Nominato l’addetto stampa del Ministero pubblico

Nominato l’addetto stampa del Ministero pubblico

Maggiore sinergia e nuova struttura fra Ministero pubblico e Polizia cantonale nell’ambito della comunicazione sui fatti giudiziari: Giovanni Mariconda è il nuovo addetto stampa del Ministero pubblico.

Nella seduta odierna il Consiglio di Stato ha nominato Giovanni Mariconda (39 anni, laureato in scienze della comunicazione e attualmente capo edizione e caporedattore delle cronache regionali, della cronaca nera e giudiziaria del Corriere del Ticino) quale nuovo addetto stampa del Ministero Pubblico, e opererà in seno al Servizio Comunicazione media e prevenzione della Polizia cantonale. Egli curerà in modo specifico i contatti con i media del Ministero Pubblico, nell’ottica di fornire una continuità al lavoro svolto sino ad oggi da Saverio Snider che il prossimo mese d’aprile andrà in pensione.

Nel corso degli anni Ministero pubblico e Polizia cantonale hanno vissuto diverse riforme nel loro assetto e nella loro struttura. Anche gli aspetti legati alla comunicazione, che assumono una sempre maggiore importanza, non sono immuni da un necessario adeguamento. Infatti, l’operato dell’apparato della Giustizia, in particolare Magistratura inquirente e Polizia cantonale, è sempre più sotto i riflettori mediatici, in un mondo dove l’informazione circola a ritmi ormai divenuti frenetici. Per rispondere in modo adeguato alle esigenze di disponibilità, tempestività e continuità del flusso d’informazione e per assicurare un punto di riferimento sia ai media sia ai cittadini, sulla base di un’intenzione comune del Procuratore Generale John Noseda e del Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, è stata decisa la creazione di questo nuovo assetto del Servizio comunicazione media e prevenzione della Polizia cantonale, che nella fattispecie operativa, costituisce pure una prima a livello svizzero.

La scelta relativa all’addetto stampa del Ministero pubblico è caduta su un giornalista, laureato in scienze della comunicazione, di provata esperienza anche nell’ambito specifico della cronaca giudiziaria: egli, grazie alle sue sicure competenze, potrà offrire un contributo significativo e costruttivo alla giusta attenzione che si deve dare ad un settore per molti versi assai delicato e in continua evoluzione e trasformazione.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per ringraziare Saverio Snider, attivo al Ministero dal 2011 quando entrò in vigore il nuovo Codice di procedura penale, per il lavoro svolto in questi anni con dedizione e sensibilità. Al neo assunto addetto stampa del Ministero pubblico Giovanni Mariconda il Governo formula i migliori auguri per la nuova e stimolante sfida professionale che lo attende.

Dal 1. luglio i controlli radar mobili saranno segnalati: ecco le modalità

Dal 1. luglio i controlli radar mobili saranno segnalati: ecco le modalità

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che – a partire dal 1. luglio – i controlli di velocità effettuati sulle strade ticinesi con apparecchi radar mobili saranno segnalati alla popolazione, secondo quanto recentemente stabilito da Governo e Parlamento. La Polizia cantonale pubblicherà un comunicato stampa ogni settimana, accompagnato da un messaggio sui propri profili in Facebook e Twitter e sull’applicazione per dispositivi mobili «Polizia e territorio».

Nell’aprile del 2016 il Gran Consiglio ticinese ha modificato la prassi in materia di
controlli di velocità sulle strade ticinesi, stabilendo il principio che la posizione degli apparecchi mobili deve essere segnalata. Dopo una serie di esperimenti sul campo e un confronto con le prassi in vigore in altri Cantoni, il Consiglio di Stato ha deciso che l’informazione agli automobilisti dovrà avvenire evitando di annullare completamente l’efficacia dei controlli. A questo proposito la Polizia cantonale e le comunali hanno negli scorsi mesi definito un coordinamento delle loro attività di controllo della velocità. Il nuovo sistema – che entrerà in funzione a partire dal 1. luglio – prevede perciò che ogni settimana vengano resi noti, tramite i canali ufficiali della Polizia cantonale, i Distretti e i Comuni nei quali saranno effettuati controlli della velocità tramite apparecchi mobili.

Nel dettaglio, settimanalmente entro le ore 18 del venerdì, saranno pubblicate le
informazioni sui controlli radar effettuati la settimana successiva tramite un comunicato stampa (sul sito www.polca.ti.ch) e messaggi sui profili Facebook e Twitter della Polizia cantonale, e sull’applicazione per dispositivi mobili «Polizia e territorio». Dalle segnalazioni saranno comunque esclusi i rilevamenti con vetture civetta e i controlli mediante pistola laser, che sono utilizzati solo per contrastare infrazioni gravi alla Legge federale sulla circolazione stradale. La nuova prassi non si applicherà inoltre ai controlli mobili sulla rete autostradale, considerato il parere negativo espresso dall’Ufficio federale delle strade (USTRA).

In generale, Dipartimento delle istituzioni e Consiglio di Stato concordano sul principio che la prevenzione sia lo strumento prioritario per ridurre gli incidenti stradali e per migliorare la sicurezza. La velocità eccessiva rimane una delle principali cause degli incidenti gravi e letali che si verificano sulle nostre strade, e il rispetto dei limiti è quindi un gesto che esprime anzitutto la volontà di tutelare la propria incolumità e di quella degli altri utenti della strada. Gli apparecchi mobili per il rilevamento della velocità sono un’opzione secondaria, che viene impiegata solo nei punti della rete stradale nei quali le misure di prevenzione non hanno ancora prodotto gli effetti auspicati.

La Polizia cantonale in un tweet

La Polizia cantonale in un tweet

Comunicato stampa della Polizia cantonale | Da oggi la Polizia cantonale sarà presente anche su Twitter per migliorare ulteriormente la sua comunicazione pubblica con la popolazione e con i media. Attività in continua evoluzione e che deve essere costantemente adattata. Twitter ha raggiunto un’importanza fondamentale per gli avvenimenti in tempo reale e per l’influenza che i suoi utenti esercitano nel web. Per questo motivo è stato ritenuto di primaria importanza, come richiesto dal Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi e dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, la presenza del Corpo su questo social media. Si tratta di un nuovo tassello social che si aggiunge all’ormai consolidata presenza della Polizia cantonale in Facebook, che ha permesso al Corpo di superare gli oltre 13’000 follower.

I recenti tragici fatti a livello europeo, quali calamità naturali e attentati terroristici, hanno dimostrato l’assoluta importanza della “comunicazione di emergenza” ed in questo contesto i social sono un ormai fondamentale veicolo di raccolta e diffusione di informazioni in caso di emergenze. Il loro uso va ad integrare la comunicazione e l’informazione tradizionale dei canali istituzionali semplificando il flusso di informazioni e riuscendo a raggiungere in tempi brevi un pubblico molto ampio. Grazie alle loro caratteristiche permettono anche di ottenere una comunicazione molto mirata, ad esempio grazie all’uso degli hashtag è possibile accedere in modo rapido a determinati post seguendo lo sviluppo e gli aggiornamenti di una situazione. In particolare Twitter grazie alla sua caratteristica di post real time (live twitting), alla messaggistica pubblica riesce a divenire un ottimo canale di comunicazione e informazione continua. Inoltre, permette di categorizzare i tweet, in altre parole i messaggi pubblicati, con gli hashtag rendendo possibile il canalizzare tutte le conversazioni relative ad un evento come una situazione di pericolo imminente.

Il profilo https://twitter.com/PoliziaTI consentirà agli utenti di seguire l’evolversi di un evento di emergenza, ottenere utili informazioni relative alla circolazione stradale nonché accedere ai temi d’attualità grazie ai comunicati stampa e ai testi di prevenzione pubblicati dal Corpo. Attraverso Twitter, utilizzato da numerosi media svizzeri ed esteri, gli interessati potranno consultare direttamente le informazioni a partire dal proprio computer o dal proprio cellulare. L’offerta globale delle informazioni divulgate dalla Polizia cantonale rimarrà comunque accessibile sul sito internet www.polca.ti.ch. Le risorse impiegate nella gestione del nuovo profilo Twitter della Polizia cantonale saranno quelle già attualmente presenti in seno al Servizio Comunicazione e Media del Corpo.

Il Dipartimento delle istituzioni online da 20 anni

Il Dipartimento delle istituzioni online da 20 anni

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Nella giornata odierna ricorre un importante anniversario per la storia del «Governo elettronico» nel nostro Cantone. Esattamente vent’anni fa, il 4 settembre 1996, il Dipartimento delle istituzioni pubblicò le sue prime pagine informative su internet – all’epoca consultabili digitando l’indirizzo http://www.governo-ti.ch – e attivò una serie di indirizzi di posta elettronica, offrendo ai cittadini una nuova forma di comunicazione diretta con alcuni servizi dello Stato.
Vent’anni fa solo 8’000 cittadini ticinesi erano dotati di accesso alla rete internet. Il Dipartimento delle istituzioni fu il primo a percepire le potenzialità di questo nuovo mezzo per avvicinare i ticinesi allo Stato e lanciò il primo sito dell’Amministrazione cantonale. Il neonato sito internet dava allora la possibilità di trovare indicazioni sulle nuove leggi cantonali e le procedure di consultazione, visualizzare elenchi telefonici e indirizzari dell’Amministrazione cantonale – e anche formulare richieste o inviare suggerimenti, grazie ad alcuni indirizzi di posta elettronica. Il successo fu immediato: già nelle prime due settimane dopo la pubblicazione, le pagine di www.governo-ti.ch registrarono oltre 18’000 consultazioni.
Nel corso dei successivi due decenni, la semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato grazie ai nuovi strumenti informatici è rimasta un obiettivo strategico per il Dipartimento delle istituzioni, che negli ultimi anni ha dedicato particolare attenzione allo sviluppo dei servizi di e-Government del Cantone.
Alcune delle principali innovazioni introdotte in questo ambito hanno interessato la Sezione della circolazione, che nel 2014 è stata dotata di un nuovo applicativo informatico e ha potuto notevolmente ampliare la paletta dei servizi offerti via web alla cittadinanza. L’ultima aggiunta, che risale a solo qualche settimana or sono, consiste nella possibilità di modificare online, tramite un formulario digitale, l’indirizzo personale che figura su patenti e licenze di circolazione.

Sezione della circolazione: sempre più servizi online

Sezione della circolazione: sempre più servizi online

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | La Sezione della circolazione amplia la propria offerta di servizi su internet: oltre alla possibilità di spostare gli appuntamenti per i collaudi, fissare le date di esami teorici e pratici e pagare tramite la fattura elettronica, sul sito web del Cantone è ora disponibile un formulario per modificare il proprio indirizzo.

A partire da subito, tutti i cittadini ticinesi possono notificare alla Sezione della circolazione in modo più semplice e rapido ogni modifica del proprio luogo di residenza.

L’utente, in futuro, dovrà quindi visitare la pagina www.ti.ch/circolazione e cliccare sulla sezione “Online” del menu orizzontale dove sono disponibili tutti i servizi usufruibili direttamente sul sito internet. La procedura guidata da seguire è semplice, rapida e intuitiva.

Si tratta di una delle procedure più frequenti per i titolari di una licenza, che – secondo la legge – sono tenuti ad annunciare il cambio di domicilio entro 14 giorni.

La semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato è un obiettivo strategico al quale il Dipartimento delle istituzioni ha dedicato particolare attenzione negli ultimi anni, e alcune delle principali innovazioni introdotte in questo ambito hanno interessato proprio la Sezione della circolazione. Il nuovo servizio web offerto ai cittadini è infatti il frutto del nuovo applicativo informatico introdotto dagli uffici di Camorino a fine 2014; come promesso, il nuovo sistema sta aiutando a semplificare e velocizzare i rapporti con l’utenza, grazie alla possibilità di introdurre facilmente moduli per il disbrigo di pratiche online, e fornisce un contributo concreto al contenimento dei costi.

 

«Gli occhi della Svizzera puntati sul Mendrisiotto»

«Gli occhi della Svizzera puntati sul Mendrisiotto»

Dal Giornale del Popolo del 25 agosto 2016 | Domani la trasmissione «Arena» in diretta dal Centro di Rancate – Un appuntamento da non perdere per capire la situazione dei migranti, anche in vista dell’apertura della nuova struttura.

Arena, la popolare trasmissione dedicata alla politica in onda settimanalmente su SRF 1, dedicherà la puntata di domani al tema dei migranti e sarà in diretta dal nuovo Centro unico temporaneo di Rancate. La struttura, presentata ieri alla stampa (si veda a pagina 8) è pronta da domenica 28 agosto ad ospitare fino a 150 persone. La notizia è stata pubblicata ieri dal «Blick» e sembra che all’origine della decisione ci sia stato un tweet del Consigliere nazionale PPD nonché municipale di Mendrisio Marco Romano. L’idea iniziale era di trasmettere la puntata da Como o da Chiasso, ma non sono stati trovati gli accordi necessari. L’invito totalmente informale del municipale di Mendrisio, avvenuto come detto tramite un cinguettio, è dunque stato immediatamente accolto dalla produzione televisiva: «Un plauso va sicuramente alla SRF: è un bel segnale. Del resto se il tema al centro della puntata era l’immigrazione, aveva poco senso trasmettere da Zurigo. Bisognava farlo nel Mendrisiotto, coinvolgendo i ticinesi che vivono da vicino la situazione e sono sensibili al problema. È giusto che i problemi vengano analizzati e discussi là dove sono». Marco Romano conferma anche la reazione tempestiva della SRF: «Il mio è stato davvero un suggerimento personale, una battuta. Ma pochi minuti dopo il mio messaggio su Twitter, il presentatore Jonas Projer mi ha telefonato, dicendosi interessato». Come detto, la puntata sarà dedicata al tema scottante dei migranti. Ospiti della trasmissione lo stesso Marco Romano, il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la consigliera nazionale Doris Fiala e il consigliere nazionale Balthasar Glättli. Quella di domani dunque non sarà solo una trasmissione tv, ma soprattutto l’occasione di mostrare a tutta la Svizzera interna la pressione con la quale sono confrontate le frontiere a Sud del nostro Paese. La tempistica, tra l’altro, non poteva essere delle migliori: il Centro di Rancate è ancora vuoto, ma ormai predisposto per accogliere i migranti da rimpatriare. La puntata di Arena andrà in onda domani, alle 22.25, su SRF 1.

AlpTransit – Al Governo il taglio del nastro

AlpTransit – Al Governo il taglio del nastro

Un articolo del Corriere del Ticino del 1. giugno 2016 a cura di Michelle cappelletti

Paolo Beltraminelli inaugurerà la galleria ferroviaria – Lo ha rivelato Norman Gobbi a Piazza del Corriere Il direttore delle Istituzioni su Renzi: «Un partner difficile, sembra un po’ gigione ma è molto vendicativo»

Anche il Ticino sarà protagonista all’inaugurazione odierna di AlpTransit: il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha rivelato ieri a Piazza del Corriere che il presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli taglierà il nastro dando il via alle celebrazioni della nuova galleria ferroviaria più lunga al mondo, anche se non terrà nessun discorso ufficiale. Dopo le rimostranze dell’Esecutivo gli organizzatori hanno deciso di dare una sorta di contentino al Ticino. «Può essere un segnale di distensione», ha aggiunto Gobbi sollecitato dal conduttore Gianni Righinetti : «Oggi verrà consegnata una forbice?». E Gobbi scherzosamente ha risposto: «Ho consigliato a Beltraminelli di portarne comunque una nuova in tasca». Ma al di là delle battute, il direttore delle Istituzioni ha ricordato che «si tratta di un’opera nazionale, anche se Ticino e Uri hanno sopportato il cantiere». Ricordando poi che pure «all’inaugurazione del primo traforo ferroviario del 1882 che si era svolta a Lucerna, il Governo urano non era stato invitato, salvo poi presentarsi di propria iniziativa e tenere un discorso». Ma il consigliere di Stato oggi a Pollegio si terrà al protocollo evitando azioni dimostrative.

Una bonifica da 57 chilometri
L’organizzazione per garantire la sicurezza nei giorni dell’inaugurazione del traforo, soprattutto oggi quando saranno presenti numerose personalità di spicco – tra cui il premier italiano Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande – rappresenta una sfida per le polizie cantonali di Ticino e Uri. «Ricordo che quando arrivò papa Wojtyla a Lugano, subito dopo l’attentato di Roma a piazza San Pietro, per garantire la massima sicurezza erano stati bonificati persino tutti i tombini dall’aeroporto di Agno fino a Cornaredo», ha spiegato Gobbi. «Per la festa del 1. giugno sono stati bonificati dagli agenti unitamente ai militari metro per metro tutti i 57 chilometri della galleria».

Casellario e dintorni
Ma AlpTransit non è stato l’unico tema posto sul tavolo da Righinetti. Il 1. giugno potrebbe infatti anche essere il momento propizio per discutere con Renzi della decisione del Governo di mantenere la richiesta sistematica del casellario giudiziale per i frontalieri, oltre magari a rispondere con una battuta alla gaffe relativa alla paternità di AlpTransit. «Renzi sembra un po’ gigione ma è molto vendicativo», ha sottolineato Gobbi, «è un partner difficile che porta però anche alla luce i limiti della capacità diplomatica svizzera. Abbiamo un sistema da Ancien régime in cui si fanno inchini e riverenze, mentre nel trattare con l’Italia occorrono maggior scaltrezza, durezza e qualche bluff». Insomma, sta dicendo ai colleghi bernesi che Renzi li sta fregando?, ha domandato con un pizzico d’ironia Righinetti. Ferma la risposta di Gobbi: «La dimostrazione è che nonostante sia in corso un trattativa fiscale, Renzi ha proposto una seconda voluntary disclosure».
Comunque, per il consigliere la misura del casellario giudiziale si è confermata efficace: «Sono stati rifiutati 33 permessi, ovvero 2 ogni 1.000. Può sembrare poco ma si tratta di persone che hanno commesso reati gravi». In relazione alle dichiarazioni del governatore della Lombardia Roberto Maroni che aveva definito il casellario giudiziale una «provocazione inutile che va cancellata», Gobbi ha sottolineato: «In Italia sono molto formali quando si tratta di principi, ma lo sono meno nella loro applicazione. Faccio fatica a comprendere questa condotta e poi il casellario è una piccola barriera che non limita l’Accordo di libera circolazione. Anzi, garantisce la sicurezza con un vicinato che non è privo di problematiche, tra cui ad esempio la criminalità organizzata».

Nelle domande ad ampio respiro di Righinetti c’è stato però anche spazio per le imminenti votazioni del 5 giugno, in particolare sulla tassa di collegamento: «Un leghista fa fatica ad approvare una tassa, non lo fa volentieri. Ma permette di migliorare la mobilità».

L’USI al servizio della Polizia cantonale in un workshop

L’USI al servizio della Polizia cantonale in un workshop

Giovedì 12 e venerdì 13 maggio l’USI ha ospitato gli Ufficiali della Polizia cantonale, che hanno frequentato un breve corso e un workshop ideati appositamente per loro dal prof. Paulo Gonçalves, direttore all’USI del Master of Advanced Studies in Humanitarian Logistics and Management (MASHLM). Il workshop aveva come obiettivo quello di trasferire al contesto ticinese alcune tecniche e metodologie di lavoro finora adottate nel campo dell’aiuto umanitario internazionale con lo scopo di applicarle concretamente in un altro settore, ossia nel miglioramento dei processi di collaborazione fra le diverse forze di polizia in Ticino.

L’iniziativa nasce dalla volontà del Comandante Matteo Cocchi di «trovare nuove metodologie di leadership per la Polizia cantonale, approfittando della qualità e dell’offerta che l’USI può vantare a tutto beneficio degli enti presenti sul territorio cantonale». Il corso, che per buona parte si è svolto nella forma di un workshop interattivo, si è basato su un approccio, ideato dal Prof. Gonçalves nell’ambito del suo programma di Master, grazie al quale le competenze e le esperienze dei partecipanti possono fungere da motore per lo sviluppo di soluzioni di pianificazione strategica. La particolarità di questo workshop interattivo è stato il suo carattere competitivo e cooperativo: i gruppi di partecipanti hanno formulato soluzioni che sono state messe a confronto e selezionate. Per il Prof. Gonçalves, «l’obiettivo di questa sorta di ‘torneo’ è di ottenere l’1% di idee ‘eccezionali’, per poi attuarle concretamente. Si arrivano ad esempio a stimolare fino a 300-400 idee per poi ricavarne tre o quattro che possono in seguito essere davvero applicate per migliorare la gestione delle situazioni di intervento. Più in generale, sviluppare processi e soluzioni significa imparare anche a stabilire delle priorità di azione». Gradita la visita durante i lavori del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, che ha salutato positivamente questa iniziativa di collaborazione tra l’USI e il Comando della Polizia cantonale.

Campagna informativa «Acque sicure»

Campagna informativa «Acque sicure»

In vista dell’estate 2016 ha preso avvio la campagna informativa «Acque sicure», con la quale il Dipartimento delle istituzioni intende tutelare la sicurezza dei residenti e dei turisti che frequentano fiumi e laghi del nostro Cantone.

La costante diminuzione di incidenti e morti nei corsi d’acqua ticinesi – legata anche alle campagne promosse negli ultimi 15 anni dalla Commissione cantonale «Fiumi ticinesi sicuri» – si è confermata anche nel 2015. Per quel che concerne i corsi d’acqua le statistiche hanno registrato un unico decesso contro una media di 5/6 negli anni peggiori; un calo particolarmente importante, alla luce dell’aumento dei bagnanti. Per contro, è rimasto elevato il numero degli infortuni: se da un lato desta attenzione l’aumento dei praticanti di sport estremi (canyoning, immersioni, canoa, tuffi grandi altezze, ecc.), anche nei laghi va mantenuta sotto controllo la condivisione delle acque tra le più svariate utenze, anche queste in crescita. I quattro annegamenti verificatisi nel 2015 nei laghi Ceresio e Verbano, con un andamento in controtendenza, indicano la necessità di mantenere alta la vigilanza. In generale, preoccupa infatti la noncuranza verso le regole basilari della sicurezza.
Da inizio 2016, nell’ambito del rinnovo delle Commissioni consultive del Consiglio di Stato per il quadriennio 2016-2019, il Governo – con l’intento di estendere la prevenzione anche alla balneazione nei laghi – ha costituito la nuova commissione “Acque sicure”, in sostituzione della Commissione cantonale “Fiumi ticinesi sicuri” che per più di un decennio si è dedicata con impegno e serierà alla sicurezza dei bagnanti su tutto il territorio cantonale.
È quindi partita in questi giorni la campagna di sensibilizzazione «Acque sicure», con affissioni in quattro lingue lungo le strade di tutto il Cantone. L’azione di prevenzione, che beneficia del patrocinio di Swisslos e si protrarrà sino all’inizio di ottobre, è organizzata dal Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Società di salvataggio svizzera, Ticino Turismo, l’associazione mantello delle aziende elettriche della Svizzera italiana (ESI), la SUVA e il Dipartimento della sanità e socialità. Il programma di prevenzione «Acque sicure» prevede – accanto ai manifesti – l’invio entro il mese di giugno di un opuscolo informativo a tutti gli attori turistici (alberghi, campeggi, enti turistici locali, cancellerie comunali, ecc.) e una campagna di informazione nei luoghi di ristoro durante tutta l’estate.
Per i mesi di luglio e agosto 2016 è stato poi confermato il servizio di pattugliamento giornaliero lungo i fiumi Maggia e Verzasca, a Ponte Brolla e a Lavertezzo. Una misura coordinata già da alcuni anni dall’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli, che si è rilevata molto efficace. Grazie alla collaborazione con le Officine idroelettriche, gli amanti del canyoning potranno sempre annunciare a infolines telefoniche la propria presenza nei torrenti per poter svolgere la propria attività in tutta sicurezza. A questo proposito si rammenta che il sito www.hydrodaten.admin.ch fornisce aggiornamenti in tempo reale sulla portata d’acqua di quasi tutti i fiumi in Svizzera.
Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia lacuale colgono l’occasione per invitare tutti i bagnanti alla prudenza: più che dalle leggi, la sicurezza dipende soprattutto dal buon senso e dalla responsabilità di ogni persona.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet www.ti.ch/acque-sicure.

«Strade più sicure»… anche a Carnevale

«Strade più sicure»… anche a Carnevale

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che anche per l’edizione 2016 del Carnevale Rabadan di Bellinzona sarà raddoppiata l’offerta del servizio di trasporto Nez Rouge, nell’ambito del programma di prevenzione «Strade più sicure». Accanto all’abituale postazione in partenza dalla Città turrita, nelle sere di giovedì 4, venerdì 5 e sabato 6 febbraio saranno inoltre a disposizione equipaggi supplementari alla stazione FFS di Lugano.

L’offerta speciale curata da Nez Rouge a Lugano è pensata per le persone che parcheggiano al «Park and Rail» della stazione FFS per recarsi al Carnevale bellinzonese con il treno, e che al ritorno nel Sottoceneri – per qualunque motivo – non si sentono di guidare l’automobile. Il servizio sarà in funzione nelle prime tre serate del Rabadan, dall’una di notte alle sei del mattino. Per approfittare del servizio basterà scaricare la App gratuita o chiamare il numero di telefono 0800 802 208.

L’iniziativa, promossa da «Strade più sicure», mira a ridurre il rischio di incidenti stradali durante il periodo del Carnevale, sensibilizzando in particolare i conducenti sull’importanza di non mettersi al volante se per qualsiasi motivo – stanchezza, alcool o semplicemente perché non si sentono sicuri – non sono più in grado di padroneggiare il veicolo. Non va mai dimenticato che la guida in stato di ebbrezza rappresenta tuttora la seconda causa di incidenti stradali nel nostro Cantone e la principale causa di mortalità tra i giovani conducenti; ciò, malgrado i positivi risultati ottenuti sul piano nazionale nell’ultimo decennio grazie alle modifiche normative – l’abbassamento tasso alcolemico massimo consentito alla guida, dallo 0.8‰ allo 0.5‰, ha infatti permesso di ridurre del 40% il numero di incidenti.

Le cifre sull’attività dell’associazione senza scopo di lucro Nez Rouge – a vent’anni dalla sua nascita – mostrano d’altra parte il crescente gradimento dei ticinesi per questa offerta: sono quasi mille gli utenti che hanno beneficiato del servizio gratuito di accompagnamento a domicilio durante tutto lo scorso anno, per un totale di oltre 24.500 chilometri percorsi. Nel solo dicembre 2015 i servizi effettuati sono aumentati del 59%, rispetto allo stesso mese del 2014; sono state riaccompagnate il 43% di persone in più, malgrado una riduzione del numero di volontari disponibili rispetto all’anno precedente. In netta crescita (+67%) anche le distanze coperte da Nez Rouge nel periodo festivo: gli equipaggi hanno infatti percorso 3.044 km in più di quelli effettuati un anno prima.

Proprio per il volume crescente della sua attività, l’associazione resta alla costante ricerca di nuovi volontari, in particolare nel periodo del Carnevale, per rispondere alle numerose richieste. Chi fosse interessato può annunciarsi all’indirizzo di posta elettronica info@nezrougeticino.ch.