Sicurezza, alcuni compiti ai privati

Sicurezza, alcuni compiti ai privati

Obbligatori però formazione e casellario giudiziale. Gli agenti privati potranno essere impiegati per compiti di sorveglianza di stranieri sottoposti a regime di fermo ma dovranno avere una formazione obbligatoria adeguata. Questo, in estrema sintesi, è quanto ha deciso il Gran Consiglio ticinese con 59 voti contro 21 (buona parte dei socialisti e UDC) e tre astenuti.

Con questa modifica della legge sulla polizia e di quella sull’esecuzione delle pene (e la parallela adesione al concordato intercantonale) la formazione, ha osservato il relatore Giorgio Galusero (PLR), diviene obbligatoria per tutti gli agenti che vengono assunti, così come il regime delle autorizzazioni per le agenzie private. La commissione della Legislazione ha poi imposto, anche per gli stranieri (spesso frontalieri, impiegati anche solo un giorno), l’obbligo di presentare il casellario giudiziale dei candidati.

Le posizioni dei gruppi

Sulla proposta hanno concordato i principali gruppi a partire dal PLR. In proposito il deputato Franco Celio ha voluto evidenziare che la delega a privati di queste attività “costituisce un’eccezione e il servizio pubblico è salvaguardato”. Amanda Rückert (Lega ) ritiene che la proposta sia “un buon compromesso che permette di sgravare le carceri”.

Per Maurizio Augustoni il trasferimento a privati di compiti come quello della sicurezza “non deve essere un tabù” ma va gestito con senso di responsabilità mentre Bruno Cereghetti ha anticipato che la maggioranza del gruppo socialista resta dubbiosa (“sono compiti che devono competere alla polizia”), in particolare perché si teme che questo sia un “primo passo velato verso la privatizzazione delle strutture carcerarie”.

Il democentrista Eros Mellini è favorevole all’obbligo di formazione per il personale impiegato in questi compiti di sorveglianza ma questo non deve implicare per forza l’adesione a un concordato intercantonale che, osserva, ha molti aspetti problematici.

Gobbi: occorre gestire i picchi, Farera piena al 95%

Da parte sua il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi ha detto che il messaggio governativo ha avuto un iter contorto (il governo ha fatto marcia indietro sulle competenze date ai privati in tema di trasferimento dei detenuti) volto a tematizzare una necessità dello Stato, quella di gestire i picchi di attività in ambito carcerario. In questo senso il consigliere di Stato ha evidenziato che il grado di occupazione della Farera si situa spesso intorno al 95%. Il messaggio aggiuntivo estende poi questi compiti ai richiedenti l’asilo recalcitranti, in sintonia ai nuovi indirizzi federali in materia.

“Siamo riusciti a dotarci di più personale. Per la ronda esterna delle carceri – ha continuato Gobbi – abbiamo alzato i requisiti dei dipendenti ma questi sono stati cassati dalla giustizia amministrativa (formazione, requisito della cittadinanza)”. Riguardo poi ai timori di deleghe eccessive al privato il ministro leghista ha aggiunto che “il principio della pubblica podestà, riconosciuto dai Bilaterali, è strettamente applicato dal Dipartimento delle istituzioni”.

http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/info_on_line/2013/04/15–Sicurezza-deleghe-di-alcuni-com

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