Patriziati di ieri, oggi e domani

Patriziati di ieri, oggi e domani

In immagine: Stemmi delle famiglie patrizie di Lugano (1949), pergamena miniata da Carlo Maspoli e donata al Patriziato di Lugano

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 2 ottobre 2018 de La Regione

Le quindici realtà luganesi si presentano in concomitanza con la Festa d’Autunno.
Il patio di Palazzo Civico diventerà luogo d’incontro ed esposizione, per far conoscere le proprie attività: dalla cura del territorio alla valorizzazione del passato.

Gli enti nel cantone sono 201, i patrizi circa 90’000

Autunno, tempo di passeggiate nei boschi che si tingono di colori suggestivi. Una pratica amata dai ticinesi, ma forse non tutti sanno che senza il fondamentale apporto dei Patriziati sarebbe molto più difficile. «Tenere puliti i sentieri rientra fra le numerose mansioni dei Patriziati», ricorda infatti Carlo Scheggia, vicepresidente dell’Alleanza Patriziale Ticinese (Alpa). La pulizia dei boschi – che rappresentano oltre la metà del territorio cantonale e i 3/4 dei quali sono di proprietà patriziale – è solo la punta dell’iceberg delle attività di questi enti. Un importante onere lavorativo, a cui non corrisponde un altrettanto significativo coinvolgimento. «Purtroppo, soprattutto i più giovani, spesso non conoscono le finalità e gli scopi dei Patriziati: per questo è importante farsi conoscere», riassume Roberto Mazzantini, il curatore di “Patriziamo”. La prima edizione dell’evento si terrà in concomitanza con una manifestazione invece già ben avviata e conosciuta: la Festa d’Autunno.

Da venerdì a domenica il patio di Palazzo Civico diventerà il fulcro delle quindici realtà patriziali del comune di Lugano. Ciascuna avrà un proprio stand dove potersi presentare e in particolare poter far conoscere alcuni prodotti tipici: dai vini al miele, dai formaggi alle carni. Nella stessa cornice esporrà anche Casimiro Piazza, con alcune sue opere. Inoltre, il noto artista si dedicherà anche alla realizzazione della sua ultima fatica: “La diligenza del Gottardo”. «Negli ultimi anni è stato fatto un passo molto grande – valuta il presidente del Patriziato di Lugano Giorgio Foppa –, fino al 1972 ce n’era uno solo e ancora solo fino a dieci anni fa erano cinque, mentre oggi i Patriziati sono quindici. Ora ci si sta avvicinando». Fra le mansioni dell’ente cittadino, c’è la cura delle testimonianze patriziali, che spesso hanno radici secolari, e che hanno trovato casa all’Archivio storico della Città. Quello di Lugano è un territorio «considerato prevalentemente urbano, ma in realtà è il secondo comune svizzero per dimensione e vi è un’ampia superficie rurale e boschiva – ricorda il sindaco Marco Borradori –, l’obiettivo di questa manifestazione è sicuramente quello di creare un filo diretto con la cittadinanza». A tal proposito, per l’occasione è stata creata anche una brochure colorata – che riprende le tinte dei gonfaloni dei singoli Patriziati –, che sarà disponibile durante il weekend di festa. «Saranno distribuite anche agli allievi di quarta e quinta elementare del comune», aggiunge Mazzantini.


Trovare giovani? Quasi impossibile.

I patrizi in Ticino sono 90’000, divisi in 201 realtà. Tuttavia, trovare persone che si mettano a disposizione non è semplice. Anzi. «È quasi impossibile – sottolinea Fabrizio Demarchi, presidente del Patriziato di Brè –, soprattutto coi giovani, ed è un problema che si sta accentuando». La questione è sentita da tempo. La Legge Organica Patriziale (Lop) – entrata in vigore nel 1992 –, contempla la possibilità di diventare patrizi, secondo varie modalità. «Trovare persone è un problema in generale di tutto il volontariato – secondo il consigliere di Stato Norman Gobbi –. I Patriziati lavorano secondo uno spirito corporativo, occupandosi di un patrimonio su cui ogni ticinese sa di poter contare. Il dinamismo non manca, ma c’è un dispendio di tempo: le nuove generazioni vanno stimolate». E a proposito di sensibilizzazione dei giovanissimi, le iniziative non mancano. «Quest’estate oltre 3’000 bambini hanno partecipato alle attività organizzate con Lingue e Sport. in collaborazione con diversi Patriziati – spiega Carlo Scheggia –; uscite ambientali o culturali per conoscere il territorio, dalla Leventina al Mendrisiotto». Una prassi in atto già da tempo, indispensabile per permettere la continuità di queste realtà.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 2 ottobre 2018 del Corriere del Ticino

Festa d’Autunno
Quindici patriziati si raccontano a Palazzo Civico

«Il patriziato è un patrimonio su cui ogni ticinese sa di poter contare». Così si è espresso ieri il capo del dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi, nel corso della presentazione di «PatriziAmo» la manifestazione in programma dal 5 al 7 ottobre e promossa dai 15 patriziati luganesi nell’ambito della Festa d’Autunno. Un appuntamento allestito nel patio di Palazzo Civico che propone un’esposizione e diverse attività per illustrare l’importanza del ruolo di questo storico ente nella valorizzazione del territorio.

La realtà dei patriziati, seppur fondamentale per la conservazione del patrimonio culturale e per lo sviluppo del territorio dal punto di vista economico e sociale, è spesso poco conosciuta dalle nuove generazioni. Tuttavia, l’importanza delle attività di questi enti è più che mai attuale: circa 90.000 patrizi appartenenti a 201 Patriziati in tutto il Ticino si occupano infatti, in collaborazione con Cantone e Comuni, della valorizzazione del 70% del territorio. Per questa ragione, ha spiegato ieri il sindaco Marco Borradori, il Municipio di Lugano ha deciso di organizzare insieme ai 15 Patriziati luganesi, «PatriziAmo», un appuntamento che offrirà al pubblico la possibilità di scoprire di più sulle attività di questi enti. Un evento, gli ha fatto eco Giorgio Foppa, presidente del Patriziato di Lugano, che nel contempo vuol essere anche una buona occasione per avvicinare il mondo dei giovani al patriziato e alle sue attività.

L’evento si aprirà venerdì alle 18, con l’inaugurazione della Festa d’Autunno, sancita dal tradizionale sparo di moschetti eseguito dal Corpo dei Volontari Luganesi, prima in piazza Riforma e poi nel patio. Un’esplosione di colori accoglierà i visitatori nel cortile interno di Palazzo Civico, grazie ai pannelli informativi luminosi dedicati agni soingolo patriziato e decorati con le tinte degli stemmi patriziali. La brochure dell’evento – che riprende le sfumature dell’esposizione e completa le informazioni riportate sui pannelli – accompagnerà il pubblico in un percorso cromatico alla scoperta di attività, suoni, storia e sapori locali. Accanto agli stand degli enti sarà infatti possibile ammirare oggetti d’altri tempi, sculture in legno realizzate da artisti del territorio e prodotti alimentari provenienti proprio dalle zone curate dai patrizi. Sabato (dalle 10 alle 22) e domenica (dalle 10 alle 16.30) il patio ospiterà diversi gruppi musicali locali, che si esibiranno alternandosi a momenti di scultura del legno con la motosega, eseguita da Marco Locatelli, mentre per tutta la durata dell’evento sarà presente l’artista Casimiro Piazza che esporrà sculture e quadri, continuando dal vivo la realizzazione della sua ultima opera: «La diligenza del Gottardo». Ricordiamo che per l’occasione è stato pubblicato un volumetto per presentare i 15 patriziati di Lugano. Info su www.lugano.ch/patriziati

In immagine: Stemmi delle famiglie patrizie di Lugano (1949), pergamena miniata da Carlo Maspoli e donata al Patriziato di Lugano

 

Pergamena miniata da Carlo Maspoli e donata al Patriziato di Lugano

 

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