«Misure fiscali e sociali per non restare indietro»

«Misure fiscali e sociali per non restare indietro»

Dal Giornale del Popolo | Riforma III delle imprese – Ecco la strategia del Governo

Aliquota abbassata al 6%, moltiplicatori differenziati per i Comuni e maggior sostegno per famiglie con figli.

Sono quattro gli assi di intervento all’interno di un pacchetto di misure «equilibrato» pensate dal Consiglio di Stato per rispondere alla sfida della Riforma III dell’imposizione delle imprese. In votazione il prossimo 12 febbraio, la Riforma nasce dalle pressioni dell’OCSE e mira ad abrogare i regimi fiscali a statuto privilegiato. Solo nel nostro Cantone sono 1.355 le società di questo tipo – pari al 4,5% del totale – e generano un gettito di 165,6 milioni di franchi, ossia il 20% del gettito totale delle persone giuridiche. Queste stesse società, come ha sottolineato il direttore del DFE Christian Vitta si caratterizzano per un’elevata mobilità.

Facile quindi che, di fronte a condizioni economiche mutate, possano decidere di lasciare il Ticino per lidi fiscalmente più favorevoli. Così fosse, secondo le prime stime calcolate dal DFE, sul periodo 2019-2028 è ipotizzabile una riduzione media del gettito cantonale tra i 25 e i 35 milioni di franchi. Ma molto, come ha ribadito Vitta, dipenderà dal comportamento dei contribuenti. Per questo risulta fondamentale mettere in campo una strategia in grado di mantenere il Ticino attrattivo, soprattutto di fronte alle strategie «aggressive», come le ha definite il consigliere di Stato, ideate dagli altri Cantoni. Ecco allora la ricetta messa a punto per mantenere il Cantone competitivo. In primis ci sono delle misure a carattere federale, come il cosiddetto patent box, ossia un’esenzione massima del 90% degli utili relativi a diritti di brevetto, imputabili alle spese di ricerca. Il Governo intende inoltre defiscalizzare coloro che investono nelle start-up innovative.

Le imprese
A livello cantonale (secondo asse) si mira a ridurre l’aliquota sull’utile delle imprese dall’attuale 9% al 6%. Così facendo, l’onere fiscale complessivo diminuirà per le aziende dal 19,8% al 16,2%. Ma c’è di più perché le aziende potranno beneficiare di altre misure puntuali che permetteranno di attenuare ulteriormente l’onere fiscale, fissandolo al 14% (per i Comuni con moltiplicatore inferiore al 100% si scende al 13%). Una soglia che, ha ribadito Vitta, permetterebbe al Ticino di concorrere con i Cantoni di Ginevra e Vaud, dove la soglia è al 13-14%. Da menzionare pure l’introduzione del computo parziale dell’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale: in pratica, le società che realizzeranno utili potranno beneficiare di un’esenzione totale o parziale dell’imposta sul capitale. Per contro, in modo che qualche franco rientri nelle casse cantonali, si andrà piuttosto a colpire le persone fisiche tramite una riduzione della percentuale di sgravio applicata all’imposizione parziale dei dividendi da partecipazioni qualificate presso gli azionisti.

I Comuni
La Riforma III toccherà pure i Comuni, che hanno già manifestato qualche preoccupazione. Per questo, ha evidenziato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, è bene che vengano coinvolti nel progetto tramite apposite misure. Ed ecco quindi una grande novità: i Comuni avranno la possibilità di applicare un moltiplicatore differenziato per le persone fisiche e quelle giuridiche (senza tuttavia superare il 10% di differenza tra i due), alla stregua di quanto già avviene nel Canton Soletta, in modo da compensare i potenziali effetti negativi della Riforma su quei territori che ospitano diverse e importanti realtà industriali. Allo stesso modo è in atto, all’interno del progetto di Ticino2020, una riflessione volta a ridurre gli anni di computo per il calcolo del gettito medio di riferimento, in modo da meglio regolare il flusso tra Comuni riceventi e paganti.

La socialità
Ma la Riforma vuole essere anche attenta alla socialità, come ha spiegato il presidente del Governo e direttore del DSS Paolo Beltraminelli. Il sostegno, indirizzato soprattutto al ceto medio, ha spiegato Beltraminelli, sarà basato su quattro pilastri: aiuto alle famiglie dopo la nascita del primo figlio, estensione degli aiuti per strutture di accoglienza (asili nido, famiglie diurne), sostegno ai familiari che curano un congiunto e incentivazione delle misure di inserimento o reinserimento professionale. A favore della politica familiare e sociale saranno destinati 20 milioni, che potrebbero successivamente ammontare a 27. Come? Si preleverà un contributo supplementare (dello 0,15%) dalla massa salariale a spese dei datori di lavoro e che verrà riversato per il sostegno alle famiglie. Ecco quindi la necessità di continuare «il positivo clima di dialogo instaurato con le imprese» nell’ottica di un nuovo partenariato. Se da un lato infatti le aziende saranno sgravate, dall’altro verranno chiamate a contribuire alla socialità che, ha evidenziato Beltraminelli, «non può essere unicamente finanziata dal Cantone».

Insomma, quello presentato dal Governo, che dovrebbe sfociare in un messaggio nel giugno del 2017, vuole porsi quale «soluzione equilibrata» per garantire «parità di trattamento fiscale per le imprese, competitività e capacità innovativa per il Ticino, mantenimento e creazione dei posti di lavoro» ma pure un «riorientamento della politica famigliare e sociale». Presto per capire se vi sarà l’unanimità dei consensi all’interno dell’Esecutivo. Per ora, ha ribadito Beltraminelli, è emersa «l’apertura di tutti» per entrare nel dettaglio. Molto, però, dipenderà dall’esito della votazione. «Se non passa la Riforma in votazione», ha spiegato Vitta, «si andrà incontro a una fase di forte incertezza politica e, privi di un’adeguata programmazione, il Ticino corre il rischio di restare l’ultima ruota del carro». Col nuovo anno poi, ha spiegato Vitta, l’intenzione è di chinarsi sulla modifica della Legge tributaria.

Le reazioni politiche
Non si sono fatte attendere le prime reazioni politiche. Il PLR in una nota esprime il plauso al Governo per le misure elaborate, sottolineando come la riduzione dell’onere fiscale e gli incentivi mirati alle start-up innovative «costituiscono in questo senso delle misure chiave per aumentare l’attrattività del Cantone quale sede di imprese», definendo pure «un tassello importante» le misure di sostegno alla formazione e le iniziative per la politica familiare. Da parte sua, invece, il PS ritiene che le proposte del consigliere di Stato Vitta «dimentica i ticinesi in difficoltà», esprimendo inoltre il proprio disaccordo col fatto che il direttore del DFE abbia «approfittato» della carica pubblica «per fare campagna in assenza di contraddittorio».

Riforma Ticino 2020: il sito web è online

Riforma Ticino 2020: il sito web è online

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | La riforma Ticino 2020 – avviata ufficialmente lo scorso mese di giugno – è da oggi presente online all’indirizzo www.ti.ch/ticino2020. Si tratta di un sito web indirizzato a tutti coloro che, in pochi clic, vogliono scoprire questo progetto essenziale per il futuro dei rapporti fra Cantone e comuni.

A partire da subito, chiunque sia interessato a informarsi sulla riforma denominata Ticino 2020: per un Cantone al passo coi tempi può consultare la specifica pagina internet. Nella stessa sono riassunti l’impostazione della riforma, l’organigramma che assicura l’avanzamento dei lavori e le relative tempistiche. È inoltre inserita la rubrica delle domande frequenti (FAQ), utili a comprendere gli aspetti cruciali del progetto. Sono stati infine raccolti i documenti essenziali su cui si basa il progetto.

La disponibilità online delle informazioni rientra nella strategia del Dipartimento delle istituzioni, affinché l’attività dello Stato sia accessibile a tutti coloro che desiderano saperne di più. Il sito web sarà quindi aggiornato costantemente per conoscere, in ogni momento, lo stato dei lavori così come le soluzioni avanzate per risolvere i problemi che concernono la ripartizione dei compiti e dei flussi fra Cantone e comuni. Allo stadio attuale e fino al 2019 la riforma si concentrerà essenzialmente sull’analisi della situazione attuale e sulla definizione delle relative proposte di revisione. Dal 2020, invece, la riforma passerà alla sua attuazione concreta.

Ufficio di esecuzione: apertura a Faido di un nuovo contact center

Ufficio di esecuzione: apertura a Faido di un nuovo contact center

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Sono circa 1’200 le telefonate che quotidianamente giungono nei vari Uffici di esecuzione di Acquarossa, Bellinzona, Biasca, Cevio, Faido, Mendrisio, Locarno, Lugano. In generale negli ultimi anni si è registrato un aumento di contatti con l’utenza in tutti gli ambiti (sportello, telefono, posta elettronica e posta cartacea). L’incessante crescita delle sollecitazioni su tutti i fronti ha reso difficoltosi la reperibilità dei servizi, l’attività di sportello e l’evasione delle pratiche.

Per garantire un servizio più celere ed efficace ai cittadini ticinesi, il Dipartimento delle istituzioni metterà in funzione a partire da lunedì 3 ottobre 2016 un nuovo contact center che permetterà di gestire il traffico telefonico e la posta elettronica in entrata in modo ottimale e fluido.

Di cosa si tratta? Il contact center altro non è che l’evoluzione del più noto call center. Il contact center, infatti, integra funzionalità di comunicazione telefonica con sistemi informativi, aggiungendo all’utilizzo del mezzo telefonico anche altri canali di comunicazione come, tra gli altri, la posta elettronica, il sito internet e la posta cartacea.

Sulla base delle esperienze positive riscontrate alla Sezione della popolazione e alla Sezione della circolazione, che da quasi due anni hanno adottato questo sistema per la gestione delle telefonate e delle richieste in entrata presso i propri servizi, il Dipartimento delle istituzioni ha pertanto deciso di estendere il progetto a un altro suo settore particolarmente sollecitato.

L’utente, dopo un filtro iniziale garantito da un operatore in grado di rispondere a informazioni di carattere generale e fornire di principio risposte esaustive alle sue domande, sarà collegato, in caso di necessità, direttamente con un funzionario che potrà evadere le richieste più specifiche consultando la sua pratica.

Dal 3 ottobre 2016 il nuovo contact center dell’Ufficio di esecuzione ubicato negli spazi del Pretorio di Faido sarà raggiungibile nei giorni feriali (08.00 – 12.00 e 13.30 – 17.00) ai seguenti recapiti:
• Numero generale Ufficio di esecuzione: 091 816 63 00
• Numero fax: 091 814 81 29
• Indirizzo email: di-ue@ti.ch

Questo nuovo progetto del Dipartimento delle istituzioni si inserisce nella strategia di rafforzamento delle regioni periferiche voluta dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Presso il medesimo saranno attivi sette collaboratori ai quali, nel corso del prossimo anno, se ne aggiungeranno di ulteriori che opereranno nel futuro Centro cantonale per i precetti esecutivi, ubicato anch’esso a Faido.

Il Dipartimento delle istituzioni informa infine che prossimamente sarà organizzato un
incontro con gli organi d’informazione per visitare la nuova struttura.

Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale

Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni, 31 agosto 2016 | Il Consiglio di Stato ha posto in consultazione a partire da oggi il messaggio relativo alla revisione della legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale dell’8 novembre 1994, che mira a renderla compatibile con il nuovo diritto federale. La procedura, che si estende a tutti i Comuni, all’Associazione dei Comuni ticinesi, ai Partiti politici e a diverse Autorità amministrative e giudiziarie, si concluderà il 30 settembre.

Oltre a dare la possibilità ai destinatari della consultazione di formulare osservazioni puntuali, la procedura si concentrerà sull’approccio generale del messaggio del Consiglio di Stato, sulla competenza e le modalità di organizzazione dei corsi di lingua italiana e cittadinanza e, infine, sull’iter decisionale a livello comunale e cantonale.

Sullo sfondo delle modifiche normative cantonali vi sono le trasformazioni che, a livello federale, hanno interessato questo ambito della vita civica. Il 20 giugno 2014 l’Assemblea federale ha infatti adottato la riveduta Legge federale sull’acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera. Nello scorso mese di giugno il Consiglio federale ha poi adottato l’ordinanza sulla cittadinanza svizzera e stabilito che la riveduta legge e la relativa ordinanza di esecuzione entreranno in vigore il 1° gennaio 2018.

Secondo le nuove disposizioni federali, la naturalizzazione presuppone il permesso di domicilio, almeno dieci anni di soggiorno in Svizzera e un’integrazione riuscita nel nostro Paese. I criteri per definire se una persona sia integrata in Svizzera sono l’osservanza della sicurezza e dell’ordine pubblico, il rispetto dei valori della Costituzione federale, le conoscenze di una lingua nazionale, la partecipazione alla vita economica o l’acquisizione di una formazione, la promozione e il sostegno dell’integrazione dei familiari e la familiarità con le condizioni di vita svizzere. Chi ambisce alla naturalizzazione non deve peraltro esporre a pericolo la sicurezza interna o esterna della Svizzera.

Sezione della circolazione: sempre più servizi online

Sezione della circolazione: sempre più servizi online

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | La Sezione della circolazione amplia la propria offerta di servizi su internet: oltre alla possibilità di spostare gli appuntamenti per i collaudi, fissare le date di esami teorici e pratici e pagare tramite la fattura elettronica, sul sito web del Cantone è ora disponibile un formulario per modificare il proprio indirizzo.

A partire da subito, tutti i cittadini ticinesi possono notificare alla Sezione della circolazione in modo più semplice e rapido ogni modifica del proprio luogo di residenza.

L’utente, in futuro, dovrà quindi visitare la pagina www.ti.ch/circolazione e cliccare sulla sezione “Online” del menu orizzontale dove sono disponibili tutti i servizi usufruibili direttamente sul sito internet. La procedura guidata da seguire è semplice, rapida e intuitiva.

Si tratta di una delle procedure più frequenti per i titolari di una licenza, che – secondo la legge – sono tenuti ad annunciare il cambio di domicilio entro 14 giorni.

La semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato è un obiettivo strategico al quale il Dipartimento delle istituzioni ha dedicato particolare attenzione negli ultimi anni, e alcune delle principali innovazioni introdotte in questo ambito hanno interessato proprio la Sezione della circolazione. Il nuovo servizio web offerto ai cittadini è infatti il frutto del nuovo applicativo informatico introdotto dagli uffici di Camorino a fine 2014; come promesso, il nuovo sistema sta aiutando a semplificare e velocizzare i rapporti con l’utenza, grazie alla possibilità di introdurre facilmente moduli per il disbrigo di pratiche online, e fornisce un contributo concreto al contenimento dei costi.

 

Sindaci delle Tre Valli rassicurati

Sindaci delle Tre Valli rassicurati

Da LaRegione del 14 luglio 2016
Ieri Norman Gobbi ha garantito sostegno alle zone periferiche. Nuovi uffici previsti a Faido e a Biasca

I presenti hanno chiesto anche un incontro con tutto il governo per affrontare questioni riguardanti gli altri dipartimenti. Richiesta che il direttore del Di porterà all’attenzione dei colleghi.

Ieri, il consigliere di Stato Norman Gobbi , direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di), e la direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti , hanno incontrato a Bellinzona i rappresentanti dei Comuni della regione delle Tre Valli. Al centro della discussione le riorganizzazioni in atto, in particolare dei servizi della Divisione della giustizia, contenute anche nel pacchetto di riequilibrio delle finanze cantonali, la manovra di 180 milioni di franchi, presentata dal governo lo scorso aprile e ora al vaglio del parlamento. «Ritengo che sia stato utile incontrarsi – osserva Norman Gobbi – per discutere e dare una visione d’insieme, mostrando che anche se da un lato il Cantone deve risparmiare, dall’altro intende garantire un servizio di qualità alle regioni periferiche, dando sostegno con la dislocazione di servizi nelle Tre Valli». E lo spostamento da Bellinzona a Biasca del settore di back office della Sezione della popolazione ne è un esempio. Si tratta degli uffici – che contano una sessantina di dipendenti – in cui vengono analizzati gli incarti, mentre gli sportelli rimarrebbero in città per essere più centrali e raggiungibili dagli utenti. «Prima bisognerà però realizzare uno stabile amministrativo del Cantone in cui, oltre agli uffici della Sezione della popolazione, concentrare anche gli altri uffici cantonali che si trovano a Biasca», rileva Norman Gobbi. Spostandoci dalla Riviera alla Leventina, se per Faido da un lato si prospetta la chiusura dell’Ufficio registri di Leventina – oggetto anche di un’interpellanza in Consiglio comunale settimana scorsa – dall’altro sono previsti due nuovi servizi che porteranno circa venti nuovi posti di lavoro. Ovvero, nell’ambito degli Uffici di esecuzione, a Faido verranno creati due centri di competenza, il Contact center e il Centro cantonale dei precetti esecutivi. Il direttore del Di ha quindi tenuto a rassicurare i presenti sull’importanza delle regioni periferiche e ha ribadito la volontà di promuovere delle misure concrete per valorizzare le valli ticinesi.

Nell’incontro i rappresentanti dei Comuni delle Tre Valli hanno espresso diverse preoccupazioni, come le difficoltà a tenere il passo con la crescita demografica che si è verificata negli ultimi anni in Ticino. Per le zone periferiche l’obiettivo è che la popolazione continui a vivere e a lavorare in valle, ma per rimanere attrattivi e vitali, hanno evidenziato l’importanza di una visione strategica d’insieme. A tal proposito i rappresentanti dei Comuni delle Tre Valli hanno espresso la necessità di discutere anche questioni di competenza di altri dipartimenti, e hanno quindi richiesto un incontro con il governo. Richiesta che Norman Gobbi ha recepito favorevolmente. L’incontro si terrà molto probabilmente dopo l’estate.

LE REAZIONI
C’è soddisfazione ma un po’ di amarezza resta

Clima disteso e relativa soddisfazione da parte dei rappresentanti dei Comuni dopo l’incontro di ieri con il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Anche se un po’ di amarezza per la chiusura di alcuni uffici di valle resta. «Sono contento per metà – ci dice il sindaco di Acquarossa Odis Barbara De Leoni –, da un lato è chiara la necessità del governo di razionalizzare, ma dall’altro dispiace per gli uffici che chiuderanno e i posti di lavoro che andranno persi. La speranza è che con la decentralizzazione ne arrivino altri».

Un incontro positivo e utile che sarà importante organizzare anche con il resto del governo, come fa notare Loris Galbusera , sindaco di Biasca. «Chiaro, un po’ di dispiacere rimane perché in questi momenti di difficoltà le valli son sempre penalizzate», osserva. «Confidiamo che da parte del governo ci sia la volontà di sostenere le regioni periferiche con altri servizi o aiuti». Dal canto suo Roland David , sindaco di Faido, rileva che le prospettive emerse durante l’incontro sono state abbastanza rassicuranti e mitigano un po’ l’amarezza per la chiusura dell’Ufficio registri di Leventina. «Anche se perdiamo alcuni servizi di prossimità, perlomeno guadagniamo altri posti di lavoro di qualità», conclude il sindaco di Faido.

Aggregazioni : incontro con i sindaci dei Comuni del Luganese

Aggregazioni : incontro con i sindaci dei Comuni del Luganese

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha incontrato questa mattina a Lugano i sindaci e i municipali dei Comuni dell’area urbana di Lugano, per una riunione dedicata al Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Sono stati discussi i possibili scenari futuri per l’agglomerato. I rappresentanti degli enti locali hanno preso atto delle proposte e formuleranno le loro osservazioni entro la fine del mese di settembre.
La conferma dell’irricevibilità dell’iniziativa costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona» – sancita il 3 giugno scorso dal Tribunale federale – ha riattivato l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), in vista della seconda fase di consultazione, che avverrà nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda il Distretto del Luganese, nella prima fase di consultazione la proposta del PCA aveva suscitato contrarietà in particolare nei comprensori Medio Vedeggio, Capriasca e Luganese (area urbana), mentre erano stati maggiormente condivisi gli scenari relativi al Malcantone e all’Alto Vedeggio. Il Consiglio di Stato si era così impegnato – negli incontri avvenuti nel 2014 con i sindaci dell’agglomerato urbano e l’Ente regionale di sviluppo del Luganese – a sottoporre ai Comuni del Luganese nuovi possibili scenari di aggregazione, sostanzialmente diversi da quelli posti in consultazione nella prima fase.
Nella riunione odierna, il capo del Dipartimento ha dato seguito a questa promessa e ha ribadito ai sindaci dei Comuni dei comprensori di Capriasca, Medio Vedeggio e Luganese l’intento di fluidificare e promuovere le dinamiche di agglomerato, definendo il perimetro della città di oggi e quella di domani, oltre a eventuali altri comprensori. Nell’attuale proposta del Dipartimento delle istituzioni non vi è invece alcuna sostanziale novità per il Comune della Capriasca, mentre si propone di abbandonare il progetto aggregativo del Medio Vedeggio.
All’interno del comprensorio allargato dell’agglomerato luganese, oltre al Polo è stato quindi individuato lo spazio per ipotizzare la creazione dei due nuovi comparti «Collina Nord» e «Collina Sud», da realizzare eventualmente anche con la separazione degli attuali territori interessati. Queste proposte e aperture da parte del Dipartimento sono state accolte positivamente da alcuni sindaci in quanto danno seguito alle richieste e alle dinamiche già avviate tra alcuni Comuni.
Come ribadito nel corso della discussione, prima del consolidamento di queste ipotesi, il Dipartimento delle istituzioni ha ora chiesto ai Municipi dei Comuni coinvolti di pronunciarsi ufficialmente entro il prossimo 30 settembre.

Il Governo ratifica i conti consuntivi 2014 di Rovio

Il Governo ratifica i conti consuntivi 2014 di Rovio

Il Consiglio di Stato ha ratificato d’ufficio – con risoluzione governativa dell’8 giugno 2016 – i conti consuntivi del Comune di Rovio e della sua Azienda acqua potabile per l’anno 2014, che erano stati respinti dal Consiglio comunale nello scorso mese di marzo. Alla crescita in giudicato della decisione governativa, il processo di recupero dei noti ritardi contabili sarà in buona parte completato.

Anche per quanto concerne la funzionalità amministrativa, il Comune di Rovio si é nel frattempo dotato delle risorse necessarie per assicurare il corretto svolgimento delle mansioni affidate all’Amministrazione comunale; una condizione irrinunciabile per assicurare alla popolazione servizi efficienti. Possono dunque esser ritenuti sostanzialmente raggiunti gli obiettivi della risoluzione governativa del 4 maggio scorso con la quale il Consiglio di Stato, quale Autorità di vigilanza sui Comuni, aveva designato su proposta del Dipartimento delle istituzioni un Coordinatore dell’attività del Municipio.
Il Coordinatore Loris Zanni era stato designato dal Governo per il periodo maggio/dicembre 2015, e in seguito il Municipio di Rovio – in attesa del definitivo consolidamento dell’Amministrazione – aveva deciso di prolungare la collaborazione sino allo scadere della Legislatura, nello scorso mese di aprile, così da consolidare la situazione contabile e amministrativa del Comune.
La Sezione degli enti locali ha recentemente incontrato il nuovo Municipio di Rovio – eletto in occasione delle elezioni comunale del 10 aprile scorso – per condividere gli obiettivi del quadriennio appena iniziato. L’auspicio è che la vita politica del Comune, grazie al recupero delle procedure arretrate, al completamento dei ranghi dell’Amministrazione e all’impegno dei rappresentanti politici eletti, possa ritrovare i propri equilibri e guardare al futuro con fiducia e ottimismo, a vantaggio della popolazione.

Calcio d’inizio per Ticino2020

Calcio d’inizio per Ticino2020

dal Giornale del Popolo del 9 giugno 2016

Ieri a Massagno c’è stato il primo faccia a faccia sulla riforma tra il ministro Gobbi e i rappresentanti di tutti i Comuni del distretto. Le prime reazioni sono state positive

Euro 2016? No, Ticino 2020. Questa settimana alle nostre latitudini sicuramente l’evento non più atteso – ma comunque da sottolineare per le sorti del nostro cantone – è stato l’appuntamento che ieri sera, alle scuole comunali di Massagno, si sono dati il consigliere di Stato Norman Gobbi e i rappresentanti di tutti i Comuni nell’Ente Regionale di Sviluppo del Luganese (ERS-L). Un incontro che è stato il primo vero e proprio faccia a faccia tra il direttore del Dipartimento delle Istituzioni e i Comuni sulla madre di tutte le riforme, il cui scopo ultimo, ha ricordato Gobbi, «non è vedere chi ci perde o chi ci guadagna tra Cantone e Comuni», bensì «tornare a rispettare il principio di sussidiarietà alla base del nostro federalismo, che, ce lo riconoscono in tanti, finora è sempre stato efficiente. Ticino 2020 è la conseguenza della lettura che abbiamo fatto a livello cantonale di una realtà con dei Comuni sempre più diversi e non più tutti in grado di fare le stesse cose. Ciò ha portato a centralizzare, a un federalismo d’esecuzione. Un fenomeno che comporta dei malesseri i quali anch’io, che sono stato rappresentante di un Comune, ben conosco», ha concluso il ministro, ma non prima di ribadire che «Ticino 2020 è stato un progetto voluto, sviluppato e che da oggi in poi sarà applicato». Applicazione la cui direzione è stata affidata al capoufficio della sezione enti locali, Elio Genazzi, e, in rappresentanza dei Comuni, a Michele Passardi (si veda anche pagina 5). Proprio quest’ultimo ieri ha illustrato quali saranno i gangli vitali che dovranno essere toccati per rifondare i rapporti tra Cantone e Comuni e con quale tabella di marcia. «La revisione della perequazione e il riassetto istituzionale (che comprende in particolare il piano cantonale delle aggregazioni ndr) sono due aspetti distinti, ma che sono legati ». Spiegato in estrema sintesi, lo scopo della riforma Ticino 2020 sarà quello di ridistribuire i compiti tra i due livelli istituzionali (tendenzialmente più funzioni ai Comuni e meno al Cantone). «Ciò andrà fatto garantendo un corretto finanziamento a ciascuno, senza che nessuno si ritrovi in una situazione peggiore di quella attuale, e, soprattutto diminuendo globalmente la spesa pubblica o mantenendola al massimo uguale a ora. Per fare ciò bisognerà usare gli strumenti giusti, ovvero la perequazione diretta e la correzione dei moltiplicatori». Già perché, ha ricordato Passardi, attualmente i flussi, diretti e indiretti (questi ultimi andranno eliminati), tra Cantone e Comuni sono una giungla. Sotto la lente d’ingrandimento della riforma sono stati messi perciò, in «priorità 1», le questioni che competono previdenza sociale, assistenza, anziani, famiglie, scuola, mobilità e, per l’appunto la perequazione, ovvero i compiti condivisi più onerosi e che storicamente hanno creato più fibrillazioni tra gli enti di ogni livello. Ma oltre che sui punti sensibili, il Dipartimento delle istituzioni ha fatto chiarezza su quali saranno gli organi che dovranno chinarsi su questi e altri temi e quale sarà la tempistica con cui portare in porto Ticino 2020. Ciascuno di questi temi avrà un suo gruppo di lavoro (paritetico) ed «entro la metà del 2017 saranno presentate proposte di decreti legislativi e messaggi governativi, così da consentire entro il 2018 la discussione parlamentare su un primo pacchetto di misure per riorganizzare i rapporti fra il Cantone e gli enti locali e giungere all’applicazione progressiva entro il 2020», ha concluso Passardi, non senza prima ribadire che «certo, sono tempi lunghi, ma perché grandi verosimilmente saranno i cambiamenti in certi settori». Parole queste che hanno trovato il consenso anche di uno dei sindaci più sensibili su questo fronte, ovvero Giovanni Cossi di Vernate. «Parlando a nome dei rappresentanti dei Comuni paganti, sono estremamente soddisfatto, perché la revisione della legge sulla perequazione finanziaria intercomunale finalmente è stata messa sull’attico e non relegata al terzo piano». Positivo anche il commento a caldo del sindaco di Canobbio, Roberto Lurati. «Ho l’impressione che ora ci sia la volontà d’intraprendere un cammino nuovo. Comunque c’è una pecca: avrei voluto vedere in “priorità 1” anche altri temi ambientali che non siano solamente la mobilità». Infine un buon auspicio è stato espresso anche dal sindaco di Massagno, Giovanni Bruschetti, rieletto ieri sera alla testa dell’ERS-L. «Questa è una riforma di tutti, un progetto nostro, che merita di essere seguito con impegno da parte di ciascuno di noi». LE ALTRE NOMINE NELL’ERS-L: Sono stati nominati nel comitato direttivo (ridotto da 7 a 5 membri) anche Paolo Romani (sindaco di Novaggio), Franco Voci (municipale di Torricella- Taverne). Riconfermati Michele Foletti per Lugano e la sindaco di Collina d’Oro Sabrina Romelli (vicepresidente). Inoltre l’ERS-L ha una nuova direttrice: Roberta Angotti.

Grandi aggregazioni: Losanna boccia il Ghiro

Grandi aggregazioni: Losanna boccia il Ghiro

dal Giornale del Popolo del 4 giugno 2016, un articolo a cura di Nicola Mazzi

Il Tribunale federale, nell’audizione pubblica che si è tenuta ieri, ha dichiarato irricevibile l’iniziativa costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona».

Questa volta Giorgio Ghiringhelli non ce l’ha fatta. Il Tribunale federale (TF), nell’audizione pubblica che si è tenuta ieri, ha dichiarato irricevibile l’iniziativa costituzionale “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona”. Con questa decisione il TF ha confermato la decisione del Gran Consiglio, risalente al 2013, quando il legislativo aveva giudicato irricevibile la proposta costituzionale. Da parte del Tribunale con sede a Losanna è stato ribadito in particolare come il testo, che fu sottoscritto da 11.558 cittadini, fosse in conflitto con il diritto internazionale. In particolare fosse in contrasto con l’articolo 5 della carta europea dell’autonomia locale. Da noi interpellato, il responsabile del DI Norman Gobbi commenta in questo modo la decisione: «Era una decisione attesa in quanto chiarisce il modo in cui prosegui-re su un’altra iniziativa popolare e cioè quella della VPOD che diversamente dall’iniziativa Ghiringhelli coinvolge tutto il territorio cantonale. Credo sia stato questo l’elemento debole dell’iniziativa bocciata dal TF. Ma dovremo leggere le motivazioni dei giudici e da lì partiremo per l’analisi dell’iniziativa della VPOD e per consolidare il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) e il suo piano di attuazione. L’obiettivo del Cantone resta quello di stimolare le aggregazioni, ma esse possono sicuramente arrivare anche dal basso come è avvenuto nel Bellinzonese». Come aggiunge lo stesso Gobbi «il dossier è sul tavolo del CdS che dovrà esprimersi nelle prossime settimane. E prossimamente ci sarà anche un incontro con i Municipi del distretto del Luganese. Quindi dovremo elaborare un nuovo messaggio sull’iniziativa della VPOD e sul Piano di attuazione del PCA».