Polizie, si attende Mon Repos

Polizie, si attende Mon Repos

Le nuove norme, contestate da Giubiasco, dovrebbero entrare in vigore sabato. Il governo al Tf: no all’effetto sospensivo. “Considerato inoltre che la Legge e il Regolamento toccano importanti aspetti di ordine pubblico, a nostro avviso non deve essere conferito l’effetto sospensivo per l’entrata in vigore dei suddetti atti normativi”. Il Consiglio di Stato invita, nero su bianco, il Tribunale federale a respingere quanto sollecitato in via cautelare dal Municipio di Giubiasco nel suo recente ricorso contro la nuova legge sulla collaborazione tra Polizia cantonale e polcomunali e contro il relativo Regolamento d’applicazione.

Chiede dunque all’alta Corte di non sospendere l’entrata in vigore dei due testi, prevista per sabato prossimo.
La presa di posizione governativa all’indirizzo dei giudici, fa sapere da noi contattato il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi , è partita l’altro ieri.

Ovvero entro il termine, il 27 agosto, stabilito dal Tf. Com’era d’altronde prevedibile, il Consiglio di Stato si oppone al congelamento, caldeggiato dall’Esecutivo sopracenerino, di legge e regolamento nell’attesa che Mon Repos si pronunci nel merito delle contestazioni avanzate da Giubiasco. Il tempo stringe. La messa in vigore dei due atti normativi dovrebbe infatti avvenire il 1° settembre: tale la data fissata lo scorso giugno dal governo varando il Regolamento d’attuazione della legge che il Gran Consiglio ha votato nel marzo del 2011. Pertanto una decisione del Tribunale federale è attesa al più tardi per venerdì. « Se Losanna dovesse accordare l’effetto sospensivo, cosa che non auspico, e in seguito bocciare il ricorso di Giubiasco, l’implementazione del nuovo dispositivo di sicurezza – contemplato da una legge che Consiglio di Stato e parlamento hanno voluto e che ricordo non è stata impugnata con un referendum – ovviamente rallenterebbe », rileva Gobbi.

E potrebbe rallentare di molto visto che il Tribunale federale per esprimersi successivamente sui contenuti del ricorso del Municipio bellinzonese dovrà esaminare anche le osservazioni che il governo farà entrando nel merito delle censure sollevate da Giubiasco. « Per ora – riprende il direttore del Dipartimento istituzioni – le sole osservazioni che il Tribunale federale ci ha sollecitato riguardano l’effetto sospensivo, che come governo chiediamo di non conferire ».

La legge uscita dal Gran Consiglio nel marzo dell’anno scorso suddivide il Ticino in otto regioni di polizia. In seno alle quali opereranno unicamente polizie comunali ‘strutturate’ – sei agenti almeno, comandante compreso – preposte alla sicurezza di prossimità. Il comune sprovvisto di poliziotti o con un numero insufficiente di agenti sarà tenuto a stringere, nella regione cui appartiene, una convenzione con il comune che dispone di un corpo di polizia strutturato oppure con il comune polo della regione. In altre parole, sottolinea Gobbi richiamando uno dei capisaldi della nuova normativa cantonale, tutti gli enti locali « dovranno finanziare il servizio di polizia ». Nel proprio ricorso, inoltrato una ventina di giorni fa, Giubiasco chiede al Tf, “in via principale”, di annullare alcune disposizioni che secondo il Municipio si tradurrebbero per i comuni in oneri aggiuntivi pure finanziari. “Legge e Regolamento, così come formulati, risultano del tutto carenti su aspetti di fondamentale importanza”, si afferma tra l’altro nel ricorso. « Diversi » enti locali, sostengono da Giubiasco, avrebbero nel frattempo interpellato il comune sopracenerino per saperne di più sulle contestazioni sottoposte a Mon Repos. A imboccare la strada per Losanna potrebbe essere anche l’Associazione dei comuni di Vallemaggia, come riferito recentemente dalla Regione . « Della questione – dice Marcello Tonini , alla testa dell’Ascovam – si occupa una nostra commissione: sta valutando se presentare ricorso contro il Regolamento d’applicazione della legge ». Legge, rammenta Gobbi, « che pure i comuni hanno voluto e che introduce, ripeto, il principio in base al quale ogni comune deve finanziare l’apparato pubblico di sicurezza ».

29.08.2012, LA REGIONE, Manna Andrea

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