L’ultimo saluto a Michele Barra

L’ultimo saluto a Michele Barra

Sono iniziati poco prima delle 15 ad Ascona – con la funzione officiata da don Samuele Tamagni nella chiesa Santa Maria della Misericordia del Collegio Papio – i funerali del consigliere di Stato Michele Barra, deceduto domenica scorsa nel suo domicilio ad Ascona.

Molte persone si sono ritrovate nel chiostro o nella chiesa stessa, gremita, e nelle immediate vicinanze del Papio per l’ultimo saluto al ministro e amico. Sulla bara è stato posto un guantone da pugilato, la sua grande passione che l’ha portato a guidare per ben 33 anni il locale boxe club.

Ueli Maurer ha dovuto rimanere a Berna per l’impossibilità di volare con l’elicottero, a causa delle avverse condizioni atmosferiche: in rappresentanza del Consiglio federale era dunque presente la cancelliera Corina Casanova.

Il sindaco di Ascona Luca Pissoglio, dopo il “breve” (come aveva espressamente chiesto lo stesso Barra) discorso di don Tamagni, ha reso omaggio al defunto: “Grande asconese e grande amico, ha rilevato l’impresa fondata dal nonno Federico nel 1918 e cresciuta poi sotto la guida del papà Pierino. Nel 1984 entra in Consiglio Comunale nelle fila dei Liberali radicali, per poi passare nel 1992 alla Lega dei Ticinesi. Nel 1996 eletto in municipio si occupa del Dicastero dello sport. Quattro anni dopo, rieletto, si dedica all’edilizia privata e all’ambiente. Michele, oltre la famiglia e il suo lavoro, è stato attivo per anni nel mondo dei giovani. Ma la vera carica era lui. Un uomo che voleva risolvere i problemi, non crearli”.

Poi è stata la volta del presidente del Gran Consiglio Alessandro Del Bufalo: “Sia in politica e nella malattia Barra ha dimostrato di essere un combattente. Una cosa possiamo senz’altro affermarla: Michele è stato un buon consigliere di Stato, ha saputo onorare la carica cercando di trovare soluzioni concrete a problemi reali e sentiti. E prestando sempre attenzione alle fasce più deboli della popolazione. Carattere schietto e trasparente, dai modi diretti, Barra ha commesso in alcune occasioni qualche piccola gaffe. Ma questo suo modo di essere naturale lo ha sicuramente reso simpatico a tutta la popolazione”.

Paolo Beltraminelli, presidente del governo ticinese, ha ricordato Barra anche a nome dei colleghi del consiglio di Stato. “Quando la vita di un uomo si spegne, rimane quello che ha seminato: Michele ci ha lasciato tante cose, soprattutto generosità e umanità, oltre al coraggio.

“In questi mesi al lavoro, caro Michele, ci hai insegnato cos’è la passione come sentimento dominante: passione per la famiglia, passione per il lavoro, per la politica, per lo sport, per la tua amata boxe. Avevi un carattere schietto e lascerai un grande vuoto in tutti questi campi, a tutte le persone che ti hanno conosciuto e apprezzato. Fare il consigliere di Stato ti piaceva, e non hai mai rimpianto un solo istante di dover dedicare il tuo tempo alla cosa politica. L’hai fatto sino all’ultimo, con grande impegno, malgrado la malattia. Grazie Michele: e buon viaggio”.

L’ultimo intervento ufficiale è stato quello di Norman Gobbi, in qualità di consigliere di Stato e collega di governo di Barra ma anche collega di partito tra le fila della Lega dei ticinesi: “Michele è stato un uomo d’azione, schietto come pochi. Un uomo buono, e qualcuno ha voluto abusare di questa sua bontà: queste persone non meritano il nostro rispetto. Come leghista si è messo sempre a disposizione, consapevole di giocare in seconda linea ma pronto ad assumersi la responsabilità di giocare in prima linea. Un senso di appartenenza e di lealtà. È stato un uomo prestato alla politica, Michele: con lui abbiamo vissuto insieme la campagna del 2011, e il destino ci ha voluti l’uno al fianco dell’altro in questi ultimi mesi. È sempre rimasto “il Michele”, nella sua semplicità. Pronto, capace, avventuroso, con la passione per i suoi viaggi anche estremi negli angoli più remoti del mondo, quando doveva dormire con la pistola sotto il cuscino. Come Lega – ha concluso Gobbi, visibilmente e comprensibilmente commosso – pensavamo di aver esaurito le lacrime dopo una serie di lutti: non è così, ma tu continuerai ad essere con noi, al nostro fianco. Ciao amìs”.

Poi, è stata la volta del saluto, con l’omaggio della bandiera. Attorno alle 16.30 è terminata la cerimonia pubblica, in seguito il corpo di Michele Barra è stato accompagnato dai familiari al crematorio.

Per consentire a tutti gli interessati di seguire la celebrazione sono stati piazzati degli schermi nel chiostro e nell’aula magna del Collegio Papio.

In concomitanza, il Governo ha chiesto a tutta la popolazione ticinese di osservare un minuto di raccoglimento, come ricordato dal cancelliere Gianella all’inizio delle celebrazioni. È stata indetta – lo ricordiamo – anche una giornata di lutto cantonale.

http://cdt.ch/ticino-e-regioni/cronaca/93764/l-ultimo-saluto-a-michele-barra.html

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