Visita alla Newsroom di Muzzano

Visita alla Newsroom di Muzzano

Da www.cdt.ch

Il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni ha assistito all’avvio della giornata lavorativa al CdT

Gradita visita, questa mattina a Muzzano, nella moderna Newsroom del Corriere del Ticino, da parte di Norman Gobbi. Il consigliere di Stato, direttore del Dipartimento delle istituzioni, per l’occasione accompagnato dal giornalista Gabriele Botti, membro del suo staff, ha salutato direzione e redazione, assistendo e partecipando alla prima riunione di giornata, quella «di avviamento» con la discussione sui temi da trattare e la loro successiva pubblicazione sul web, sul nostro sito cdt.ch, e sull’edizione cartacea.
Gobbi si è interessato in particolare agli strumenti di analisi dei dati sul nostro portale e al nuovo modo di fare giornalismo al Corriere, secondo il progetto «Digital first, smart print!» che nella sede centrale di Muzzano del Corriere ha preso avvio lo scorso 3 dicembre.

Progetto Lugano città aperta

Progetto Lugano città aperta

Comunicato stampa

Mercoledì 23 gennaio, in prossimità del Giorno della Memoria 2019, saranno presentati gli Atti del Progetto Lugano città aperta (Edizioni Città di Lugano, 2018, “Pagine storiche luganesi”).

L’evento, che si terrà nell’Auditorio del campus dell’USI a Lugano alle ore 10:30, è promosso dalla Fondazione “Federica Spitzer”, dall’Istituto di studi italiani dell’USI e dall’Archivio storico della Città di Lugano, con il sostegno del Dipartimento istituzioni del Canton Ticino e del Programma di integrazione cantonale PIC.

A sottolineare il convergere di intenti culturali e civili che hanno animato il progetto Lugano città aperta, l’evento si concluderà con la conferenza di un ospite d’eccezione, il Direttore del museo di Auschwitz- Birkenau, Piotr Cywinski.

All’evento porteranno il loro saluto il Rettore dell’USI Boas Erez, il Capo del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Sindaco della Città di Lugano Marco Borradori e il Presidente della Fondazione “Federica Spitzer” Moreno Bernasconi.

Nell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia, la Fondazione Federica Spitzer e la Città di Lugano hanno promosso una serie di eventi per valorizzare la tradizione umanitaria di Lugano e della Svizzera italiana verso chi ha subito l’oppressione politica, la persecuzione razziale e religiosa e la negazione della libertà.

Il progetto, culminato con l’inaugurazione di un Giardino dei Giusti al Parco Ciani, intendeva rendere omaggio a quattro figure di Ticinesi che con il loro impegno tangibile hanno contrastato l’oppressione e /o salvato la vita di chi era perseguitato. Sono raccolti nel volume i contributi delle conferenze dedicate a Francesco Alberti, Carlo Sommaruga, Anna Maria Valagussa e Guido Rivoir, assieme agli atti del convegno Lugano al crocevia. Esuli, esperienze, idee promosso in collaborazione con l’Istituto di studi italiani dell’Università della Svizzera italiana.

Programma

Ore 10.30 Saluti delle autorità
Rettore dell’Università della Svizzera italiana, Professor Boas Erez Capo del Dipartimento delle Istituzioni, onorevole Norman Gobbi Sindaco di Lugano, onorevole Marco Borradori
Presidente della Fondazione “Federica Spitzer”, Moreno Bernasconi

Ore 10.45 «Lugano città aperta» e «Lugano al crocevia»
Prof. Stefano Prandi, Direttore dell’Istituto di studi italiani (USI)
Prof. Giacomo Jori (USI), curatore del volume
Pietro Montorfani, Direttore dell’Archivio storico della Città di Lugano, curatore del volume

Ore 11.20
Conferenza di Piotr M.A. Cywiński, Direttore dell’Auschwitz-Birkenau State Museum

Per maggiori informazioni: http://www.fondazionespitzer.ch/lugano-citta-aperta

Discorso pronunciato in occasione della commemorazione del 70° del Consiglio comunale di Canobbio

Discorso pronunciato in occasione della commemorazione del 70° del Consiglio comunale di Canobbio

13 gennaio 2019

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori,

vi saluto a nome del Consiglio di Stato, che oggi, in questa occasione di festa, mi pregio di rappresentare.

Prima di tutto… Buon compleanno! Spegnere 70 candeline vuol dire tagliare un traguardo importante e anche ricordare nel modo opportuno le centinaia di persone che in questo periodo si sono messe a disposizione della collettività di Canobbio. Ringrazio quindi i consiglieri comunali di oggi e rivolgo un pensiero di grande gratitudine anche a chi ha svolto con dedizione questo compito in un passato più o meno recente.

Cosa significa essere “consigliere comunale”? Tante cose. Prima di tutto, personalmente lo considero un atto di vera e propria generosità nei confronti dei propri concittadini, ai quali si consacrano tempo ed energia nell’ottica di garantire una crescita armonica e coerente del Comune di appartenenza. Lo è ancora di più in un’epoca come la nostra, caratterizzata da una certa disaffezione alla cosa pubblica e dalla tendenza a non partecipare attivamente alla vita politica locale. Il consigliere comunale ha quindi tutta la mia stima: la vitalità, l’intraprendenza e il dinamismo di un Comune dipendono anche moltissimo da lui. In ogni angolo del nostro Cantone ci sono ovviamente delle belle eccezioni, ma la realtà ci mostra quotidianamente quanto non sia affatto semplice trovare persone disposte a mettersi in gioco e ad esprimere pubblicamente opinioni, progettualità, critiche e idee. Essere “consigliere comunale” sottintende pertanto una profonda passione (spesso ereditata da un famigliare), un elevato entusiasmo e la volontà di attivarsi per gli altri e, di riflesso, per il proprio Comune. Con la carica di consigliere ci si prende a carico una grande responsabilità: si diventa infatti il rappresentante dei cittadini nell’organo legislativo comunale, si assume un delicato ruolo a nome di chi ha avuto fiducia in te, votandoti, ma anche di chi ha scelto altri candidati. Si rappresenta un partito o un movimento, certo, ma soprattutto si entra a far parte del “meccanismo comunale”.

Per chi è attivamente interessato alla vita del proprio Comune, si tratta del primo passo nella politica attiva: un passo che potrebbe anticiparne altri e che potrebbe condurre a livelli politici superiori. Essere “consigliere comunale” significa quindi anche intraprendere un corso formativo, una sorta di apprendistato, una “carriera”: da qui la necessità di essere persone aperte, propositive, collaborative, ma anche informate, proattive e interessate a ciò che le circonda. Buoni consiglieri comunali costruiscono, assieme a buoni municipali, un Comune altrettanto buono, dinamico e moderno. I buoni consiglieri comunali sono sempre anche dei buoni cittadini, il che garantisce un valore aggiunto significativo e di qualità all’intera comunità.

Il Consiglio comunale è la palestra ideale del dibattito politico: qui – in uno dei tre livelli costituzionali della nostra Confederazione – si apprende il confronto con gli altri, la difesa delle proprie idee e il sostegno delle proprie tesi. Si impara l’arte e la bellezza del dialogo. Si apprende il valore della collaborazione, tanto con il Municipio, quanto con i colleghi, le autorità cantonali, i cittadini, i Patriziati, le Associazioni e via dicendo. Il tutto secondo regole stabilite che, nel caso specifico, si basano – come ben sapete – sulla Legge organica comunale.

Negli anni il Comune ticinese ha mutato radicalmente volto. Focalizziamo la nostra attenzione su quanto è accaduto soltanto negli ultimi 20-25 anni: in questo lasso di tempo relativamente breve, la mappa dei Comuni è stata ridisegnata in ossequio alla visione cantonale della politica aggregativa e dei suoi obiettivi a medio-lungo termine che ha quale perno centrale la rivitalizzazione e l’attribuzione al Comune di maggiore autonomia. Stiamo assistendo a varie trasformazioni, che hanno mutato le realtà locali e che possono essere riassunte attraverso alcune cifre significative: all’inizio del millennio i Comuni erano 245, ora sono 115 e in un futuro non lontano il loro numero potrebbe scendere a 107; nel 2000 la popolazione media era di poco superiore ai 1’200 abitanti, mentre oggi se ne contano quasi 3’100; le risorse fiscali medie pro capite sono passate da 3’397 a 4’129 franchi. Cambiamenti macroscopici che stanno interessando tutto il nostro Cantone e ai quali assisteremo anche in futuro, così come indicato nel Piano comunale delle aggregazioni (PCA). Confermo anche in questa sede che niente verrà imposto dall’alto e che ogni e qualunque progetto dovrà giocoforza partire “dal basso”, quindi dalla volontà politica locale. Il che garantirà la creazione di Comuni forti e di un Ticino ancora più performante, a tutto vantaggio – se vogliamo ulteriormente ampliare il discorso – del nostro amato Federalismo, la cui struttura è retta proprio da una solida tradizione ancorata alla popolazione.

Insomma, molto è cambiato. Ma le caratteristiche elettive del consigliere comunale o, più in generale, dell’uomo politico, non hanno per nulla perso il loro significato originario: senza passione, generosità ed entusiasmo non si andava molto lontano 70 anni fa come non si va da nessuna parte ai nostri giorni. Aggiungo un’ultima parola: orgoglio. Siate sempre orgogliosi di quanto fate! Difendete con convinzione e coraggio le vostre idee, ma siate anche pronti a modificare la vostra opinione, aprendovi – se del caso – a soluzioni alternative.

Best of “Ogni centesimo conta”

Best of “Ogni centesimo conta”

Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/play/tv/video-la1-rsi/video/best-of-ogni-centesimo-conta?id=11199394&station=rete-uno

 

“361’483 volte grazie”

Conclusa con successo la maratona “Ogni centesimo conta”; raccolti oltre 7,5 milioni di franchi in tutta la Svizzera

L’iniziativa benefica “Ogni centesimo conta” ha raccolto nella Svizzera italiana 361’483 franchi. La maratona radiofonica durata una settimana, a favore dei minori in difficoltà e promossa dalla SRG SSR e dalla Catena della Solidarietà, ha racimolato in tutta la Svizzera oltre 7,5 milioni di franchi.

In Ticino le donazioni ammontano appunto a oltre 360mila franchi, nella Svizzera tedesca a 5,7 milioni e in Romandia a 1,5 milioni. Le donazioni raccolte a Losanna e Bellinzona saranno interamente devolute a progetti per bambini vittime di maltrattamenti in Svizzera, quelle raccolte a Lucerna saranno in parte donate a ragazzi in Svizzera e in parte a bambini all’estero che hanno bisogno di un tetto sopra la testa.

Lo studio Optimus (pubblicato nel giugno 2018) rileva che ogni anno le organizzazioni per la protezione dell’infanzia attive nella Confederazione trattano fino a 50’000 casi, che riguardano minori che vivono situazioni difficili e precarie e il cui benessere è minacciato.

Nuova Valascia, il futuro è oggi: ecco la prima “badilata”

Nuova Valascia, il futuro è oggi: ecco la prima “badilata”

Da www.tio.ch

È un giorno storico in Leventina: il cantiere per la costruzione della nuova casa dell’Ambrì è stato simbolicamente aperto. I lavori cominceranno in primavera

«È un giorno storico». Semplice, breve, diretto. Con queste quattro parole si potrebbero riassumere i discorsi di quanti, tra sorrisi e applausi, si sono riuniti all’Hangar 6 di Ambrì per la prima simbolica badilata del cantiere per la Nuova Valascia.
«È un giorno storico». Hanno detto quanti hanno assistito alla cerimonia che ridisegnerà il volto della Valle e darà una nuova casa e nuova linfa all’Ambrì. Tifosi giovani e meno giovani, appassionati o semplici curiosi; per una volta tutti hanno annuito soddisfatti e forse anche un po’ commossi. In fondo a lungo si è pensato che quello dell’Arena fosse semplicemente uno slogan elettorale da ripetere nei momenti di magra, quando si dovevano smuovere le folle per raccattare quattrini buoni a coprire i buchi di bilancio.
Le chiacchiere invece – in questo caso – non c’entrano. O almeno, per una volta non sono solo parole al vento; sono dolcissime promesse.
Raccontano di un futuro che è arrivato. Di un sogno che si è realizzato. Questo hanno certificato, uno dopo l’altro, Filippo Lombardi, emozionato ed entusiasta padrone di casa – l’uomo che più di tutti ha usato soldi, energie e amicizie per trovare soluzioni – il sempre “solido” Valerio Jelmini, Sindaco di Quinto, Carlo Croci (Presidente di Valascia Immobiliare SA), l’archistar e papà dell’impianto Mario Botta, Denis Vaucher (Lega Nazionale di hockey), Norman Gobbi e il tifosissimo Ueli Maurer.Davanti a un popolo, quello biancoblù, trepidante, questo parterre de rois ha aperto una nuova era, prima dell’immancabile festa e prima della nuova recita dell’Ambrì, padrone di casa in serata – nella vecchia ma amatissima casa – contro il Berna. Sarà così ancora per un po’, ma non molto. I soldi ci sono e gli ostacoli burocratici sono stati tutti superati. Il conto alla rovescia è a questo punto di meno di tre anni: a marzo cominceranno effettivamente i lavori, che dovranno finire per l’inizio della stagione 2021/22. E poi sarà il futuro.

(Foto: Franjo)

Oggi si realizza un sogno

Oggi si realizza un sogno

Da www.rsi.ch/news
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Oggi-si-realizza-un-sogno-11241984.html

Da www.rsi.ch/ilquotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11242434

Così il sindaco di Quinto, Valerio Jelmini, ha aperto la festa per il primo colpo di piccone della nuova Valascia

“E’ un giorno storico. Ci abbiamo messo otto anni, ma oggi si realizza un sogno. E per il popolo biancoblu, che non ha pari nel resto del globo, questo è l’inizio di una grande avventura”. E’ con queste parole che il sindaco di Quinto, Valerio Jelmini, ha dato il via sabato pomeriggio in un gremito hangar 6 dell’ex aerodromo di Ambrì, alla grande festa biancoblu per il simbolico primo colpo di piccone della nuova Valascia.

“Il progetto costerà 51,5 milioni di franchi. E la pista ospiterà 7’000 spettatori”, ha ricordato Carlo Croci, presidente Valascia Immobiliare SA. “Il vero architetto di questa pista sarà il tempo, facendola entrare nella storia”, ha dichiarato l’architetto Mario Botta, che l’ha progettata. “Ci sono stati dei momenti difficili”, ha ammesso il direttore del dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi. “Ringrazio tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di questo progetto”, ha invece detto il presidente biancoblu Filippo Lombardi. “Sono qui perché sono da sempre tifoso dell’Ambrì. Ma per me Ambrì Piotta è molto più che hockey: è il cuore della Svizzera”, ha infine affermato il presidente della Confederazione Ueli Maurer.

I lavori di scavo veri e propri inizieranno dopo l’inverno, con l’obiettivo di giocare la prima partita nel nuovo impianto nel campionato 2021/22.

(Foto: Tipress)

Discorso pronunciato in occasione della festa per l’inizio della costruzione del Nuovo Stadio Multifunzionale Ambrì-Piotta

Discorso pronunciato in occasione della festa per l’inizio della costruzione del Nuovo Stadio Multifunzionale Ambrì-Piotta

Quinto, 22 dicembre 2018

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori
Care tifose e cari tifosi

vi saluto a nome del Consiglio di Stato e vi ringrazio per l’invito a intervenire alla festa per l’inizio della costruzione della nuova casa dell’Hockey Club Ambrì Piotta.

Sono cresciuto a poca distanza da qui, e come molti giovani della Valle sono sceso sul ghiaccio della Valascia nelle varie squadre del settore giovanile, partendo dalla scuola hockey ben 33 anni fa. Inoltre, ho pure fatto parte del Consiglio d’amministrazione di questo club. Si tratta perciò di un momento di gioia e soddisfazione anche personale.

Sono certo sia lo stesso sentimento che anima tutti voi che oggi, con la vostra presenza, dimostrate ancora una volta grande affetto per i colori biancoblù.

Per la nostra squadra del cuore è quindi quasi giunto il momento di abbandonare una pista “magica”, direi inimitabile e ineguagliabile, ricca di tradizione e di ricordi per trasferirsi in una struttura più moderna.

Un trasloco imposto anche da una serie di requisiti che occorre rispettare: in primis la sicurezza, tema caro tanto ai vertici dell’hockey svizzero quanto al mio Dipartimento; poi un’infrastruttura sportiva adeguata, la comodità per gli spettatori e l’opportunità di inserire nella nuova struttura spazi dedicati alle relazioni commerciali e alla creazione di interessanti reti di contatto. Non va dimenticato che sempre di più l’ambito sportivo è sfruttato dalle aziende per farsi conoscere e generare collaborazioni. Nella nuova struttura troverà spazio anche una sede della Protezione civile, ciò che le conferisce anche un significato pubblico.

Per tifosi e simpatizzanti, almeno inizialmente, non sarà più la stessa cosa. Il nuovo impianto porterà con sé indubbi e numerosi vantaggi, ma inevitabilmente nella vecchia pista rimarrà il ricordo di un passato glorioso fatto di vittorie e di sconfitte, di indimenticabili momenti di aggregazione vissuti sotto la volta della Valascia.

Aggiungo ancora di essere particolarmente felice che il nuovo progetto sia realizzato sempre in Leventina, ciò che – fra le altre cose – permetterà di mantenere in Valle diversi posti di lavoro. Una struttura di tale qualità favorirà poi numerose attività sul territorio, contribuendo, ad esempio, ad attirare nuovi eventi nella nostra regione. Le ricadute economiche e di visibilità saranno tangibili. Raggiungere determinati obiettivi non sarà facile, ma si tratta di una sfida che vale certamente la pena di affrontare.

Il Consiglio di Stato – che oggi rappresento – ha dimostrato nel corso degli anni di sostenere in maniera importante gli attori delle zone periferiche per migliorarne la qualità dell’offerta, anche con il Programma San Gottardo 2020.

Ricordo, ad esempio, la copertura del tratto autostradale di Airolo, che restituirà territori e qualità di vita alla popolazione, oltre, sempre restando in ambito di piste di ghiaccio, la posa di un tetto sopra la pista di Faido per potenziare l’offerta infrastrutturale e sportiva del Comune. Senza dimenticare i contributi destinati proprio a questo progetto e gli ingenti aiuti messi a disposizione dalla Confederazione.

L’opera contribuirà pure ad aumentare l’interesse attorno all’Arena alpina: maggiori saranno i contenuti a disposizione, più facile sarà “vendere” un prodotto dal grande potenziale e che andrà sfruttato in modo intelligente per garantire benefici di cui tutti potranno godere.

Sono ormai molti anni che si sente parlare della costruzione del nuovo impianto.
Come sapete bene, non si tratta soltanto di una scelta, bensì di un preciso vincolo legato alla sicurezza e imposto dalla Lega Nazionale di Hockey e di una precisa richiesta del Cantone: la zona in cui sorge la Valascia è infatti stata definita “zona rossa” a causa del rischio di valanghe, ciò che ne ha reso necessario l’abbandono.

In questi anni si è passati da momenti caratterizzati dall’euforia ad altri di sconforto, e anch’io, a volte, mi sono chiesto se fosse davvero possibile realizzare la nuova pista.
Ma con la collaborazione e il lavoro di tutti, quello che appariva essere un sogno è oggi è una splendida realtà.

Tra chi ha sempre creduto in questo progetto, impegnandosi – come sempre fa – in prima persona, c’è ovviamente il presidente Filippo Lombardi: ha trascinato il progetto, sensibilizzando e convincendo della sua bontà anche chi magari, in un primo momento, si era dimostrato un po’ scettico. La sua perseveranza è stata premiata e gli si deve riconoscere questo particolare merito.

Il progetto ora è decollato. La sfida che vi apprestate ad affrontare è molto impegnativa: sarà quella di garantire continuità alla struttura e questo al là della sua anima sportiva. Mi auguro che potrà diventare un punto di riferimento per l’intera Valle e non solo.

Sono sicuro che la tifoseria continuerà a rispondere con entusiasmo affollando anche la nuova pista per trasformarla da subito in una inespugnabile roccaforte biancoblù.
L’attuale gestione sportiva sta portando i frutti sperati e in futuro potrà essere completato il rilancio del club con un’immagine sempre più legata al territorio e a persone che quel territorio lo vivono quotidianamente. Le premesse per continuare una storia che dura ormai da oltre ottant’anni sono quindi date.

Lasciatemi, infine, ricordare il compianto Angelo Gianini, presidente della Valascia Immobiliare proprio nel periodo di spinta della nuova pista: il suo impegno è stato encomiabile e questo gli verrà sempre riconosciuto.

 

Valascia, il sogno è realtà

Valascia, il sogno è realtà

I lavori per la nuova pista da 51,15 milioni possono iniziare
Filippo Lombardi: “Felice, mai pensato di mollare

“Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo”, diceva Marcel Proust.
I tifosi dell’Hockey club Ambrì-Piotta è dal 21 dicembre 2010 che stanno sognando, da quando cioè il Dipartimento del territorio preavvisò negativamente la domanda di costruzione preliminare per la ristrutturazione con ampliamento da 15,7 milioni di franchi dell’attuale Valascia.
Da allora la dirigenza biancoblù iniziò la lunga scalata che fra alcuni giorni, il 22 dicembre prossimo, la porterà a dare il via ai lavori della futura arena da 51,15 milioni che verrà inaugurata nell’estate 2021. Il cantiere riaprirà poi in marzo.
Gli ultimi tasselli del mosaico sono stati sistemati. È giunto il via libera a determinate condizioni del Consiglio di Stato al business plan attraverso il quale si assicura la sostenibilità economica dell’intera operazione almeno fino al 2035 e, soprattutto, si garantiscono i sussidi, mentre con il Comune di Quinto sono state espletate le formalità di trapasso di proprietà del terreno. “Restano ancora dei passi formali, in particolare le lettere d’intenti delle banche dovranno essere trasformate in contratti, ma finalmente ci siamo. Il Governo ha autorizzato l’avvio del cantiere e così possiamo mantenere la promessa fatta alla Lega hockey di partire entro fine 2018. Non ho mai pensato di mollare: l’HCAP merita una casa all’altezza”, ha affermato stamattina di fronte alla stampa il presidente Filippo Lombardi. “È stata una maratona, ma finalmente ci siamo. Quinto non ha mai avuto dubbi, tanto che contribuisce all’opera con 4,6 milioni. Mi preme comunque sottolineare la solidarietà della regione, con l’approvazione delle fideiussioni e del prestito”, ha rilevato il sindaco Valerio Jelmini.

Sabato 22 dicembre, dalle 15, è in programma come detto il gran giorno di festa per i vertici del sodalizio altoleventinese e per il popolo biancoblù all’hangar 6 all’ex aerodromo di Ambrì. Ad aprire la parte ufficiale, noblesse oblige, ci penserà il timoniere Filippo Lombardi (in carica dall’aprile 2009: un record). A seguire interverranno il sindaco di Quinto Valerio Jelmini, il presidente della Valascia Immobiliare SA Carlo Croci, l’architetto Mario Botta, il direttore della Lega nazionale di hockey Denis Vaucher, il consigliere di Stato Norman Gobbi ed il consigliere federale nonché presidente della Confederazione in pectore Ueli Maurer.
Il simbolico ed atteso primo colpo di piccone verrà dato alle 15.50 in punto. Dopodiché spazio ai brindisi e alla panettonata con i tifosi. Alle 17 ci si trasferirà al Motel Gottardo Sud per l’aperitivo e poi tutti a tifare HCAP. La squadra di Luca Cereda alle 19.45 affronterà il Berna.

La pista avrà una volumetria di 117.000 metri cubi e la capacità di 7.000 posti (di cui 3.000 a sedere). A curare il progetto è naturalmente il team guidato dall’architetto Mario Botta, mentre il responsabile per la Valascia Immobiliare SA sarà l’ingegner Raul Reali.
La direzione lavori è stata affidata alla Direzione lavori SA di Lugano, il controllo tecnico e dei costi all’Artisa SA e quello pubblico alla Sezione forestale cantonale. Il clearing bancario è presso l’UBS di Lugano. Veniamo ora all’investimento, che come noto ammonta ora a 51,15 milioni di franchi (e non più 53 come comunicato a fine agosto). Una somma così suddivisa: 14,35 mezzi propri; 13 contributi pubblici; 23,8 finanziamenti esterni onerosi. In questo caso rientrano i 14 milioni del pool di banche più 2 della banca WIR. I cinque istituti di credito hanno preteso che i Comuni della media ed alta Leventina facessero da «garanti» mettendo sul tavolo una fideiussione complessiva di 3,55 milioni (dopo il no di Bedretto di settimana scorsa che ha fatto «perdere» 200.000 franchi). Ai sì di Dalpe (250.000) e Quinto (500.000), ieri sera si sono aggiunti quelli di Faido (prestito di 800.000), Airolo (1,5 milioni) e Prato Leventina (500.000).

“Asilanti, ho parlato con Salvini e…”

“Asilanti, ho parlato con Salvini e…”

Da www.ticinonews.ch

Il Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi ha risposto alle domande dei lettori in diretta Facebook su Ticinonews

Continua il viaggio di Ticinonews tra i Consiglieri di Stato. Questa volta è il turno di Norman Gobbi. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha raccontato al caporedattore Mattia Sacchi i lavori fatti durante questa legislatura e ha risposto in diretta alle domande dei lettori.

Partendo dalla corsa al Consiglio federale nel 2015, Gobbi ha immancabilmente parlato del suo rapporto con l’UDC a poche settimane dal ‘divorzio elettorale’ (vedi articolo suggerito). “I dadi sono ormai quasi tratti, non si è giunti a una quadratura del cerchio e personalmente mi è dispiaciuto”.

Il direttore del DI ha inoltre tracciato un bilancio della sua seconda legislatura, definita “tortuosa” per quel che riguarda i rapporti tra il Parlamento e il Consiglio di Stato. “Questo Governo può fare bene”. Con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, inoltre, Gobbi ha discusso di migrazione.

Al via “Quii da la cursa”!

Da www.ticinonews.ch

Inizia con il “Walking” la quarta edizione della corsa di beneficenza ticinese

I partecipanti della corsa di beneficenza “Quii de la cursa” sono partiti da Piazza Indipendenza a Chiasso sfidando le basse temperature.

Fra i protagonisti anche il direttore del DI Norman Gobbi, il direttore del DSS Paolo Beltraminelli, Henrik Bang, Giorgio Fonio e la special guest Carla Norghauer.