Servire con lealtà, onestà e umiltà

Servire con lealtà, onestà e umiltà

Cerimonia di promozione della Scuola cantonale di Polizia, della Scuola di Polizia Giudiziaria, della Scuola Agenti di Custodia e di consegna degli attestati di riconoscenza ai pensionati

Gentili signore, egregi signori, è per me un onore portare per la prima volta il saluto in occasione di questa cerimonia quale nuovo capo del Dipartimento delle Istituzioni; ringrazio anche il mio predecessore, avv. Luigi Pedrazzini, sotto la cui direzione dipartimentale avete iniziato i vostro percorsi formativi che si concludono con la cerimonia odierna.

Una cerimonia che nella sua forza simbolica è per alcuni un punto di partenza, per altri un punto di passaggio e per taluni un punto d’arrivo. Una cerimonia è simbolica anche nei contenuti e nei rituali che essa esprime, dei valori che la fondano e dello spirito che trasmette.

La partenza ha avvio con la promessa solenne da parte dei nuovi agenti di polizia e di custodia. Prestare promessa solenne è un atto formale, ma i cui significati e i valori vanno al di là delle singole parole. Si tratta di un atto di fedeltà alla Costituzione e alle istituzioni, le quali concedendovi la fiducia del Popolo vi permettono di agire quali forze dell’ordine. Un atto di delega del potere coercitivo dello Stato, che andrà sempre tenuta in considerazione durante la vostra futura attività di agenti.

Durante il percorso formativo vi siete guadagnati la fiducia dei vostri istruttori e superiori, dove avete dimostrato interesse, capacità e volontà d’azione. Per il vostro futuro professionale – che inizia con la promessa odierna – dovrete guadagnarvi la fiducia, la stima e il rispetto della popolazione che vi delega con l’atto simbolico odierno i compiti di forza dell’ordine nell’interesse di tutta la comunità. Una delega importante che non va tradita, ma confermata e assicurata quotidianamente dal vostro agire nei confronti della popolazione, dei vostri colleghi e dei vostri superiori.

Il cameratismo è uno dei valori più alti all’interno di un corpo uniformato. Quando si agisce lo si fa da soli ma nell’interesse di tutti. Questo implica il saper mettere in secondo piano la propria persona, a favore del gruppo. Lo avete imparato durante le settimane di scuola e con la pratica vissuta sul campo. I nostri amici d’oltre Gottardo con un gioco di parole dicono “Kameradschaft bedeutet nicht: der Kamerad schafft’s”, ossia il cameratismo non significa che è il camerata a fare il lavoro. Significa fare il lavoro assieme, raggiungere gli obiettivi ed essere di supporto all’altro durante il servizio e l’impiego, ma anche fuori dallo stretto ambito lavorativo.

Per chi ha concluso la scuola di polizia giudiziaria questo punto di passaggio è un “upgrade” della propria carriera di agente. Il diventare ispettore di polizia vi porterà a maggiore contatto con il mondo della Magistratura ticinese, opererete non più vestendo la divisa del corpo ma con una missione chiara: la lotta alla criminalità.

Per chi arriva al punto di destinazione con il pensionamento, credo di poter affermare che questa cerimonia è ricca di emozioni, tanto quanto per i neo agenti. Si ripercorre con la mente tutta la carriera, dall’allora giuramento ai momenti belli e brutti vissuti durante l’intera carriera in uniforme al servizio della comunità. A voi giunga la riconoscenza della popolazione tutta, che ha potuto contare sul vostro impegno e indefessa dedizione al bene e all’ordine pubblico.

Grazie a nome mio, del Governo cantonale e della popolazione tutta.

In questo mio intervento non voglio parlare solo di partenze, punti di transito e arrivi. Voglio riflettere sui punti di riferimento che, durante il nostro cammino, ci permettono di orientarci e, qualora dovessimo perdere la retta via, riportarci sul giusto sentiero. Questi punti di riferimento sono la lealtà, l’onestà e l’umiltà.

Lealtà nei confronti del mandato ricevuto, nei confronti dei propri camerati e dei propri superiori. Un valore umano quello dell’essere leale che deve spingerci in ogni momento a considerarci individui all’interno di un gruppo che deve raggiungere obiettivi comuni. Questo si interseca molto con il cameratismo, ma l’essere leali significa anche fedeltà.

Onestà nell’ammettere i propri errori e da questi imparare per migliorare.

Umiltà nel saper ammettere le proprie debolezze, cercando di trovare soluzioni oneste e reali a problemi puntuali. Rischiare di mettere in gioco la propria carriera per la sottrazione di una multa di 100 franchi è assurdo, sciocco e irresponsabile. Assurdo perché la difficoltà momentanea non viene risolta, sciocco perché ci si compromette per tutta la vita e irresponsabile perché si compromette l’immagine dell’intero corpo di polizia.

Su quest’ultimo punto sono molto chiaro. Pugno duro e tolleranza zero. Non tollero che qualcuno metta in cattiva luce l’intero corpo, proprio perché l’immagine della polizia cantonale – quale forza dell’ordine dello Stato e Cantone del Ticino – va salvaguardata in qualsiasi forma e modo.

Dobbiamo dare risposte e supporto a chi dovesse avere un momento di difficoltà personale o finanziaria, e con onestà e umiltà saprà comunicarlo al proprio superiore. Per questo vorrò istituire con il comando strutture di sostegno preventivo, con cui affrontare queste difficoltà dei singoli e dare il giusto sostegno a chi è in difficoltà.

Se da una parte sono pronto ad aiutare chi con onestà e umiltà ammette le sue difficoltà, con fermezza e rigore sono pronto con il comando a punire chi nell’espletare il suo compito e la sua funzione approfitta o abusa, tradendo così il diritto, la moralità, il codice deontologico e l’intero corpo. Costoro tradiscono soprattutto la fiducia che il cittadino ha concesso e l’esemplarità di comportamento che si attende da tutti gli agenti.

Stimati neo agenti della Polizia cantonale, agenti di custodia delle Strutture Carcerarie cantonali e ispettori della Polizia giudiziaria, a voi l’espressione della piena fiducia delle istituzioni e della popolazione tutta per la vostra missione, che vorrete espletare con lealtà, onestà e umiltà.

Vi auguro tanta fortuna e soddisfazione nell’espletare la vostra missione.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi

Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

 

 

 

Ecco l’elenco degli agenti di Polizia:

Raphaël Barloggio, Cantonale; Christian Bianchi, Polizia città di Lugano; Rubens Borri, Cantonale; Natan Bosisio, Cantonale; Patrick Brühwiler, Polizia città di Lugano; Roberto Canetti, Cantonale; Erik Canonica, Cantonale; Marco Castoldi, Cantonale; Corrado Chiesa, Cantonale; Claudio Donato, Cantonale; Patrick Gianinazzi, Cantonale; Dragan Gogov, Cantonale; Mustafa Haveydi, Cantonale; Boris Kovacevic, Polizia città di Locarno; Jonathan Macchi, Polizia città di Lugano; David Mangiapane, Cantonale; Milena Medici, Cantonale; Edina Mustafic, Cantonale; Jonathan Pizzalli, Polizia città di Lugano; Diego Rossi, Cantonale; Andrea Silini, Cantonale; Ruben Teixeira Santos, Polizia città di Lugano; Gianfranco Viglezio, Cantonale; Simone Zanini, Cantonale. 

Sono stati resi noti inoltre i nomi di sei nuovi ispettori di Polizia giudiziaria: Gaetano Orlando, Simone Luongo, Christian Brusa, Marzio Valeggia, Fabio Maggi e Massimo Rigamonti.

Infine l’elenco dei nuovi agenti di custodia: Elisa Papa, Roberto Gasparoli, Alberto Montorfani, Lisa Mordasini Pinto, Mirko Cicardi, Mirko Pellegrini e Katiuscia Emma.

 

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