Candidatura al Consiglio federale, sostegno del Governo

Il Consiglio di Stato ha comunicato ufficialmente – con una lettera al gruppo dell’Unione democratica di centro alle Camere federali – il proprio sostegno alla candidatura del Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi alla carica di Consigliere federale.

Nella lettera, il Governo ticinese ricorda che dal 1999 – con la partenza di Flavio Cotti – la Svizzera di lingua e cultura italiana non è più rappresentata in Consiglio federale, e sottolinea che questa assenza prolungata «non riflette l’identità e la forza del nostro Paese, da sempre distintosi per il rispetto delle diverse componenti culturali e linguistiche, il coinvolgimento delle minoranze e il rapporto costruttivo con tutti i Paesi confinanti».

Il Consiglio di Stato invita quindi il gruppo UDC a sostenere la candidatura di Norman Gobbi, nella convinzione che ciò assicurerebbe alle diverse formazioni politiche dell’Assemblea federale un apprezzamento e un margine di manovra più ampio al momento della scelta del candidato ideale per la sostituzione della Consigliera federale uscente Eveline Widmer-Schlumpf. Il Consiglio di Stato ritiene che Norman Gobbi – persona preparata in numerosi ambiti della vita pubblica sia sul piano cantonale sia federale – possa offrire un valido contributo in veste di Consigliere federale.

(18.11.2015)

Norman Gobbi, un véhicule politique «tout terrain» 

Norman Gobbi, un véhicule politique «tout terrain» 

Da 20 minutes l Ce membre de la Lega pourrait désormais devenir le premier Conseil fédéral de Suisse italienne depuis 1999, comme candidat de l’UDC.

Norman Gobbi, qui a grandi en Léventine, a gagné tôt déjà ses premiers galons politiques. A 18 ans, il entre dans la Lega, ce mouvement qui a totalement chamboulé les rapports de force politiques au Tessin depuis sa création. Trois ans plus tard, il entre au Grand Conseil. A 32 ans, il devient l’un des plus jeunes présidents du parlement tessinois dans l’histoire du canton.

Norman Gobbi est marié et père de deux enfants. Titulaire d’une licence en communication de l’Université de la Suisse italienne, il a travaillé comme conseiller en communication et marketing.

Les rouages de la Berne fédérale, Norman Gobbi les connaît par sa brève expérience de conseiller national: en 2010, il succède à la Chambre du peuple à Attilio Bignasca, le frère du fondateur de la Lega Giuliano Bignasca. Après une année seulement, il quitte le Conseil national, car il parvient, en 2011, à emporter un 2e siège au gouvernement tessinois pour le compte de la Lega.

Le dossier de la sécurité

Au Conseil d’Etat tessinois, il est depuis en charge du Département de la sécurité. Début 2015, il accède à la présidence du gouvernement. Il profite de cette fonction pour se faire entendre au niveau national. En avril, son département a décrété une mesure exigeant des frontaliers italiens et demandeurs d’un permis de séjour B au Tessin de produire un extrait du casier judiciaire.

Le Secrétariat d’Etat aux migrations (SEM) lui a alors signalé que cette pratique est illégale, car contraire à l’accord bilatéral sur la libre circulation et au droit européen. Norman Gobbi n’a pas changé d’un pouce sa position, encore confortée en septembre par le Parlement tessinois.

L’affaire des extraits de casier judiciaire a valu à l’ambassadeur de Suisse à Rome d’être convoqué au ministère italien des affaires étrangères pour s’expliquer. Ce litige a également des répercussions sur l’accord sur les frontaliers entre la Suisse et l’Italie, qui n’a pas encore pu être conclu.

Fermeture des frontières tessinoises

Norman Gobbi s’est également montré très ferme en juin face aux flux migratoires, lorsqu’il a exigé la fermeture de la frontière tessinoise.

A l’Expo de Milan, il a en revanche endossé ses habits d’homme d’Etat: il y a prononcé un discours à l’occasion de la journée du Tessin, alors que son parti avait lancé un référendum contre la participation du canton à l’exposition universelle.

Dans une interview parue lundi dans le «Corriere del Ticino», le président de l’UDC Toni Brunner atteste une grande collégialité à Norman Gobbi. Selon lui, le Tessinois «a toutes les cartes en main» pour accéder au Conseil fédéral. De plus, la constellation actuelle est particulièrement favorable à une candidature tessinoise, estime Toni Brunner, vu l’absence depuis seize ans d’un membre italophone au gouvernement.
(nxp/ats)

http://www.20min.ch/ro/news/suisse/story/Norman-Gobbi–un-vehicule-politique–tout-terrain–26635130

“Pronto a spostare massi”

“Pronto a spostare massi”

Da CDT.CH -di Gianni Righinetti l Gobbi a tutto campo sulla corsa al Consiglio federale: “Nell’incontro con Brunner abbiamo parlato in Schwiizerdütsch”

IRAGNA – È un Norman Gobbi rillassato, in formato domenicale, quelllo che il Corriere del Ticino ha incontrato ieri a margine di un pranzo familiare. Ma comunque determinato a non lasciare nulla al caso. Perché lui, in Consiglio federale ci vuole andare.

Il presidente dell’UDC Toni Brunner vorrebbe un ticket a tre per la corsa al Consiglio federale. Segno che al Ticino e alla sua candidatura tiene in maniera particolare?

«Indubbiamente il suo messaggio è positivo e forte. L’UDC riconosce l’importanza e la recettività del Cantone alla propria politica nazionale. La Lega è un partito cantonale e locale, l’UDC è il primo partito nazionale. Facendo un paragone con l’hockey, è un po’ come passare da un Farm team alla NHL».

Con Brunner stato un incontro formale o informale?

«Per rendere l’idea abbiamo parlato tutto il tempo lo Schwiizerdütsch. Entrambi siamo persone alla mano che sanno declinarsi in maniera istituzionale, ma anche goliardica. Sa, spesso mi dico che in politica troppi si prendono eccessivamente sul serio».

Ha già costituito un team di consiglieri e strateghi?

«Ho un team di supporto formato da ticinesi, ma anche da altre persone attive oltre San Gottardo».

Sabato, quando ha ufficializzato il suo sì, ha picchiato duro con i sui temi di battaglia. In particolare in materia di immigrazione ha ricordato che sull’idea di chiudere le frontiere «i fatti mi stanno dando ragione». Insomma, la candidatura non appiattirà la sua linea politica?

«La mediazione e la discussione sono strumenti di lavoro in qualsiasi esecutivo. Alla fine si tratta di raggiungere degli obiettivi. È ora di far capire al resto della Svizzera che il Ticino è un laboratorio, un precursore delle problematiche che poi toccano tutto il paese. Anche per questo sono convinto che sia arrivato il momento di avere un ticinese in Consiglio federale. Infatti quello che ho detto io in giugno sull’immigrazione, si sta concretizzando ora lungo la valle del Reno».

Ha quindi deciso di rimanere un «politico coraggioso» e di non annacquare un po’ il proprio vino?

«Il vino annacquato non mi piace. Dovessi venir proposto all’assemblea federale sul ticket UDC, dovrò convincere le altre frazioni della validità della mia chiara linea politica e del mio modo di lavorare in un esecutivo. Quello che dico è suffragato dai fatti. Sul casellario giudiziario 12.000 ticinesi hanno spontaneamente firmato una petizione a favore della misura da me introdotta. Dico che dobbiamo toglierci un po’ l’atteggiamento di sottomissione che talvolta impera a livello federale».

La sua discesa in campo ha provocato la reazione di Paolo Bernasconi e il sito BelTicino è uscito dal letargo. Anche il presidente ad interim del PS Carlo Lepori si è manifestato parlando di «candidatura scherzo» pro Battista Ghiggia. Come replica?

«Il candidato del PS Roberto Malacrida ha detto che in caso di sua elezione agli Stati mi voterebbe. Come ho detto più volte sono sempre stato a favore della libertà di opinione. Non intendo raccogliere inutili provocazioni. Io so ridere e scherzare, ma anche fare sul serio. Questa è una battaglia per tutto il Ticino. È un fatto storico: mai il nostro cantone ha lanciato nella corsa il presidente del Consiglio di Stato. C’è una grande energia e voglia del Ticino di tornare ad esserci e io sono pronto».

http://www.cdt.ch/ticino/cantone/142671/pronto-a-spostare-massi

Bundesratswahl: SVP-Chef schlägt Dreierticket vor

Bundesratswahl: SVP-Chef schlägt Dreierticket vor

Da SRF.CH l SVP-Parteipräsident Toni Brunner begrüsst die Nomination des Lega-Politikers Norman Gobbi für die Bundesratswahlen ausdrücklich. Der Tessiner Staatsratspräsident politisiere voll und ganz auf SVP-Linie.
Brunner will nun mit drei Kandidaten zur Wahl antreten. Weil die SVP als nationale Partei in allen Sprachregionen vertreten sei, «wäre es sinnvoll, der Bundesversammlung ein Dreierticket vorzuschlagen, mit je einem Kandidaten aus jeder Sprachregion», sagte der SVP-Chef der «SonntagsZeitung». Diese Idee gefalle ihm.

«Starkes Zeichen» aus dem Tessin

Die Kandidatur von Lega-Mann Gobbi, der am Samstag von der SVP Tessin offiziell nominiert wurde, macht laut Brunner Sinn: «Norman Gobbi war als Nationalrat in unserer Fraktion, und ich weiss, dass er keine einzige seiner Positionen aufgeben müsste, um unsere Partei im Bundesrat zu vertreten.» Wenn er es auf das Kandidatenticket schaffe, seien seine Wahlchancen «mehr als nur intakt».

Eine Kandidatur aus dem Tessin wertet Brunner als «starkes Zeichen»: Auch im Tessin wachse die SVP immer mehr. Und der Kanton sei sei vielen Jahren nicht mehr im Bundesrat vertreten.

SVP-Präsident des Kantons Tessin Gabriele Pinoja zusammen mit Lega-Mann Norman Gobbi an der Pressekonferenz zur Nominierung des Bundesratskandidaten.
Aus zwei Parteien aber einig: Gabriele Pinoja, Tessiner SVP-Präsident (links) und Lega-Politiker Norman Gobbi (rechts). Keystone

«Fusion wäre begrüssenswert»

SVP und Lega seien «eng verbunden», sagte Brunner weiter. Die beiden Parteien arbeiten schon länger zusammen, er würde eine Fusion begrüssen. Auf nationaler Ebene ist die Lega seit 2003 Teil der SVP-Fraktion.

Gemäss der Zeitung «Schweiz am Sonntag» hat der SVP-Parteipräsident den Tessiner Lega-Vertreter persönlich getroffen, um ihn von einer Kandidatur zu überzeugen. Das sagte Gobbi in einem Interview. «Wir wollten sicher sein, dass meine Kandidatur für die SVP Schweiz gemäss ihren Statuten und des Selektionsverfahrens korrekt und politisch vertretbar ist.»

In einem Interview mit dem «SonntagsBlick» schloss Brunner zudem erneut eine eigene Kandidatur definitiv aus. Auch Peter Spuhler stehe nicht zur Verfügung. Das Amt als Parteipräsident will Brunner aber behalten.

Brunner: “Gobbi è sulla linea dell’UDC”

Brunner: “Gobbi è sulla linea dell’UDC”

Da CDT.CH l Il presidente dell’UDC svizzera Toni Brunner accoglie con favore la candidatura di Norman Gobbi al Consiglio federale. Il partito, il nove dicembre, potrebbe presentare al parlamento una rosa di tre nomi, uno per regione linguistica.

“Accolgo con favore la candidatura di Gobbi, che si situa pienamente sulla linea politica dell’UDC”, afferma Toni Brunner in un’intervista alla “Sonntagszeitung”. “Lo dimostra la sua attività come consigliere di Stato, dove tra l’altro rivendica da tempo controlli alle frontiere”. Nella veste di consigliere nazionale Gobbi era inoltre membro del gruppo parlamentare UDC.

La candidatura ticinese, secondo Brunner, è un “segnale forte” e la “sostengo apertamente”, senza contare che il Ticino non è più rappresentato in Consiglio federale da molto tempo.

“Siamo un partito nazionale, presente in tutte le regioni, e sarebbe ragionevole proporre all’assemblea federale un triplice ticket, con candidati delle tre maggiori aree linguistiche. Questa idea mi piace molto”. Quanto alle reali possibilità di successo di Gobbi, Toni Brunner si mostra ottimista: “se riesce a entrare nel ticket” ce la può fare.

Oltre a Gobbi sono diversi i nomi che ricorrono più spesso nella corsa per il seggio lasciato vacante da Eveline Widmer-Schlumpf: si tratta dei consiglieri nazionali Albert Rösti (BE), Thomas Hurter (SH), Hansjörg Knecht (AG) e Heinz Brand (GR) e del “senatore” Hannes Germann (SH). Sul fronte della Svizzera romanda in prima linea vi è il consigliere nazionale Guy Parmelin (VD).

Le sezioni cantonali dell’UDC hanno tempo fino al 13 novembre per sottoporre le rispettive proposte alla commissione di selezione: spetterà poi al gruppo parlamentare UDC designare, una settimana più tardi, i candidati ufficiali al Consiglio federale.

Un sondaggio pubblicato oggi dal “SonntagsBlick” mostra intanto che gli svizzeri sono favorevoli a una doppia rappresentanza UDC in governo: il 61% degli interrogati giudica infatti questa opzione giustificata.

Gobbi: “Una scalata impegnativa”

Gobbi: “Una scalata impegnativa”

Da CDT.CH l È stata ufficializzata la candidatura ticinese al Consiglio federale – Attilio Bignasca: “È un treno che non possiamo farci sfuggire” – Battista Ghiggia: “È una corsa di tutti i ticinesi”

Il segreto (di Pulcinella) è stato svelato oggi pomeriggio a Bellinzona: Norman Gobbi correrà per il Consiglio federale. L’UDC svizzero ritiene che ci sia posto anche per un candidato ticinese nella corsa per la posizione al seggio lasciato libero da Eveline Widmer-Schlumpf, un Ticino che ormai da sedici anni non è più rappresentato in Governo. Il presidente UDC ticinese Gabriele Pinoja ha spiegato la genesi della candidatura Gobbi: “La sua candidatura è stata sostenuta da ambienti economici importanti del nostro Cantone. L’abbiamo proposta al nostro ufficio presidenziale e poi alla direttiva dell’UDC Ticino, che con un solo voto contrario e tredici a favore ha ratificato la candidatura, che è ora sul tavolo dell’UDC nazionale. Gobbi ha aderito all’UDC Ticino senza uscire dalla Lega. È un candidato dell’area UDC-Lega che rappresenta, per molti aspetti, il profilo ideale in vista del 9 dicembre prossimo: è conosciuto a Berna, dove ha molti estimatori e molti contatti, parla perfettamente le lingue nazionali ed è un alto graduato del nostro esercito”.

Attilio Bignasca, coordinatore della Lega, dice che questo è un momento storico: “È una candidatura forte quella di Gobbi, contiamo sull’aiuto di tutti per riuscire a far tornare il Ticino in Consiglio federale. È un treno che non possiamo farci sfuggire, se non dovessimo riuscire ad entrare in Governo questa volta potremmo dover aspettare ancora a lungo”.

Roberta Pantani, Consigliera nazionale leghista, ha affermato che quello di una candidatura al Consiglio federale è un treno che in Ticino passa solo ogni 30 anni: “Norman Gobbi è la persona giusta”.

Il neoeletto per l’UDC Marco Chiesa ha pure confermato il suo sostegno incondizionato alla candidatura di Gobbi.

“È una corsa di tutti i ticinesi, non della Lega e dell’UDC” ha aggiunto Battista Ghiggia, candidato al Consiglio degli Stati.

E poi finalmente ecco le attese dichiarazioni di Norman Gobbi davanti ad una folta platea entusiasta: “Sono grato all’UDC per aver pensato a me. Dal 2003 lavoriamo insieme a Berna noi della Lega e l’UDC, quindi a livello nazionale non c’è nessuna divisione”.

“Dopo lunga riflessione – ha aggiunto Gobbi – ho deciso di accettare la proposta di candidarmi all’UDC nazionale per correre. Ma è una scalata impegnativa, a partire dalla candidatura che dovrà essere esaminata inizialmente dalla commissione cerca dell’Unione Democratica di Centro. Sento di essere pronto per questa corsa, dopo vent’anni di politica attiva e l’esperienza come consigliere nazionale a Berna. Vent’anni sono tanti, a pensarci mi vengono i brividi”.

Gobbi ha ricordato di essere un profondo federalista e di voler affrontare la sfida difendendo il principio della sovranità e del federalismo: “Sento grande entusiasmo nel Paese per questa candidatura”.

Ma Gobbi ha ricevuto rassicurazioni da Toni Brunner su un eventuale ticket il 9 dicembre prossimo? “No, non è stato tema di discussione con Brunner: sarà dapprima la commissione cerca e poi il gruppo parlamentare a decidere su un ticket”.

Ma Gobbi di che partito affermerà di essere d’ora in poi? “Da domani sono un candidato dell’UDC al Consiglio federale e un Consigliere di Stato della Lega”.

Quindi si potrebbe d’ora in poi dire che l’UDC da oggi è rappresentato nel Governo ticinese grazie a Gobbi. A rispondere è stato il presidente Pinoja: “Formalmente noi ad aprile non siamo stati eletti quindi no, non siamo in Governo. In ogni caso collaboriamo bene da sempre con Gobbi”.

Le prossime tappe
13 novembre

Le sezioni cantonali dell’UDC hanno tempo fino a venerdì prossimo per presentare le proprie proposte. I possibili candidati vengono passati al setaccio dalla commissione cerca per assicurarsi che non nascondano scheletri nell’armadio (nel 2011 Bruno Zuppiger aveva dovuto ritirarsi in seguito a rivelazioni su scorrettezze fiscali).

20 novembre

Il gruppo UDC alle Camere federali (compresi i due leghisti e l’esponente del Mouvement citoyens genevois) interrogheranno gli aspiranti candidati, selezionandone con ogni probabilità due che diventeranno i candidati ufficiali (è possibile che si tratterà di uno svizzero-tedesco e di un latino).

Dicembre

Durante la prima settimana della sessione estiva gli altri partiti interrogheranno i candidati, decidendo poi la strategia da seguire il 9 dicembre, giorno in cui saranno eletti 7 consiglieri federali (i 6 uscenti che dovrebbero essere confermati e un volto nuovo).

Di Paride Pelli, foto A. Crinari

http://www.cdt.ch/ticino/bellinzona/142617/gobbi-una-scalata-impegnativa

“Pronto per la sfida”

“Pronto per la sfida”

Da RSI.CH l La candidatura di Norman Gobbi al Consiglio federale presentata ufficialmente sabato a Bellinzona

“La salita inizia ora ma sono pronto per la sfida”. Sono le parole di Norman Gobbi, che oggi sabato a Bellinzona ha confermato di aver accettato la sua candidatura in Consiglio federale da parte della sezione ticinese dell’Unione democratica di centro.

“I vertici nazionali ci hanno sollecitato più volte a presentare un candidato ticinese”, ha da parte sua spiegato il presidente cantonale Gabriele Pinoja davanti a numerosi giornalisti, aggiungendo che l’idea di proporre il ministro leghista è nata da alcuni ambienti politici ed economici locali. Il messaggio è poi stato portato al presidente nazionale Toni Brunner, che ha dato il suo assenso. La candidatura del capo del Dipartimento delle istituzioni e presidente del Consiglio di Stato è poi stata avallata dalla direttiva cantonale.

“Il treno che porta in Governo a Berna un ticinese passa ogni 30 anni”, ha affermato invece il coordinatore leghista Attilio Bignasca. “Dobbiamo essere uniti”, ha aggiunto.

“La distinzione fra Lega e UDC a livello nazionale non esiste”, ha aggiunto Gobbi, che pur avendo preso la tessera del partito continuerà a militare nelle file del movimento di Via Monte Boglia. “Abbiamo gli stessi valori”, ha aggiunto, citando come esempio la difesa della sovranità e di una Svizzera confrontata alla pressione migratoria in costante aumento.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Pronto-per-la-sfida-6384286.html

“Ci vuole qualcuno che regga alle pressioni esterne”

“Ci vuole qualcuno che regga alle pressioni esterne”

Da ticinonews.ch l La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ieri un po’ a sorpresa ha annunciato di non ripresentarsi alle prossime elezioni in Consiglio Federale. Alla ministra delle finanze è stato spesso rimproverato di non avere a cuore i temi del Ticino. Quali sono ora gli auspici per il nostro Cantone? La domanda è stata girata dai colleghi di Radio 3i al presidente del Governo cantonale Norman Gobbi.
“Bisogna riconoscere che la ministra grigionese non sia stata tanto attenta alle nostre necessità. Penso per esempio alla piazza finanziaria e all’abbandono molto rapido del segreto bancario che ha messo in grande difficoltà il settore bancario, soprattutto gli istituti di credito medio-piccoli della piazza finanziaria luganese. Ora è importante trovare qualcuno in grado di difendere questo tipo di attività, che sia anche attaccato a un certo orgoglio e sappia dire di no alle pressioni che arrivano dall’esterno sulla piazza finanziaria svizzera”.

Per il nuovo ministro delle finanze ci saranno sul tavolo molti temi aperti con la vicina penisola. Temi molto sensibili per il Ticino: “C’è l’accordo fiscale, l’accordo sui frontalieri e altri punti che rientrano nella road map” precisa Gobbi. “Il cambio in corso permetterà forse al Cantone di recuperare qualcosa che abbiamo perso durante le trattative, per esempio quanto il Ticino potrà trattenere delle imposte alla fonte. Ricordo che il Consiglio di Stato aveva chiesto di poter trattenere il 100%. I negoziatori avevano chiesto il 100%, in subordine anche l’80%, e ci hanno dato il 70%. Questo non è stato sicuramente un successo delle trattative, anzi è stato un fallimento”.

“In ogni caso il nuovo Consigliere federale dovrà essere un UDC” conclude il ministro. “Poi chi prenderà il Dipartimento federale delle finanze lo deciderà il Consiglio federale”.

In allegato l’intervista integrale di Radio 3i.

http://www.ticinonews.ch/ticino/255263/ora-qualcuno-che-regga-alle-pressioni-esterne