Opere transfrontaliere, presto documento Ticino-Lombardia

Opere transfrontaliere, presto documento Ticino-Lombardia

Articolo pubblicato su www.laregione.ch

Fontana sull’evitare la ratifica dell’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri del 2015: ‘Una presa di posizione un po’ forte. Prima di eliminarlo, bisogna approfondirlo’

La notizia è di ieri: il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi (Forza Italia) ha scritto a Roma, invitando i presidenti di Camera e Senato a impegnarsi per evitare la ratifica dell’accordo sulla fiscalità dei frontalieri parafato nel dicembre 2015. «Ancora non conosco le ragioni alla base della presa di posizione di Fermi. Ne parlerò con lui. Così, di primo acchito, mi sembra la sua una presa di posizione un po’ forte», ha dichiarato stamattina a Bellinzona il presidente della Regione, il leghista italiano Attilio Fontana, nella breve conferenza stampa tenutasi al termine dell’incontro con il Consiglio di Stato.

«Io credo – ha aggiunto Fontana riferendosi all’accordo per ora solo parafato – che sia stato fatto un buon lavoro. E dunque ritengo che prima di eliminarlo valga la pena approfondirlo. Se vi sono dei punti che l’Italia non condivide, chiederemo al governo svizzero di discutere e affrontare insieme quei punti». La riunione a Palazzo delle Orsoline è cominciata poco dopo le 11: all’incontro con il presidente della Regione Lombardia ha partecipato una delegazione del Consiglio di Stato: oltre al presidente Claudio Zali, i colleghi Manuele Bertoli e Norman Gobbi. Presente pure il delegato del Cantone Ticino per le relazioni esterne Francesco Quattrini. Un incontro definito da entrambe le parti «proficuo, positivo», durante il quale è stato concordato l’allestimento di un documento su quelle opere infrastrutturali, di interesse comune, legate in particolare alla mobilità transfrontaliera e all’ambiente (leggi lotta all’inquinamento) che si intendono realizzare.

Il documento dovrebbe essere sottoscritto entro l’inizio dell’estate a Milano da Regione Lombardia e Canton Ticino. «Adesso la parola passa ai tecnici, che nelle prossime settimane dovranno individuare nel dettaglio temi e opere in cui è necessario investire – ha spiegato Zali –. Intanto è molto positivo  che vi siano le premesse politiche per redigere e firmare un documento del genere. È una novità rallegrante». E a proposito di opere, dopo il vertice con Fontana il presidente del governo ticinese mantiene ancora la sua proposta di congelare una parte dei ristorni derivanti dalla tassazione dei frontalieri, vincolandoli all’edificazione in Italia di infrastrutture che favoriscano la mobilità transfrontaliera? «Non ho motivo di toglierla, è pendente in Consiglio di Stato e ne parleremo: in ogni caso non è ostativa di quello che stiamo costruendo a partire da oggi – ha affermato Zali –. Durante l’incontro odierno l’argomento non è stato peraltro sollevato, tant’è che non viene percepito come un grosso ostacolo sul cammino che ci proponiamo di fare.  I temi che saranno al centro del documento, e per i quali vedo ora degli spiragli importanti, vanno ben oltre la questione dei 25 milioni di franchi che verrebbero trattenuti provvisoriamente. Per cercare di risolvere i problemi di cui abbiamo parlato stamattina occorreranno ben altre risorse e investimenti congiunti».

Il Consiglio di Stato in visita nel Canton Grigioni

Il Consiglio di Stato in visita nel Canton Grigioni

Il Consiglio di Stato si è recato oggi in visita in Mesolcina, rispondendo a un invito del Governo del Canton Grigioni.
L’incontro fra Esecutivi ha consentito di discutere svariati argomenti politici di interesse comune ed è iniziato con la visita ad una realtà imprenditoriale innovativa.
Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Manuele Bertoli e accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, è stato ricevuto oggi a Lostallo da una delegazione del Governo grigionese – il Presidente Mario Cavigelli, il vicepresidente Jon Domenic Parolini, e i Consiglieri di Stato Martin Jäger e Christian Rathgeb – accompagnata dal Cancelliere Daniel Spadin e dall’addetto alle relazioni esterne Carlo Crameri.
Durante la riunione politica che ha occupato la prima parte dell’incontro, i due Esecutivi si sono confrontati su numerose tematiche di interesse comune; fra queste il Programma d’agglomerato di quarta generazione del Bellinzonese, la situazione delle «società fittizie» in Mesolcina, la mobilità nella zona industriale di San Vittore e alcune misure per la promozione della lingua e della cultura italiana in Svizzera. La discussione ha toccato anche questioni relative al programma di politica regionale «San Gottardo 2020», le prospettive legate al risanamento della galleria autostradale del San Gottardo e il progetto di nuovo stabilimento industriale delle FFS.
All’arrivo in Mesolcina i due Governi sono stati salutati dal sindaco di Lostallo Nicola Giudicetti, dal vicesindaco Andrea Peduzzi e da Samuele Censi, Presidente della regione Moesa, e hanno visitato la sede della Swiss Alpine Fish AG, impresa locale che ha creato il primo allevamento indoor di salmoni in Svizzera. L’incontro si è poi concluso con un pranzo conviviale.
Al comunicato sono allegate alcune immagini dell’incontro, liberamente pubblicabili dai media con l’indicazione «Cancelleria dello Stato del Cantone dei Grigioni».

Rinnovo del mandato alla Pretore supplente di Leventina

Rinnovo del mandato alla Pretore supplente di Leventina

A partire dalla fine del mese di dicembre la Pretura del Distretto di Leventina riprenderà ad essere diretta dalla Pretore titolare Sonia Giamboni, congiuntamente alla Pretore supplente Elettra Orsetta Bernasconi Matti. L’avvocato Elisa Bianchi Roth terminerà quindi la sua attività di Pretore supplente.

L’avvocato Bernasconi Matti, unitamente all’avvocato Elisa Bianchi Roth, sono state designate dal Consiglio di Stato nell’ottobre del 2016, Pretori supplenti della Pretura del Distretto di Leventina nella misura del 50% ciascuna, in sostituzione della Pretore titolare Sonia Giamboni, assente per un congedo maternità. Il mandato assegnato loro è stato ripartito in base alle rispettive competenze, ovverosia l’avvocato Bianchi Roth con sede presso la Pretura civile di Faido e l’avvocato Bernasconi Matti presso la Pretura penale a Bellinzona.

La Pretore titolare Sonia Giamboni rientrerà in funzione a tempo parziale presso la Pretura civile di Faido a fine dicembre. A fronte della decisione del Consiglio della Magistratura di concederle un congedo non pagato nella misura del 50%, il Governo ha quindi proceduto a rinnovare il mandato quale Pretore supplente del Distretto di Leventina all’avvocato Bernasconi Matti con un grado di occupazione a metà tempo fino alla fine del mese di dicembre del 2018. Quest’ultima continuerà quindi la propria attività giudicante presso la Pretura penale.

Il Governo tiene a ringraziare sentitamente l’avvocato Elisa Bianchi Roth per il lavoro svolto con professionalità, impegno e serietà presso la Pretura di Leventina, rimarcando altresì come questa prima esperienza di condivisione di una carica giudiziaria, che ha comportato lo svolgimento a tempo parziale di una funzione giudiziaria, sia risultata positiva sotto vari aspetti. Un tema che verrà approfondito e discusso nel corso del prossimo anno da parte della Divisione della giustizia, nell’ottica di una maggior flessibilità in termini di tempo di lavoro dei Magistrati.

Imposte di circolazione 2018: prevista una diminuzione

Imposte di circolazione 2018: prevista una diminuzione

I correttivi introdotti a inizio 2017 nel meccanismo dell’imposta di circolazione hanno portato a un saldo positivo bonus-malus superiore di circa un milione di franchi, rispetto a quanto preventivato: in base al principio della neutralità finanziaria del programma cantonale di ecoincentivi, questo importo sarà ridistribuito nel 2018 agli automobilisti ticinesi. L’operazione comporterà dunque una leggera diminuzione delle imposte di circolazione, principalmente per la categoria più penalizzata lo scorso anno (121-130 grammi di CO2/km), ma anche per le altre categorie colpite da malus.

L’attuale sistema di calcolo per l’imposta di circolazione si basa sul principio degli ecoincentivi, che premia le automobili più efficienti. La crescita del numero di veicoli in circolazione nel nostro Cantone – che aveva portato con sé un aumento dei beneficiari degli «ecobonus» – aveva tuttavia reso sempre più difficile per il Cantone rispettare il principio della neutralità finanziaria del sistema di sovvenzioni, sancito nella Legge sulle tasse e imposte di circolazione. All’inizio del 2017 era quindi stato necessario intervenire – secondo le prescrizioni di legge – e adeguare i coefficienti che stabiliscono l’importo che ogni conducente è tenuto a pagare; questo aveva comportato un aumento dell’importo per alcune categorie di vetture.

Poiché nel 2018 il meccanismo dell’imposta di circolazione si baserà ancora sul principio degli ecoincentivi, nella seduta di ieri il Consiglio di Stato ha approvato una modifica del Regolamento di applicazione della legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore. Questa decisione permetterà di azzerare il saldo positivo registrato dal sistema: le eccedenze accumulate nel 2017, pari a circa un milione di franchi, saranno infatti redistribuite agli automobilisti del Canton Ticino, garantendo la neutralità finanziaria prevista dalla legge.

A beneficiare della compensazione finanziaria nel 2018 saranno in particolare i veicoli colpiti lo scorso anno da un forte aumento dell’imposta di circolazione, quali i veicoli con emissione di CO2 compresa fra 121 e 130 grammi di CO2/km. In questo caso il coefficiente di moltiplicazione passa da 1 a 0.95. Leggera riduzione anche per i veicoli colpiti da malus (emissione di CO2 superiore a 140 grammi): in questi casi il coefficiente di moltiplicazione viene ridotto di 0.02.

Il Consiglio di Stato ha inoltre confermato che per l’anno 2019 intende rivedere l’attuale formula di calcolo per le imposte di circolazione, dando seguito al progetto avviato nel 2016 dal Dipartimento delle istituzioni, con il coinvolgimento di tutti i principali attori del settore. Il Governo presenterà prima dell’estate del 2018 il messaggio destinato a tradurre in realtà la proposta finale del Gruppo di lavoro che è stato incaricato di sviluppare il nuovo meccanismo, proposta che cercherà ovviamente di tener conto dell’esito della passata consultazione e delle iniziative popolari pendenti.

Nominato il Capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione

Nominato il Capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione

Il Consiglio di Stato, nella seduta de 20 dicembre 2017, ha nominato il signor Christian Cattaneo quale Capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione.

Nato il 20 febbraio 1974 a Lugano, Christian Cattaneo è cresciuto a Melide; coniugato con Barbara e papà di Nicole, nel 1998 ha conseguito la laurea in informatica e matematica presso l’Università di Friburgo.

Dopo una prima esperienza presso una società di consulenza di Ginevra, Christian Cattaneo ha assunto nel 2000 il ruolo di relationship manager presso il Centro sistemi informativi fino al 2010, anno in cui è entrato nel Dipartimento delle istituzioni presso la Segreteria generale per la conduzione di progetti strategici tra i quali l’implementazione della rete radio di sicurezza nazionale Polycom utilizzata dalla Polizia cantonale e dagli altri enti di primo intervento nonché l’edificazione della nuova centrale comune di allarme e parallelamente l’adozione del nuovo sistema integrato di condotta utilizzato dalle principali forze dell’ordine attive sul territorio cantonale.

Nella sua funzione di capo progetto ha avuto modo di affinare le sue competenze nella pianificazione, nella gestione, nella conduzione, nel coordinamento e nel controllo delle attività dei progetti, nonché sviluppare buone capacità decisionali, di analisi e di sintesi. Inoltre la lunga esperienza presso l’Amministrazione cantonale gli ha permesso di acquisire una completa conoscenza delle procedure, questo garantirà quindi la possibilità di entrare in funzione dal 1° gennaio 2018. Nel suo nuovo ruolo Christian Cattaneo sarà inoltre chiamato a completare l’importante progetto di riorganizzazione in atto presso l’Ufficio tecnico e nel contempo garantire la direzione dell’Ufficio.

Infine il Consiglio di Stato coglie l’occasione per esprimere un pensiero di gratitudine all’attuale capo ufficio Alfio Ghidossi per l’impegno e la dedizione profusi durante la sua pluriennale esperienza professionale e per rivolgergli i migliori auguri di un sereno pensionamento e formula i propri auguri a Christian Cattaneo per la nuova sfida che lo attende all’interno dell’Amministrazione cantonale.

Polizia cantonale: nominati due nuovi Ufficiali e adeguato l’effettivo del Corpo

Polizia cantonale: nominati due nuovi Ufficiali e adeguato l’effettivo del Corpo

Nel contesto del progetto «Visione 2019» della Polizia cantonale – che ha sino ad oggi dato prova della sua bontà e che ha quale obiettivo primario quello dell’accrescimento della sicurezza dei cittadini attraverso l’adeguamento degli effettivi, la pianificazione logistica e l’ammodernamento dei sistemi informatici – il Consiglio di Stato ha nominato due nuovi Ufficiali di polizia. La loro entrata in funzione è prevista nel corso dei prossimi mesi. Oltre a queste nomine, è stato ulteriormente implementato l’adeguamento degli effettivi con ulteriori sei unità a tempo pieno, già deciso nel 2013 e che prevedeva un graduale aumento degli effettivi, pari a 50 agenti.

Andrea Wehrmüller dirigerà il I° Reparto di Gendarmeria del Mendrisiotto con il grado di capitano e subentrerà al capitano Edy Gaffuri che andrà al beneficio della pensione nel corso del prossimo anno. Classe 1971, Wehrmüller è entrato a far parte del Corpo di Polizia nel 1999. Durante la sua carriera ha lavorato nei ranghi della Gendarmeria e dal 2003 è entrato a far parte della Polizia giudiziaria. Attualmente ricopre la funzione di capo staff della Giudiziaria con il grado di commissario capo. Nella sua nuova funzione sarà chiamato a dirigere il Reparto che comprende i posti di principali di Chiasso e Mendrisio e ad assicurare la collaborazione operativa con le Guardie di confine della Regione IV e le polizie comunali dei Poli 1 e 2. La collaborazione transfrontaliera, vista il settore d’impiego degli agenti della Gendarmeria del Mendrisiotto, costituirà un ulteriore tassello della sua attività.

Alessio Lo Cicero dirigerà, in qualità di ufficiale subalterno con il grado di tenente, la nuova Centrale cantonale d’allarme (CECAL) subordinata allo Stato Maggiore Operativo della Polizia cantonale. Questa funzione sarà introdotta a partire dal 2018 nei nuovi organigrammi della Polizia cantonale, anche in previsione del trasloco e dell’entrata in funzione presso il nuovo stabile della CECAL, situato sul sedime dell’ex-arsenale a Bellinzona. Nuovo edificio che vedrà operare sotto lo stesso tetto agenti della Polizia cantonale e delle Guardie di confine della Regione IV, oltre ad ospitare gli uffici della Federazione Cantonale Ticinese dei Corpi Pompieri. Lo Cicero, classe 1985, ha ottenuto un Bachelor in economia aziendale presso la SUPSI nel 2007 ed in seguito un Master presso la facoltà di diritto e scienze criminali dell’Università di Losanna nel 2011. Dal 2013 opera in qualità di collaboratore scientifico presso la Polizia giudiziaria, ricoprendo diversi incarichi, in particolare legati allo sviluppo di nuovi progetti attinenti all’attività inquirente.

Queste nomine, così come l’adeguamento degli effettivi e la messa in funzione della nuova CECAL, sono un ulteriore passo verso il completamento della strategia adottata dal Dipartimento delle istituzioni e dal Comando della Polizia cantonale. Visione 2019 che ha portato, nel corso degli anni, risultati concreti quali l’ottimizzazione delle strutture, l’affinamento delle attività di prevenzione e operative, una maggiore collaborazione anche al difuori dei confini cantonali, migliorando l’efficacia e la qualità del servizio a tutela della sicurezza del nostro Cantone.

Nominato il nuovo responsabile dell’Ufficio del registro fondiario federale

Nominato il nuovo responsabile dell’Ufficio del registro fondiario federale

Nella seduta di ieri, il Consiglio di Stato ha nominato il Signor Valerio Salvi quale Capo dell’Ufficio del registro fondiario federale della Divisione della giustizia. Una nomina che s’inserisce nella riorganizzazione generale del Settore del registro fondiario e di commercio, approvata dal Consiglio di Stato lo scorso luglio.

Attinente di Blenio e domiciliato a Gambarogno, il Signor Valerio Salvi ricopre attualmente la funzione di Caposervizio presso l’Ufficio del registro fondiario federale. Classe 1963, coniugato e padre di 2 figli, ha conseguito l’attestato federale di capacità quale impiegato di commercio. A livello professionale, dopo aver svolto un’esperienza in ambito bancario, nel 1996 è entrato alle dipendenze dell’Amministrazione cantonale, nella quale ha operato all’interno dell’Ufficio del registro fondiario e della Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni.

In veste di Capoufficio, il Signor Valerio Salvi – che negli ultimi mesi ha già assicurato ad interim la direzione dell’Ufficio – condurrà l’attività dell’Ufficio del registro fondiario federale, che consiste principalmente nell’introduzione del registro fondiario federale, ossia il passaggio dal registro fondiario provvisorio (retto dalla legislazione cantonale), al registro fondiario definitivo (retto dal diritto federale e con pieno effetto di pubblica fede). Un’importante attività di cui beneficiano direttamente in particolare i Comuni. Nello specifico, ad oggi su 115 Comuni ticinesi 87 dispongono dell’intero territorio in regime di registro fondiario federale e 25 con parte del territorio. Per 3 Comuni interi e 41 parti di Comuni nei prossimi anni dovrà quindi essere completato il registro fondiario definitivo.

La nomina odierna s’inserisce nella riorganizzazione generale del Settore del registro fondiario e di commercio, oggetto di un recente messaggio governativo attualmente al vaglio del Parlamento (cfr. Messaggio n. 7372). Una riorganizzazione che prevede la creazione della Sezione dei registri, alla quale sarà subordinato l’Ufficio del registro fondiario federale, unitamente agli Uffici dei registri e all’Ufficio del registro di commercio.

Il Governo coglie dunque l’occasione per formulare al Signor Valerio Salvi i migliori auguri per questa nuova sfida professionale in seno all’Amministrazione cantonale.

 

Reati economici e finanziari: il Governo potenzia il personale

Reati economici e finanziari: il Governo potenzia il personale

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Il Consiglio di Stato ha approvato nella sua seduta odierna il consolidamento del personale ausiliario della Polizia giudiziaria: cinque unità sono confermate alla Sezione Reati economico-finanziari e una al Gruppo criminalità informatica (GCI). La spesa è già stata introdotta nel messaggio sul preventivo per il 2018. Il Dipartimento delle istituzioni preparerà entro la fine del mese di luglio del 2018 un rapporto nel quale approfondirà anche una serie di misure riorganizzative del settore sia in seno al Ministero pubblico che all’interno della Polizia cantonale.

Il Canton Ticino è toccato quotidianamente dalla criminalità legata a reati informatici, economici e finanziari, i quali sono dovuti anche alla sua posizione geografica a ridosso del confine italiano e alla precaria situazione sociale che interessa l’Italia. Nel 2016 le inchieste di natura economica e finanziaria aperte dalla Polizia cantonale ammontavano a 253. Per far fronte al crescente carico di lavoro e rimediare al ritardo accumulato nell’evasione delle pratiche, a partire dal 2014 sono stati assunti all’interno della Sezione Reati economico-finanziari e del Gruppo criminalità informatica alcuni collaboratori con lo statuto di “ausiliario” e con un contratto di lavoro a tempo determinato. Questo adeguamento temporaneo di personale ha fornito un supporto tangibile agli ispettori inquirenti nel recupero del lavoro straordinario accumulato e ha permesso di ridurre sensibilmente i costi per le perizie finanziarie del Ministero pubblico.

Alla luce del difficile contesto economico e della tendenza all’aumento dei reati economici, finanziari e informatici il Consiglio di Stato, in accordo con il Ministero pubblico, ha pertanto deciso di assumere definitivamente i sei collaboratori con contratto a termine, confermando la volontà di agire concretamente nell’arginare un fenomeno che tocca da vicino il settore economico e finanziario del nostro Cantone.

Il Consiglio di Stato, cosciente del fatto che occorre individuare una soluzione a lungo termine per far fronte all’incremento dei procedimenti per reati di natura economicofinanziario, ha incaricato il Dipartimento delle istituzioni di analizzare la situazione dell’Equipe finanziaria del Ministero pubblico (EFIN) e della Sezione Reati economicofinanziari della Polizia cantonale (REF) allo scopo di individuare una serie di misure di ottimizzazione, la distribuzione delle responsabilità a più livelli e la revisione dei flussi di lavoro per ottimizzare l’impiego delle risorse attualmente disponibili. Un rapporto sarà trasmesso al Governo entro il 31 luglio 2018.

Il Governo approva il credito di 3,3 milioni di franchi per la prima fase della strategia informatica della Polizia cantonale

Il Governo approva il credito di 3,3 milioni di franchi per la prima fase della strategia informatica della Polizia cantonale

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio che propone al Parlamento di stanziare un credito da 3,3 milioni di franchi per attuare la strategia informatica della Polizia cantonale: sarà così possibile concretizzare un primo pacchetto di misure per l’aggiornamento tecnologico delle forze dell’ordine, e completare il progetto strategico «Visione 2019» che consentirà alla Polizia cantonale di affrontare con gli strumenti adeguati le sfide in ambito di sicurezza che si presenteranno nei prossimi anni.

La decisione odierna del Consiglio di Stato conferma l’importanza di soddisfare le accresciute esigenze della Polizia cantonale in ambito informatico: un passaggio dovuto per consentire alle forze dell’ordine di tutelare la sicurezza di fronte alle nuove minacce e all’accresciuto livello di rischio internazionale – in particolare per quanto riguarda la lotta al terrorismo e la gestione dei flussi migratori. La strategia informatica delineata all’interno del progetto strategico «Visione 2019» e approvata dal Governo nel dicembre del 2014 verrà concretizzata in due momenti distinti con l’intento di assicurare un impiego adeguato, razionale e proficuo delle nuove tecnologie.

Grazie alle misure che saranno introdotte con l’attuazione della prima fase, la Polizia cantonale potrà in particolare contare su un aggiornamento tecnologico che interesserà anche la vita quotidiana degli agenti; il loro equipaggiamento di lavoro sarà infatti a breve arricchito anche da uno smartphone di servizio. La decisione del Governo è stata di optare per uno strumento al passo con lo stato attuale della tecnica, approfittando degli indubbi vantaggi dei nuovi dispositivi. Le forze dell’ordine avranno ad esempio accesso diretto ad applicativi che facilitano il lavoro sul terreno, e potranno comunicare in modo più rapido con i colleghi di altre Polizie; sarà infine aumentato il grado di prontezza degli agenti anche fuori dal servizio, grazie a sistemi di allarme più efficaci che potranno essere attivati in caso di emergenza. Inoltre, sarà anche possibile estendere il sistema informatico ABI per allineare le procedure ticinesi allo standard svizzero.

L’approvazione del credito di 3,3 milioni da parte del Consiglio di Stato è un ulteriore passo avanti per la Polizia cantonale, nell’intento di garantire alla popolazione ticinese più sicurezza sul proprio territorio e, di riflesso, una migliore qualità di vita. Le misure contemplate nella prima fase sono considerate prioritarie dalla Polizia cantonale; una volta concretizzate, saranno seguite da una seconda fase, oggetto di un futuro messaggio del Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato nomina Bernadette Rüegsegger responsabile del settore giuridico della Polizia cantonale

Il Consiglio di Stato nomina Bernadette Rüegsegger responsabile del settore giuridico della Polizia cantonale

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Il Consiglio di Stato ha nominato Bernadette Rüegsegger quale responsabile del
settore giuridico della Polizia cantonale, in seguito alla recente riorganizzazione
interna del servizio. Si tratta dell’undicesima funzionaria dirigente donna del
Dipartimento delle istituzioni, un dato che riflette l’impegno della Direzione
dipartimentale nel promuovere le pari opportunità tra i propri dirigenti.

In qualità di responsabile del settore giuridico della Polizia cantonale, Bernadette
Rüegsegger, avrà il compito di dirigere il servizio garantendo il supporto e la consulenza giuridica al Comandante e alla Direzione nonché a tutto il Corpo della Polizia cantonale.

Inoltre, tra le varie mansioni, dovrà anche rappresentare la Polizia cantonale davanti alle Autorità giudiziarie. Nata nel 1979 e madre di un figlio, dal 2014 è procuratrice pubblica al Ministero pubblico del Canton Zurigo. Dopo aver conseguito la licenza in diritto nel 2007 all’Università di Zurigo ha completato la sua formazione ottenendo una specializzazione in scienze forensi (nel 2011 il Certificato e nel 2013 il Master in Advanced Studies in Forensics) alla Hochschule di Lucerna. Una volta conclusi gli studi, dopo aver svolto due anni di pratica giudiziaria e una prima esperienza professionale, nel 2009, è entrata alle dipendenze del Ministero pubblico di Zurigo (Zürich-Limmat) in veste di segretaria giudiziaria e assistente del procuratore. Nel 2012 è invece passata, già quale procuratrice pubblica, al Ministero pubblico di Winterthur dove è rimasta fino al 2014. Bernadette Rüegsegger, oltre a essere perfettamente bilingue in italiano e tedesco, dispone di un Certificate of Proficiency in inglese.

Il Consiglio di Stato formula a Bernadette Rüegsegger i migliori auguri per la nuova sfida professionale che l’attende all’interno dell’Amministrazione cantonale.