Rinforzi per la Procura

Rinforzi per la Procura

La misura del Dipartimento: 3 ausiliari nella funzione di segretario giudiziario aggiunto per tre anni. La direzione delle Istituzioni risponde affermativamente alla richiesta del pg Noseda: sono molto soddisfatto.

Finanziariamente ‘neutra’Il procuratore generale sollecita un potenziamento temporaneo del Ministero pubblico – ovvero del personale di supporto agli inquirenti confrontati con un aumento delle inchieste, segnatamente sui reati economico-finanziari – e la direzione del Dipartimento istituzioni risponde affermativamente. Si parla dell’assunzione di tre ausiliari, nella funzione di segretario giudiziario aggiunto, operativi per tre anni, dal prossimo 1° gennaio: è la misura proposta dal Dipartimento e contenuta in una lettera indirizzata poco più di due settimane fa dal consigliere di Stato Norman Gobbi e dal responsabile della Divisione giustizia Giorgio Battaglioni al pg John Noseda , nella quale si ricorda fra l’altro che l’assunzione di personale ausiliario “è concessa per far fronte a picchi straordinari” di attività. La missiva fa seguito a una lettera spedita da Noseda al Consiglio di Stato verso metà giugno e a un incontro, tenutosi una decina di giorni più tardi, fra lo stesso magistrato e il ministro. «Successivamente a quell’incontro, come Dipartimento abbiamo valutato, con i servizi centrali, le possibili soluzioni per soddisfare la richiesta del procuratore generale di un incremento temporaneo del personale di supporto agli inquirenti (il numero dei magistrati non cambia) e la più idonea ci è parsa quella di assumere, per una durata massima di tre anni, dal 1° gennaio 2015, tre ausiliari – persone con una formazione nel campo economicofinanziario e in quello informatico – nella funzione di segretario giudiziario aggiunto», spiega Gobbi, interpellato dalla ‘Regione’. Per il reclutamento dei tre collaboratori si pensa di far capo dapprima agli Uffici regionali di collocamento. «La pubblicazione dei bandi di concorso – precisa il capo del Dipartimento istituzioni – avverrebbe qualora non si individuassero i profili adatti tra coloro che si sono annunciati per la ricerca di un impiego. Inizialmente, tuttavia, è nostra intenzione rivolgerci appunto agli Uffici regionali di collocamento, seguendo del resto una procedura voluta a suo tempo dal Gran Consiglio, per vedere se vi siano economisti e informatici oggi in disoccupazione che al Ministero pubblico potrebbero cooperare con gli inquirenti su determinati fronti».

Il costo di quanto prospettato dal Dipartimento si aggirerebbe intorno ai 240mila franchi annui. Un’operazione che si vorrebbe però neutra, considerata la difficile situazione delle casse cantonali. «Per questo, e lo abbiamo scritto nella lettera al pg, si dovrebbero ridurre – sostiene Gobbi – i crediti per le spese delle perizie affidate a esperti esterni alla Procura». Da noi contattato, il pg si dice «molto soddisfatto» della misura indicata dai vertici del Dipartimento. «Soprattutto nel settore dei reati economico-finanziari, il numero delle inchieste – sottolinea Noseda – ha registrato quest’anno un ulteriore aumento». Un incremento «consistente», da ricondurre «in gran parte» alla «crisi economica». I tre ausiliari «collaborerebbero anche con la sezione Reati economico-finanziari e con quella, sempre della Polizia giudiziaria, che si occupa delle indagini sui reati informatici». Quella proposta è «una soluzione razionale. Nei prossimi tre anni verificheremo se le inchieste continueranno ad aumentare, valutando quali ulteriori passi siano opportuni». Il potenziamento temporaneo, riprende Gobbi, «potrebbe divenire definitivo al termine dei tre anni: dipenderà da una serie di fattori che saranno esaminati a quel momento».

di Andrea Manna, LaRegione Ticino, 11.09.2014

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