione è quello di aver rotto il ghiaccio, sollevando il dibattito a livello politi-co. Oggi i postriboli non dispongono di licenze edilizie ma vengono tollerati dai Comuni. Però è il Cantone che deve intervenire, tramite Poli-zia e Procura, a fare ordine. Quello che voglia-mo è mettere dei paletti chiari affinché i bor-delli siano il più conformi possibile alla legge. Creare, dunque, delle restrizioni per frenare il proliferare di questa attività che si è registrato negli ultimi anni. E poi sa cosa le dico?

Dica. Il fatto che i gestori di postriboli non sono contenti della proposta governativa dimostra come questa legge non sia certo stata fatta nei loro interessi…

Giornale del Popolo, 13.02.2014 (Cecilia Brenni)
 

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