Progetto Care Team Ticino: sostegno psicosociale d’urgenza

Progetto Care Team Ticino: sostegno psicosociale d’urgenza

Nel corso della vita ogni individuo può confrontarsi con un evento critico, straordinario nella sua drammaticità, che può creare una sofferenza intima importante. Le cronache quotidiane raccontano il susseguirsi in Svizzera e in Ticino di situazioni con esiti drammatici sia per i cittadini sia per i soccorritori: catastrofi naturali, atti di violenza, incidenti (ferroviari, aerei, automobilistici) e incidenti maggiori. Gli interventi di sostegno care (dall’inglese “cura” e “attenzione”) svolgono quindi un ruolo preventivo: aiutano le vittime a dare un senso e contestualizzare la sofferenza e le reazioni emotive correlate per evitare pesanti situazioni di disagio e costi onerosi per la società.

L’intervento psico-sociale in situazioni di emergenza richiede preparazione, coordinamento, organizzazione e inquadramento all’interno di una cornice legislativa e istituzionale. In diversi Cantoni della Confederazione sono già operative delle strutture di Care Team con l’obiettivo di fornire un sostegno psicosociale d’emergenza nonché un aiuto psicologico d’urgenza alle persone colpite da una catastrofe, una situazione d’emergenza o un evento traumatico.

In Ticino, considerando alcune fattori in continuo mutamento come l’aumento del traffico stradale negli ultimi anni, al forte sviluppo del traffico aereo e ferroviario (soprattutto con l’arrivo di Alptransit), i mutamenti nella società, la facilità di spostamento delle persone da un paese all’altro e il crescere di comportamenti violenti nelle relazioni interpersonali degli individui, esistono serie probabilità che si possano ancora verificare degli eventi critici paragonabili per esempio all’incidente occorso nella galleria del San Gottardo, il caso del giovane Tamagni
o all’incidente aviatorio di Iragna.

Attualmente il servizio d’aiuto alle vittime di reati (SLAV) dell’Ufficio dell’aiuto e protezione (UAP) offre alle vittime uno spazio d’ascolto e una consulenza. È compito del Servizio informare la vittima sui suoi diritti e doveri relativi alla procedura penale e assicurarle, se richiesto, l’accompagnamento in tutte le fasi del procedimento penale. Il Servizio eroga delle prestazioni assicurando direttamente o tramite servizi terzi, assistenza sociale e/o materiale, psicologica, giuridica e medica e può assumere completamente i costi di aiuto immediato. L’aiuto alle vittime si rivolge a qualsiasi persona direttamente lesa nella sua integrità fisica, psichica o sessuale e può essere elargito anche ai congiunti della vittima (genitori, coniuge, convivente e figli).

Oggi è la Delegata per l’aiuto alle vittime di reati garantendo un sostegno immediato ai familiari e congiunti che hanno perso un familiare di morte violenta.

Il SLAV è attivo unicamente negli orari d’ufficio e non si occupa delle persone che sono state ferite, traumatizzate direttamente o indirettamente a seguito di un evento straordinariamente sconvolgente o di un incidente maggiore in cui non ci sia una presunzione di reato.
Per far fronte alle situazioni di morte violenta -indipendentemente da una presunzione di reato -è stato stipulato tra la Delegata e la fondazione Scisma un accordo di collaborazione. Sono in media circa una ventina gli interventi annui garantiti sul territorio in questi ultimi anni. Il SLAV può coprire solo in parte le richieste di sostegno psicologico e di aiuto sul territorio.

Il Consiglio di Stato nel Rapporto sulle Linee direttive e sul Piano finanziario 2012/2015 ha indicato la necessità di definire un concetto di supporto alle vittime di incidenti maggiori e ai rispettivi familiari nonché la creazione di un Care Team. È stato pertanto istituito un Gruppo di lavoro con lo scopo di analizzare nel dettaglio la situazione attuale in Ticino e rispondere all’esigenza di garantire un punto di riferimento cantonale con le linee strategiche efficaci per la prima assistenza alle necessità di persone colpite da eventi critici o che coinvolgono persone care.

Dopo aver valutato le situazioni negli altri Cantoni rispettivamente sentito l’Ufficio federale della protezione della popolazione e in considerazione del quadro legislativo esistente il Consiglio di Stato ha deciso di coinvolgere ed affidare questo compito alla protezione civile (PCi) e quindi disdire l’accordo di collaborazione con la Fondazione SCISMA per la fine del 2014.

Le principali motivazioni sono:

  • Disponibilità di risorse: professionisti e militi nelle Regioni
  • Motivazione: assistere le persone in cerca di protezione fa già oggi parte dei compiti della Protezione civile.PCi
  • Picchetto: nelle Regioni è già operativo a livello regionale ed esiste un picchetto a livello cantonale
  • Strutture di accoglienza: strutture della Protezione civilePCi esistenti e funzionali a livello regionale
  • Materiale per interventi d’appoggio: la Pci dispone già ad esempio di mezzi di trasporto, ecc.
  • Formazione: a livello federale vengono offerti dei corsi per i care-giver.
  • Sistema d’indennità

La formazione del personale necessario, già pianificata nel 2014, è garantita dall’Ufficio federale della protezione della popolazione che forma gli specialisti di tutti i Cantoni. Essa potrà essere svolta presso il Centro di istruzione della PCi a Rivera tra il mese di luglio – novembre 2014. L’impiego della Protezione civile in questo ambito è previsto a partire dal 1 gennaio 2015.

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