Risorse finanziarie solide per i Comuni delle valli

Risorse finanziarie solide per i Comuni delle valli

Dalla Voce di Blenio | di Norman Gobbi, Consigliere di Stato, Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Nella scorsa edizione della “Voce di Blenio” Tarcisio Cima, già capo dell’allora Ufficio delle regioni di montagna e quindi profondo conoscitore delle realtà delle nostre regioni, solleva la questione dei canoni d’acqua, e meglio del rischio di un netto ridimensionamento degli stessi, così come in discussione a livello federale. Cima riconosce, correttamente, “l’imbarazzo” della classe politica ticinese, combattuta tra il difendere un importante introito per il Cantone – e parzialmente per i Comuni – e la necessità di salvare la stabilità finanziaria delle Aziende idroelettriche e la loro capacità di mantenere e sviluppare gli impianti di produzione di energia. Queste ultime sono infatti un gioiello strategico non indifferente per il Ticino, oltre ad essere già oggi importanti attori economici e preziosi datori di lavoro nelle regioni di montagna.

Non è mia intenzione entrare in questo scritto nelle riflessioni sui canoni d’acqua, in quanto non di mia stretta competenza e ritenuto che, assieme ai colleghi del Consiglio di Stato, faremo tutto quanto in nostro potere per difendere gli interessi ticinesi.

Desidero invece ritornare sulla questione che più tocca i Comuni di montagna ticinesi. Secondo la Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI), ai canoni d’acqua è legato l’importo che il Cantone devolve a titolo di Contributo ricorrente per gli oneri derivanti dalla localizzazione geografica (che noi chiamiamo contributo “LocGeo”), nella misura in cui quest’ultimo equivale ben al 30% dei canoni incassati dal Cantone.

Cima definisce “improvvida e poco lungimirante” la decisione, risalente al 2010, di abbandonare la “Iniziativa di Frasco” e legare il contributo LocGeo all’ammontare dei canoni d’acqua, sia perché ciò avrebbe “scippato” una ventina di milioni all’anno ai comuni di montagna, sia poiché ora questi corrono il rischio di vedersi ridurre pesantemente il suddetto contributo.

Certo, col senno di poi lo si può ammettere.

Come lo stesso Cima scrive, va però ricordato che l’attuale impostazione è frutto di un compromesso con i fautori della “Iniziativa per la ripartizione dei canoni d’acqua tra Cantone, Comuni e Patriziati”, conosciuta appunto come “Iniziativa di Frasco”. Questa chiedeva di ripartire i canoni d’acqua in ragione del 30% al Cantone, del 5% ai Patriziati e del restante 65% ai Comuni: a tutti i comuni indiscriminatamente, in funzione della loro superficie. Quale sarebbe stato l’esito della votazione popolare sull’iniziativa se questa non fosse stata ritirata non possiamo saperlo, ma è ovvio che i Comuni correvano il rischio di restare con un pugno di mosche in mano.
Di sicuro, grazie al controprogetto indiretto deciso dal Gran Consiglio (che ha portato al ritiro dell’iniziativa), i Comuni delle valli hanno visto più che triplicare il contributo LocGeo, passato dai circa 5 Mio di allora, agli attuali 16.4 Mio (da notare che questi stessi comuni, fosse stata accettata l’iniziativa, riceverebbero oggi circa 27 Mio).

Questa iniezione di risorse, unitamente (in alcuni casi) ai risanamenti erogati in occasione delle aggregazioni, ha permesso un generale e netto miglioramento della situazione finanziaria dei Comuni valligiani, che hanno potuto in diversi casi ridurre i moltiplicatori di imposta, fino a quel tempo storicamente ancorati al 100%, pur mantenendo una buona capacità di fornire servizi e realizzare investimenti. Certo, si può sempre fare meglio, ma la soluzione trovata – sebbene complessivamente più modesta rispetto all’iniziativa – ha avuto il pregio di indirizzare in modo più mirato nuove risorse ai Comuni delle valli.

Ora rimane il problema delle conseguenze della riduzione prospettata dei canoni d’acqua sui Comuni. Da parte mia sono perfettamente cosciente di ciò che significa, e farò il possibile – assieme ai miei colleghi in Consiglio di Stato – per trovare una soluzione che mantenga l’attuale livello di risorse nelle zone periferiche, così come auspicato anche da Tarcisio Cima. Sono convinto che la risposta concreta, nell’ottica di una revisione generale del sistema di perequazione intercomunale, sarà uno dei risultati della discussione in atto tra Cantone e Comuni nel progetto Ticino 2020 (www.ti.ch/ticino2020). Infatti, le valli e i nostri Comuni di montagna anche in futuro avranno bisogno delle importanti risorse che oggi la LocGeo mantiene sul territorio di produzione idroelettrica.

Articolo: http://www.vocediblenio.ch/archivio.php

Gobbi: «A volte manca proprio l’ABC»

Gobbi: «A volte manca proprio l’ABC»

Dal Corriere del Ticino | Il doppio voto di una donna manda in tilt lo spoglio delle schede a Paradiso – Dal ministro critiche e frecciate Vismara attacca: «Il leghista non perde occasione per parlar male di noi» – La replica: «Facessero le cose bene»

I risultati di Paradiso, dove le urne si sono regolarmente chiuse a mezzogiorno, erano attesi per le 14. Massimo per le 14.30. E invece sono arrivati 5 ore dopo, quando l’orologio segnava ormai le 19.30 e in molti iniziavano a temere che anche questa volta – e sarebbe stato un vero terremoto – le elezioni di Paradiso sarebbero state invalidate. Perché tanto ritardo? Un’elettrice ha potuto votare due volte e, appena scoperta questa cosa, tra Paradiso e Bellinzona si è scatenato un mezzo finimondo. Cosa sia successo non è ancora completamente chiaro e sarà probabilmente al centro di accertamenti cantonali nelle prossime settimane. Pare che la signora, dopo aver ricevuto a casa il materiale di voto, si sia presentata in cancelleria dicendo di aver perso la carta di legittimazione (quella in cui figura il nome dell’elettore e che serve proprio a evitare che una persona voti due volte o per conto di terzi) e che in cancelleria le sia stata stampata una copia della carta di legittimazione senza però indicare che la stessa era una duplica. Una volta tornata a casa, la donna avrebbe ritrovato la carta di legittimazione originale. Da questo punto in poi le ricostruzioni dell’accaduto sono un po’ frammentarie (ed è anche per questo che l’Ufficio cantonale di accertamento vorrà vederci chiaro). Pare comunque che la donna abbia inviato due volte i suoi voti (utilizzando le due carte di legittimazione e – ma non ci sono conferme – forse utilizzando il materiale di voto di un parente) e che le sue schede siano finite nell’urna prima che gli addetti ai seggi controllassero i documenti di legittimazione. Solo a quel punto ci si sarebbe accorti che la donna aveva votato due volte. Una volta appurato ciò, gli addetti ai seggi di Paradiso hanno segnalato il caso all’Ufficio cantonale di accertamento, che ha convocato tutti nel pomeriggio a Bellinzona per un chiarimento e che, dopo una lunga camera di consiglio, ha deciso (visto che di un solo voto contestato si trattava) di dare comunque il via alla pubblicazione dei risultati. Questo non significa comunque che la vicenda sia conclusa.

«Ricorsi non da escludere»

«A volte manca l’ABC – ci ha spiegato Norman Gobbi , direttore del Dipartimento delle Istituzioni – e dovremo riaffrontare la formazione nell’ambito dei responsabili comunali proprio per evitare che queste situazioni incresciose, che gettano dubbi sul funzionamento delle elezioni, si ripetano».

Esiste dunque la possibilità che nei confronti del Comune di Paradiso vengano presi dei provvedimenti cantonali? «Dovremo discuterne con il cancelliere dello Stato (Arnoldo Coduri, ndr) per capire come agire con Paradiso e sapere esattamente cosa è successo. Perché è comunque un fatto increscioso, seppur isolato, e non si possono escludere eventuali ricorsi». Un fatto che segue il noto (e per certi versi storico, visto che nel nostro cantone l’ultima elezione annullata risaliva al 1854) invalidamento della consultazione di aprile 2016, in cui il Tribunale amministrativo cantonale aveva rilevato «gravi irregolarità riguardanti lo spoglio del 77% delle schede».

Il battibecco

Su questo fatto abbiamo chiesto un parere alla municipale Fulvia Guglielmini del PPD (che però si è trincerata dietro a un «no comment», dicendo che non spetta a lei esprimersi su questo fatto) e al sindaco del PLR Ettore Vismara , che ha attaccato il consigliere di Stato (tra i due, è noto, non scorre buon sangue): «La frase di Gobbi è l’esempio di come il ministro è maldisposto con Paradiso, di come cerca ogni occasione per parlar male di noi. Se un cittadino fa un errore non è colpa del sindaco o del Comune». Secca la replica del ministro: «Non è certo colpa mia. Facessero le cose in ordine, non dovrei parlar male di Paradiso». Una cosa è certa: eventuali ricorsi contro l’elezione di ieri – e ce lo ha confermato il municipale Antonio Gaggiano – non partiranno stavolta dalla Lega. Anche perché, verrebbe da dire, una nuova tornata elettorale porterebbe il PLR – visto come è andata ieri – a sei seggi in Municipio.

(Articolo J.R/GIU)

Anche nei nostri Comuni la Lega c’è! Dimostriamolo

Anche nei nostri Comuni la Lega c’è! Dimostriamolo

Da Il mattino della domenica | Fra due settimane l’appuntamento alle urne per le elezioni comunali differite

Domenica 2 aprile saranno chiamati alle urne i cittadini dei nuovi Comuni di Bellinzona e Riviera e (di nuovo) quelli di Paradiso. In queste settimane abbiamo conosciuto i volti e le idee dei nostri validissimi candidati, pronti a dare il loro contributo nei Municipi e nei Consigli comunali. Ora si tratta di votarli e farli sostenere: la Lega e le sue liste a favore dei nostri cittadini, sempre e comunque!

Per quanto concerne il Sopraceneri, mancano ormai solo due settimane all’appuntamento elettorale che interesserà da vicino gli abitanti delle nuove realtà di Bellinzona e Riviera. Due Comuni nati grazie a progetti aggregativi andati a buon fine – grazie anche al ruolo giocato dal mio Dipartimento – e che a breve vedranno quindi la loro concreta realizzazione.

Ci siamo, quindi! Tra le file del nostro Movimento vedo persone pronte a tutelare gli interessi dei ticinesi, con un occhio di riguardo per le peculiarità di tutti i territori che formeranno le nuove realtà comunali. Tra di loro tanti giovani e ciò mi rende felice. Ci saremo per Bellinzona, ma anche – e soprattutto – per Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonio e Sementina. A Riviera rappresenteremo con convinzione Cresciano, Iragna, Lodrino e Osogna. Siamo pronti a dare vita a un’amministrazione comunale davvero vicina ai cittadini, presente dove c’è bisogno, vicina alle esigenze e capace di fornire soluzioni concrete.

La Lega nasce proprio da questo: ascoltiamo le preoccupazioni dei Ticinesi, abbiamo la capacità e la voglia di dare voce alle necessità di ogni cittadino e agiamo portando soluzioni pratiche ai problemi. Il Comune è l’istituzione più vicina al territorio, ed è perciò essenziale che i rappresentanti dei Legislativi e degli Esecutivi comunali siano i primi ad avere un ascolto attivo e ricettivo, per poi sviluppare servizi adeguati ai bisogni del cittadino. I politici devono essere propositivi e la Lega lo è, ad ogni livello istituzionale.

Nei 26 anni di storia del nostro Movimento ci siamo fatti strada nella politica cantonale, continuando a coinvolgere chi voleva una politica concreta ma non aveva voce per farsi sentire. Abbiamo ottenuto il raddoppio in Consiglio di Stato, abbiamo portato gli interessi del Ticino a Berna con i nostri rappresentanti nel Parlamento federale. L’anno scorso abbiamo intercettato la fiducia in diversi Comuni, tanto nei Municipi come nei Consigli comunali, radicandoci in maniera capillare in tutto il nostro Cantone. La Lega è cresciuta, ma lo spirito leghista è rimasto intatto: incarniamo l’alternativa ai partiti storici, mettiamo sempre al centro i ticinesi e il loro bene, risvegliamo l’opinione pubblica sui temi importanti e scomodi per il nostro Cantone. La Lega c’è, ed è pronta a far breccia nel cuore e nella mente – delle nuove città ticinesi, per costruire insieme un Ticino sempre più solido e coeso, per il bene di tutti. Ciò che vogliamo per il futuro del Ticino è proprio questo: costruire Comuni forti, che possano essere partner affidabili per il Cantone. Solo con un Ticino più coeso e concreto potremo far sentire la nostra voce, sempre più forte, al di fuori dei confini cantonali, fino a Berna. Vogliamo quindi un’amministrazione comunale con basi solide, senza mai dimenticare i suoi quartieri perché la prossimità fra amministrati e amministratori è una delle nostre virtù più importanti.

Un sincero grazie quindi a tutti i nostri candidati leghisti che si sono messi a disposizione per i ticinesi a Bellinzona, Riviera e Paradiso. Meritano la fiducia degli elettori e sosteniamo senza tregua i loro sforzi, perché solo così potremo continuare a soffiare un vento di cambiamento!

NORMAN GOBBI, CONSIGLIERE DI STATO E DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DELLE ISTITUZIONI

“Da Vismara accuse fuori luogo”

“Da Vismara accuse fuori luogo”

Gobbi replica al sindaco di Paradiso che grida al complotto: “Non sono stato io ad annullare le elezioni”

“Le accuse del sindaco di Paradiso sono gratuite, infondate e fuori luogo.”

Così il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, da noi contattato, replica alle dichiarazioni del sindaco di Paradiso Ettore Vismara, che ha accusato lo stesso consigliere di Stato e il sindaco di Lugano Marco Borradori di aver annullato le elezioni comunali dello scorso mese di aprile nell’ambito di un complotto per forzare il suo Comune ad aggregarsi con Lugano (vedi articolo suggerito).

“Voglio ricordare che a stabilire l’annullamento delle elezioni comunali è stato il Tribunale amministrativo cantonale e non il mio Dipartimento” prosegue Gobbi. “Come tutti sanno la separazione dei poteri nel nostro Paese è sacrosanta. Nel Comune luganese si sono verificati gravi errori di procedura che hanno portato alla decisione del TRAM di invalidare l’elezione. Un fatto grave che ha intaccato un principio fondante della nostra democrazia: la sacralità del voto.”

Il consigliere di Stato ricorda poi che, peraltro, “il Municipio di Paradiso non ha inoltrato ricorso al Tribunale federale sulla decisione emessa dall’Autorità giudiziaria cantonale.”

“Le accuse del sindaco lasciano quindi il tempo che trovano” dichiara Gobbi. “Si tratta evidentemente di uno sfogo personale.”

“Vismara ha mischiato il discorso delle elezioni da rifare con i progetti aggregativi” afferma ancora il direttore del Dipartimento delle istituzioni. “Si tratta di una visione, quella delle aggregazioni, che abbiamo presentato nuovamente nei mesi scorsi ai Comuni degli agglomerati urbani del Luganese, del Mendrisiotto e del Locarnese per riaccendere il dibattito e sentire la loro opinione. Si tratta – come ho già detto più volte – di tracciare le basi per definire il Ticino di domani, un Ticino che sia competitivo e pronto a raccogliere le sfide future che si presenteranno.”

“Ma l’ultima parola” sottolinea in conclusione Gobbi, “non sarà la mia o quella dei sindaci: saranno le cittadine e i cittadini del nostro Cantone ad esprimere come previsto dal nostro sistema democratico.”

Da Ticinonews del 9 gennaio 2017

 

«Misure fiscali e sociali per non restare indietro»

«Misure fiscali e sociali per non restare indietro»

Dal Giornale del Popolo | Riforma III delle imprese – Ecco la strategia del Governo

Aliquota abbassata al 6%, moltiplicatori differenziati per i Comuni e maggior sostegno per famiglie con figli.

Sono quattro gli assi di intervento all’interno di un pacchetto di misure «equilibrato» pensate dal Consiglio di Stato per rispondere alla sfida della Riforma III dell’imposizione delle imprese. In votazione il prossimo 12 febbraio, la Riforma nasce dalle pressioni dell’OCSE e mira ad abrogare i regimi fiscali a statuto privilegiato. Solo nel nostro Cantone sono 1.355 le società di questo tipo – pari al 4,5% del totale – e generano un gettito di 165,6 milioni di franchi, ossia il 20% del gettito totale delle persone giuridiche. Queste stesse società, come ha sottolineato il direttore del DFE Christian Vitta si caratterizzano per un’elevata mobilità.

Facile quindi che, di fronte a condizioni economiche mutate, possano decidere di lasciare il Ticino per lidi fiscalmente più favorevoli. Così fosse, secondo le prime stime calcolate dal DFE, sul periodo 2019-2028 è ipotizzabile una riduzione media del gettito cantonale tra i 25 e i 35 milioni di franchi. Ma molto, come ha ribadito Vitta, dipenderà dal comportamento dei contribuenti. Per questo risulta fondamentale mettere in campo una strategia in grado di mantenere il Ticino attrattivo, soprattutto di fronte alle strategie «aggressive», come le ha definite il consigliere di Stato, ideate dagli altri Cantoni. Ecco allora la ricetta messa a punto per mantenere il Cantone competitivo. In primis ci sono delle misure a carattere federale, come il cosiddetto patent box, ossia un’esenzione massima del 90% degli utili relativi a diritti di brevetto, imputabili alle spese di ricerca. Il Governo intende inoltre defiscalizzare coloro che investono nelle start-up innovative.

Le imprese
A livello cantonale (secondo asse) si mira a ridurre l’aliquota sull’utile delle imprese dall’attuale 9% al 6%. Così facendo, l’onere fiscale complessivo diminuirà per le aziende dal 19,8% al 16,2%. Ma c’è di più perché le aziende potranno beneficiare di altre misure puntuali che permetteranno di attenuare ulteriormente l’onere fiscale, fissandolo al 14% (per i Comuni con moltiplicatore inferiore al 100% si scende al 13%). Una soglia che, ha ribadito Vitta, permetterebbe al Ticino di concorrere con i Cantoni di Ginevra e Vaud, dove la soglia è al 13-14%. Da menzionare pure l’introduzione del computo parziale dell’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale: in pratica, le società che realizzeranno utili potranno beneficiare di un’esenzione totale o parziale dell’imposta sul capitale. Per contro, in modo che qualche franco rientri nelle casse cantonali, si andrà piuttosto a colpire le persone fisiche tramite una riduzione della percentuale di sgravio applicata all’imposizione parziale dei dividendi da partecipazioni qualificate presso gli azionisti.

I Comuni
La Riforma III toccherà pure i Comuni, che hanno già manifestato qualche preoccupazione. Per questo, ha evidenziato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, è bene che vengano coinvolti nel progetto tramite apposite misure. Ed ecco quindi una grande novità: i Comuni avranno la possibilità di applicare un moltiplicatore differenziato per le persone fisiche e quelle giuridiche (senza tuttavia superare il 10% di differenza tra i due), alla stregua di quanto già avviene nel Canton Soletta, in modo da compensare i potenziali effetti negativi della Riforma su quei territori che ospitano diverse e importanti realtà industriali. Allo stesso modo è in atto, all’interno del progetto di Ticino2020, una riflessione volta a ridurre gli anni di computo per il calcolo del gettito medio di riferimento, in modo da meglio regolare il flusso tra Comuni riceventi e paganti.

La socialità
Ma la Riforma vuole essere anche attenta alla socialità, come ha spiegato il presidente del Governo e direttore del DSS Paolo Beltraminelli. Il sostegno, indirizzato soprattutto al ceto medio, ha spiegato Beltraminelli, sarà basato su quattro pilastri: aiuto alle famiglie dopo la nascita del primo figlio, estensione degli aiuti per strutture di accoglienza (asili nido, famiglie diurne), sostegno ai familiari che curano un congiunto e incentivazione delle misure di inserimento o reinserimento professionale. A favore della politica familiare e sociale saranno destinati 20 milioni, che potrebbero successivamente ammontare a 27. Come? Si preleverà un contributo supplementare (dello 0,15%) dalla massa salariale a spese dei datori di lavoro e che verrà riversato per il sostegno alle famiglie. Ecco quindi la necessità di continuare «il positivo clima di dialogo instaurato con le imprese» nell’ottica di un nuovo partenariato. Se da un lato infatti le aziende saranno sgravate, dall’altro verranno chiamate a contribuire alla socialità che, ha evidenziato Beltraminelli, «non può essere unicamente finanziata dal Cantone».

Insomma, quello presentato dal Governo, che dovrebbe sfociare in un messaggio nel giugno del 2017, vuole porsi quale «soluzione equilibrata» per garantire «parità di trattamento fiscale per le imprese, competitività e capacità innovativa per il Ticino, mantenimento e creazione dei posti di lavoro» ma pure un «riorientamento della politica famigliare e sociale». Presto per capire se vi sarà l’unanimità dei consensi all’interno dell’Esecutivo. Per ora, ha ribadito Beltraminelli, è emersa «l’apertura di tutti» per entrare nel dettaglio. Molto, però, dipenderà dall’esito della votazione. «Se non passa la Riforma in votazione», ha spiegato Vitta, «si andrà incontro a una fase di forte incertezza politica e, privi di un’adeguata programmazione, il Ticino corre il rischio di restare l’ultima ruota del carro». Col nuovo anno poi, ha spiegato Vitta, l’intenzione è di chinarsi sulla modifica della Legge tributaria.

Le reazioni politiche
Non si sono fatte attendere le prime reazioni politiche. Il PLR in una nota esprime il plauso al Governo per le misure elaborate, sottolineando come la riduzione dell’onere fiscale e gli incentivi mirati alle start-up innovative «costituiscono in questo senso delle misure chiave per aumentare l’attrattività del Cantone quale sede di imprese», definendo pure «un tassello importante» le misure di sostegno alla formazione e le iniziative per la politica familiare. Da parte sua, invece, il PS ritiene che le proposte del consigliere di Stato Vitta «dimentica i ticinesi in difficoltà», esprimendo inoltre il proprio disaccordo col fatto che il direttore del DFE abbia «approfittato» della carica pubblica «per fare campagna in assenza di contraddittorio».

L’unione fa la forza: Comuni forti per un Ticino forte

L’unione fa la forza: Comuni forti per un Ticino forte

Dal Mattino della domenica | Costruiamo insieme il Ticino di domani per essere più competitivi anche fuori dai confini cantonali

Tra una settimana esatta saremo tutti riuniti insieme ai nostri cari per fe­steggiare il Natale. Un appuntamento che ci rammenta che manca poco al termine del 2016. Per un politico è tempo di bilanci e di uno sguardo at­tento a quello che sarà il futuro. Tante le sfide e i progetti che hanno toccato il nostro Ticino nell’anno che sta per finire. Ripercorrendo i momenti sa­lienti non posso che soffermarmi sul mese di giugno, quando è stato inau­gurato il tunnel di base del San Got­tardo entrato in funzione qualche settimana fa. Un appuntamento con la storia e aggiungo io con il nostro fu­turo. Un collegamento che ha ridefi­nito la mobilità interna e ha portato il nostro Cantone a trovarsi molto più vicino al resto della Svizzera; un aspetto che rappresenta un’opportu­nità per rilanciare la competitività dell’economia ticinese a livello na­zionale e internazionale.

Oggi più che mai, con l’apertura del tunnel di base che ci avvicina al cuore della Svizzera, dobbiamo essere forti e compatti nel rivendicare oltre Got­tardo le nostre esigenze: non sono piagnistei come alcuni un po’ facil­mente li dipingono, dimenticandosi che siamo incastonati in una regione di una Penisola in grandi difficoltà economiche e occupazionali, e con oltre 60’000 frontalieri che varcano il confine ogni giorno.

Uno dei pilastri per rafforzarci, è quello di consolidare lo scheletro del nostro Cantone, costituito dai Co­muni. La geografia comunale è tor­nata d’attualità, dopo un periodo di relativa calma e assestamento. Il prossimo mese di aprile ci saranno le elezioni sia del nuovo Comune di Ri­viera e, qualche chilometro più a Sud, del nuovo Comune di Bellinzona: una sfida nuova e impegnativa, perché si tratta di avviare un’inedita realtà co­stituita da 13 ingranaggi, ovvero gli ex-Comuni. La Lega dei ticinesi potrà giocare la sua partita e rivestire un ruolo importante, proprio perché stiamo mostrando che anche a li­vello locale stiamo crescendo e svol­gendo egregiamente i nostri compiti. Anche nella valle del nostro Presi­dente del Gran Consiglio – Fabio Ba­dasci – il progetto per un Comune unico della Valle Verzasca è stato riat­tivato con convinzione. In Vallemag­gia, Valle di Blenio, Leventina, Valle di Muggio, Valle Onsernone e nelle Centovalli le esperienze sono state positive, a conferma di come sia l’oc­casione per i cittadini verzaschesi di dotarsi di un Comune solido e pro­mettente grazie alle proprie peculia­rità.

Le aggregazioni costruiscono un Ti­cino progettuale e forte, meno frazio­nato e legato alle solite beghe di quartiere. Si tratta di requisiti fonda­mentali per inserirci con forza e toni­cità nella concorrenza intercantonale che non fa sconti a nessuno.

Come Direttore del Dipartimento delle istituzioni sono convinto che Municipali e Consiglieri comunali – soprattutto i nostri! – sanno e sa­pranno promuovere i progetti di svi­luppo senza sottovalutare l’attenzione alle esigenze più pun­tuali e quotidiane dei Ticinesi, da Chiasso ad Airolo. L’esperienza mi – e ci – insegna che le opportunità superano abbondantemente i rischi che si celano dietro le aggregazioni. Certo, ci vuole rodaggio, fatica e ca­pacità di adattamento sia nelle Valli sia nei centri urbani.

Per ridare forza e futuro al nostro Cantone dobbiamo continuare con il cantiere del Ticino di domani, così come tracciato nel Piano cantonale delle aggregazioni. Un Ticino con più ossa e meno ossicini, equilibrato e agile, saprà rafforzare le sue realtà ur­bane e periferiche, guadagnando il peso che gli spetta e che spesso oltre Gottardo viene sottovalutato. Il no­stro peso sullo scacchiere svizzero ce lo riprenderemo, e partiremo dalle ra­dici del federalismo: Comuni capaci e vicini ai cittadini e ai loro bisogni.

NORMAN GOBBI, CONSIGLIERE DI STATO E DIRET­TORE DEL DIPARTIMENTO DELLE ISTITUZIONI

La Sezione degli enti locali incontra il Municipio di Paradiso

La Sezione degli enti locali incontra il Municipio di Paradiso

Dopo l’annullamento dei risultati delle ultime elezioni comunali per il Comune di Paradiso, la Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni si è incontrata oggi con il Municipio della località luganese; la riunione ha consentito di chiarire il margine di manovra del quale gli attuali organi comunali disporranno fino alle nuove elezioni, previste per il 2 aprile 2017.

Come noto, lo scorso 29 novembre il Tribunale cantonale amministrativo ha annullato i risultati delle elezioni del 10 aprile 2016 nel Comune di Paradiso; la sentenza ha inoltre stabilito che gli attuali Municipio e Consiglio comunale – nell’attesa di nuove elezioni – dovranno limitarsi ad atti di ordinaria amministrazione.

L’incontro odierno fra la Sezione degli enti locali e il Municipio si è quindi concluso con un accordo sul fatto che gli attuali organi comunali non potranno adottare decisioni di rilevanza politica; non saranno in particolare decisi e votati nuovi investimenti, né messaggi municipali che riguardino la legislazione comunale o il Piano regolatore. Eventuali eccezioni potranno essere prese in considerazione solo in casi di urgenza, da concordare con la Sezione degli enti locali. Ciò considerato, anche le decisioni prese dal Consiglio comunale nella seduta del 15 novembre 2016, non ancora cresciute in giudicato, saranno tenute in sospeso.

I preventivi per l’anno 2017 saranno per contro votati, considerando come – in linea di principio – il Municipio potrà in ogni caso operare solo per le spese la cui base legale è prevista da leggi, regolamenti, statuti e altre normative superiori. Entro il prossimo 31 maggio sarà poi stabilito anche il moltiplicatore politico d’imposta per l’anno 2017: la proposta sarà sottoposta al Legislativo dal nuovo Municipio, una volta effettuate le nuove elezioni comunali.

Paradiso: Tutto da rifare, elezioni annullate

Paradiso: Tutto da rifare, elezioni annullate

Dal Corriere del Ticino | Norman Gobbi «È stata intaccata la sacralità del voto» – Il direttore del Dipartimento delle istituzioni è categorico: «La sentenza non sembra lasciare grandi margini d’appello»

Il caso di Paradiso rappresenta un unicum nel Ticino moderno. Che idea si è fatto, leggendo la decisione del Tribunale amministrativo, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi? «La sentenza – ci spiega – non sembra lasciare grandi margini d’appello anche se non sta a me giudicare un’eventuale ricorso del Municipio di Paradiso al Tribunale federale». Gobbi sottolinea comunque come il Cantone aveva dato indicazioni chiare ai Comuni prima dell’appuntamento elettorale. «Abbiamo organizzato varie serate informative e anche realizzato un vademecum su come gestire i problemi. Ciò nonostante in alcuni Comuni sono state riscontrate mancanze da considerare comunque più che altro come delle bagatelle. Evidentemente quella di Paradiso è una situazione diversa. Si sono palesati gravi errori di procedura che hanno inficiato l’elezione e intaccato quella che secondo me è la cosa più importante in una democrazia: la sacralità del voto. Non si può vivere nel dubbio, leggendo la sentenza, che ci siano state crasse violazioni delle indicazioni cantonali». Un caso unico, si diceva, che comporta anche l’obbligo per il Municipio di limitarsi a portare avanti la semplice gestione corrente del Comune. E, essendo appunto un caso unico, non è ancora neppure completamente chiaro cosa questo significhi e chi deciderà cosa è gestione corrente e cosa no. «In realtà – spiega Gobbi – la sentenza mette dei paletti chiari: l’attività deve essere ridotta al minimo e la progettualità rallentata o fermata. E significa anche analizzare i messaggi già votati». La Sezione enti locali sarà dunque chiamata ad accompagnare il Comune in questo periodo. Ma il Municipio non potrà neppure concedere licenze edilizie? «Questo rientra nell’ordinarietà amministrativa trattandosi di decisioni tecniche più che politiche». «Una situazione analoga – spiega Elio Genazzi, responsabile proprio degli Enti locali – vale anche per i Comuni che non consegnano i preventivi. Situazioni simili, sì, anche se alla base ci sono motivi molto diversi». Per delle nuove elezioni a Paradiso si è valutata la data del prossimo 2 aprile (in concomitanza con le elezioni per la Grande Bellinzona e per il Comune di Riviera), ipotesi che ha però perso peso visto il ricorso del Municipio a Losanna.

Inferno elettorale a Paradiso

Inferno elettorale a Paradiso

Dal Giornale del Popolo | Il TRAM ha dato ragione al gruppo Lega/UDC/Indipendenti, annullando lo scrutinio dello scorso 10 aprile – Votazioni da rifare – Il sindaco Vismara: «Ci appelleremo al TF».

È una sentenza che ha messo il fuoco in Paradiso, quella emessa ieri dal TRAM: dando ragione al ricorrente Gruppo Lega/UDC/Indipendenti, annulla di fatto l’esito delle elezioni comunali dello scorso 10 aprile. Una sentenza clamorosa e, potrà sembrare
strano, anche una prima assoluta in Ticino. Tornando al 10 aprile di quest’anno, ricordiamo che il PLR a Paradiso aveva raggiunto la maggioranza assoluta con il 52,2% dei voti, seguito dal Gruppo Lega/UDC/Ind con il 21%, il PPD con il 14,8% e l’11,4% di PS e Verdi. Ma il Gruppo Lega/UDC/Ind aveva immediatamente segnalato delle irregolarità avvenute durante lo spoglio. In sostanza, il Gruppo aveva indicato («senza conoscere il risultato del voto, e dunque in buona fede», come osserva il TRAM), che alle operazioni di scrutinio dovevano essere presenti i delegati designati dai vari gruppi politici partecipanti alle elezioni. Ma così non è stato. «I ricorrenti – argomenta il TRAM – si lamentano di non essere stati preventivamente avvertiti che il 5 e l’8 aprile, ancora prima dell’apertura dei seggi, si sarebbe proceduto alla registrazione anticipata delle carte di legittimazione. Circostanza che non ha permesso loro di partecipare a questa attività, come invece previsto dalla legge». Insomma, «su un totale di 1.013 schede votate, almeno 781 sono state preparate per lo spoglio in modo irregolare», scrive il TRAM, e contate senza la presenza dei delegati. Ma il Gruppo contestava anche l’anomalia «riguardante le urne pervenute al seggio domenica 10 aprile, prive dei sigilli, e la chiave, che dovrebbe essere custodita in busta chiusa, si trovava nelle tasche della responsabile dell’Ufficio controllo abitanti». La sentenza del TRAM, anticipata dalla RSI, ha generato la reazione del sindaco di Paradiso Ettore Vismara, il quale ha convocato una seduta straordinaria di Municipio, laddove la maggioranza dei municipali ha deliberato un ricorso dell’Esecutivo al Tribunale federale. «Ribadisco che non ci sono state irregolarità importanti – dice Vismara – Ricorreremo al TF, anche perché sono molto sorpreso dalla sentenza emessa dal TRAM, arrivata dopo 6 mesi dal voto, quando l’assetto del nuovo Municipio è già piuttosto consolidato». Verdetto clamoroso, come detto, sfrecciato come un fulmine in Consiglio di Stato: «È una sentenza che non fa bene all’immagine delle nostre istituzioni – ci dice il consigliere di Stato a capo del DI Norman Gobbi – anche perché decreta la presenza di errori gravi di procedura. Si va quindi ad intaccare la sacralità del voto popolare alla base della democrazia. Dall’altro lato, ora, l’autorità cantonale dovrà seguire e accompagnare Paradiso in quanto autorità di vigilanza. Ma la sentenza ci richiama pure a una maggiore attenzione verso la formazione in questo campo, tenuto conto che altre piccole segnalazioni (di carattere decisamente meno grave) sono giunte da più Comuni. Occorre quindi maggiore professionalità a garanzia della nostra democrazia».

E ora che cosa succederà?
Come indicato dagli Enti locali, il Municipio di Paradiso dovrà ridurre le proprie attività al minimo indispensabile in attesa delle prossime elezioni, la cui data dovrà essere fissata dalla Cancelleria dello Stato. Elezioni che potrebbero avvenire il prossimo aprile in concomitanza con quelle per la Nuova Bellinzona e per Riviera ma, come ci spiega il cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, tutto dipende da eventuali ricorsi: «Prima bisogna aspettare che passino i termini di ricorso, che scade il 16 gennaio. Se nessuno farà ricorso, questo termine potrà essere anticipato, in caso contrario bisognerà attendere la decisione del TF». I due futuri nuovi Comuni hanno tempo fino al 23 gennaio per presentare le liste dei candidati, una deadline che per Paradiso rischia di essere risicata, dato che in caso di ricorso (annunciato appunto da Vismara, ndr) sarà molto difficile includere Paradiso nella tornata elettorale del 2 aprile». Insomma, avanti con le marce ridotte.

Lega: «Lezione di democrazia»
Il presidente del Gruppo, Antonio Caggiano: «Non ci sono stati né vinti né vincitori… ma una lezione di democrazia da parte del TRAM. Quello che abbiamo contestato è la forma con cui la votazione è stata eseguita, non la sostanza. Sull’esito del voto non abbiamo mai puntato il dito e non lo faremo mai». Caggiano lunedì s’insedierà in Municipio, al posto dell’uscente Stefano Magnoli, che aveva dimissionato proprio a causa delle irregolarità avvenute durante lo scrutinio.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la quinta e ultima seduta ordinaria del 2016 – la 42. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri e dal capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha anzitutto anticipato le implicazioni finanziarie che, a partire dal 2019, la Riforma federale III sulla fiscalità delle imprese avrà per gli enti pubblici ticinesi. Il Cantone prevede di adeguare il proprio tasso di imposizione delle persone giuridiche, per limitare le potenziali riduzioni del gettito legate alla partenza di aziende oggi insediate sul nostro territorio; gli orientamenti definitivi verranno presentati dal Governo a inizio anno, dopo il voto sul referendum lanciato a livello federale. Alla Piattaforma sono state presentate alcune ipotesi di lavoro che riguardano i Comuni, e che verranno approfondite nell’ambito della riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020».

Sono stati poi illustrati ai membri della Piattaforma i principi e i contenuti della nuova Legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti. Per i Comuni intenzionati ad allineare i propri sistemi retributivi al nuovo ordinamento cantonale, la Sezione delle risorse umane metterà a disposizione un servizio di consulenza e accompagnamento.
Il Dipartimento delle istituzioni ha in seguito sensibilizzato i rappresentanti dei Comuni riguardo all’importanza delle attività degli Uffici di controllo degli abitanti, elementi cruciali nella lotta ai soggiorni fittizi e agli abusi sul mercato del lavoro e nel settore sociale. È stata in particolare sottolineata l’importanza di una registrazione immediata dei cittadini stranieri che notificano la loro presenza sul territorio comunale, anche se sono in attesa di una decisione del Cantone sul rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

La Piattaforma ha poi affrontato il tema dei rapporti fra Comuni e gestori delle reti di distribuzione dell’elettricità, analizzando la controversia legata alla possibilità di addossare agli utenti finali il finanziamento della spesa per l’illuminazione pubblica. Se confermata dalle istanze superiori, la recente decisione del Consiglio di Stato – che ha annullato due Regolamenti che prevedevano questo genere di addossamento dei costi – potrebbe infatti avere conseguenze anche per altri Comuni. La richiesta rivolta alle autorità cantonali è che sia possibile giungere a una soluzione normativa che non penalizzi gli enti locali.

La Piattaforma ha inoltre designato i membri del Gruppo di lavoro incaricato di approfondire i passi necessari a introdurre anche nei Comuni – entro il 2019 – il nuovo modello contabile armonizzato MCA2, adottato dal Cantone a partire dal 2014. Riguardo al grado di avanzamento della riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020», la Piattaforma è stata infine aggiornata riguardo ai lavori del Comitato strategico e dei sette gruppi paritetici, che proseguono regolarmente.

La Piattaforma ha infine concordato il calendario delle sedute per il 2017. Il prossimo incontro è previsto per mercoledì 8 marzo.