«Misure fiscali e sociali per non restare indietro»

«Misure fiscali e sociali per non restare indietro»

Dal Giornale del Popolo | Riforma III delle imprese – Ecco la strategia del Governo

Aliquota abbassata al 6%, moltiplicatori differenziati per i Comuni e maggior sostegno per famiglie con figli.

Sono quattro gli assi di intervento all’interno di un pacchetto di misure «equilibrato» pensate dal Consiglio di Stato per rispondere alla sfida della Riforma III dell’imposizione delle imprese. In votazione il prossimo 12 febbraio, la Riforma nasce dalle pressioni dell’OCSE e mira ad abrogare i regimi fiscali a statuto privilegiato. Solo nel nostro Cantone sono 1.355 le società di questo tipo – pari al 4,5% del totale – e generano un gettito di 165,6 milioni di franchi, ossia il 20% del gettito totale delle persone giuridiche. Queste stesse società, come ha sottolineato il direttore del DFE Christian Vitta si caratterizzano per un’elevata mobilità.

Facile quindi che, di fronte a condizioni economiche mutate, possano decidere di lasciare il Ticino per lidi fiscalmente più favorevoli. Così fosse, secondo le prime stime calcolate dal DFE, sul periodo 2019-2028 è ipotizzabile una riduzione media del gettito cantonale tra i 25 e i 35 milioni di franchi. Ma molto, come ha ribadito Vitta, dipenderà dal comportamento dei contribuenti. Per questo risulta fondamentale mettere in campo una strategia in grado di mantenere il Ticino attrattivo, soprattutto di fronte alle strategie «aggressive», come le ha definite il consigliere di Stato, ideate dagli altri Cantoni. Ecco allora la ricetta messa a punto per mantenere il Cantone competitivo. In primis ci sono delle misure a carattere federale, come il cosiddetto patent box, ossia un’esenzione massima del 90% degli utili relativi a diritti di brevetto, imputabili alle spese di ricerca. Il Governo intende inoltre defiscalizzare coloro che investono nelle start-up innovative.

Le imprese
A livello cantonale (secondo asse) si mira a ridurre l’aliquota sull’utile delle imprese dall’attuale 9% al 6%. Così facendo, l’onere fiscale complessivo diminuirà per le aziende dal 19,8% al 16,2%. Ma c’è di più perché le aziende potranno beneficiare di altre misure puntuali che permetteranno di attenuare ulteriormente l’onere fiscale, fissandolo al 14% (per i Comuni con moltiplicatore inferiore al 100% si scende al 13%). Una soglia che, ha ribadito Vitta, permetterebbe al Ticino di concorrere con i Cantoni di Ginevra e Vaud, dove la soglia è al 13-14%. Da menzionare pure l’introduzione del computo parziale dell’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale: in pratica, le società che realizzeranno utili potranno beneficiare di un’esenzione totale o parziale dell’imposta sul capitale. Per contro, in modo che qualche franco rientri nelle casse cantonali, si andrà piuttosto a colpire le persone fisiche tramite una riduzione della percentuale di sgravio applicata all’imposizione parziale dei dividendi da partecipazioni qualificate presso gli azionisti.

I Comuni
La Riforma III toccherà pure i Comuni, che hanno già manifestato qualche preoccupazione. Per questo, ha evidenziato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, è bene che vengano coinvolti nel progetto tramite apposite misure. Ed ecco quindi una grande novità: i Comuni avranno la possibilità di applicare un moltiplicatore differenziato per le persone fisiche e quelle giuridiche (senza tuttavia superare il 10% di differenza tra i due), alla stregua di quanto già avviene nel Canton Soletta, in modo da compensare i potenziali effetti negativi della Riforma su quei territori che ospitano diverse e importanti realtà industriali. Allo stesso modo è in atto, all’interno del progetto di Ticino2020, una riflessione volta a ridurre gli anni di computo per il calcolo del gettito medio di riferimento, in modo da meglio regolare il flusso tra Comuni riceventi e paganti.

La socialità
Ma la Riforma vuole essere anche attenta alla socialità, come ha spiegato il presidente del Governo e direttore del DSS Paolo Beltraminelli. Il sostegno, indirizzato soprattutto al ceto medio, ha spiegato Beltraminelli, sarà basato su quattro pilastri: aiuto alle famiglie dopo la nascita del primo figlio, estensione degli aiuti per strutture di accoglienza (asili nido, famiglie diurne), sostegno ai familiari che curano un congiunto e incentivazione delle misure di inserimento o reinserimento professionale. A favore della politica familiare e sociale saranno destinati 20 milioni, che potrebbero successivamente ammontare a 27. Come? Si preleverà un contributo supplementare (dello 0,15%) dalla massa salariale a spese dei datori di lavoro e che verrà riversato per il sostegno alle famiglie. Ecco quindi la necessità di continuare «il positivo clima di dialogo instaurato con le imprese» nell’ottica di un nuovo partenariato. Se da un lato infatti le aziende saranno sgravate, dall’altro verranno chiamate a contribuire alla socialità che, ha evidenziato Beltraminelli, «non può essere unicamente finanziata dal Cantone».

Insomma, quello presentato dal Governo, che dovrebbe sfociare in un messaggio nel giugno del 2017, vuole porsi quale «soluzione equilibrata» per garantire «parità di trattamento fiscale per le imprese, competitività e capacità innovativa per il Ticino, mantenimento e creazione dei posti di lavoro» ma pure un «riorientamento della politica famigliare e sociale». Presto per capire se vi sarà l’unanimità dei consensi all’interno dell’Esecutivo. Per ora, ha ribadito Beltraminelli, è emersa «l’apertura di tutti» per entrare nel dettaglio. Molto, però, dipenderà dall’esito della votazione. «Se non passa la Riforma in votazione», ha spiegato Vitta, «si andrà incontro a una fase di forte incertezza politica e, privi di un’adeguata programmazione, il Ticino corre il rischio di restare l’ultima ruota del carro». Col nuovo anno poi, ha spiegato Vitta, l’intenzione è di chinarsi sulla modifica della Legge tributaria.

Le reazioni politiche
Non si sono fatte attendere le prime reazioni politiche. Il PLR in una nota esprime il plauso al Governo per le misure elaborate, sottolineando come la riduzione dell’onere fiscale e gli incentivi mirati alle start-up innovative «costituiscono in questo senso delle misure chiave per aumentare l’attrattività del Cantone quale sede di imprese», definendo pure «un tassello importante» le misure di sostegno alla formazione e le iniziative per la politica familiare. Da parte sua, invece, il PS ritiene che le proposte del consigliere di Stato Vitta «dimentica i ticinesi in difficoltà», esprimendo inoltre il proprio disaccordo col fatto che il direttore del DFE abbia «approfittato» della carica pubblica «per fare campagna in assenza di contraddittorio».

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Da tio.ch l Presenti alla cerimonia Norman Gobbi, il direttore del dipartimento dell’economia del Canton Uri Camenzind e il responsabile FFS Roberto Tulipani. Il treno TILO “Göschenen/Airolo” ha ricevuto questa mattina il proprio battesimo ufficiale ai portali della “vecchia” galleria.

Da oramai una settimana, migliaia di viaggiatori sfruttano i nuovi collegamenti attraverso la galleria di base, risparmiando circa 30 minuti per ogni viaggio. Al contempo, lungo la linea panoramica del San Gottardo, le FFS continuano a proporre un’interessante offerta per gli spostamenti casa-lavoro e rafforzano il turismo regionale. «Crediamo nel mito del San Gottardo e al potenziale turistico della regione», ha affermato Roberto Tulipani, responsabile Regione Sud di FFS Viaggiatori Regioni, in occasione del battesimo di un treno a Göschenen di fronte a circa 200 ospiti.

Il direttore del Dipartimento dell’economia del Cantone di Uri Urban Camenzind ha interpretato la scelta del nome del treno «Göschenen/Airolo» come un segnale positivo da parte delle FFS, ossia l’espressione della loro volontà di rendere ancora più allettante l’offerta al San Gottardo: «La linea panoramica del San Gottardo è una via di transito importante e consente a molti treni di raggiungere la regione delle Alpi centrali. Il collegamento dai centri urbani dell’Altipiano svizzero verso Göschenen deve continuare a essere rafforzato evitando eccessivi cambi. Ci auguriamo che i treni circolino tutto l’anno e più volte al giorno.»

«Un segnale positivo» – Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha dal canto suo ricordato che «oggi festeggiamo un segnale positivo verso le valli del Ticino, soprattutto poiché proviene da un attore vitale per le regioni periferiche, come lo è un servizio di trasporti pubblici. È un messaggio che ci fa ben sperare, che ci dà la possibilità di essere partecipi del nostro futuro, mettendo a disposizione della nostra regione uno strumento essenziale per il proprio sviluppo».

Caseificio e stalla ad un passo

Caseificio e stalla ad un passo

Dal Giornale del Popolo | Due giornate di festa per celebrare la nuova sede dell’azienda agricola Pedrini e il sito di produzione del formaggio d’alpe che ha compiuto 20 anni di attività

Il progetto del Caseificio, nato per rilanciare l’artigianato alimentare nella Valle Leventina, si fa testimone di un ventennio di duro lavoro e di molti traguardi. Nonostante ci siano state alcune difficoltà all’inizio, l’azienda oggi si rivela un punto di riferimento importante per tutta la regione. «Attualmente occupiamo 35 collaboratori, produciamo 300 tonnellate di formaggio ed il nostro fatturato oltrepassa gli 8 milioni di franchi. Si può quindi dire che è una delle aziende più importanti non solo per il Comune di Airolo, ma per tutta la Leventina» ha dichiarato il presidente del Caseificio, Giancarlo Croce, nel suo discorso durante il fine settimana dedicato al 20° di attività della struttura. La festa, non a caso, ha consentito di inaugurare anche la nuova e modernissima stalla della famiglia Pedrini, costruita proprio accanto al Caseificio e che porterà degli sviluppi interessanti nella collaborazione per la produzione di latte. «Dovevamo lasciare la nostra vecchia ubicazione nel centro del villaggio di Nante – ha sottolineato Nicola Pedrini – e avendo un terreno di nostra proprietà adiacente al Caseificio abbiamo subito pensato all’ottima collaborazione che si poteva instaurare». Il Caseificio, infatti, attualmente lavora con diversi allevatori di Leventina, della Valle di Blenio e del Canton Uri, ciò garantisce una produzione di circa 3 milioni di litri di latte all’anno. Ora si guarda fiduciosi al futuro nel quale il Caseificio ha l’obiettivo di incrementare ulteriormente la quantità e naturalmente la qualità del proprio prodotto.

Sinergie e opere in vista

Inoltre vi sono interessanti prospettive di sinergia fra tutta una serie di progetti regionali, dal restaurato Ospizio del San Gottardo al vicino Parco eolico, dalla nuova Valascia all’accademia sportiva di Piotta per finire con la candidatura di Airolo-Pesciüm a sede del nuovo Centro nazionale di competenza per lo sci freestyle. La speranza è che queste realtà possano portare una ventata d’aria fresca ricca di novità e di stimoli per la regione. «Vogliamo essere la vetrina per l’agricoltura ticinese in questo contesto e vogliamo stimolare anche progetti scolastici, dove potremo mostrare ai giovani i processi di produzione della filiera del latte e molto altro legato all’agricoltura e all’allevamento artigianale ticinese», ha conclude il neo-direttore del Caseificio, Daniel Mudry.

Una delegazione del Consiglio di Stato incontra il Presidente della Confederazione

Una delegazione del Consiglio di Stato incontra il Presidente della Confederazione

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Una delegazione del Consiglio di Stato ha incontrato oggi a Berna il Presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann – accompagnato dai Segretari di Stato Jacques de Watteville e Mario Gattiker e dal Responsabile del Settore Sorveglianza del mercato di lavoro Rolf Gerspacher – per un aggiornamento reciproco su diversi temi di attualità, comprese le votazioni cantonali del 25 settembre scorso sulle iniziative popolari «Prima i nostri!» e «Basta con il dumping salariale in Ticino!». Il Governo ticinese ha colto l’occasione per ribadire la chiara indicazione delle cittadine e dei cittadini ticinesi a favore dell’introduzione di una preferenza indigena sul mercato del lavoro.

La delegazione del Governo ticinese – composta dal Presidente Paolo Beltraminelli e dai Consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi, accompagnati dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri e dal Delegato per le relazioni esterne Francesco Quattrini – ha anzitutto esposto i possibili scenari per l’applicazione dell’iniziativa cantonale costituzionale «Prima i nostri!», che saranno valutati il mese prossimo dal Gran Consiglio. È stata poi illustrata la procedura con la quale il Governo intende applicare le indicazioni del controprogetto all’iniziativa contro il dumping salariale, anch’esso approvato lo scorso 25 settembre. L’obiettivo di fondo è che le nuove norme – che si aggiungono alle misure introdotte negli ultimi anni – rendano più efficace la lotta agli abusi sul mercato del lavoro ticinese, a vantaggio dei lavoratori e delle imprese che operano in Ticino.

In merito all’applicazione del nuovo articolo 121a della Costituzione federale – come già espresso settimana scorsa nel corso dell’audizione di fronte alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati – il Consiglio di Stato ha poi ribadito la propria preoccupazione per la mancanza di incisività delle formulazioni relative alla preferenza indigena contenute nella versione approvata dal Consiglio nazionale.

Roma ascolta il Ticino

Roma ascolta il Ticino

Da RSI.ch l “Il viaggio è stato positivo”. È un bilancio favorevole quello che il consigliere di Stato Norman Gobbi traccia al termine della prima giornata della trasferta romana che lo ha visto impegnato con il collega di Governo Christian Vitta in vari incontri con le istituzioni italiane per affrontare il rapporto tra il Ticino e l’Italia.

“Gli incontri ci hanno permesso di arricchire le nostre conoscenze, esporre le nostre visioni, spesso condivise”, rileva Norman Gobbi che domani, giovedì, lascerà Roma. Per Christian Vitta invece gli incontri nella capitale italiana proseguiranno: “Con un consigliere economico vicino a Renzi ho avuto la possibilità di presentare il modello di clausola di salvaguardia che il canton Ticino sta portando avanti, abbiamo sensibilizzato a livello svizzero, ora si tratta di sensibilizzare anche al di fuori dei confini nazionali”.

Al centro dell’agenda del titolare del dipartimento delle Istituzioni e di quello dell’Economia vi sono temi inerenti l’immigrazione, la sicurezza e il sistema fiscale su cui stanno condividendo informazioni ed esperienze. In mattinata Gobbi e Vitta hanno partecipato ai lavori della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale presieduta da Giancarlo Giorgetti, hanno incontrato il consigliere Vieri Ceriani, capo negoziatore degli accordi fiscali per il ministero dell’Economia e Finanze e hanno avuto un colloquio con Amedeo Teti, dirigente generale del Ministero dello sviluppo economico.

“Abbiamo anche avuto un pranzo di lavoro con esponenti dei ministeri che si occupano di immigrazione – spiega Norman Gobbi – con lo scopo di capire quale sia la situazione reale in Italia perché quel che succede oggi in Italia, domani sarà una realtà anche al confine italo-svizzero di Chiasso. Qui abbiamo potuto discutere con chi ha una visione più ampia, come l’Organizzazione internazionale dell’immigrazione, che ci ha dato una visione su tutto l’arco del Mediterraneo”. Per il direttore del Dipartimento delle istituzioni significativo è stato anche l’incontro con la Direzione Antimafia.

Noemi La Barbera/alaNEWS

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Roma-ascolta-il-Ticino-7188644.html

Ufficio registri del Distretto di Mendrisio: nominata la nuova Ufficiale

Ufficio registri del Distretto di Mendrisio: nominata la nuova Ufficiale

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta odierna Elisa Quadri Parravicini quale nuova responsabile dell’Ufficio dei registri del Distretto di Mendrisio. Il settore del registro fondiario, che si occupa di tenere aggiornate costantemente tutte le informazioni e gli atti relativi ai fondi situati nel nostro Cantone, è tra i servizi più importanti dell’Amministrazione cantonale: nel 2015 le pratiche evase sono state infatti 78’000 per 72 milioni di incassi.

Elisa Quadri Parravicini, classe 1982, ha conseguito la licenza in diritto nel 2005 all’Università di Ginevra. Nel 2009, dopo il periodo di pratica legale, l’alunnato giudiziario svolto alla Pretura di Mendrisio Sud, al Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato e al Tribunale penale cantonale, ha ottenuto il certificato di capacità come avvocato. In seguito, ha lavorato fino ad oggi in uno Studio legale e notarile del Mendrisiotto, coniugando la sua attività professionale con la nascita dei suoi due figli.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per rivolgere alla nuova funzionaria dirigente i migliori auguri per l’inizio della sua nuova sfida lavorativa, rallegrandosi per un dato che riflette l’impegno della Direzione del Dipartimento delle istituzioni nel rispettare le pari opportunità: si tratta infatti della nona funzionaria dirigente donna nominata all’interno del Dipartimento.

Ref, in vista nuovi rinforzi

Ref, in vista nuovi rinforzi

Da LaRegione Ticino, di Andrea Manna l Gobbi: alla Sezione reati economico-finanziari della Polcantonale saranno assegnati altri tre analisti

Si profila un nuovo potenziamento della Ref, la sezione della Polizia cantonale che in stretta collaborazione con la magistratura inquirente indaga sui reati economico-finanziari. «Come Dipartimento e come governo abbiamo accolto la richiesta del procuratore generale di un adeguamento del numero di specialisti chiamati a cooperare con il Ministero pubblico nelle inchieste sugli illeciti di natura finanziaria: abbiamo così deciso di attribuire alla Ref tre analisti», dice alla ‘Regione’ il ministro di Giustizia e polizia Norman Gobbi . I tre, aggiunge il capo del Dipartimento istituzioni, «verranno reclutati all’esterno del Corpo di polizia e dovrebbero essere assunti, questa perlomeno è la mia intenzione, nel corso dell’anno. La durata del loro mandato sarà definita nella risoluzione che il Consiglio di Stato sta formalizzando, tenendo conto anche dei parametri fissati nell’annunciata manovra di risparmio da 180 milioni».

Temporanei o meno, rinforzi comunque in arrivo per la Sezione reati economico-finanziari guidata dal commissario Fabio Tasso. Sezione che lo scorso anno è stata confrontata con un incremento del “24 per cento” del numero di inchieste “rispetto alla media degli incarti trattati dal 2010 al 2014”, si legge nel rapporto, pubblicato l’altro ieri dalla Cantonale, riguardante i risultati del lavoro svolto dalla Ref nel 2015. In ballo soprattutto “grosse inchieste”. Che implicano l’esame “di una notevole mole di documenti e informazioni”, si puntualizza nel rendiconto. «I tre analisti – riprende Gobbi – dovranno coadiuvare gli investigatori della Ref e i magistrati del Ministero pubblico nel vagliare la documentazione acquisita nel corso delle indagini e quindi nella ricostruzione – estremamente importante per l’esito dei procedimenti penali – dei flussi contabili».

Le inchieste in Ticino «su reati finanziari e fallimentari sono in crescita», sottolinea, da noi interpellato, il pg John Noseda . Ed è ciò che il procuratore generale ha scritto in gennaio al governo nel trasmettergli il bilancio dell’attività 2015 del Ministero pubblico. “Si conferma l’evoluzione, già segnalata nei rendiconti relativi agli anni 2013 e 2014, nel settore dei reati finanziari con un costante aumento dei procedimenti penali aventi per oggetto reati fallimentari, abusi societari, malversazioni nel settore bancario o fiduciario e riciclaggio nonché nel settore dell’edilizia e in altri ambiti di lavoro con impiego di persone prive di permesso, con sfruttamento della manodopera e con evasione o frode degli oneri sociali e fiscali”. Dal profilo quantitativo, prosegue il pg, “questa tendenza è confermata dall’incremento delle decisioni emanate nel settore finanziario (da 541 a 786) e soprattutto degli atti e dei decreti d’accusa (da 240 a 378). Il maggior onere derivante dai procedimenti di carattere finanziario è peraltro confermato dall’importante incremento del numero dei casi che richiedono inchieste laboriose da parte di specialisti dell’Efin (l’Equipe finanziaria del Ministero pubblico) e della Ref, anch’essi purtroppo confrontati con un sovraccarico di lavoro per carenza di effettivi”.

Nel 2015 alla Ref, ricorda Gobbi, «erano già stati attribuiti due specialisti con una solida esperienza in ambito bancario, prossimamente a questa sezione della Polizia cantonale saranno assegnati altri tre analisti, dopo aver valutato anche i profili che ci perverranno dagli uffici di collocamento». Il contrasto alla criminalità economica, rileva il direttore del Dipartimento istituzioni, passa però anche dalla cooperazione tra settori dell’Amministrazione. «La maggior collaborazione, voluta dal Dipartimento, tra uffici esecuzione e fallimenti, uffici dei registri, Procura e polizia sta dando – sostiene il consigliere di Stato – i suoi frutti».

Gotthard-Maut: Tunnelgebühr ist diskriminierend

Gotthard-Maut: Tunnelgebühr ist diskriminierend

Da NZZ.ch l Wenn eine Gebühr ein probates Mittel zur Bekämpfung von Staus sein soll: Warum diskutiert man sie nur für den Gotthard und nicht für die Agglomerationen in Zürich, Basel, Bern und Genf? Gastkommentarvon Norman Gobbi

Die Abschaffung der Strassenzölle war eines der dringlichsten Anliegen der Gründungsväter des Bundesstaates. Es mutet daher ziemlich anachronistisch an, dass nun ausgerechnet der Think-Tank Avenir Suisse Konzepte, die einst mit gutem Grund auf der Müllhalde der Geschichte entsorgt wurden, als vermeintliches Ei des Kolumbus anpreist.

Worum geht es? Daniel Müller-Jentsch, Ökonom und Projektleiter bei Avenir Suisse, plädierte in der NZZ für eine Maut am Gotthard, um die Sanierung der bestehenden und den Bau der zweiten Röhre zu finanzieren. Sein Verweis auf das Verursacherprinzip («Die zweite Röhre sollte von den Nutzern finanziert werden, nicht von der Allgemeinheit») scheint auf den ersten Blick einleuchtend, erweist sich aber bei näherem Betrachten als Scheinlösung und Respektlosigkeit gegenüber dem Tessin.

Längster Strassentunnel als Argument?
Begründet wird die Maut-Forderung damit, dass der Gotthard auf der Haupttransitroute liegt. Das ist zweifellos richtig. Doch dasselbe gilt auch für den Seelisberg-, den Sonnenberg- oder den Belchentunnel. Dieser wird derzeit saniert. Dass die Gelder für diese Sanierungsröhre aus der Bundeskasse stammen, hat indes keinen Ökonomen auf den Plan gerufen. Für die Sanierungsröhre am Gotthard hingegen ist eine Maut laut Avenir Suisse angemessen, weil es sich um «den mit Abstand längsten Strassentunnel des Landes» handelt.

Seit wann ist die Länge eines Autobahn-Teilstücks massgebend? Und warum soll man nicht auch eine Gebühr bezahlen, wenn man den 6,6 Kilometer langen San-Bernardino-Tunnel durchquert, der ebenfalls auf der Nord-Süd-Achse liegt? Mit der Superlativ-Logik könnte man auch für eine Fahrt über die längste Brücke, den höchsten Viadukt oder die kurvenreichste, geradlinigste, schönste, schnellste oder ödeste Strecke des Landes eine Maut verlangen – der Phantasie sind keine Grenzen gesetzt.

Die Gotthard-Maut würde Avenir Suisse mit je einer Erfassungsstation an den beiden Tunnelportalen erheben. Damit, so die These, würden auch die Staus reduziert. Wie naiv diese Annahme ist, zeigt ein Blick auf die italienischen Autobahnen: Zahlstellen wie jene in Como Grandate, fünf Kilometer südlich von Chiasso, sind notorische Staugeneratoren. Wenn eine Gebühr angeblich ein derart probates Mittel zur Bekämpfung von Staus darstellt, so fragt man sich, weshalb man den täglichen Kolonnen und Verkehrsstockungen rund um die Agglomerationen von Zürich, Basel, Bern und Genf damit nicht schon längst ein Ende bereitet hat!

«Grosszügigen Vielfahrerrabatte»
Aus Tessiner Sicht besonders verstörend ist die Tatsache, dass Avenir Suisse rein ökonomisch argumentiert – die Interessen der Tessiner Wirtschaft aber überhaupt nicht in die Rechnung mit einbezieht. Ist man sich an der Rotbuchstrasse in Zürich eigentlich bewusst, was eine Gotthard-Maut für die stark vernetzte Wirtschaft auf der Alpensüdseite bedeuten würde, die auf Zulieferungen aus dem Norden angewiesen ist? Die «grosszügigen Vielfahrerrabatte», die Avenir Suisse uns Tessinern gewähren würde, tönen derart paternalistisch und arrogant, dass damit im Tessin unweigerlich der kollektive Anti-Landvögte-Reflex aktiviert wird.

Aus Tessiner Sicht besonders verstörend ist die Tatsache, dass Avenir Suisse rein ökonomisch argumentiert – die Interessen der Tessiner Wirtschaft aber überhaupt nicht in die Rechnung mit einbezieht.
Womit wir auf der staatspolitischen Ebene angelangt wären, die Avenir Suisse in ihren Betrachtungen gänzlich ausgeblendet hat. Das Tessin hat wie jeder andere Kanton ein Anrecht auf eine gute Anbindung an den Rest des Landes und darf nicht mit unseligen Gebühren diskriminiert werden, die ökonomisch nicht gerechtfertigt sind, geschweige denn politisch. Die Schweiz definiert sich durch die Respektierung ihrer tausend subtilen Gleichgewichte und Minderheiten. Das ist die helvetische Besonderheit, die auch Ökonomen in ihre Analysen mit einbeziehen sollten – vor allem dann, wenn sie sich wie Avenir Suisse auf die Fahne schreiben, Denkanstösse zu geben, die auch kommenden Generationen Chancen bieten.

Norman Gobbi ist Regierungspräsident des Kantons Tessin

Das gewohnte Ferienbild: Stau vor dem Gotthardtunnel zwischen Göschenen und Erstfeld. (Bild: Urs Flüeler /Keystone)

http://www.nzz.ch/meinung/kommentare/gotthard-maut-tunnelgebuehr-ist-diskriminierend-ld.12143

 Сотрудничать в сфере машиностроения будут Свердловская область и швейцарский регион Тичино

 Сотрудничать в сфере машиностроения будут Свердловская область и швейцарский регион Тичино

Da apiural.ru l Протокол о намерениях по сотрудничеству между Свердловской областью и регионом Швейцарской Конфедерации, а именно кантоном Тичино подписали сегодня Евгений Куйвашев и президент госсовета Тичино Норман Гобби. Об этом АПИ сообщили в департаменте информационной политики губернатора Свердловской области.

Документ призван содействовать расширению взаимовыгодного торгово-экономического сотрудничества, определению и реализации совместных инвестиционных проектов, установлению деловых связей между хозяйствующими субъектами регионов. Содействие будет осуществляться на основе дружбы, взаимного уважения и доверия, говорится в документе.

По словам Евгения Куйвашева, наиболее перспективным направлением сотрудничества региона с предприятиями Тичино может стать реализации инвестиционных проектов в сфере машиностроения, в частности, станкостроения, в области химической и фармацевтической промышленности. Именно эти отрасли в экономике Тичино являются ведущими.

«Сегодня Тичино может предложить все, что есть в Швейцарии – от финансовой сферы до производства инновационной продукции», – сказал со своей стороны Норман Гобби.

По мнению сторон, подписание протокола станет отправной точкой качественно нового этапа партнерства Свердловской области и Тичино.

http://www.apiural.ru/news/politics/120309/

Visita e firma di un accordo di collaborazione Ticino-Sverdlovsk

Visita e firma di un accordo di collaborazione Ticino-Sverdlovsk

Negli scorsi giorni una delegazione ticinese guidata dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi si è recata su invito del Governatore Yevgeny Kuyvashev della Regione di Sverdlovsk ad Ekaterinenburg (Federazione russa) per una visita di contatti politici, economici e culturali, durante la quale il Presidente del Governo ticinese e il Governatore hanno siglato un accordo che mette le basi per future collaborazioni.

Ad accompagnare il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi è stata una delegazione composta dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella, dal Direttore della Divisione economia Stefano Rizzi, dal Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda elettrica Ticinese Giovanni Leonardi, dal direttore della Swissminiatur Dominique Vuigner e dal coordinatore ai rapporti con la regione dell’Oblast di Sverdlovsk, avv. Aron Camponovo, incaricato dal Presidente del Consiglio di Stato in quanto conoscitore della realtà locale. La delegazione ha potuto inoltre avvalersi della consulenza e del supporto organizzativo del Console generale di Russia a Berlino, Kostantin Nefedov, già console a Berna, con il quale il Dipartimento delle istituzioni intrattiene rapporti di collaborazione.

Pierre Helg, ambasciatore della Confederazione elvetica presso la Federazione russa, ha accolto la delegazione nella sua residenza a Mosca prima del trasferimento ad Ekaterinenburg. L’incontro è stato proficuo e si è svolto alla presenza Consigliere d’Ambasciata nonché Capo degli Affari Amministrativi Pierre Chabloz e del responsabile dello «Swiss business hub» Yves Morath. È stata così colta l’occasione per rivisitare – e riconsiderare in prospettiva – le esperienze maturate nel corso di precedenti visite e scambi culturali ed economici.

Durante l’incontro protocollare nella residenza presidenziale «Sevastyanov» ad Ekaterinenburg, la Delegazione ticinese ha incontrato unitamente al Governatore, la Presidente del Legislativo regionale Lyudmila Babushkina, il Ministro regionale dell’economia Andrej Sobolev e il Presidente della Camera di commercio ed industria degli Urali Andrei Besedin. I Presidenti hanno scambiato opinioni sulle rispettive regioni, ponendo l’accento sui fattori accomunanti e sulle possibilità di cooperazione tra un territorio ricco di materie prime e attività industriali e un Cantone che vuole affrontare in modo attivo le sfide che lo attendono, nell’ambito di un riassetto strategico delle proprie attività economiche e finanziarie. Dopo la sigla dell’accordo di collaborazione, i Presidenti si sono scambiati doni di cortesia, per lasciare poi spazio ad una più ampia discussione su temi economici.

Un ulteriore momento simbolico, fortemente apprezzato dal Governatore e dai media locali, si è svolto a Verkhnyaya Pyshma con il dono da parte della Swissminiatur di Melide al «Museo della storia tecnica militare degli Urali» di una riproduzione in miniatura La Gloria del monumento ai caduti dell’armata del Generalissimo Suvorov posto ad Andermatt presso il Ponte del Diavolo.
Sempre a Verkhnyaya Pyshma la delegazione ticinese ha incontrato il Direttore generale Andrei A. Kozitsyn della UMMC-Holding, azienda con oltre 90mila impiegati attiva internazionalmente nell’estrazione del carbone, nella produzione di acciaio e materiali da costruzione, nella lavorazione di rame, zinco e metalli preziosi e in attività di genio civile ed edile, aerospaziale e agricolo. L’incontro è stato seguito da una suggestiva visita agli imponenti stabilimenti di raffinazione dei metalli preziosi e lavorazione del rame.

La delegazione ha visitato il Centro presidenziale Boris Eltsin ad Ekaterinenburg, che ripercorre la storia russa nel XX. secolo e in particolare l’inizio degli anni Novanta, che videro il collasso dell’Unione sovietica a causa della deficitaria economia comunista e la lotta per il cambiamento e la libertà. Una trasformazione che ebbe uno dei propri protagonisti in Boris Eltsin, che iniziò la sua carriera politica proprio ad Ekaterinenburg, quale Governatore della Regione di Sverdlovsk. Eltsin si impegnò in prima persona nella realizzazione delle attese riforme e nel difendere la democrazia da eventuali colpi di Stato.

La delegazione si è poi recata a Pervouralsk, luogo in cui è localizzata la colonna che funge da spartiacque tra i Continenti europeo ed asiatico. La visita ha messo a dura prova la Delegazione ticinese e il Comitato d’accoglienza delle autorità locali, guidato dalla Presidente del Legislativo comunale Natalya Vorobjova, a causa di una bufera di neve con venti glaciali.

I proficui contatti intrecciati rappresentano l’ideale premessa per l’avvio di concreti rapporti economici, che dovranno fare leva sulle complementari competenze e potenzialità. A questo scopo, è già stata concordata l’organizzazione di un ulteriore missione commerciale per concretizzare le vie di cooperazione ora aperte. Ciò, anche sulla base dell’accordo di collaborazione in materia di sostegno alla promozione economica del Cantone e all’internazionalizzazione delle aziende ticinesi, sottoscritto nel 2012 da Consiglio di Stato e Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino. Tale accordo prevede che – per le attività di promozione delle esportazioni – la leadership nei rapporti bilaterali resti nelle mani dell’economia privata per il tramite della Camera di Commercio quale associazione-mantello dell’economia ticinese, con il supporto istituzionale del Cantone. La CC-TI, quale centro di competenze dell’export in Ticino, sostiene infatti l’internazionalizzazione delle aziende attraverso i suoi servizi interni che – in stretta collaborazione con Switzerland Global Enterprise – garantiscono consulenze, formazione e sostegno in occasione di missioni commerciali all’estero.
Si ricorda infine che, per promuovere l’internazionalizzazione delle aziende, la nuova legge per l’innovazione economica prevede la concessione di contributi per mandati di consulenza a Switzerland Global Enterprise (SGE) volti a realizzare analisi di mercato, ricerca di partner di vendita, organizzazione di missioni esplorative e analisi della regolamentazione e della legislazione del mercato (www.ti.ch/internazionalizzazione).