L’occasione per riscattare il Sopraceneri urbano

L’occasione per riscattare il Sopraceneri urbano

Ci troviamo a pochi giorni dal termine di una lunga maratona che ha coinvolto i sette Comuni di Brione s/Minusio, Locarno, Minusio, Mergoscia, Muralto, Orselina e Tenero-Contra. Una maratona il cui nome è “Progetto d’aggregazione dei Comuni di sponda sinistra della Maggia”, ma il cui punto di arrivo si chiamerà “Locarno”. 

Un punto d’arrivo ambizioso, perché vuole dar vita al secondo polo urbano ticinese per importanza, creando una nuova città di oltre 30mila abitanti e 15mila posti di lavoro. Da qui nasce la grande sfida di questa aggregazione: per la prima volta il Sopraceneri ha l’occasione di creare un’unità territoriale urbana da contrapporre alla crescente estensione dei poli sottocenerini. Un punto d’arrivo che costituisce una prova di riscatto per il Locarnese, ma in particolare per tutto il Ticino che, con attenzione e curiosità, attende il responso delle urne il prossimo 25 settembre.

Le serate pubbliche sono state animate, alcune molto animate, ma in generale si è riscontrata la necessità – anche sul fronte dei contrari – di dare una leadership chiara a questo comprensorio. Un territorio che vorrebbe – meglio dovrebbe – ritrovare quell’unità territoriale propria di una dinamica urbana moderna, capace di rispondere alle sfide degli agglomerati e al suo alto potenziale di sviluppo. Infatti, con la creazione di una sola entità comunale in questo agglomerato si darà un nuovo ordine istituzionale, quale conseguenza delle dinamiche misurate a livello economico, sociale e territoriale. Chi si oppone all’aggregazione considera solo l’aspetto istituzionale della dinamica d’agglomerato, peraltro quella meno rilevante come i giovani ci indicano, dimenticando che il tutto procede nella direzione opposta: unità e interconnessione.

Il progetto d’aggregazione del Locarnese sponda sinistra era, è e sarà strategico a livello cantonale. Il Cantone ha già fatto molto per creare questa dinamica di polo urbano, ad esempio con la galleria Mappo-Morettina che ha sgravato dal forte traffico di transito i Comuni rivieraschi, ma vuole fare qualcosa in più proprio per la natura strategica di questo progetto d’aggregazione. Da qui la scelta del Governo di mettere a disposizione 10 Milioni di franchi a fondo perso per consolidare le finanze del futuro Comune di sponda sinistra della Maggia. Questo contributo diretto a fondo perso costituisce un unicum nella politica aggregativa ticinese, ma è pienamente giustificato dall’importanza che il progetto ricopre per il Locarnese, il Sopraceneri e il Ticino tutto. 

Gli ulteriori 20 Milioni di franchi per progetti puntuali sono un contributo allo sviluppo del futuro Comune, che si vuole dinamico e capace di raccogliere le sfide dello sviluppo che nascerà con il collegamento stradale A2-A13 e l’apertura di Alptransit.

In un processo aggregativo vi sono molte componenti in gioco, dalle emozioni ai personalismi, dai pregiudizi alle speranze. Sono convinto che questo progetto di aggregazione dei Comuni di sponda sinistra della Maggia costituisca un atto di fiducia verso le future classi politiche di questo territorio, già unito a livello sociale e territoriale, puntando sullo sviluppo economico coordinato e innovativo, ricercando la connessione del Locarnese al resto del Cantone e del Paese, rafforzando il Locarnese con un’unità istituzionale capace di creare la “seconda Città del Cantone Ticino”.

Rallentare oggi questo processo aggregativo sarebbe un errore colossale per più aspetti. Da un lato un territorio frammentato sarebbe meno capace di rispondere alle sfide future, così come di rispondere alle questioni che un agglomerato urbano pone in ottica di servizi e mobilità. Dall’altro lo sviluppo territoriale avverrà ancor più in maniera disorganica e si vanificheranno così quegli aspetti positivi nella gestione del territorio e delle infrastrutture in una visione più ampia, sia dal punto di vista turistico che commerciale-industriale.

Le classi dirigenziali di dopodomani dovranno sopperire agli errori di ieri, oggi e domani, attenuando così il grande potenziale di cui questo territorio dispone. Da ultimo – e lo dico da sopracenerino – qualora questo progetto venisse affossato, non dovremo lamentarci se il Sottoceneri avrà sempre più peso nella politica ticinese.

Ritengo quindi decisivo il voto del prossimo 25 settembre sul progetto d’aggregazione del Locarnese sponda sinistra della Maggia per la sua valenza strategica e territoriale nel quadro cantonale. Il Consiglio di Stato passato e presente crede nel polo urbano locarnese, crede nei potenziali di questo territorio e conseguentemente ha partecipato e partecipa in maniera marcata alla sua realizzazione.

Ringrazio chi si è adoperato per l’elaborazione di questo progetto: da chi ha partecipato allo “Studio strategico del Locarnese” che ha gettato le basi del progetto, alla commissione d’aggregazione e ai suoi consulenti che l’hanno finalizzata; dai gruppi di sostegno e contrari che hanno ravvivato il dibattito nell’opinione pubblica, alla Sezione degli Enti Locali – e in particolare il suo caposezione ing. Elio Genazzi – che ha offerto un prezioso supporto di qualità alle serate e all’informazione offerta alla popolazione.

Ora sta a voi, cittadine e cittadini dei Comuni Brione s/Minusio, Locarno, Mergoscia, Minusio, Muralto, Orselina e Tenero-Contra, decidere del vostro destino, ossia se diventare “grandi insieme” oppure restare divisi e piccoli. Vi chiedo di fare un atto di fiducia verso il futuro, dando la possibilità alle prossime classi politiche di raccogliere questa sfida importante e vitale per il Locarnese, per il Sopraceneri e per tutto il Cantone.

Norman Gobbi, Direttore dipartimento delle Istituzioni

 

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