L’esercito e l’economia ticinese

L’esercito e l’economia ticinese

di Marco Lucchini, presidente STU

L’assemblea nazionale della Società svizzera degli ufficiali a Locarno, dopo anni di assenza di tale importante consesso dal Ticino, suggerisce alcune riflessioni sulle relazioni che intercorrono tra il nostro esercito di milizia e le sue possibili ricadute sull’economia locale.

A tale proposito va innanzitutto detti che lo scorso 18 febbraio il Consiglio federale ha approvato il messaggio relativo agli investimenti immobiliari del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport per l’anno 2015. Il messaggio in questione prevede importanti commesse della Confederazione nel canton Ticino, tra le quali vanno menzionati sicuramente i 55 milioni di franchi per il risanamento totale della caserma di Isone e i 12,5 milioni di franchi per la terza tappa del nuovo centro logistico dell’esercito al Monte Ceneri (per le prime due tappe sono già stati stanziati 60 milioni di franchi). Nei prossimi anni sono inoltre previsti altri 80 milioni di franchi per le caserme di Airolo e del Monte Ceneri.

Questi investimenti testimoniano come la presenza dell’esercito in Ticino sia ritenuta importante dalla Confederazione. Il fatto che nel nostro cantone siano presenti molte specializzazioni dell’esercito ci consente di disporre sul nostro territorio di truppe a prontezza elevata e in grado d’intervenire in caso di necessità in aiuto della popolazione.

Non va d’altra parte dimenticato che il mantenimento sul suolo cantonale della maggior parte delle infrastrutture militari oggi presenti, nel contesto del progetto relativo all’ulteriore sviluppo dell’esercito, costituisce, unitamente agli investimenti della Confederazione sopra citati, un importante risultato anche per l’economia locale, chiamata a fronteggiare un difficile periodo di crisi, dovuto alle vicende legate all’abbandono della soglia minima di cambio con l’euro. La presenza di tali infrastrutture genera posti di lavoro, come pure un indotto di investimenti indiretti, legati alla gestione e alla manutenzione.
Il comitato della Società ticinese degli ufficiali ringrazia il Dipartimento delle istituzioni e la sua direzione per il sostegno alla presenza dell’esercito in Ticino e per l’impegno a difesa degli interessi cantonali nell’ambito dei diversi progetti federali. Grazie al sostegno delle autorità cantonali si è salvaguardata e ampliata la presenza grigioverde in Ticino.

Corriere del Ticino, 11.03.2015

 

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