Sbloccato il cantiere del Policentro

Sbloccato il cantiere del Policentro

Questa mattina a Bellinzona il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e i suoi collaboratori hanno incontrato il sindaco di Pianezzo Mauro Tognetti e – su richiesta del Dipartimento – i sindaci di Bellinzona Mario Branda e di Giubiasco Andrea Bersani. L’obiettivo era di risolvere i problemi che hanno portato al blocco dei lavori sul cantiere del progetto «Policentro della Morobbia».L’incontro, richiesto dal Municipio di Pianezzo, ha permesso anzitutto di ripercorrere le tappe del progetto, per realizzare il quale il Consiglio comunale di Pianezzo ha stanziato il 26 maggio 2015 un credito da 6 milioni di franchi. Le valutazioni finanziarie contenute nel Piano finanziario approvato dal Municipio mostravano che la sostenibilità dell’operazione era assicurata solo a condizione che il moltiplicatore d’imposta aumentasse dall’85% al 95% a partire dall’anno 2016 e al 100% dal 2017 al 2024.

La Sezione degli enti locali ha di conseguenza subordinato la ratifica cantonale del credito – in assenza della quale l’avvio dei lavori è proibito dalla Legge organica comunale – a un primo adeguamento della pressione fiscale. Ciò, con l’obiettivo di assicurare la sopportabilità finanziaria dell’investimento – almeno fino alla crescita in giudicato dell’aggregazione dei 13 comuni del Bellinzonese.

Malgrado queste raccomandazioni, lo scorso 23 marzo il Municipio di Pianezzo ha tuttavia autorizzato l’avvio del cantiere approfittando delle vacanze scolastiche. Con una lettera del 6 aprile scorso, il Consiglio di Stato – intervenendo su segnalazione della Sezione degli enti locali – ha perciò ordinato la sospensione dei lavori, prontamente eseguita dal Comune. Nel corso della discussione odierna è stato chiarito che il provvedimento del Governo non ha carattere vessatorio, ma si limita a pretendere il rispetto delle norme.

In seguito alla discussione il Dipartimento delle istituzioni, considerando l’importanza del progetto nel contesto aggregativo in corso, ha deciso di procedere con la ratifica del credito per l’edificazione della struttura che diventerà un’opera non più solo del Comune di Pianezzo ma sarà adattata in prospettiva futura per la nascita della nuova città; il centro diventerà quindi una struttura della quale beneficerà tutta la nuova realtà comunale.

I lavori potranno pertanto riprendere a condizione che vengano rispettati i seguenti criteri: il progetto deve tenere maggiormente conto delle necessità future della città (segnatamente al numero di aule scolastiche disponibili) e a partire dal 2017 il moltiplicatore dovrà comunque essere adattato (95/100%). In base alle competenze in ambito di vigilanza la Sezione degli enti locali interverrà nel caso in cui queste condizioni non vengano rispettate.

Quando i consiglieri fanno i salami

Quando i consiglieri fanno i salami

Da Cdt.ch l Al Castello Montebello il nuovo presidente Beltraminelli e i colleghi nel primo “impegno ufficiale” in versione salumieri. I consiglieri di Stato come non te li aspetti, al Castello Montebello: vestiti da salumieri per la legatura del salame Rapelli.

Il primo “impegno ufficiale” del presidente Paolo Beltraminelli con l’obiettivo di “Conoscere una nostra storica tradizione, la produzione del salame unito alla storia del Castello Montebello di Bellinzona – come scrive lo stesso direttore del DSS in un post su Facebook – Abbiamo potuto confezionare il prezioso alimento che vedete in bella mostra. È al centro tra i due consiglieri di Stato”.

Dopo la c07erimonia del passaggio di presidenza svoltasi al Palazzo delle Orsoline, quindi, tutti al Castello Montebello: il già citato Beltraminelli, Norman Gobbi, Manuele Bertoli, Christian Vitta e il cancelliere Giampiero Gianella. Unico assente Claudio Zali.

(foto © Crinari)

http://www.cdt.ch/ticino/bellinzona/152657/quando-i-consiglieri-fanno-i-salami

Nuova Bellinzona:licenziato il messaggio che propone l’aggregazione dei 13 Comuni favorevoli

Nuova Bellinzona:licenziato il messaggio che propone l’aggregazione dei 13 Comuni favorevoli

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio che propone l’aggregazione dei Comuni di Bellinzona, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonio e Sementina nel nuovo Comune di Bellinzona.

Lo scorso 18 ottobre 2015, diciassette Comuni dell’agglomerato di Bellinzona si sono espressi in votazione consultiva sul progetto relativo alla costituzione di un’unica nuova città. Tredici di questi hanno accolto l’aggregazione, mentre quattro di loro – Arbedo- Castione, Cadenazzo, Lumino e Sant’Antonino – l’hanno respinta.

Il Messaggio governativo propone l’aggregazione dei 13 comuni che hanno aderito al progetto illustrando i motivi per i quali questa soluzione è conforme a tutti i requisiti posti dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni. In particolare in quanto il comprensorio è territorialmente coerente, non necessita in questo momento di essere esteso ad ulteriori comuni e perché la soluzione proposta non si discosta sostanzialmente dal progetto votato.

L’aggregazione dei 13 comuni favorevoli riunisce tutti gli elementi necessari a realizzare una città solida, articolata, integralmente promossa dal basso e fondata quindi sulla volontà locale. Un progetto ritenuto estremamente importante per l’assetto istituzionale dell’intero Cantone.

Prima della votazione, il Governo aveva definito un aiuto cantonale di 52,6 milioni di franchi per l’aggregazione dei 17 comuni, da rivedere in caso di aggregazione parziale. Considerato che i 13 comuni favorevoli includono la sostanza dell’agglomerato e andranno a costituire il polo urbano di riferimento per i progetti strategici di valenza regionale e cantonale nel Bellinzonese, di cui beneficeranno anche i quattro comuni che non vengono aggregati, i sostegni vengono confermati come segue:

– 5,0 milioni di franchi per risanare i bilanci di Moleno e Gorduno (previsti 5,0 mio);
– 20,6 milioni per compensare il calo del contributo di livellamento (previsti 22,6 mio);
– 4,0 milioni per le spese di riorganizzazione del nuovo Comune (previsti 5,0);
– 20,0 milioni per investimenti a favore dello sviluppo sociale e culturale del nuovo Comune (previsti 20,0 mio).

In totale l’insieme degli aiuti ammonta a 49,6 milioni di franchi, per poter dare progettualità alla nuova città e a tutta la regione del bellinzonese. La diminuzione rispetto a quanto prospettato nel progetto originario deriva dal ricalcolo sui contributi perequativi, senza impatto negativo per il nuovo Comune, nonché dalla riduzione di un milione di franchi del contributo di riorganizzazione.

L’entrata in funzione del nuovo Comune, con l’elezione del Municipio e del Consiglio comunale, avverrà dopo la crescita in giudicato della decisione del Gran Consiglio. Tenuto conto del calendario, le elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Bellinzona verranno fissate per domenica 2 aprile 2017, rispettivamente domenica 30 aprile 2017 per l’elezione del sindaco, riservati referendum e procedure ricorsuali.

Ieri sera Bellinzona ha festeggiato

Ieri sera Bellinzona ha festeggiato

Da Ticinonews.ch – Alla tradizionale cerimonia si è brindato all’aggregazione. Gobbi: “Un esempio per tutto il Cantone”
Si è tenuta ieri sera a Palazzo Civico la tradizionale cerimonia di fine anno di Bellinzona.

Per la prima volta quest’anno la cerimonia ha potuto essere dedicata alla “Nuova Bellinzona”, dopo che lo scorso 18 ottobre i cittadini hanno dato il loro via libera al progetto aggregativo della regione.

Un’aggregazione che è stata al centro dei festeggiamenti.

“La positività dei bellinzonesi deve essere da esempio per tutto il Cantone” ha dichiarato il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, lodando “la scelta coraggiosa e di responsabilità nei confronti delle future generazioni” dei cittadini. “Non è facile abbandonare quello che si ha per lanciarsi in qualcosa di nuovo. I cittadini hanno saputo e voluto scegliere il loro destino.”

La cerimonia, che ha avuto pure un momento musicale con la Civica Filarmonica, si è conclusa con la consegna di tre premi: il riconoscimento culturale è andato a Matteo Terzaghi, quello sportivo al giocatore del Davos Samuel Guerra, mentre una menzione speciale è stata assegnata alla leggenda granata Nene Zurmühle, purtroppo assente ieri sera.

Riviera e nuova Bellinzona approvate

Riviera e nuova Bellinzona approvate

Il Consiglio di Stato comunica di aver preso atto dei risultati delle odierne votazioni consultive per le aggregazioni del Bellinzonese (comuni di Arbedo-Castione, Bellinzona, Cadenazzo, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Lumino, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonino, Sant’Antonio e Sementina), nonché della Riviera (comuni di Cresciano, Iragna, Lodrino e Osogna).

Nel primo caso del Bellinzonese si sono espressi favorevolmente all’aggregazione i cittadini dei comuni di Bellinzona (76.9%), Camorino (62.7%), Claro (64.4%), Giubiasco (58.7%), Gnosca (83.1%), Gorduno (82.1%), Gudo (74.4%), Moleno (82.6%), Monte Carasso (56.5%), Pianezzo (52.4%), Preonzo (59.0%), Sant’Antonio (57.1%), Sementina (62.9%) mentre si sono espressi contro il progetto i cittadini di Arbedo-Castone (77.7%), Cadenazzo (52.4%), Lumino (57.7%) e Sant’Antonino (87.6%). L’esito positivo della votazione consultiva in 13 comuni su 17 – e il 60% della totalità dei partecipanti – è tale da lasciare intravvedere la possibilità di un’aggregazione che veda coinvolti i soli comuni favorevoli rispettando comunque il criterio di contiguità.
Il Dipartimento delle istituzioni prende atto con soddisfazione dell’esito comunque positivo della votazione. È ora sua intenzione, in base ai margini concessi dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr) e dalla giurisprudenza del Tribunale federale valutare i possibili scenari e, dopo aver sentito il parere dei Municipi interessati, sottoporli al Consiglio di Stato in vista della pubblicazione del messaggio al Gran Consiglio. A dipendenza di ciò il Governo sarà inoltre presumibilmente chiamato, ad esprimersi in merito al posticipo nei relativi comuni coinvolti delle elezioni generali dell’aprile 2016.

Non si è verificata, invece, nessuna sorpresa nell’aggregazione della Riviera. I cittadini Cresciano (76.2%), Iragna (72.2%), Lodrino (57.7%) e Osogna (71.9%) hanno infatti aderito alla proposta di aggregazione. In questo caso il Governo, oltre a doversi esprimere entro la fine di novembre sulla prevista richiesta di posticipo delle elezioni generali, presenterà quanto prima il relativo messaggio al Gran Consiglio.

Bellinzonese aggregato nell’interesse del Ticino

Bellinzonese aggregato nell’interesse del Ticino

Da Corriere del Ticino l Il riequilibrio delle finanze cantonali entro il 2018 è l’obiettivo che il Consiglio di Stato si è dato all’inizio di questa legislatura. Un traguardo ambizioso. Per riuscire a raggiungerlo occorre una coraggiosa e chiara assunzione di responsabilità attorno al tema del risanamento finanziario. Il progetto di aggregazione dei 17 Comuni del Bellinzonese persegue – dal punto di vista cantonale e comunale – anche un miglioramento finanziario globale. Da un lato, grazie a un progetto aggregativo preparato accuratamente e analizzato nel dettaglio, forse come non mai nella storia dei progetti di fusione, le conseguenze finanziarie interne alla futura Città sono state identificate preventivamente, evitando così scossoni post-aggregativi. D’altro lato, una Città rafforzata nella sua struttura economico-finanziaria e ottimizzata nella gestione delle risorse renderà la futura Bellinzona più indipendente dagli aiuti intercomunali e cantonali.

Grazie a progetti come quello del Bellinzonese, i nostri Comuni potranno diventare più forti e competenti. Questo consentirà di avere un Ticino più forte, meglio strutturato e pronto ad affrontare le sfide di domani. Il Bellinzonese è la regione centrale del nostro cantone e il primo punto di contatto con la nuova dorsale alpina che avvicinerà il Ticino a Zurigo. Bellinzonese che, in queste settimane, è sotto i riflettori per l’appuntamento del 18 ottobre, data in cui i cittadini dei 17 Comuni coinvolti nell’aggregazione saranno chiamati alle urne per esprimere il loro parere su questo grande progetto. Negli ultimi tempi molti bellinzonesi mi hanno domandato cosa ne penso di questa aggregazione. Cosa voterei se fossi in loro. Per il sottoscritto è chiaro: direi un sì convinto all’aggregazione. Sì all’aggregazione perché solo con l’unione di tutti i Comuni si avrà la forza per guardare al futuro con ottimismo.

Perché questa aggregazione non farà bene solo al Bellinzonese, ma a tutto il Ticino. Si tratta di una scelta coraggiosa, non posso negarlo. La nascita della nuova Bellinzona porterà benefici anche al resto del Ticino. Attualmente si tratta di una delle regioni economicamente più fragili di tutto il nostro cantone. Un Comune più grande, più solido, più strutturato potrà contribuire in modo determinante al riequilibrio delle finanze ticinesi. L’ho spiegato a tanti amici bellinzonesi quando mi hanno detto sconcertati «l’aggregazione ci svuoterà le tasche. Saremo noi cittadini a farne le spese». Il moltiplicatore, diciamolo, non è uno dei fattori attrattivi. Non è nemmeno l’elemento trainante di questa aggregazione, come è stato per altri casi passati. Qui in gioco c’è molto di più. C’è il nostro domani. Il futuro del Ticino e dei ticinesi. La nuova Bellinzona, forte dell’unione, potrà investire, svilupparsi e crescere e diventare il Comune che non deve più dipendere dai contributi cantonali per stare in piedi. Potrà farlo con le proprie gambe. Il termine tecnico che viene utilizzato è «contributo di livellamento»: si tratta dell’importo che i grandi centri, forti e indipendenti, versano a favore di quelli più fragili. In questo momento i grandi centri sottocenerini sono in difficoltà. Non possono più contare sulle risorse di cui disponevano in passato, e questo incide anche sulle finanze cantonali. Grazie alla forza della nuova Bellinzona, il Ticino di domani potrà contare sul supporto di questo importante agglomerato sopracenerino, che farà da leva per il cambio di tendenza.

Dobbiamo cambiare le sorti del nostro cantone. Si tratta di prendere una decisione coraggiosa. Sono convinto che i cittadini toccati dall’aggregazione lo sanno. E diranno con convinzione sì all’aggregazione. Al Comune di domani. Perché con il loro voto getteranno le basi per costruire insieme il futuro, non solo di un grande centro, ma di un intero cantone.

Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato e Direttore DIa

Quella voglia di cambiare

Quella voglia di cambiare

Da LaRegione Ticino l Perché cambiare, visto che oggi va apparentemente tutto bene? È la domanda che più di un cittadino si è posto e mi ha posto in questi mesi che ci portano ad un evento istituzionale unico. Le cittadine e i cittadini del territorio che va dalla congiunzione tra fiume Ticino e fiume Brenno, sino a metà del Piano di Magadino, decideranno, infatti, il prossimo 18 ottobre se riunirsi in due nuove comunità. Da un lato i Comuni di Iragna, Osogna, Lodrino e Cresciano nel progetto del futuro Comune di Riviera; dall’altro i 17 Comuni del Bellinzonese nel progetto che vuol riunire l’intero agglomerato sotto un unico cappello istituzionale.

Da qualsiasi altura su questo troncone di territorio ticinese il panorama è impagabile. Il territorio che si estende sotto ai nostri occhi in tutto il suo splendore rappresenta il futuro. In Riviera il territorio è molto simile: nuclei definiti, tanto verde e le valli sovrastanti gli abitati a ricordarci la natura rurale di questi territori oggi abitativi e produttivi. Più giù identificare i confini tra i Comuni nella zona urbana risulta difficile, quasi impossibile. Un agglomerato compatto e con un tessuto insediativo uniforme. Il Bellinzonese visto da Sasso Corbaro ha già la conformazione perfetta per diventare il grande centro del nostro Cantone. Potrà esserlo se tutti i cittadini coinvolti sosterranno il progetto aggregativo il prossimo 18 ottobre.

Grazie alle due importanti aggregazioni che toccano la valle del Ticino, il nostro Cantone potrà affrontare con successo a medio-lungo termine le sfide di un territorio rimasto spesso a rimorchio. E appunto, grazie a questi progetti di aggregazione, è giunto il momento di cambiare ruolo e rotta. Da rimorchio, diventare trainanti nella specifica funzione di legante tra Nord e Sud (grazie ad AlpTransit), di centro amministrativo e funzionale del Ticino, di territorio preservato e altamente vivibile. Dall’essere in attesa degli eventi a voler giocare d’anticipo, come fatto ad esempio con la mobilità pubblica che ha rafforzato la coesione interna all’agglomerato, con la ricerca di soluzioni per il futuro nuovo ospedale, o altri progetti che determineranno il destino del Bellinzonese e indirettamente del Ticino tutto. Dall’essere fortemente dipendenti della solidarietà intercomunale ad esserlo meno, e quindi guadagnando in autonomia e orgoglio.

Insieme più forti. È una delle frasi che i sostenitori del progetto ripetono con frequenza ed entusiasmo; una frase che è la missione del cambiamento che attende questo territorio. Non posso che unirmi a loro. Il Consiglio di Stato sostiene il progetto, perché per poter rispondere in modo efficace ai bisogni della popolazione le soluzioni devono essere discusse, decise e realizzate tenendo conto degli interessi di tutta la regione. Bellinzona, la capitale del nostro Cantone, avrà la forza necessaria per essere a tutti gli effetti uno dei poli principali del Ticino. Posto che le spetta di diritto in quanto sede delle istituzioni e che solo l’importanza acquisita grazie a questa fusione potrà confermarle.

Nessun cittadino dei Comuni chiamati ad esprimersi deve avere paura di perdere la propria identità comunale. Non accadrà. L’identità di un Comune non viene cancellata da una fusione. In questo senso giocano un ruolo fondamentale i patriziati, come pure le tante associazioni presenti, che aiuteranno a mantenere viva l’identità tramandata di generazione in generazione e che in molti, nel Bellinzonese e in Riviera, temono venga persa. Le tradizioni e le peculiarità di ogni singolo paese e borgo resteranno vive e contribuiranno a rafforzare il nuovo grande Comune che si creerà dopo l’aggregazione. Mettiamo da parte i timori e prepariamoci insieme, uniti e forti ad affrontare lo sviluppo che toccherà non solo una regione ma tutto il Ticino.

di Norman Gobbi, dir. dip. Istituzioni

Bellinzona soll zehntgrösste Schweizer Stadt werden

Bellinzona soll zehntgrösste Schweizer Stadt werden

Da TagesAnzeiger.ch l Die Hauptstadt des Tessins will sich mit 16 umliegenden Gemeinden verschmelzen und ein Gegengewicht zu Lugano setzen.
Es ist ein gigantisches Vorhaben, vielleicht sogar das grösste Gemeindefusionsprojekt, das die Schweiz je gesehen hat. 17 Gemeinden im Bellinzonese sind beteiligt. Kommt es zustande, wird Bellinzona mit 52’000 Einwohnern zur zehntgrössten Schweizer Stadt. Entschieden wird am 18. Oktober. Dann finden die Konsultativabstimmungen statt, zeitgleich mit den nationalen Wahlen.

Um die Bevölkerung vom Projekt zu überzeugen, wirft der Kanton 52,6 Millionen Franken in die Waagschale. «Das Vorhaben ist von grosser strategischer Wichtigkeit, weil das Bellinzonese bisher immer am Rande der Entwicklungen stand», sagt Norman Gobbi (Lega), Direktor des Justiz- und Innendepartements. Der Grund: Im Bellinzonese sind das Kirchturmdenken und die lokale Identität besonders stark verankert. Daran, so meint er, werde aber auch das Fusionsprojekt nichts ändern.

In die Deutschschweiz pendeln

Trotzdem hat das Projekt gute Chancen, realisiert zu werden. Das könnte am Vorgehen liegen. «Der Anstoss zum Projekt kam nicht von Bellinzona als Polstadt, sondern von den Agglomerationsgemeinden», sagt Stadtpräsident Mario Branda (SP), Co-Präsident des Fusionskomitees. Das ist ein entscheidender Unterschied zum Fusionsprojekt von Lugano, wo die Zentrumsstadt mit ihrer Finanzstärke die Nachbarsgemeinden köderte.

Tatsächlich waren es die Gemeinden in der südlichen Agglomeration von Bellinzona, Giubiasco und Sementina, welche 2011 unter dem Motto «Gemeinsam sind wir stark» die Initiative ergriffen. «Wir haben uns gefragt, wie es in der Region weitergehen soll», erinnert sich Giu­biascos Gemeindepräsident Andrea Bersani (FDP), zweiter Co-Präsident im Komitee. Das nördliche Tessin sei traditionell strukturschwach und hinke wirtschaftlich dem Südtessin hinterher. Um das Territorium nachhaltig und sinnvoll zu bewirtschaften, etwa Industriezonen auszuscheiden, brauche es eine einheitliche Sicht. Nur so könne man vernünftig planen und einen kleinen Gegenpol zum wirtschaftlich starken Luganese bilden.

Einen wichtigen Anstoss gab die bevorstehende Inbetriebnahme des neuen Gotthard-Basistunnels im Dezember 2016. «Wir sind die erste Haltestelle im Süden dieses Tunnels», sagt Bersani. In Zukunft sei es möglich, im Bellinzonese zu leben und in der Deutschschweiz zu arbeiten. Doch dafür müsse man gemeinsam planen. Mario Branda betont seinerseits die Vorteile, die eine Positionierung von Bellinzona als biomedizinischem Pol um das Institut für Biomedizin (IRB) im Rahmen einer städtischen Vision bietet.

Die Liste der Fusionsgemeinden ist lange und reicht von Bellinzona als Kantonshauptstadt mit 18’000 Einwohnern bis zum Dörfchen Moleno mit gerade mal 100. Durch die Aufteilung in Quartiere soll garantiert werden, dass alle Gemeinden Mitspracherecht haben. Im anhaltenden Fusionsprozess werden auch die Stimmen aus den Kleinstgemeinden berücksichtigt. «Es ist ein aussergewöhnliches und vorbildliches Fusionsprojekt mit einer innovativen und transparenten Methode», sagt Professor Rainer J. Schweizer von der Forschungsgemeinschaft für Rechtswissenschaft der Universität St. Gallen. Deshalb wurde die «Aggregazione del Bellinzonese» im diesjährigen Demokratiepreis der Neuen Helvetischen Gesellschaft eigens erwähnt.

Hindernis Steuerfuss

Wie bei jedem Fusionsprojekt gibt es auch im Bellinzonese Gegner. So hat sich in Sant’Antonino eine überparteiliche Gruppe gegen die Fusion formiert. Das erstaunt nicht: Sant’Antonino verfügt über eine wichtige Industriezone – und einen Steuerfuss von 65 Prozent. Im Grossbellinzona wird er voraussichtlich bei 90 Prozent liegen.

Wie stehen die Chancen, dass die Fusion zustande kommt? «Ich bin durchaus zuversichtlich» sagt Andrea Bersani. Kommt das Vorhaben in den projektrelevanten Gemeinden durch, dürfte das neue Bellinzona 2017 Realität sein.

(Gehrard Lob)
http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/standard/Bellinzona-soll-zehntgroesste-Schweizer-Stadt-werden-/story/16922258

Fusione grande Bellinzona: il voto slitta in autunno

Fusione grande Bellinzona: il voto slitta in autunno

Ribadito dal Governo il sostegno allo sviluppo dell’agglomerato. Occorre più tempo per poter sottoporre al giudizio popolare il progetto d’aggregazione del Bellinzonese. La votazione consultiva prevista la prossima primavera slitta di qualche mese: si terrà in autunno, verosimilmente tra il settembre e l’ottobre. È quanto emerso nell’incontro che il gruppo operativo del progetto di aggregazione ha avuto ieri mattina con il Consiglio di Stato.