Polycom è l’inizio dell’integrazione della sicurezza

Polycom è l’inizio dell’integrazione della sicurezza

Un dossier iniziato diversi anni fa, dato che la precedente rete radio della polizia cantonale, in servizio sino allo scorso 26 giugno 2012, proviene dagli anni Settanta. In un settore in cui le innovazioni tecnologiche sono decennali, comprenderete come il supporto offerto alla nostra Polizia cantonale non fosse più una garanzia di qualità e in particolar modo di confidenzialità delle informazioni, come ben hanno evidenziato i relatori intervenuti dal punto di vista tecnico e operativo. Una rete radio che poi divideva in due il Cantone, come se avessimo due polizie una per il Sotto e una per il Sopraceneri. Il mio intervento, a differenza dei precedenti, farà il punto politico e istituzionale sul dossier dell’ammodernamento della Polizia cantonale ticinese, partendo appunto dalla rete radio Polycom, che siamo qui oggi a presentare al pubblico in piena operatività.

Nel dicembre 2008 il Consiglio di Stato promosse il messaggio 6159, con cui proponeva l’adesione del Cantone Ticino alla rete radio nazionale denominata Polycom e lo stanziamento del relativo credito di quasi 30 Milioni di franchi per la sua realizzazione a beneficio degli organi di primo intervento, di soccorso, di sicurezza e di protezione civile. Una rete radio che – e cito dal messaggio – “metterà a disposizione della Polizia cantonale un importante strumento per garantire la sicurezza sul territorio ticinese, facilitando la rapidità dell’intervento e la confidenzialità delle conversazioni. L’investimento è ingente, ma essenziale al mantenimento della sicurezza del nostro Cantone”. Obiettivi che come abbiamo sentito dal Comandante della Polizia cantonale, colonnello Matteo Cocchi, abbiamo raggiunto.

Nel febbraio 2009 la Commissione della gestione e finanze del Gran Consiglio propose al plenum l’adesione al messaggio, col rapporto redatto dall’allora deputato Edo Bobbià. Un’adesione tutt’altro che scontata, poiché nel frattempo vi furono diverse voci critiche e il presentarsi all’orizzonte della variante della rete radio Tetra. Un tema tanto dibattuto che venne anticipato da due interrogazioni sui costi di studio e sulle motivazioni di tale scelta, peraltro oggetto di un apposito capitolo nel – lasciatemelo dire – controverso rapporto denominato “audit Krügel”. Sulla necessità di dotare la Polizia cantonale di una nuova rete radio non vi erano dubbi, semmai vi erano su quale rete radio e con quali costi-benefici. In Parlamento giunsero due rapporti, oltre al già citato rapporto Bobbià, giunse anche quello di minoranza a firma di Attilio Bignasca. Minoranza critica sulle modalità di avvicinamento al Messaggio, in particolar modo i mandati di studio e sulla tecnologia scelta, venduta dalla controparte come desueta.

A scanso di equivoci, il sottoscritto firmò il rapporto di maggioranza ma non votò il messaggio e il relativo credito; il presidente del Gran Consiglio non vota… Sottoscrissi il rapporto Bobbià perché convinto che l’integrazione della rete radio ticinese in quella nazionale fosse un passo necessario, benché non fosse l’optimum dal punto di vista tecnologico. Una scelta seguita poi da oltre 20 Cantoni, che con il Ticino oggi hanno aderito alla rete di sicurezza nazionale Polycom.

Una scelta fondamentale quella del Governo prima e del Parlamento poi, in quanto dotare di un supporto di aiuto alla condotta che permetta l’integrazione di più forze di intervento e di primo soccorso è la condizione base per un impiego ottimale delle forze messe in campo a favore della sicurezza dei cittadini. Le prime esperienze in queste quattro settimane dimostrano la bontà dello strumento, così come del nuovo e complementare sistema di localizzazione satellitare delle pattuglie sul territorio.

Polycom costituisce il primo passo per l’integrazione della sicurezza sul territorio ticinese, ma non resterà l’unico. Grazie agli strumenti di aiuto alla condotta forniti dalla nuova rete radio e dal sistema satellitare, l’integrazione delle forze di polizia dovrà trovare nuovi slanci, proprio perché se già oggi le divise sono uguali tra i corpi di polizia cantonale e comunali, al cittadino interessa che l’intervento sia celere e la risposta efficace alle sue richieste di protezione e sicurezza. Questo indipendentemente dal badge portato sul braccio dall’agente. Le Polizie comunali hanno già aderito anch’esse alla rete radio cantonale e quindi vi sarà un forte slancio nell’integrazione. Il prossimo passo sarà un migliore e più efficace coordinamento nel presidio del territorio con le pattuglie, pronte a rispondere alle sempre maggiori sollecitazioni dei cittadini: dal Mendrisiotto al Malcantone, e su fino in Alta Leventina. Valli che sono state le prime toccate dall’implementazione della nuova rete radio, con l’istallazione delle antenne in Leventina e Benio, e che saranno anche il tassello finale con la copertura della Vallemaggia.

L’aiuto alla condotta offerto dalla nuova rete radio presuppone che vi sia qualcuno da condurre. Gli effettivi di polizia in Svizzera sono in sottodotazione, senza arrivare alle fantasiose cifre di qualche rappresentante sindacale che di recente ha “sparato” una somma dieci volte superiore a quanto sinora stimato dai suoi predecessori. Effettivi sottodotati a fronte di minacce nuove e vecchie, il cui numero è in costante aumento così come la percezione di insicurezza dei cittadini. Per questo motivo, il Dipartimento ha proposto al Consiglio di Stato di approvare prima il consolidamento degli effettivi al 31.12.2012 per ovviare al rischio di scendere sotto le unità attribuite e due settimane fa di permettere un effettivo superiore per la Scuola di polizia 2013 con 45 candidati per la Polizia cantonale. Risposte chiare che vogliono recuperare gli scompensi generati dall’annullamento di alcune scuole o l’autorizzazione di soli 15 agenti in formazione nel 2012, a fronte di circa una trentina di uscite annue.

Ma non possiamo e vogliamo fermarci qui. L’integrazione con le altre forze di polizia presenti in Ticino è una necessità, più che un’opportunità. L’ottima esperienza fatta con il Corpo federale delle guardie di confine e le Polizie comunali sta a dimostrare come in Ticino si sappiano superare le apparenti barriere tra i corpi; questo nell’interesse generale della sicurezza e della protezione del cittadino. Un’integrazione che si rafforzerà con l’applicazione della Legge sulla collaborazione tra Polizia cantonale e polizie comunali, in particolare con i servizi di prossimità e una migliore comunicazione – non solo via rete radio – ma anche con gli ufficiali della cantonale e i posti di gendarmeria. A seguito di questi nuovi orizzonti, stiamo ripensando anche l’organizzazione interna della Gendarmeria, anche se oggi è prematuro esprimersi.

Con la giornata odierna si conclude un importante cantiere della sicurezza integrata del nostro Cantone e si dà ufficialmente avvio ad un vitale supporto alla condotta della Polizia cantonale e all’intervento coordinato interforze. Un passo decisivo nel riunire sotto un’unica rete radio tutti gli attori della sicurezza, del soccorso e della protezione della popolazione. Un cantiere concluso grazie al lavoro dei collaboratori del Dipartimento delle istituzioni – che ringrazio per non aver mai mollato durante questi anni, e in particolare a Christian Cattaneo che ha funto da vero motore. Frutto della collaborazione indispensabile con il Corpo federale delle guardie di confine, che hanno garantito un supporto tecnico-operativo, cui va il ringraziamento del Cantone al suo comandante in capo il brigadiere Jürg Noth e al comandante regionale colonnello Mauro Antonini. Un pensiero si riconoscenza lo esprimo anche al mio predecessore, l’avv. Luigi Pedrazzini, per aver promosso questo passo, “coraggioso” visti gli antefatti, senza il quale oggi saremmo ancora negli anni Settanta. Un sentito encomio poi ai Comandanti della Polizia cantonale, Romano Piazzini prima e il colonnello Matteo Cocchi oggi, per aver creduto e condotto un progetto con attenzione e soprattutto impegno personale. Un sentito grazie anche a tutti gli enti che hanno aderito al progetto, consolidandone le finalità e ampliandone l’utenza, e confermando così la sua valenza e le sue opportunità.

Infine, un grazie a tutti voi che avete permesso la realizzazione di questo importante investimento per la sicurezza integrata del nostro Cantone. La rete Polycom Ticino costituisce l’inizio di una nuova era, per un Ticino più sicuro e accogliente.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi
Conferenza di presentazione della rete radio Polycom Ticino
20 luglio 2012, Sementina – sala multiuso Al Ciossetto
Intervento di Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni

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