Per una Svizzera libera, forte e sovrana

Per una Svizzera libera, forte e sovrana

Ticinesi: abbiamo ancora bisogno di schede della LEGA!

Tra due settimane decideremo quale futuro vogliamo per la Svizzera, la nostra Svizzera. Negli ultimi anni, ab­biamo purtroppo dovuto assistere a un adeguamento graduale – piano piano, poco alla volta – del nostro Paese rispetto al volere degli euro-bu­rocrati di Bruxelles. Fine del segreto bancario, ripresa automatica del di­ritto comunitario, libera circolazione delle persone; questi sono solo alcuni ambiti dove la Svizzera, perdendo la sua sovranità in taluni casi senza nemmeno lottare, si trova oggi con­frontata con delle problematiche non indifferenti; problematiche che in Ti­cino assumono, come ben sappiamo, delle dimensioni sconosciute agli altri Cantoni svizzeri. Per questo, è importante per il Ticino far sentire la propria voce, facendosi rappresen­tare a Berna dalle persone che vo­gliono – veramente! – una Svizzera libera, forte e sovrana. Una Svizzera che vuole tornare a gestire diretta­mente l’immigrazione sul proprio territorio, come auspicato dal Popolo svizzero, e dal 68% dei Ticinesi, che il 9 febbraio 2014 hanno detto sì al­l’iniziativa contro l’immigrazione di massa, da sempre sostenuta dalla Lega dei Ticinesi. Una Svizzera che vuole difendere i propri interessi da­vanti alle Autorità internazionali, senza piegarsi sempre e comunque al volere altrui. È questo anche il senso della mia intervista rilasciata in setti­mana alla Neue Zürcher Zeitung, che tanto ha fatto discutere ma che credo rifletta quello che pensa la maggio­ranza del Popolo ticinese, che ha ormai perso la pazienza ed esige delle risposte concrete alle sue più che le­gittime preoccupazioni.
Difendiamo i nostri seggi in Consiglio nazionale

Care e cari Ticinesi, abbiamo ancora bisogno di voi! Abbiamo ancora bi­sogno del vostro sostegno in questa sfida che, ripeto, è fondamentale, e che dobbiamo vincere per continuare a difendere gli interessi del nostro Cantone e del nostro Paese. Interessi che fanno rima con i valori e le tradi­zioni sui quali il nostro Paese è stato costruito; elementi che spesso altre nazioni ci invidiano! Per tutti questi motivi, il 18 ottobre votiamo la Lega dei Ticinesi e vinciamo ancora una volta insieme questa partita! Una par­tita contro l’euro-conformismo e con­tro la sudditanza rispetto alle Autorità europee e internazionali. Una partita non meno importante di quella ap­pena giocata ad aprile nelle elezioni cantonali, nella quale dovremo deci­dere se vogliamo una Svizzera forte e soprattutto indipendente. Votiamo quindi la Lega dei Ticinesi e soste­niamo i nostro candidati, a comin­ciare dagli uscenti Lorenzo Quadri e Roberta Pantani, che in questi hanno lottato con costanza – anche soli contro tutti – per il nostro Paese e per il nostro Cantone!

Io sto con Battista Ghiggia!

A Berna abbiamo bisogno di persone competenti e che sanno quello che vogliono. Per questa ragione Battista Ghiggia è il candidato ideale per il Consiglio degli Stati; un amico da so­stenere e supportare, che si è lanciato senza paura in questa avventura, ani­mato dal desiderio di portare a Berna i problemi reali della gente; un amico che vuole lavorare con impegno af­finché sia messa in pratica la volontà del Popolo svizzero – del nostro So­vrano! –, in questi anni ahimè spesso dimenticata o furbescamente relati­vizzata. Per questo, lo dico chiara­mente: io sto con Battista! Per una Svizzera libera, forte e sovrana. Per una Svizzera padrona del proprio fu­turo!

NORMAN GOBBI

Per una Svizzera più forte e sovrana, lista 5 LEGA e Battista Ghiggia

Per una Svizzera più forte e sovrana, lista 5 LEGA e Battista Ghiggia

Lo so. Vi ho inondato di richieste di sostegno alla mia persona per le elezioni cantonali dello scorso aprile. Ne sono cosciente e vi ringrazio di cuore per il grande risultato ottenuto sia dal sottoscritto che dalla Lega dei Ticinesi. Ora però dobbiamo impegnarci con la stessa forza per l’importante sfida sotto la cupola di Palazzo federale, poiché – come indicano alcuni sondaggi – le posizioni potrebbero cambiare e indebolire il nostro fronte.

Si tratta di decidere che futuro dare al nostro Paese: quello sempre più piegato (poco a poco, così da non far male) al volere di Bruxelles con la ripresa automatica del diritto comunitario, oppure quello fondato sulla Libertà e la Sovranità della nostra amata Svizzera? Io non ho dubbi: scelgo la Libertà e la Sovranità! Questa scelta non è facile come la soluzione relativa all’adeguamento incondizionato verso cui oggi il Governo federale ci spinge, ma richiede ad ognuno di noi impegno, responsabilità e amore per il nostro Paese; richiede ad ognuno di noi di lottare per difendere la Svizzeri i valori sui quali è stata fondata!

È per questo motivo che vi invito a sostenere chi per questi valori si impegna – non solo sotto le elezioni – a favore di una Svizzera libera, forte e sovrana. Vi invito quindi a votare lista n.5 Lega dei Ticinesi al Consiglio Nazionale, e Battista Ghiggia al Consiglio degli Stati. Il 18 ottobre 2015 decidiamo di restare padroni in casa nostra!

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Una partita importantissima per il Ticino e i Ticinesi

Una partita importantissima per il Ticino e i Ticinesi

Mancano quattro settimane esatte all’appuntamento delle elezioni federali del 18 ottobre. Non abbiamo dimenticato il grande sforzo collettivo di leghisti attivi e simpatizzanti dello scorso aprile, che ci ha permesso di crescere nei numeri e ribadire con forza che il Ticino vuole politici attivi e vicini ai problemi della gente: dal lavoro alla sicurezza, dalla mobilità alle posizioni per una Svizzera sovrana e indipendente.

Visto che ieri è stato il grande sabato dei derby, sui quali non commentiamo sportivamente, facendo un paragone le elezioni cantonali sono state il derby giocato in casa, mentre le elezioni federali sono il derby giocato fuori casa. Entrambi i derby sono importanti, anche se è vero che le elezioni cantonali sono più sentite dal Popolo leghista: da un lato la grande motivazione dei candidati al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio mobilita migliaia di persone, mentre per le federali spetta ai giocatori in campo – i nostri nove candidati al Consiglio nazionale e agli Stati – giocare la partita.

La grande sfida per la Lega dei Ticinesi è proprio quella di vivere il derby delle elezioni federali come fosse quello casalingo delle cantonali. Anche se non saremo personalmente in prima linea a giocare questa partita, non dobbiamo dimenticarci quanto importante sia questo derby per il futuro del nostro Paese. Visto come in questi quattro anni il Parlamento federale sia scivolato a sinistra e abbia ammainato la bandiera rossocrociata a favore dell’euroconformismo, il fatto di poter contare su Consiglieri nazionali uscenti (Lorenzo e Roberta) che hanno difeso la Svizzera sovrana e la sua libertà deve motivarci a continuare a lottare in questo derby come fosse quello delle cantonali.

Dobbiamo sostenere i nostri candidati al Nazionale e Battista Ghiggia agli Stati perché toccherà loro difendere il Ticino a Berna e difendere i valori della Lega dei Ticinesi sotto la cupola di Palazzo federale. La partita si gioca su un campo lontano da casa, ma la vittoria o la sconfitta avranno comunque effetto in casa ticinese.

Dobbiamo sostenerli, dobbiamo mobilitarci come al derby delle cantonali, possiamo fare meglio e di più rispetto a quattro anni fa. Forza, questa partita è nostra e dobbiamo impegnarci come fossimo noi i giocatori in campo. Ne va del Ticino, ne va della Svizzera, ne va del nostro futuro di sovranità e libertà! Tutti a votare lista 5 al Nazionale e Battista Ghiggia agli Stati!

Norman Gobbi

Gran Consiglio tenuto a battesimo

Gran Consiglio tenuto a battesimo

Da CDT.CH l A Palazzo delle Orsoline la cerimonia ufficiale d’insediamento dei novanta deputati eletti il 19 aprile – Primo cittadino: Luca Pagani (PPD). A un mese esatto dalle elezioni cantonali per la legislatura 2015-2019, questo pomeriggio a Bellinzona, dalle 14.30, è in corso la cerimonia d’insediamento del nuovo Gran Consiglio, scaturito dalle urne lo scorso 19 aprile e che segue l’insediamento del nuovo Consiglio di Stato dello scorso 23 aprile (vedi suggeriti).

Nell’aula parlamentare, oltre ai novanta deputati, sono presenti i rappresentanti del Consiglio di Stato (Manuele Bertoli direttamente dall’Expo di Milano, dove era in mattinata per la giornata svizzera), parenti, amici e numerosi cittadini, i quali hanno trovato posto sulle tribune per essere presenti all’occasione solenne. Folta, come di consueto, anche la presenza dei giornalisti, fotografi e cameramen. Primo cittadino del Cantone è stato nominato il popolare-democratico Luca Pagani, sindaco di Balerna, alla cui festa, prevista oggi stesso alle 18.30 a Balerna, figura la presenza del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Primo vicepresidente Fabio Badasci (Lega), secondo Walter Gianora (PLR, con piccola polemica: vedi suggeriti)

Il discorso introduttivo è invece stato letto dal decano dei granconsiglieri, il leghista Silvano Bergonzoli, come già nel 2011, scherzando che, se allora lo lesse in qualità di decano, stavolta lo farà in qualità di matusa. Nel suo conciso discorso, Bergonzoli ha ricordato la qualità ultima del politica: l’umiltà, che permette di rapportarsi con gli altri, di superare gli steccati e di saper ascoltare i bisogni della popolazione.

Una volta designato presidente anche Pagani ha tenuto un breve discorso introduttivo, citando Papa Francesco, invitando all’unità e alla pace in un periodo storico difficile: “Occorre recuperare il senso etico nel nostro procedere, superando la logica della contrapposizione e ritrovando la concezione del servizio nel nostro impegno politico. È questa la misura alta della politica. È necessario che tutti noi ci sforziamo di mantenere sempre un comportamento giusto, degno della carica e rispettoso delle persone, anche di quelle che la pensano diversamente. Voglio credere e sperare che si possa dare avvio a un nuovo modo di fare politica e che questo possa avvenire anche senza richiami da parte mia, anche se resterò vigile”, ha concluso.

Pagani ha infine congedato la prima seduta, ricordando a tutti la festa in programma a Balerna e dando appuntamento a tutti per l’8 giugno, primo giorno di seduta “vera” del Gran Consiglio edizione 2015-2019.

http://www.cdt.ch/ticino/politica/131061/gran-consiglio-tenuto-a-battesimo.html

Il Governo si è insediato

Il Governo si è insediato

Da RSI.CH l La cerimonia si è svolta nella sala del Gran Consiglio, a palazzo delle Orsoline a Bellinzona – VIDEO
Il nuovo Consiglio di Stato si è insediato ufficialmente – e tra gli applausi – giovedì mattina alle 10.00 a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona. La cerimonia è durata circa mezz’ora ed è stata costellata da quattro intermezzi musicali a cura del Conservatorio della Svizzera italiana.

Nell’aula del Gran Consiglio – gremita per l’occasione da parte di autorità, delegati partitici e comunali, parenti ed invitati personali dei neoeletti – hanno prestato dichiarazione di fedeltà gli uscenti Claudio Zali e Norman Gobbi della Lega dei ticinesi, Manuele Bertoli del partito socialista, Paolo Beltraminelli del partito popolare democratico ed il nome nuovo di questa legislatura, Christian Vitta, del partito liberale radicale, che subentra a Laura Sadis. La dichiarazione di fedeltà è stata resa dinanzi al giudice Mauro Ermani, assistito dal cancelliere dello Stato Giampiero Gianella.
“Auguro ai consiglieri di Stato – ha dichiarato in aula il presidente del Tribunale di appello – di lasciarsi alle spalle le tossine di questa lunga campagna elettorale”. Perché , oggi, con la prima seduta di Governo e l’attribuzione dei Dipartimenti, iniziano ufficialmente i lavori della nuova legislatura.

Dipartimenti, tutto invariato

Al termine della cerimonia i consiglieri di Stato si sono riuniti e, poco dopo mezzogiorno, il neo-presidente del Governo, Norman Gobbi, ha annunciato, come prevedibile, lo status quo dei dipartimenti: a Claudio Zali quello del territorio, allo stesso Gobbi le istituzioni, a Manuele Bertoli l’educazione, a Paolo Beltraminelli la sanità e a Christian Vitta, subentrante di Laura Sadis, le finanze.
joe.p./ang

Rechtspopulisten verteidigen beide Sitze

Rechtspopulisten verteidigen beide Sitze

Da Neue Zürcher Zeitung (foto: Keystone) l Die Tessiner Regierungsratswahlen bestätigen die bestehende Tendenz nach rechts. Die Lega bleibt stärkste Kraft in der fünfköpfigen Tessiner Regierung. Wie erwartet ist der Freisinn mit seinem Angriff auf den zweiten Staatsratssitz der Rechtspopulisten gescheitert.

Im Radrennfahrer-Trikot präsentierte sich ein zurückhaltender Tessiner FDP-Präsident Rocco Cattaneo am Sonntagnachmittag vor den TV-Kameras. Das Bild ist bezeichnend: Der Freisinn, der einst im Südkanton die unbestrittene Leaderposition innehatte, musste einige Gänge zulegen, wollte er gegen die Lega antreten und einen zweiten Regierungsratssitz zurückerobern. Jenen, welchen die Rechtspopulisten der FDP bei den letzten Kantonalwahlen im Jahr 2011 abspenstig machten, womit sie die relative Mehrheit im fünfköpfigen Staatsrat errangen.

Aufgrund technischer Probleme mit beschädigten Wahlzetteln kamen erst am späten Abend die endgültigen Ergebnisse der Staatsratswahlen zustande. Diese gehen als schweizweite Seltenheit noch immer im Proporzverfahren über die Bühne. Punkto Duell des Freisinns mit der Lega zeigten die Resultate schliesslich eine leicht ambivalente Situation: Die Rechtspopulisten können ihre beiden Sessel dank genügend persönlichen Stimmen für ihre Magistraten Claudio Zali (83 307 Stimmen) und Norman Gobbi (73 540 Stimmen) im Staatsrat halten, verlieren aber spürbar an Wählerstimmen (27,7 Prozent, 2011: 29,8 Prozent).

Lega leidet wegen SVP
Besonders auffällig ist der Verlust von Wählerstimmen für die Lega ausgerechnet in ihrer Hochburg Lugano (5,6 Prozent weniger auf 30,8 Prozent). Der kantonsweite Rückgang dieser Stimmen erfolgte vor allem zugunsten des neuen Rechtsblocks namens La Destra, der unter Führung der SVP steht und der Lega im Gegensatz zu 2011 die Unterstützung versagte. Er konnte dadurch deutliche 4,5 Prozent aller Tessiner Stimmen auf sich vereinen und entzog wohl auch der CVP (ihr Staatsrat Paolo Beltraminelli erhielt 45 597 Stimmen) und der SP (43 694 Stimmen für Regierungsrat Manuele Bertoli) etliche Voten, da beide Parteien deutlich schlechter als erwartet abschnitten (CVP 17,5 Prozent; 2011: 19,9 Prozent; SP 14,8 Prozent, 2011: 16,3 Prozent). Die Grünen wiederum, die sich populistisch geben und gerne Themen rechts der Mitte pflegen, legten auch diesmal zu (6,6 Prozent), aber überraschenderweise nur sehr wenig (2011 gewannen sie 4 Prozent mehr Stimmen und kamen auf 6,1 Prozent). – Insgesamt bestätigen die diesjährigen Tessiner Regierungsratswahlen die bestehende Tendenz nach rechts. Interessant ist ausserdem, dass die FDP nach einem parteiinternen knappen Schlussspurt zwischen Luganos Stadtrat Michele Bertini und FDP-Grossratsfraktions-Chef Christian Vitta mit Letzterem (62 641 Stimmen) nur einen Staatsratssitz besetzt, aber mit 26,3 Prozent Wählerstimmen gegenüber 2011 immerhin um 1,3 Prozent zugelegt hat – der Rechtsblock konnte dem Freisinn also wohl nur wenige Stimmen wegschnappen. Offenbar schätzen die Wahlberechtigten an der FDP das wiederbelebte Prinzip der schonungslosen Offenheit wieder mehr, dulden aber weiterhin den wenig nützlichen Regionalismus, für welchen die Lega steht und welcher die Entwicklung des Südkantons dank engerem Zusammenwirken mit Bern hemmt. Insgesamt wurden 16,11 Prozent leere Wahlzettel eingereicht, was die deutlichen Stimmenverluste teilweise erklärt. – Erst im Laufe des Montags werden die Ergebnisse der Grossratswahlen bekannt. Hier zeichnet sich ein veritables Kopf-an-Kopf-Rennen zwischen FDP und Lega ab.

Briefwahl bereitet Sorgen
Apropos Briefwahl: Diesbezüglich sorgte in den Reihen des Freisinns einer seiner Grossratskandidaten für Konsternation. Zwei Tage vor dem Wahlsonntag begann die Tessiner Staatsanwaltschaft gegen Michele Kauz wegen Verdachts auf Wahlbetrug und Stimmenkauf zu ermitteln. Er soll via Facebook einer Grossratskandidatin der Grünen eine Fotografie zugeschickt haben, auf welcher ein Stoss Wahlzettel abgebildet ist. Dies seien die Stimmen, die er zu ihren Gunsten bereithalte, habe Kauz unter das Bild geschrieben. Davon erfuhr Grünen-Koordinator Sergio Savoia und meldete die Angelegenheit der Staatsanwaltschaft. Den Medien erklärte Kauz, er habe lediglich Verwandten und Freunden beim Ausfüllen der Wahlzettel geholfen und Empfehlungen abgegeben. Die Unterlagen seien nicht in seine Obhut übergegangen; die Betreffenden hätten die Wahlzettel selber abgeschickt. Savoia befürchtet, dass es sich um keinen Einzelfall handelt und die Kantonalwahlen womöglich annulliert werden müssen.

Die Briefwahl hatte bereits vorher für Schlagzeilen gesorgt. Es waren drei Anzeigen auf der Site eines Tessiner Online-Basars aufgetaucht, in denen unterschriebene, aber nicht ausgefüllte Wahlzettel feilgeboten wurden. Wie die Staatsanwaltschaft mitteilte, hat sie in diesem Zusammenhang gegen sieben Personen ermittelt. Dank ihrem Eingreifen konnten die Betreffenden keine Wahlzettel verkaufen, sondern reichten sie ordnungsgemäss ausgefüllt selber ein. Übrigens hat der Kanton Tessin die Briefwahl erst heuer eingeführt – und ist damit das Schweizer Schlusslicht.

NZZ, 20.04.2015, Peter Jankovsky

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Lega. L’urlo: «Siamo ancora qui»

Lega. L’urlo: «Siamo ancora qui»

Da Corriere del Ticino l Rieletti a pieni voti i due consiglieri di Stato uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali Festa al quartier generale tra abbracci e sospiri di sollievo – «La vittoria più bella»

Alle 20.20, quando mancava ancora il risultato di Mendrisio – e il distacco era di poco più di 700 schede – è iniziato qualche coro «Lega, Lega, Lega» e dall’interno del quartiere generale in via Monte Boglia i giovani leghisti hanno cominciato a portar fuori le bottiglie di prosecco per festeggiare. Ma l’euforia era ancora tutto sommato contenuta perché, di fatto, mancava la conferma ufficiale della vittoria. Poi alle 20.41 ecco uscire sul balcone del primo piano, quello dell’ufficio del Nano, Maruska Ortelli, Roberta Pantani e Antonella Bignasca al grido di «Abbiamo vinto a Mendrisio, è fatta» sventolando la bandiera leghista. E dalla folla si è alzato un boato, la tensione che ha tenuto banco nelle ore precedenti è stata tutta liberata, pure – per dirla tutta – con qualche «vaffa». E poi gli applausi, gli abbracci, le pacche sulle spalle date davvero con vigore. Ora è ufficiale, la Lega ha vinto le elezioni cantonali 2015, riconfermando i due candidati uscenti e con un risultato a livello di voti personali ben oltre le aspettative. Anche senza la macchina da voti Marco Borradori, il movimento di via Monte Boglia ha superato gli 80.000 voti personali con Claudio Zali. «Grande Mendrisio», «Abbiamo preso anche Mendrisio» si sente dire dai presenti. E poi via con la frase ripetuta quasi come un mantra, con la quale Norman Gobbi, alla festa del Conza aveva scaldato la platea: «Siamo ancora qui, siamo ancora qui». Senza dimenticare: «Nano, Nano, Nano». Già perché se questa è la prima elezione cantonale senza Giuliano Bignasca, Guliano Bignasca non è mai mancato: la maggioranza aveva la spilla con la faccia del Nano e la scritta «Non molleremo». «Abbiamo vinto senza l’aiuto di nessuno, solo grazie alla gente. Ora dobbiamo lavorare per ripagare questa fiducia in tutti gli ambiti» ci dice un emozionato Boris Bignasca che aggiunge: «Dedico questa vittoria a mio papà, a Flavio Maspoli, a Michele Barra e a Rodolfo Pantani». Accanto a noi un euforico Giancarlo Seitz iniziava a distribuire come da tradizione i suoi adesivi con scritto questa volta: Grazie ticinesi, Zali e Gobbi e un numero 2 con i colori ticinesi a fare da sfondo. «È la vittoria più grande, due anni fa alla morte del Nano, nessuno ci avrebbe scommesso» commenta una raggiante Antonella Bignasca, non prima di un abbraccio liberatorio con Norman Gobbi che, diciamolo, nemmeno dopo il risultato di Lugano si era rilassato del tutto. «Io lo dicevo che non era una vittoria scontata» conclude la figlia di Bignasca che fino all’ultimo ha preferito non esporsi troppo. «Io non sono come mio papà, non sento le cose». «È stata una partita che si è giocata fino all’ultimo minuto e devo dire grazie alla popolazione per l’appoggio» ci dice al volo Gobbi prima di essere preso d’assalto dei suoi sostenitori. Le bandiere continuano a sventolare, parte pure un «chi non salta liberale è» (più volte sentito durante il lungo pomeriggio di attesa).

E ci imbattiamo con un Michele Foletti dopo una doccia di birra e prosecco. Ma vuoi per l’orario, vuoi perché per scaramanzia la base leghista non aveva davvero preparato il dopo ai risultati definitivi, la festa leghista questa volta non ha avuto un finale in piazza. Né in piazza della Riforma, come quattro anni fa, e nemmeno in piazza della Foca a Bellinzona come aveva inzialmente ipotizzato Attilio Bignasca. «Io vorrei andare a Bellinzona con la bandiera europea listata a lutto» ci aveva detto prima di mezzogiorno.

Insomma i festeggiamenti sono rimasti in via Monte Boglia, in un gran viavai di gente ma, forse, meno intenso del solito. Anche perché su alcuni volti oltre all’entusiasmo abbiamo potuto vedere la stanchezza («no no, altro che piazza io voglio andare a mangiare una pizza»). «Sono contentissimo, è un grande risultato anche a Mendrisio siamo il primo partito» commenta Daniele Caversazio, aggiungendo che erano molte le incognite. E dalla folla si alza un «È stata la vittoria più bella, meglio di quattro anni fa».

Netoska Rizzi

Lega, capolavoro servito: Zali e Gobbi in Consiglio di Stato

Lega, capolavoro servito: Zali e Gobbi in Consiglio di Stato

Da Mattinonline.ch l La Lega ha riconfermato i due seggi in Consiglio di Stato. Una maggioranza relativa legittimata dall’aver corso da soli contro tutti, nonostante gli antileghismi isterici degli altri partiti. Ma i ticinesi hanno saputo dare fiducia a chi alle parole ha preferito i fatti. Claudio Zali e Norman Gobbi saranno quindi i ministri leghisti per i prossimi 4 anni, ottenendo risultati strepitosi ai preferenziali, essendo di gran lunga i più votati. Per il resto nessuna sorpresa, con un esecutivo che sarà formato da Christian Vitta, che ha battuto in volata Michele Bertini, Paolo Beltraminelli e Manuele Bertoli.

La Lega Dei Ticinesi ha vinto le elezioni cantonali che sono risultate tiratissime e grazie all’impegno dei nostri candidati ora Via Monte Boglia è in festa…

Claudio Zali: “Per me è un punto di partenza. Ora mi impegnerò per i prossimi quattro anni a favore del Ticino e dei ticinesi!”

Norman Gobbi: “Una vittoria tiratissima. Sapevamo che ci attendeva una sfida molto difficile, ma grazie al nostro impegno e al nostro grande lavoro risultiamo vincenti!”

Der Kanton Tessin rückt weiter nach rechts

Der Kanton Tessin rückt weiter nach rechts

Da TagesAnzeiger.ch (foto Keystone). Die Lega dei Ticinesi hat die Staatsratswahlen gewonnen, die FDP hat ihr Wahlziel knapp verpasst. Die Grünen blieben weit unter den Während in den Kantonen Luzern und Zürich bei den jüngsten Wahlen die bürgerlichen Parteien zugelegt haben, ist der Kanton Tessin bei den Erneuerungswahlen für den Staatsrat, die Kantonsregierung, an diesem Wochenende weiter nach rechts gerutscht. Die Ergebnisse für den Kantonsrat werden im Laufe des Montags bekannt.

Die rechtspopulistische Regionalbewegung Lega dei Ticinesi, ein Unikum in der Schweizer Politlandschaft, konnte gestern ihren Triumph von 2011 wiederholen und erreichte einen Wählerstimmenanteil von 23,58 Prozent. Damit stellt die Bewegung trotz leichter Verluste (minus 2,3 Prozent gegenüber 2011) weiterhin zwei Staatsräte. Die bisherigen Amtsinhaber Claudio Zali sowie Norman Gobbi wurden bestätigt. Dieses deutliche Ergebnis war so nicht erwartet worden, da die Lega ihren Wahlkampf dieses Mal ohne ihren legendären und 2013 verstorbenen Gründer Giuliano Bignasca führen musste. Dazu kam, dass die Lega nicht mehr auf die Unterstützung der SVP zählen konnte, die mit einer eigenen Listenverbindung «Die Rechte» antrat, weil sie sich von der Lega verraten fühlte. Die Verbindung der Rechtsparteien erreichte einen Wählerstimmenanteil von knapp 4 Prozent.

«Rechte hat mehr Vertrauen»

Die FDP konnte ihr erklärtes Wahlziel, den 2011 verlorenen Sitz im Staatsrat ­zurückzuerobern, nicht erreichen. Der Ausgang war aber denkbar knapp – bis am Schluss war es ein knappes Rennen zwischen Lega und FDP. «Wir konnten den Abwärtstrend stoppen», kommentierte FDP-Kantonalpräsident Rocco Cattaneo mit einer gewissen Genugtuung. Der Wähleranteil erreichte 23,03 Prozent. Die FDP zog ohne die bisherige Staatsrätin Laura Sadis ins Rennen, die nach Querelen mit der Parteileitung auf eine erneute Kandidatur verzichtet hatte. Die FDP bestätigte somit ihren einzigen Sitz in der Regierung. Diesen wird der bisherige Fraktionschef Christian Vitta einnehmen.

Auch die CVP und die SP konnten ­ihren jeweiligen Staatsratssitz verteidigen, mussten bei den Wähleranteilen aber Federn lassen. Die CVP rutschte auf unter 15 Prozent, die SP auf unter 13 Prozent ab. Manuele Bertoli (SP) wurde als Staatsrat bestätigt – über sein Partei­ergebnis war er nicht glücklich, wie er gegenüber dem TA sagte. «Die Tessiner scheinen der Rechten mehr zu vertrauen», kommentierte er, nachdem er die Wähleranteile für die Lega und «Die Rechte» zusammengezählt hatte. Für die CVP wurde Gesundheitsdirektor Paolo Beltraminelli bestätigt. Damit besteht der neue Staatsrat ausschliesslich aus Männern.

Weit unter den Erwartungen blieben mit einem Wählerstimmenanteil von rund 4,4 Prozent die Grünen. Deren Koordinator Sergio Savoia, ein Querdenker und Unterstützer der SVP-Masseneinwanderungsinitiative, hatte Hoffnungen auf einen Staatsratssitz gehegt. Davon blieb er meilenweit entfernt. Als letzter Kanton der Schweiz wählt der Kanton Tessin seine Regierung nach dem Proporzsystem. Das bedeutet auch, dass die persönliche Popularität einzelner Parteiexponenten nicht so ausschlag­gebend ist wie bei Exekutivwahlen in anderen Kantonen, die im Majorzverfahren organisiert sind.

Der langjährige Lega-Staatsrat und amtierende Stadtpräsident von Lugano, Marco Borradori, zeigte sich positiv überrascht vom Ergebnis. Er deutete an, dass die Lega nun noch mehr Verantwortung im Staatsrat und das Finanz- und Wirtschaftsdepartement übernehmen müsste. Die Lega hatte sich in ­ihrem Wahlkampf ganz auf eine Eindämmung der Grenzgänger konzentriert, die im Südkanton ein Politikum erster Güte darstellen. Mehr als ein Viertel aller ­Arbeitsplätze wird von Pendlern aus ­Italien besetzt. Das tägliche Verkehrschaos, insbesondere im Südtessin, und die Verdrängung einheimischer Arbeitskräfte, gekoppelt mit permanentem Lohndruck, sind deshalb Dauerthema.

Hohe Wahlbeteiligung

Die Wahlbeteiligung betrug am gestrigen Sonntag 62,3 Prozent und stieg damit ­gegenüber 2011 um 3,5 Prozent an. Dafür dürfte die Einführung der Briefwahl ausschlaggebend sein. Von dieser neuen Möglichkeit, die in den anderen Schweizer Kantonen längst Realität ist, machten 82,7 Prozent der Stimmbürger Gebrauch. Ein Wahlbetrug sorgte allerdings in den letzten Tagen für Aufregung. FDP-Grossratskandidat Michele Kauz hatte sich Bilder verschickt, die zeigen, dass er 14 Wahlzettel ausgefüllt hatte. Die Staatsanwaltschaft leitete auf Anzeige der Grünen eine Untersuchung ein. Zudem hatten einige Bürger ihre Wahlunterlagen auf Onlineportalen zum Verkauf angeboten.

http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/standard/Der-Kanton-Tessin-rueckt-weiter-nach-rechts/story/19053268

La Lega reste premier parti du Tessin

La Lega reste premier parti du Tessin

Da LeMatin.ch (foto Keystone). Aucune femme n’a été élue pour remplacer la ministre radicale démissionnaire Laura Sadis, ce qui fait de l’Exécutif tessinois le seul entièrement masculin de Suisse.

La composition du gouvernement tessinois au terme des élections cantonales de dimanche reste inchangée. La Lega conserve ses deux sièges, le PLR, le PDC et le PS maintiennent chacun le leur. Aucune femme n’a été élue pour remplacer la ministre radicale démissionnaire Laura Sadis, ce qui fait de l’Exécutif tessinois le seul entièrement masculin de Suisse.

La composition du Grand Conseil sera elle annoncée lundi. La participation au scrutin a atteint 62,3 % et plus de 80 % des électeurs ont choisi de voter par correspondance.

Le dépouillement des votes, dimanche à partir de midi, a été marqué au fil des heures par une course-poursuite constante entre la Lega et le PLR qui se sont talonnés jusqu’au résultat final. La Lega, parti fondé par Giuliano Bignasca en 1991, a perdu un peu de terrain dans quelques communes de la région de Lugano considérées comme ses fiefs historiques, notamment Paradiso et Sorengo.

Au final, elle a obtenu 27,7 % des voix (-2,1 % par rapport à 2011) devançant de peu le PLR avec 26,3 % ( 1,3 %). Le PDC a décroché 17,5% des suffrages (-2,4 %) et le PS 14,8 % (-1,5 %).

Gouvernement tout au masculin, fait unique en Suisse

La Lega confirme ses deux conseillers d’Etat sortants Claudio Zali et Norman Gobbi, le PDC reconduit Paolo Beltraminelli et le PS Manuele Bertoli. Le siège de la radicale Laura Sadis, démissionnaire, n’est lui pas allé à une femme. Il sera occupé par Christian Vitta, 42 ans, économiste et chef de groupe PLR au Grand Conseil. Le Tessin devient le seul canton suisse dont l’exécutif est uniquement masculin.

Les élections 2015 pour le renouvellement du gouvernement ont été caractérisées par une nette poussée de la droite (environ 60 % entre la Lega, le PLR et «La destra», une alliance entre l’UDC et des petites formations de droite) et un recul du PDC et du PS.

Les Verts, qui briguaient un siège au gouvernement, ont subi une cuisante défaite en ne totalisant que 6,6 % des suffrages ( 0,5 %). Parmi les petites formations, «Montagna viva», qui s’était déjà présentée en 2011 et qui se bat pour la survie des régions de montagne, a obtenu un peu plus de 10’000 voix, soit 1,2 %.

Moins d’1 % pour la «Lega sud»

En revanche la «Lega sud», récemment constituée et qui prônait l’annexion du Misox (GR) au Tessin en vue du lancement d’une région autonome lombarde «du Gothard à Pavie» (I), a réalisé le plus mauvais score avec 452 votes (0,09 %).

Le meilleur résultat personnel a été obtenu par le conseiller d’Etat Claudio Zali, en charge du département du territoire, qui a totalisé 83’307 voix. Ex-juge à Lugano, Claudio Zali, 53 ans, a remplacé Michele Barra, décédé en octobre 2013 six mois après avoir succédé à Marco Borradori devenu dans l’intervalle maire de Lugano.

«La Lega a su dominer la campagne électorale en chevauchant les thèmes chers aux Tessinois, soit la peur des frontaliers, les relations tendues avec l’Italie sur le plan fiscal, la décision de la Banque nationale (BNS) de renoncer au taux plancher entre le franc et l’euro, la crise économique, sans oublier le régionalisme», a affirmé à l’ats, le politologue tessinois Oscar Mazzoleni, chargé de cours à l’Université de Lausanne.

http://www.lematin.ch/suisse/politique/La-Lega-reste-le-premier-parti-du-Tessin/story/16304554