Modernizzare e specializzare la Giustizia ticinese

Modernizzare e specializzare la Giustizia ticinese

Gentili signore, egregi signori, dopo quasi 20 anni alla testa delle Istituzioni e quindi del Dipartimento di riferimento della Giustizia ticinese è tornato un non giurista. Non che sia un fatto che debba stupire, dato che oggi in Governo siedono solo due giuristi: il primo a capo del Territorio, il secondo dell’Educazione.

È quindi evidente come la mia personale conoscenza del mondo della Giustizia ticinese sia limitata. Salvo qualche audizione e l’aver raccolto da molti dei nostri Magistrati la dichiarazione solenne e l’aver consegnato le credenziali quale Presidente del Legislativo nel 2008-2009, la conoscenza della Giustizia è sempre intervenuta in maniera mediata o indiretta.

Tutto ciò non preclude il mio interesse alla Giustizia, anzi. Come qualsiasi cittadino anche il Direttore del Dipartimento – in particolare, in quanto è il suo compito istituzionale – si interessa dell’organizzazione della Giustizia, della sua operatività e dell’ottimizzazione della stessa.

Nell’affrontare questo delicato tema, che riguarda anche la separazione dei poteri, do un giudizio sostanzialmente positivo sul funzionamento della nostra Giustizia. Evidentemente, non mi permetto di entrare nel merito dell’operato puntuale, limitandomi invece a valutare l’organizzazione della stessa di cui vorrò comunque promuovere l’ottimizzazione collegata ad un’utilizzazione più efficace delle risorse e degli spazi.

Dal profilo prettamente giudiziario, la scorsa Legislatura è stata caratterizzata dall’elaborazione delle norme cantonali di applicazione in materia di procedura civile, di procedura penale e di procedura penale minorile.

Tra le prime sfide della legislatura appena cominciata troviamo la verifica delle conseguenze dei nuovi codici sulle autorità cantonali per esaminare eventuali adeguamenti legislativi ed organizzativi.

Sono infatti trascorsi cinque mesi dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di procedura civile, di procedura penale e della procedura penale minorile e ora cominciano a delinearsi le conseguenze delle nuove procedure sulle autorità giudiziarie (e anche su quelle amministrative che applicano il CPC e il CPP).

Ricordo che il Gran Consiglio ha domandato formalmente al governo di stilare un rapporto dopo i primi due anni di applicazione delle nuove disposizioni procedurali. Il dipartimento intende comunque verificare la situazione anche a scadenze più ravvicinate: a questo proposito, le autorità giudiziarie, amministrative e le altre organizzazioni interessate dalle modifiche, verranno invitate a formulare delle prime osservazioni sulla base dei primi mesi di esperienza. L’obiettivo del Dipartimento è quello di seguire in tempo reale la situazione, apportando in modo tempestivo i necessari correttivi. Un esempio in questo senso è dato dall’impossibilità di affidare difese d’ufficio unicamente a dei praticanti, con il relativo aumento dei costi della Giustizia in ragione del coinvolgimento di un avvocato in ogni causa di gratuito patrocinio. L’Ordine degli Avvocati OATI si è già fatto portavoce del malcontento percepito tra i praticanti. A tal proposito, anche il Dipartimento delle Istituzioni si sta facendo parte attiva nella soluzione della problematica, segnalando problematica e potenziali correttivi alla Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia.

La giornata di studio in occasione dell’apertura di quest’anno giudiziario tratta questioni di diritto bancario, e meglio “la responsabilità in materia di gestione patrimoniale in ambito bancario: problematiche e nuovi orizzonti”. In considerazione dell’importanza della piazza finanziaria ticinese e della progressiva necessità di specializzazione da parte degli addetti ai lavori per permettere una trattazione competente delle vertenze in ambito commerciale è opportuno valutare l’eventualità della creazione di un tribunale commerciale.

Quest’eventualità è al vaglio a livello di Direzione del Dipartimento, ritenute evidentemente anche le connesse tematica delle risorse umane, finanziarie e logistiche. Lo stesso tribunale potrebbe eventualmente anche occuparsi delle questioni che secondo l’art. 5 CPC vanno decise in istanza unica e che ora sono decise dal Tribunale di Appello in conformità con i disposti di cui all’art. 48 della Legge sull’Organizzazione Giudiziaria; come ad es. le controversie in materia di proprietà intellettuale, in materia di cartellistica, concorrenza sleale, e della Legge sugli Investimenti Collettivi (LICOL).

Tale potenziale necessità è avvalorata dagli sviluppi a livello federale con l’introduzione del Tribunale federale dei brevetti, che avrà sede a San Gallo. Questa nuova struttura toglierà la competenza ai tribunali cantonali in prima istanza, con possibilità di ricorso al

Tribunale Federale in seconda istanza. Nei casi pendenti per i quali non si sia già passati al dibattimento finale, gli incarti passeranno automaticamente a San Gallo a decorrere dal 1. di gennaio 2012. La creazione di questo tribunale è sintomatico della necessità di specializzarsi non solo degli avvocati (che dal 1° luglio non potranno più utilizzare la descrizione “consulente in brevetti”, se non muniti anche di un diploma universitario in scienze naturali e della necessaria iscrizione al registro dei “consulenti in brevetti”), ma anche degli organi giudicanti. Questo rende ancora più importante una riflessione sulla necessità di istituire un tribunale commerciale, facoltà concessa ai Cantoni dall’art. 6 del Codice di Procedura Civile svizzero.

Ulteriore ambizione è quella di proiettare anche materialmente la Giustizia ticinese nel nuovo Millennio. Nell’intento di ottimizzare i costi e l’efficacia della giustizia senza pregiudizio qualitativo alcuno intendo promuovere un’ulteriore informatizzazione della giustizia e relativa de-materializzazione dei faldoni e con un approccio informatizzato alla giustizia (tematica che sto cominciando ad affrontare nel Dipartimento) che dovrebbe rendere la stessa, oltre che più sicura, anche più efficiente. La completa de-materializzazione degli incarti – che certamente non potrà intervenire in tempi brevissimi – renderà impossibile sia lo smarrimento di documenti che l’accesso non autorizzato agli stessi. Questo indirizzo è già stato confermato, come pure quello di voler realizzare la base informatica condivisa tra polizia cantonale e giustizia inquirente, così da agevolare i processi e l’informazione.

In questo contesto è opportuno menzionare anche l’Ordinanza del Consiglio Federale sulla comunicazione elettronica, che permette alle parti di trasmettere gli atti scritti ai tribunali e alle autorità anche per via elettronica. Queste modifiche valgono sia per gli avvocati che per le Istituzioni, le quali saranno chiamate a lavorare in maniera efficiente, rapida, ma probabilmente anche più appagante. Come metodo fondamentale per la trasmissione elettronica degli atti scritti a un’autorità, nonché delle citazioni, delle decisioni e di altre comunicazioni, l’Ordinanza prevede l’invio mediante una piattaforma per la trasmissione sicura. Rispetto alla normale posta elettronica (e-mail), una siffatta piattaforma di trasmissione presenta diversi vantaggi. Permette in particolare di garantire la confidenzialità e l’integralità degli atti scritti e delle comunicazioni e di indicare con precisione il momento dell’invio e della ricezione delle comunicazioni trasmesse utilizzando la piattaforma.

Anche nella nuova legislatura, l’attività legislativa e di adeguamento delle procedure proseguirà. Infatti, nei prossimi mesi il Governo discuterà il primo importante messaggio di carattere giudiziario della nuova legislatura: il progetto di revisione totale della legge di procedura per le cause amministrative. Con l’adozione di questa legge – si potrebbe ipotizzare il 1. luglio 2012 oppure il 1 gennaio 2013 – si conclude il rinnovo delle norme procedurali cantonali.

Quest’apertura dell’anno giudiziario mi permette di ringraziare tutta la Magistratura ticinese per il suo operato. Molti i cambiamenti intervenuti all’interno del corpo, con la partenza di figure importanti come quella della giudice Agnese Balestra-Bianchi e del Procuratore Generale Bruno Balestra, all’arrivo del nuovo PG John Noseda, dei nuovi giudici, dei pretori aggiunti e dei nuovi procuratori pubblici. A chi parte giunga il sentimento di riconoscenza per quanto dato alla collettività, a chi arriva l’augurio di poter espletare questo importante incarico in serenità e la dovuta efficacia richiesta.

Senza voler entrare nel merito dell’operato della giustizia, in conclusione voglio tuttavia sottolineare che nell’esercizio della facoltà di apprezzamento il giudice debba tenere giusta considerazione del volere del Popolo. L’auspicio è che ciò possa realizzarsi perlomeno nell’ambito della conciliazione obbligatoria, introdotta dal nuovo Codice di Procedura Civile. In caso contrario si arrischierebbe di creare uno scollamento tra quanto viene deciso dalle autorità giudicanti e il comune sentimento di giustizia del cittadino.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi

Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

 

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