Nuovi spazi e nuovi orari alla Sezione della circolazione

Nuovi spazi e nuovi orari alla Sezione della circolazione

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Dopo due mesi di lavori di ristrutturazione, da qualche giorno i locali del Servizio immatricolazioni della Sezione della circolazione, a Camorino, sono nuovamente aperti. La nuova impostazione degli spazi è accompagnata da un ripensamento degli orari di apertura all’utenza: dal 1. giugno i principali servizi (immatricolazioni, conducenti e contabilità) saranno infatti disponibili ininterrottamente, dalle 8.00 alle 16.00.

Lo scorso 31 agosto, nell’ambito del pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali, il Consiglio di Stato ha stanziato un credito da 324’000 per la riorganizzazione logistica del Sevizio immatricolazioni della Sezione della circolazione; l’obiettivo dell’investimento era di migliorare il servizio alla cittadinanza attraverso l’incremento del numero degli sportelli aperti e ammodernando il sistema di prenotazione.

Dopo due mesi di lavori di ristrutturazione – durante i quali una parte degli sportelli è sempre rimasta aperta, permettendo lo svolgimento delle pratiche – sono entrate in funzione negli scorsi giorni le nuove postazioni di lavoro, collocate direttamente allo sportello. La nuova impostazione evita spostamenti e perdite di tempo ai funzionari, rendendo ancora più rapido il servizio all’utenza. Il sistema di prenotazione (ticket) è stato invece aggiornato con l’introduzione di un apparecchio di ultima generazione, che permette agli utenti di orientarsi meglio all’interno dello stabile amministrativo e di raggiungere più velocemente il Servizio del quale hanno bisogno. A complemento di questi interventi, a partire dal 1° giugno sarà introdotta l’apertura degli sportelli continuata dalle 8 alle 16, senza pausa nella fascia di mezzogiorno; ciò permetterà a cittadini e professionisti di accedere ai servizi in modo più flessibile e libero.

Da anni il Dipartimento delle istituzioni si impegna costantemente e dedica molte energie alla semplificazione del rapporto tra cittadino e stato: anche gli interventi logistici e organizzativi attuati al Servizio immatricolazione della Sezione della circolazione rientrano in questa visione.

Il Dipartimento delle istituzioni rafforza la sua presenza sul web

Il Dipartimento delle istituzioni rafforza la sua presenza sul web

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Il Dipartimento delle istituzioni annuncia ulteriori miglioramenti e potenziamenti della propria offerta di servizi in formato digitale. A partire da oggi è infatti accessibile la nuova pagina web del settore esecuzione e fallimenti, riprogettata per offrire ai cittadini un numero accresciuto di contenuti informativi e prestazioni su internet.

La nuova pagina internet dedicata ai due servizi (www.ti.ch/uef) punta ad aumentare il grado di interazione e indica perciò fin dalla schermata di accoglienza tutti i servizi online dei quali gli utenti possono usufruire; i cittadini possono così trovare le informazioni di cui necessitano e ottenere aiuto per completare online una ampia gamma di procedure burocratiche. Ad esempio, quella per ottenere il certificato cantonale di esecuzione, che a partire dallo scorso anno, può essere richiesto anche in tutti gli uffici di esecuzione. Lo stesso, ricordiamo, è valido su tutto il territorio ticinese e indica l’insieme delle procedure esecutive in corso in tutti i Distretti. Una prima a livello svizzero, rivelatasi efficace per contrastare il cosiddetto fenomeno del “turismo dei debiti”, che anche altri Cantoni stanno implementando.

Altre importanti novità sull’offerta di servizi digitali del Dipartimento saranno pubblicate a breve e riguardano la possibilità di richiedere direttamente online alcuni documenti ufficiali, come gli Atti di Unione domestica registrata, matrimonio, morte, nascita e origine (anche internazionali), il Certificato dell’unione domestica registrata, quello di famiglia, il Certificato individuale di stato civile per svizzeri e il duplicato del Libretto di servizio militare. Prossimamente saranno inoltre pubblicati alcuni ulteriori servizi digitali a favore dei cittadini-utenti sulle pagine dell’Ufficio del registro di commercio.

Queste misure concretizzano la volontà del Dipartimento delle istituzioni, che ha promosso negli ultimi anni numerosi progetti per seguire le trasformazioni dei bisogni della cittadinanza e intende continuare a rendere più facile e immediato il rapporto tra lo Stato e i cittadini, offrendo in particolare sempre più servizi su internet.

Targhe messe all’asta, l’ultima volta e poi si cambia

Targhe messe all’asta, l’ultima volta e poi si cambia

Dal Giornale del Popolo | L’ultimo evento si terrà il prossimo 3 maggio – Poi sarà tutto online – Barboni: «La richiesta online delle targhe è un altro tassello che avvicina i cittadini ai servizi che offriamo».

Mercoledì 3 maggio, alle ore 18, sarà organizzata a Camorino – nello Stabile collaudi della Sezione della circolazione – l’ultima asta tradizionale per aggiudicarsi numeri di targa particolari per automobili e motoveicoli. Verrà poi attivato un nuovo sito di acquisto via internet, analogo a quello già introdotto con successo da altri Cantoni.

L’evento del 3 maggio prevede l’aggiudicazione di una serie di numeri di targa per automobili e per motoveicoli, il cui ricavato – come in passato – permetterà di sostenere i programmi di prevenzione «Strade sicure» e «Acque sicure». La serata sarà introdotta dal consigliere di Stato Norman Gobbi e dal capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova insieme all’aggiunto caposezione Aldo Barboni, che passeranno poi la parola a due animatori d’eccezione: la giornalista e speaker RSI Rosy Nervi e il pilota ticinese Joel Camathias.

L’ultima asta tradizionale permetterà inoltre al Dipartimento delle istituzioni di presentare la nuova pagina internet attraverso la quale, in futuro, i conducenti ticinesi potranno acquistare numeri di targa di ogni tipo. Grazie a un nuovo sistema di aste online, il Cantone in futuro metterà inoltre a disposizione anche numeri particolari che via via dovessero diventare disponibili.

Le condizioni generali d’asta, i numeri disponibili e i prezzi di partenza saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito internet www. ti.ch/circolazione. Il programma dettagliato della serata sarà invece reso pubblico un paio di giorni prima dell’evento.

Come rileva Aldo Barboni (aggiunto e sostituto capo della Sezione della circolazione) «è l’ultima volta che si svolge un’asta del genere. Poi il tutto passerà sull’online. In sostanza ci sarà la possibilità, tutti i giorni, di prenotare targhe con numeri particolari. Alcune saranno anche messe all’asta. Inoltre nell’atrio dell’Ufficio immatricolazione sarà presente un PC nel quale il cittadino potrà consultare le targhe a disposizione».

Come ci ricorda lo stesso Barboni questo è un altro tassello della trasformazione che sta avvenendo all’interno della Sezione della circolazione e che prevede un maggior avvicinamento dei servizi offerti ai cittadini.

(Articolo di N.M.)

Gobbi: “Con l’estensione dell’apertura dei locali pubblici abbiamo voluto dare una risposta concreta alle richieste dei giovani”

Gobbi: “Con l’estensione dell’apertura dei locali pubblici abbiamo voluto dare una risposta concreta alle richieste dei giovani”

Da Mattinonline.ch |

Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni, soddisfatto per l’approvazione di “Ticino 2.0”?
Direi proprio di sì. La proposta del Consiglio di Stato è stata fatta per rispondere a una richiesta che non è arrivata da un solo partito, bensì da tutta la fascia giovanile della politica ticinese. Una richiesta che è stata in seguito ponderata, tenendo conto di tutti gli attori coinvolti, portando una soluzione mediata rispetto alla loro proposta (le 3 di notte), ossia prolungando di un’ora l’orario di chiusura di esercizi pubblici e notturni il venerdì, sabato e prefestivi. Proposta che alla fine è stata approvata dal Gran Consiglio.

Dalla consegna delle firme alla votazione in Gran Consiglio i tempi sono stati ristretti. Quanto è stato importante dare ascolto e una risposta rapida ai giovani di tutte le forze politiche?
Come già detto, il fatto che la richiesta non venisse da un unico partito era esemplare di quanto la tematica fosse sentita dai giovani attivi nella politica ticinese. Giovani che sono in contatto quotidianamente con i propri coetanei e che vivono la realtà del nostro Cantone, e che ne percepiscono le necessità. Inoltre, dobbiamo pensare a promuovere un Ticino più turistico e al passo coi tempi e le abitudini dei clienti di oggi.

La misura è stata un “escamotage” come sottolinea Franco Celio (Plr), relatore di minoranza?
Non si tratta di un escamotage ma, anzi, è la dimostrazione di come si possa giungere a una modifica di legge in tempi brevi. Il Governo non è rimasto con le mani in mano e proponendo il compromesso delle 2 ha voluto rispondere alla richiesta delle giovani generazioni.

Che impatto concreto può avere sul turismo e sugli esercenti?
Sicuramente è una ventata di aria fresca, che permetterà di adeguare l’apertura di bar, ristoranti e discoteche alle necessità e alle abitudini attuali. Non si tratta di un cambiamento drastico, ma probabilmente darà qualche stimolo in più a chi ha la volontà di animare le serate del nostro Cantone. Inoltre, la possibilità di rilasciare permessi speciali di una durata massima di tre mesi per attività di esercizio pubblico, tipo il Mojito sul lungolago di Lugano, è una risposta alle mutate esigenze di consumo e alla promozione del periodo turistico a sud delle Alpi. Tutto ciò, sempre tenendo conto del rispetto della quiete pubblica.

Un gruppo di esercenti si vuole opporre alla misura, come valuta la loro presa di posizione?
La decisione di prolungare di un’ora l’apertura mi sembra un buon compromesso, che offre una possibilità ma che non è un obbligo per tutti. Infatti, gli esercenti sanno meglio di altri quando è interessante tenere aperto fino a tardi oppure chiudere prima. In tal senso, abbiamo anche snellito la burocrazia per le chiusure anticipate rispetto agli orari abituali del singolo ristorante o bar. In questo modo abbiamo risposto alla necessità di essere flessibili e non burocratici, richieste provenienti proprio dagli esercenti.

MS

Auto La formula c’è, ora si cerca il consenso

Auto La formula c’è, ora si cerca il consenso

Dal Corriere del Ticino | Via libera del Governo all’indagine conoscitiva per rivedere il calcolo dell’imposta.

Massa a vuoto e CO2: sono questi gli ingredienti della nuova formula elaborata dal Gruppo di lavoro incaricato di rivedere il calcolo dell’imposta di circolazione. Il nuovo criterio (svelato dal Corriere del Ticino il 17 marzo) ora è oggetto di un’indagine conoscitiva che coinvolge tutte le associazioni attive nel settore e che si concluderà il 15 maggio prossimo. «Il nostro obiettivo è trovare una soluzione il più possibile condivisa», ha detto il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi , che ha inoltre aggiunto come l’intento è di coinvolgere più partiti e associazioni possibili, dal WWF al TCS. L’attuale sistema di calcolo dell’imposta di circolazione è stato al centro di aspre polemiche sia da parte di numerosi automobilisti, che nel 2017 si sono visti lievitare la fattura, sia da parte del mondo politico: basti pensare il recente lancio dell’iniziativa popolare del PPD «Per un’imposta di circolazione equa: gli automobilisti non sono bancomat».

Ma la decisione delle Istituzioni di rivedere il sistema risale alla scorsa primavera: «La neutralità finanziaria è sempre più difficile da mantenere. Inoltre si tratta di cambiare una formula di base che risale a quasi 40 anni fa e che è quindi obsoleta». Sono state poi considerate anche le difficoltà di comunicazione e amministrative legate al sistema degli ecoincentivi, «che nessuno ha mai veramente capito», ha spiegato Gobbi. La nuova formula scaturita dal Gruppo di lavoro promosso dalle Istituzioni e coordinato dal capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova è stata approvata dal Governo e considera come criterio principale le emissioni di CO2, al quale verrà sommato quello della massa a vuoto, per dare vita alla formula (a x massa) + (b x emissioni). I coefficienti a e b potrebbero essere poi definiti dal Gran Consiglio, limitando il margine di manovra del Governo. «Il gruppo di lavoro ha deciso di considerare la massa a vuoto perché influenza l’usura della strada», ha spiegato Canova.

Confusione sulle cifre

Il grado di importanza di questi fattori sarà stabilito dopo l’indagine conoscitiva: «Può anche essere che la massa non venga più considerata, valuteremo più varianti» ha precisato Canova. Inoltre, la base di calcolo sarà unica per tutte le automobili e la modifica della formula non dovrà comportare un cambiamento del gettito a parità di parco veicoli, questo per rispettare il principio di neutralità. «A tale scopo è quindi necessario definire il temine di paragone e ciò che chiederemo nell’indagine conoscitiva è quale base di partenza adottare», ha detto Gobbi, che ha poi aggiunto: «Siccome di recente c’è stata un po’ di confusione sulle cifre, mi preme chiarire che il gettito totale dell’imposta di circolazione delle automobili è di 102 milioni di franchi. Se consideriamo che per la manutenzione delle strade si spendono ogni anno 90 milioni e che è esclusa l’attività di controllo della polizia, si può comprendere come il margine non sia ampio».

La movida ticinese guadagna un’ora

La movida ticinese guadagna un’ora

Dal Corriere del Ticino | Via libera alla chiusura dei bar alle 2 e delle discoteche alle 6 – Possibile l’entrata in vigore già il 1. giugno Amanda Rückert: «Una facoltà e non un obbligo per gli esercenti» – Verso il ritiro dell’iniziativa popolare

Dal 1. giugno la notte ticinese avrà un’ora in più. Salvo un eventuale referendum, il Consiglio di Stato è infatti intenzionato a introdurre già in vista dell’estate i nuovi orari di chiusura degli esercizi pubblici. Il Gran Consiglio con 66 voti favorevoli, 8 contrari e 5 astensioni, ha deciso di dare semaforo verde all’apertura fino alle 2 di bar e ristoranti e alle 6 delle discoteche il venerdì, il sabato e nei prefestivi. A trovare ampio consenso in aula è dunque stato il compromesso elaborato dal Dipartimento delle istituzioni sull’iniziativa popolare «Ticino 3.0. Bar aperti sino alle 3», lanciata nell’agosto del 2015 da Generazione giovani PPD con l’obiettivo di rilanciare il turismo e l’economia cantonale tramite una modifica della Legga sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear). Promotori che, da noi contattati, hanno ora confermato la propensione a ritirare il testo e così a evitare una chiamata alle urne dei cittadini. E ciò nonostante la lancetta sia stata spostata solo di 60 e non di 120 minuti.

Per Gobbi nessun escamotage

Un’ora in più che, come ribadito a più riprese dalla relatrice del rapporto di maggioranza Amanda Rückert (Lega), rappresenta però «una facoltà e non un obbligo per gli esercenti. Allo stesso tempo voglio esser chiara: la possibilità di chiudere alle 2 non significa che si potrà tenere la musica ad un volume più alto. Il rispetto della quiete pubblica continuerà ad essere garantito non da ultimo perché i Comuni avranno ancora la facoltà d’intervenire». A opporsi fermamente è invece stato Franco Celio (PLR), relatore del rapporto di minoranza contrario ai nuovi orari. Il deputato ha subito lanciato una frecciata: «Vedo che il conformismo ha già fatto le sue vittime, non solo in Commissione della legislazione (ndr. l’unico commissario ad aver firmato il rapporto di Celio è stato il collega di partito Giorgio Galusero), ma anche all’interno del mio gruppo dove alcuni inizialmente critici si sono allineati al pensiero unico». Celio ha poi voluto sottolineare la celerità con la quale il tema è approdato in Parlamento. «L’impressione – ha detto – è che vi sia una discriminazione tra le iniziative popolari: quelle che piacciono al Consiglio di Stato e a determinate lobby godono di una corsia preferenziale, le altre finiscono su un binario morto». E ancora: «Il compromesso è un escamotage che toglie ai cittadini la possibilità di esprimersi alle urne».

Affermazione che non è piaciuta al direttore delle Istituzioni Norman Gobbi che ha replicato come «non si tratta di un escamotage ma, anzi, questa è la dimostrazione di come si possa giungere a una modifica di legge in tempi brevi». Il consigliere di Stato ha poi voluto rimarcare come «il Governo non è rimasto con le mani in mano e proponendo il compromesso delle 2 ha voluto rispondere alla richiesta delle giovani generazioni, del nostro futuro».

«Una ventata d’aria fresca»

E sulla risposta celere si è espresso anche Maurizio Agustoni (PPD), in qualità di presidente della Legislazione. «Questo Parlamento – ha detto – se vuole ha tutti gli strumenti per adottare provvedimenti incisivi a favore del Cantone in tempi brevi». Per la maggioranza favorevole del PLR Fabio Käppeli (PLR) ha da parte sua parlato di una proposta «ragionevole, pragmatica e liberale». Galusero, per il fronte contrario, ha invece lanciato una provocazione ai deputati vicini ai sindacati: «Per 30 minuti in più agli orari dei negozi è venuto giù il cielo, mentre qui il silenzio è totale». Sabrina Gendotti (PPD) ha invece rilanciato, definendo il compromesso «una ventata d’aria fresca in una regione che ne ha bisogno». Salutando positivamente «un progetto ragionevole», Carlo Lepori (PS) ha ad ogni modo riconosciuto «il punto dolente inerente alla quiete pubblica, per la quale mi auguro che il Governo aiuterà i Comuni». E se Franco Denti (Verdi) ha interpretato la modifica della Lear come «un cambiamento della gestione del tempo libero da parte dei giovani», più semplicemente Lara Filippini (La Destra) ha descritto il nuovo impianto legislativo «più moderno e al passo con i tempi, anche a fronte dell’offerta da oltre confine».

(Articolo di Viola Martinelli)

Legge sulla cittadinanza ticinese e l’attinenza comunale

Legge sulla cittadinanza ticinese e l’attinenza comunale

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato ha approvato una serie di modifiche della Legge cantonale sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale (LCCit). L’adeguamento allinea le norme ticinesi ai cambiamenti previsti a livello federale, e comporterà in particolare l’istituzione di un nuovo percorso formativo, obbligatorio e uniformato a livello cantonale; i Comuni saranno quindi in futuro sgravati da questo compito.

L’adeguamento della Legge federale sull’acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera (LCit) – che entrerà in vigore il 1. gennaio 2018 – intende garantire che solo gli stranieri ben integrati possano ottenere il passaporto elvetico. Per raggiungere l’obiettivo, sono previsti alcuni significativi cambiamenti alla prassi attuale: anzitutto, la procedura ordinaria di naturalizzazione potrà essere avviata solo dopo la concessione di un diritto di soggiorno a lunga scadenza (permesso C). La nuova Legge federale definisce inoltre con più chiarezza i parametri che determinano l’integrazione del candidato nella società svizzera: osservanza dell’ordine e della sicurezza pubblici, rispetto dei valori della Costituzione, capacità di esprimersi in una lingua nazionale e volontà di partecipare alla vita economica o di acquisire una formazione.

Come enti responsabili delle procedure di naturalizzazione, i Cantoni sono ora chiamati ad adeguare le loro prassi alle nuove disposizioni federali. Il Consiglio di Stato ticinese ha quindi approvato un progetto di revisione della Legge cantonale sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale, prevedendo una serie di modifiche sostanziali rispetto alla procedura attuale.

In particolare, la preparazione dei candidati alla naturalizzazione sarà sensibilmente modificata rispetto alla situazione attuale. Per quanto riguarda la conoscenza delle lingue nazionali, il diritto federale impone infatti l’obbligo di presentare un certificato conforme agli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale. Il Cantone sarà quindi chiamato unicamente a fornire e verificare le conoscenze su civica, storia e geografia della Svizzera e del Ticino. Per svolgere questo compito, il Governo propone di adottare una nuova procedura uniformata e gestita direttamente dalle autorità cantonali, sia per la formazione sia per gli esami; saranno quindi sgravati da questo compito i Comuni, che rimarranno per contro responsabili di verificare l’avvenuta integrazione del candidato nella comunità, in base ai parametri stabiliti con chiarezza dalla nuova legge federale.

A livello decisionale le competenze sono invariate rispetto alla soluzione attuale, ovvero le concessioni dell’attinenza comunale e della cittadinanza cantonale ticinese rimarranno prerogativa dei rispettivi organi legislativi.

«Nessun tartassamento, e non si pagherà di più»

«Nessun tartassamento, e non si pagherà di più»

Dal Corriere del Ticino | L’INTERVISTA – Norman Gobbi
Il sistema è andato in rosso: va cambiato

Norman Gobbi, le finanze piangono e allora si mettono le mani nelle tasche degli automobilisti. Cosa si sente di contestare di questa affermazione?

«Non si tratta di questo: i molti automobilisti che nel 2017 hanno pagato una bolletta più salata per essersi visti ridotto il bonus o addirittura averlo perso, negli scorsi anni beneficiavano di uno sconto. Quello del 2017 è l’importo che avrebbero pagato anche negli scorsi anni se non ci fosse stato lo sconto grazie agli ecoincentivi».

Nel pacchetto per risanare le finanze avete inserito un ritocco del coefficiente delle imposte di circolazione per incassare 6,1 milioni. Come lo giustifica?

«Il ritocco, come lo chiama lei, del coefficiente delle imposte non è stato inserito per risanare le finanze dello Stato. La legge prevede infatti che bisogna garantire il principio della neutralità finanziaria. Gli sconti (ovvero i bonus) erano finanziati dal tesoretto accumulato grazie a chi pagava la penalità (i malus) perché possiede un veicolo poco efficiente. Ma nel corso degli anni sono entrate in circolazione molte auto sempre meno inquinanti, quindi si sono elargiti troppi bonus ed è terminato il fondo che finanziava gli sconti. Ecco perché abbiamo dovuto correggere il tiro, per evitare una perdita di bilancio».

Ma il popolo meno di un anno prima aveva detto no all’aumento delle imposte di circolazione. Una manovra azzardata?

«Non bisogna fare confusione: nel 2015 si era detto no a un aumento delle imposte di circolazione che sarebbe servito a finanziare provvedimenti a favore della mobilità sostenibile. Era una modifica legislativa che non toccava la modalità di finanziamento delle imposte, il sistema bonus/malus. Fosse andata diversamente quella votazione oggi ci saremmo trovati comunque a dover adeguare i coefficienti per garantire che le cifre del conto che finanzia gli sconti fossero in nero».

Il sistema bonus/malus, accolto nel 2008 dal Parlamento, ma con il suo sonoro no da deputato della Lega, è stato un fallimento?

«L’ho sempre sostenuto, anche quando dai banchi del Gran Consiglio ero il relatore del rapporto di minoranza: si tratta di un sistema che ha dei limiti, soprattutto per la compensazione tra sconti elargiti e penalità inflitte. È pure un sistema difficile da comprendere. Per questo motivo, già nel mese di settembre 2016, ho promosso un convegno con attori del mondo dell’automobile, politici e addetti ai lavori per trovare una nuova formula. L’intento è quello di trovare più stabilità ed eliminare il sistema bonus/malus».

Dal 2013 esiste il tassativo vincolo della neutralità finanziaria del sistema. Si è corsi al riparo quando la tendenza era irreversibile?

«Assolutamente no. Abbiamo agito per tempo e spiego perché: dal 1. gennaio 2014 è in vigore la legge con l’ultima modifica che abbiamo apportato. Alla fine di quell’anno avevamo un’eccedenza pari quasi a 5 milioni di franchi e un anno dopo, a fine 2015, il saldo era sceso a 2,7 milioni. Più auto efficienti in circolazione, più bonus elargiti: questo ha portato l’erosione del saldo a disposizione. Nel corso della primavera scorsa quindi, vista la tendenza, abbiamo deciso di modificare i coefficienti e questo ha influito sulle imposte. In modo più che tempestivo aggiungo».

Oggi il parco veicoli è meno inquinante. Però sembra che neppure questo contribuisca a diminuire le immissioni nocive. L’impennata delle sostanze inquinanti, indipendentemente da bonus o malus, non conosce tregua. Cosa le suggerisce questa realtà?

«Questa domanda andrebbe fatta al collega Claudio Zali (ndr. ride). Siamo uno dei Cantoni con il numero più alto di veicoli in circolazione e giornalmente sono oltre 60mila i frontalieri che vengono a lavorare nel nostro cantone. Un territorio limitato il nostro, e le strade congestionate durante gli orari di punta lo dimostrano. Il sistema degli ecoincentivi non può essere la panacea di tutti i mali».

Lei si dice molto attento alle percezioni del cittadino. Al ticinese che si arrabbia perché non c’è più il bonus e nel 2017 paga il doppio cosa risponde?

«Spiegherei che non abbiamo raddoppiato l’imposta ma piuttosto che non si beneficia più dello sconto. Se quest’anno l’importo dovuto è di 540 franchi e lo scorso anno era di 270, significa che lo sconto di 270 franchi dato grazie al sistema bonus/malus ora non viene più concesso».

Nel 2018 ha promesso novità. Ma cosa cambierà? E, soprattutto, quanto pagheranno i ticinesi che nel confronto intercantonale sono tra i più tartassati?

«Mi preme sottolineare una volta per tutte che non è mia intenzione tartassare i cittadini ticinesi e gli automobilisti. Di sicuro quindi i ticinesi non pagheranno di più. Stiamo rivedendo la modalità di calcolo per renderla più semplice e comprensibile, ma il gettito globale non aumenterà».

Vorrebbe lasciare al Parlamento la facoltà di decidere e modificare i parametri. Insomma, Gobbi sgancia la patata bollente?

«Non è nel mio stile lasciare la patata bollente ad altri, anzi. È una questione di trasparenza: una delle critiche che i nostri attenti parlamentari hanno fatto alla modifica del coefficiente è stata la mancanza di chiarezza, visto che la misura in questione nella manovra era di competenza del Governo. Sarà quindi il Parlamento a poter avere l’ultima parola. Lo vedo come un diritto acquisito più che un onere scaricato, dando al Parlamento il suo ruolo».

Votazione cantonale: tre sì per il bene del nostro Cantone!

Votazione cantonale: tre sì per il bene del nostro Cantone!

Dal Mattino della domenica | Una scelta responsabile per tutti i ticinesi
Mancano due settimane a domenica 12 febbraio. Ognuno di noi – dal vivo o con il voto per corrispondenza – si recherà alle urne per esprimersi su quattro oggetti a livello Cantonale: oltre alla protezione giuridica degli animali, voteremo su due modifiche di legge nell’ambito della socialità e sulla riduzione da quattro a tre giudici dei provvedimenti coercitivi. Quest’ultime sono tre misure che abbiamo proposto come Governo nell’ottica di risanare le finanze cantonali, misure poi approvate dal Parlamento.

Il pareggio dei conti del Cantone è l’ambizioso obiettivo che ci siamo posti come Consiglio di Stato nel corso della legislatura. Quello del Governo è un atto di responsabilità: vogliamo essere certi di poter consegnare alle generazioni future un Ticino finanziariamente sano, che dia la possibilità ai ticinesi di porsi davanti alle sfide future sapendo di poterle affrontare con le giuste capacità. L’obiettivo è quindi questo: migliorare l’utilizzo delle risorse pubbliche, senza tuttavia intaccare l’efficacia dei servizi, nel rispetto dello stato di diritto e soprattutto a favore di chi ne ha più bisogno.

Assistenza e cura a domicilio
Il risanamento finanziario chiesto dal Parlamento tocca tutti gli ambiti e i servizi dello Stato, ai quali è richiesto un uso parsimonioso delle risorse. I Servizi di assistenza e cura a domicilio (SACD) hanno accettato di fare la loro parte, di rivedere i propri processi operativi e risparmiare 2,5 milioni di franchi. Ogni servizio, tramite la modifica della legge in votazione, dovrà proporre e attuare entro due anni (quindi entro il 2019) le misure organizzative necessarie per ottimizzare i propri mezzi senza avere un impatto sulle prestazioni fornite agli utenti e senza chiedere un contributo finanziario agli utenti.

Soglie di accesso alle prestazioni sociali
La votazione del 12 febbraio interesserà anche il settore delle prestazioni sociali. La modifica di alcune soglie di accesso permetterà di disciplinare più equamente l’erogazione di contributi, in funzione del numero di membri della famiglia e con particolare attenzione ai nuclei più fragili. La modifica permetterà inoltre di ottenere nuove risorse, che saranno in parte reinvestite a favore della conciliabilità tra lavoro e famiglia, confermando quindi il Ticino ai primi posti tra i cantoni più generosi.

Riduzione dei giudici dei provvedimenti coercitivi
Non da ultimo, fra due settimane andremo alle urne per votare sulla diminuzione da quattro a tre giudici dei provvedimenti coercitivi, e l’attribuzione di un giurista già impiegato all’interno all’Amministrazione cantonale. Questa misura porterà a un risparmio annuale di 256’000 franchi, ossia un milione sul quadriennio. Con questa formula garantiamo la qualità delle decisioni prese dai giudici; infatti, negli ultimi sei mesi del 2016 tale ufficio ha funzionato e funziona tuttora con soli tre giudici, senza evidenziare grossi problemi di operatività. Una misura sostenibile e garante della legalità.

Queste tre misure, se viste singolarmente, possono sembrare poca cosa; stiamo invece parlando di 20 milioni di franchi. Invito quindi ognuno di noi ad agire responsabilmente, accompagnando la propria scelta di voto con uno sguardo ampio su tutta la manovra finanziaria proposta. Votiamo 3 volte sì, per un unico obiettivo: il bene del nostro Cantone!

Norman Gobbi, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

“Da Vismara accuse fuori luogo”

“Da Vismara accuse fuori luogo”

Gobbi replica al sindaco di Paradiso che grida al complotto: “Non sono stato io ad annullare le elezioni”

“Le accuse del sindaco di Paradiso sono gratuite, infondate e fuori luogo.”

Così il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, da noi contattato, replica alle dichiarazioni del sindaco di Paradiso Ettore Vismara, che ha accusato lo stesso consigliere di Stato e il sindaco di Lugano Marco Borradori di aver annullato le elezioni comunali dello scorso mese di aprile nell’ambito di un complotto per forzare il suo Comune ad aggregarsi con Lugano (vedi articolo suggerito).

“Voglio ricordare che a stabilire l’annullamento delle elezioni comunali è stato il Tribunale amministrativo cantonale e non il mio Dipartimento” prosegue Gobbi. “Come tutti sanno la separazione dei poteri nel nostro Paese è sacrosanta. Nel Comune luganese si sono verificati gravi errori di procedura che hanno portato alla decisione del TRAM di invalidare l’elezione. Un fatto grave che ha intaccato un principio fondante della nostra democrazia: la sacralità del voto.”

Il consigliere di Stato ricorda poi che, peraltro, “il Municipio di Paradiso non ha inoltrato ricorso al Tribunale federale sulla decisione emessa dall’Autorità giudiziaria cantonale.”

“Le accuse del sindaco lasciano quindi il tempo che trovano” dichiara Gobbi. “Si tratta evidentemente di uno sfogo personale.”

“Vismara ha mischiato il discorso delle elezioni da rifare con i progetti aggregativi” afferma ancora il direttore del Dipartimento delle istituzioni. “Si tratta di una visione, quella delle aggregazioni, che abbiamo presentato nuovamente nei mesi scorsi ai Comuni degli agglomerati urbani del Luganese, del Mendrisiotto e del Locarnese per riaccendere il dibattito e sentire la loro opinione. Si tratta – come ho già detto più volte – di tracciare le basi per definire il Ticino di domani, un Ticino che sia competitivo e pronto a raccogliere le sfide future che si presenteranno.”

“Ma l’ultima parola” sottolinea in conclusione Gobbi, “non sarà la mia o quella dei sindaci: saranno le cittadine e i cittadini del nostro Cantone ad esprimere come previsto dal nostro sistema democratico.”

Da Ticinonews del 9 gennaio 2017