«Anche se in Governo, il leghista s’incazza»

«Anche se in Governo, il leghista s’incazza»

Norman Gobbi (Lega), un CANDIDATO al giorno, dal Corriere del Ticino del 18 febbraio 2015

Il direttore delle Istituzioni parla del secondo seggio e del trio Borradori-Barra-Zali
Con questa intervista prende il via «Un candidato al giorno», una serie di 30 incontri con tutti i candidati al Governo dei sei partiti che formano gruppo in Gran Consiglio. Partiamo dai consiglieri di Stato in carica.

Norman Gobbi, i più sostengono che se c’è una sedia che traballa, questa è la sua. Si sente in pericolo, elettoralmente parlando?
«No. Le Cassandre in Ticino sono sempre numerose. Forse quelli che affermano quanto sopra sono gli stessi che nel 2011 sostenevano che io, mai e poi mai, sarei stato eletto in Governo. Chiaro è che questo appuntamento è una grande sfida per noi della Lega che vogliamo mantenere due seggi, per chi ne vuole due e per chi è al palo e ne sogna uno».

Ovviamente crederà che la Lega ne rifarà due. Perché questo dovrebbe essere lo scenario realistico?
«Da un lato perché la Lega in questi anni ha fatto, e tanto, ma non bisogna dimenticare che spesso, a frenare la nostra azione, sono stati vincoli federali duri da abbattere e il fatto che il Ticino sia un Sonderfall in diversi ambiti è un problema in più. Ma noi abbiamo sempre detto pane al pane, vino al vino. Di fronte ai problemi non ci nascondiamo».

E come sta questa Lega, da quattro anni con due consiglieri di Stato e da praticamente due con tre municipali a Lugano?
«Sta bene, anche se mantenere lo spirito originario con il volante delle istituzioni nelle mani non è semplicissimo. Ma vede, noi abbiamo una caratteristica che altri partiti non hanno. Non ci nascondiamo e, a mio avviso, il nostro essere di Governo e sulle barricate è imprescindibile. Un leghista “s’incazza” anche se siede in Governo».

Leghista fin da giovanissimo, ha avuto come padre politico il Nano. Poi il Parlamento, il Consiglio nazionale e a 34 anni in Governo. Non ha bruciato qualche tappa?
«È andata così. C’è chi inizia l’avventura politica più tardi, ma io non rinnego nulla, né la scelta della Lega né il fatto di essermi candidato per obiettivi importanti. Alla fine è il popolo che decide quando il tuo tempo è terminato. Io ho ancora tanto da dare perché fare il consigliere di Stato significa essere al servizio dei ticinesi. Mettersi a disposizione è nella mia natura. Io non mollo».

E del fil rouge di questa tribolata legislatura per la coppia leghista cosa dice?
«Dal matador degli appuntamenti elettorali Borradori, ad un uomo prestato alla politica come Barra che ancor prima della sua terribile malattia ha colpito al cuore tutti i ticinesi, al giudice di lungo corso che ha pure deciso di servire il Paese in un ruolo politico. Ognuno ha il suo profilo, come d’altronde vale anche per me. A volte c’è qualche spigolo, altre volte si trova un buon incastro. Su alcuni temi io e Zali andiamo d’accordo, su altri meno. Era così anche con gli altri due».

Ma come? Lei e Zali non siete la coppia della Lega? «Nessuno fa la guerra, ognuno ha le sue caratteristiche. Se Zali oggi viene identificato come ambientalista, io lo sono sempre stato molto meno. Una coppia è chiamata ad essere complementare. Credo che sia giusto difendere le posizioni condivise, e sui temi cari ai leghisti siamo in perfetta sintonia, poi ognuno ha il suo percorso di vita e le sue sensibilità».

E in Governo l’ambiente com’è? «In Consiglio di Stato le discussioni sono anche franche, talvolta accese, ma mai sono volati gli stracci come qualcuno vuole lasciare intendere. Siamo un po’ condannati a collaborare, ce lo impone il sistema elettorale. Credo di avere la capacità di collaborare se condivido un’idea e di dire in maniera ferma la mia opinione se la penso in maniera differente».

Il maggioritario lo vedrebbe bene? «Dipende da quale maggioritario. Ci sono Cantoni che pur avendo questo sistema hanno poi 4 o anche 5 partiti rappresentati in Governo».

Il PLR è in pressing su voi due leghisti. Come vive questa situazione?
«Senza problemi. La politica è un po’ come l’hockey: se sai dare dei body-check, devi anche essere in grado di prenderli, senza arrabbiarti perché sono le regole del gioco».

Veniamo al suo album.
«Fare l’arbitro di hockey mi ha insegnato molto, in particolare a farmi rispettare quando, da giovane, arbitravo persone più grandi di me. Adoro la cucina, cucinare per me è un po’ una valvola di sfogo. La famiglia è infine il nido e i nostri figli la gioia e il motivo per impegnarsi sempre di più per questo Paese».

di Gianni Righinetti
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Un lavoro per ogni ticinese

Un lavoro per ogni ticinese

Impegno costante per raggiungere un obiettivo fondamentale. Alla festa della Lega dello scorso 25 gennaio, Daniele Caverzasio ha rimarcato giustamente che “l’emergenza in Ticino è una sola: il lavoro”. Una frase che ben rappresenta anche il mio pensiero e che, osservando tutte le persone presenti nel capannone di Pregassona, mi ha confermato che uno dei nostri obiettivi principali deve continuare ad essere la difesa del lavoro dei ticinesi! Ecco anche perché è proprio questo, il primo punto del decalogo della Lega dei Ticinesi.

Negli ultimi quattro anni ho incontrato durante varie manifestazioni, in tutto il Ticino o semplicemente nel mio ufficio, molte persone in difficoltà; persone in cerca di un aiuto, di una speranza. Ho ascoltato i loro problemi, che sono quelli della maggior parte dei cittadini, cercando nel contempo di trovare una soluzione alle loro preoccupazioni. Nelle discussioni politiche vengono spesso riportati i dati sull’occupazione e sulla disoccupazione. Cifre statistiche che riassumono questi fenomeni ma che non danno l’idea dell’angoscia nella quale sono costrette a vivere queste persone. Dobbiamo renderci conto che dietro a tutti questi numeri ci sono degli esseri umani, padri e madri di famiglia in particolare, persone che di frequente faticano ad arrivare alla fine del mese. Seguendo l’esempio del Nano, tutti noi leghisti siamo chiamati ad adoperarci in prima persona affinché queste persone possano avere un futuro migliore, affinché ogni Ticinese possa avere un lavoro!

Per questi motivi i tantissimi incontri avuti in questi anni hanno rappresentato per il sottoscritto uno stimolo ulteriore per favorire l’occupazione dei cittadini residenti. Nei miei ambiti di competenza, mi sono ad esempio impegnato per favorire un’occupazione a tanti giovani alle prese con una prima esperienza lavorativa dando loro la possibilità di effettuare degli stages, rispettivamente di cominciare un apprendistato.

Il mio Dipartimento ha poi accolto, come avviene da anni, tante persone che hanno partecipato ai programmi d’occupazione presso i vari uffici, dove alcuni di loro, dimostrato il loro valore, hanno poi trovato un’occupazione stabile. Per permettere l’accesso al mercato del lavoro ai meno giovani, ho tolto la discriminante dell’età anagrafica: è stato il caso del concorso scaduto pochi giorni fa per l’assunzione di nuovi aspiranti agenti di custodia che ha visto passare l’età massima per l’accesso alla scuola da 40 a 50 anni. Non da ultimo, le scuole di polizia organizzate regolarmente in questo quadriennio e con un numero maggiore di candidati, visto l’obiettivo che ho raggiunto di disporre di 50 agenti di polizia in più entro il 2017, hanno permesso e permetteranno ad alcuni giovani di intraprendere una professione importante per la nostra sicurezza, aumentando così le possibilità d’impiego a disposizione.

È mia intenzione proseguire su questa linea, sfruttando tra l’altro tutte le opportunità che mi si presenteranno per favorire ai ticinesi l’entrata o il ritorno nel mondo del lavoro. Perché dobbiamo rispondere a questa emergenza e far sì che ogni ticinese possa lavorare.

Norman Gobbi

Le imprecisioni di Natalia Ferrara Micocci

Le imprecisioni di Natalia Ferrara Micocci

Purtroppo non ho avuto il piacere di seguirla in diretta, ma diverse persone mi hanno riferito dell’intervista della signora Ferrara Micocci, candidata al Consiglio di Stato per il PLR, durante la trasmissione online di Ticinonews “A tu per tu”. Rispondendo a una domanda posta dal pubblico a casa, la candidata ha affermato che negli ultimi quattro anni il sottoscritto, e di riflesso il Dipartimento delle istituzioni, non ha fatto nulla di significativo. Nessun progetto, nessuna riforma. Ora, visto che la campagna elettorale in casa PLR è già iniziata da molto – troppo! – tempo, posso anche comprendere la tendenza a strumentalizzare la discussione, ma non posso tollerare che il lavoro svolto con grande impegno dal sottoscritto e dai collaboratori del mio Dipartimento venga denigrato in questo modo.

Che una già Procuratrice pubblica, riduca l’importante progetto di riorganizzazione della giustizia cantonale denominato “Giustizia 2018” a un semplice “spostamento di uffici” è un’affermazione errata. Essa denota l’assenza di conoscenza delle attività legate all’amministrazione della giustizia portate avanti dal Dipartimento delle istituzioni, oltre che ad una mancanza di rispetto nei confronti dei suoi ex colleghi procuratori, giudici, avvocati e di tutti coloro che in questi anni hanno partecipato attivamente ai gruppi di lavoro che hanno contribuito ad elaborare una serie di misure volte a migliorare l’efficienza e l’efficacia del potere giudiziario. Tanti professionisti che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro energie con un unico scopo: concretizzare un apparato giudiziario moderno, a beneficio dei cittadini. “Giustizia 2018” è un progetto che ho fortemente voluto e a cui tengo molto. Anche nei mesi che precedono le elezioni, periodo durante il quale sarebbe facile e forse politicamente più pagante per il candidato in corsa se i dossier rimanessero chiusi nei cassetti, mi sto prodigando, assieme ai miei collaboratori, alfine di concretizzare le proposte formulate dai vari gruppi di lavoro; proposte tangibili, che possono anche dividere e a proposito delle quali si può naturalmente discutere, ma che perseguono sempre l’obiettivo di dare una giustizia migliore ai cittadini.

Per quanto concerne il rilascio dei permessi, altro argomento sul quale la signora Ferrara Micocci ha indicato la sua soluzione, vi è alla base un problema legato agli Accordi bilaterali, contro i quali la Lega dei ticinesi ha sempre combattuto a viso aperto. Questi accordi infatti non permettono – e questo la signora Ferrara Micocci in qualità di avvocato lo sa sicuramente molto bene – un controllo sistematico dei precedenti penali di tutte le persone che richiedono un permesso. In questi quattro anni, il Dipartimento delle istituzioni ha però dato priorità alla qualità degli accertamenti sui singoli dossier, ottenendo risultati importanti. Ad esempio, negli scorsi quattro mesi, come riportato dai quotidiani settimana scorsa, ben prima dell’intervista “A tu per tu”, i controlli sui permessi B hanno consentito di rilevare una cinquantina di abusi, trenta dei quali hanno portato alla revoca del permesso; inoltre, è stato sviluppato un efficace sistema di collaborazione tra le autorità cantonali e quelle comunali, che favorisce un continuo scambio di informazioni. Quanto al fatto che i permessi in Ticino vengano concessi in tempi record, mi piacerebbe sapere quali siano le sue fonti, poiché gli attuali tempi di attesa si aggirano sui tre mesi.

Per non aprire poi il capitolo sulla sicurezza, dove sono state investite molte energie e risorse, e dove i risultati sono tangibili, e sui quali potremo esprimerci nelle prossime settimane. Nel frattempo vi rimando alla pagina specifica del mio sito in fondo a questo articolo.

“Soluzioni senza scorciatoie”, recita uno dei miei slogan. Questo poiché il Ticino sarà confrontato nell’avvenire a sfide complesse e per le quali non esistono soluzioni magiche. Occorrerà avere il coraggio di affrontare questo percorso difficile attraverso un lavoro costante, com’è stato fatto dal mio Dipartimento in questa legislatura, checché ne dica la signora Ferrara Micocci. Un lavoro svolto da tutti con grande impegno e sempre focalizzato su un unico obiettivo: accrescere la fiducia del Popolo ticinese nei confronti delle istituzioni del nostro Cantone e, soprattutto, portare un servizio di valore a tutti i cittadini!

Per ulteriori dettagli sulle misure intraprese su permessi e sicurezza, cliccate sui seguenti link:
http://www.vais.ch/supernorman-contro-le-residenze-fittizie-50-permessi-facili-revocati-e-la-battaglia-continua/
http://www.vais.ch/sicurezza/

Sempre vicino ai Ticinesi

Sempre vicino ai Ticinesi

“Viva la Lega, viva la Lega!!!”. Risuonano ancora nella mie orecchie, così come in quella di tutti i partecipanti alla festa di domenica scorsa, le parole che abbiamo cantato insieme e con grande entusiasmo al termine della presentazione delle liste per il Gran Consiglio e il Consiglio di Stato.

Un incontro, quello di domenica, che si è subito trasformato in una festa popolare, grazie alle quasi mille persone giunte a Pregassona. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti e per salutare calorosamente le amiche e gli amici che non hanno potuto essere presenti ma che, anche da lontano, non ci hanno fatto mancare il loro sostegno!

Personalmente sono stato felice di riassaporare ancora una volta le nostre radici, le radici della LEGA: un Movimento vicino ai cittadini ticinesi, “a la nòsa gent”, ai loro problemi e alle loro preoccupazioni. Sono questi i valori che vent’anni fa mi spinsero, come ha ricordato Marco Borradori presentandomi sul palco, ad abbracciare questo Movimento e ad impegnarmi con tutte le mie forze affinché il Ticino potesse avere un futuro migliore.

In questi anni abbiamo affrontato insieme diverse sfide, sempre nell’interesse del Popolo ticinese e sempre contro il vecchio “tavolo di sasso”. Ultima in ordine di tempo è stata la votazione del 9 febbraio 2014, grazie alla quale, soprattutto per merito della LEGA, i Ticinesi hanno detto inequivocabilmente BASTA all’immigrazione di massa che attanaglia il nostro Paese e che ha degli effetti negativi sull’occupazione dei cittadini residenti, risultando determinanti per l’esito finale del voto. Quante persone in difficoltà ho incontrato in questi quattro anni! Persone che da un giorno all’altro sono rimaste senza un lavoro e con alle spalle una famiglia da mantenere. Per tutti questi motivi l’obiettivo della LEGA, che ha fortemente contraddistinto il mio operato in qualità di Consigliere di Stato, è sempre stato uno e uno solo: un lavoro dignitoso per ogni ticinese!

Per continuare a combattere in prima linea queste importanti battaglie ci attende una sfida fondamentale: riconfermare lo storico risultato ottenuto nel 2011, quando siamo riusciti a conquistare la maggioranza relativa all’interno del Governo. Una sfida difficile, come ci ha resi attenti il nostro Marco, per la quale abbiamo bisogno del supporto di tutti i cittadini, e che, se ci vedrà vittoriosi, consentirà al nostro Movimento di continuare a lottare a favore degli interessi del Ticino e dei Ticinesi. Sono convinto che tutti uniti potremo vincere anche questa battaglia: lo dobbiamo al Nano, a tutti quelli che in questi anni hanno combattuto in nome della LEGA e, soprattutto, lo dobbiamo al Popolo ticinese!

Grazie, Norman

(foto Ti-Press SA)

Lega, è festa popolare

Il movimento si è riunito per la presentazione della lista dei candidati per il Consiglio di Stato

La Lega dei ticinesi ha svelato tutti i suoi candidati in un’ affollata festa popolare che ha segnato l’avvio della sua campagna elettorale per le cantonali del 19 aprile. Alcune centinaia di persone si sono riunite domenica nel capannone di Pregassona per l’assemblea del movimento.

“Evitiamo di fare l’occhiolino ad altri partiti”, ha ammonito Marco Borradori, sindaco di Lugano, sottolineando che per respingere l’attacco del PLRT serve una squadra compatta e unita.

A prendere la parola in seguito i cinque candidati in corsa per il Consiglio di Stato. Amanda Rückert ha fatto notare come altre forze tentino di scimmiottare le posizioni storiche della Lega: “ci sono concetti che sono quelli del lavoro prima ai ticinesi, la limitazione della libera circolazione, la difesa delle nostre frontiere. La Lega su questi punti c’è sempre stata”.

Di emergenza lavoro hanno parlato anche Fabio Badasci, evidenziando “l’esclusione dei nostri lavoratori e in particolare dei nostri giovani” e la povertà dei salari di alcune professioni, e Daniele Caverzasio, che ha affermato: “quando parliamo di occupazione non ce ne frega niente di Laura Sadis e del suo motto del ‘non si può fare’, di Manuele Bertoli che dice rivotiamo il 9 febbraio”.

Claudio Zali nel suo discorso si è rivolto ai possibili delusi alla base del movimento: “dovete permetterci di impedire che la partitocrazia riprenda in mano con maggiore forza il suo potere”.

Infine, come capo del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi ha rivendicato il merito di una maggiore presenza e controllo del territorio a tutela della sicurezza pubblica, ed una maggior determinazione del Governo nei rapporti con Berna.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Lega-%C3%A8-festa-popolare-3609751.html

Lega: entusiasmo a mille per l’apertura della campagna

Vincere. E solo vincere. È questo il grido di battaglia che la Lega ha lanciato oggi dal capannone di Pregassona. Il Movimento di via Monte Boglia ha riunito la base per presentare la lista per il Consiglio di Stato che, oltre ai due uscenti Claudio Zali e Norman Gobbi, è composta da Daniele Caverzasio, Fabio Badasci e Amanda Rückert. E sono stati davvero moltissimi i militanti accorsi alla festa leghista: oltre 500. Militanti carichi di entusiasmo che hanno regalato un’atmosfera da stadio ai candidati, soprattutto quando nella sala è risuonato l’inno della Lega.

Ma chi si aspettava che i protagonisti sarebbero stati i candidati, ministri uscenti in testa, è rimasto spiazzato. A prendersi buona parte della scena è stato infatti Marco Borradori. Al sindaco di Lugano è toccato infatti il discorso motivazionale e la presentazione dei candidati al Governo. Un discorso da vero e proprio coach: tosto e coraggioso. O da presidente, se vogliamo restare in politica abbandonando la metafora sportiva.

Un discorso in antitesi con quello del coordinatore Attilio Bignasca che negli ultimi giorni ha sempre sottolineato come la vittoria fosse già in tasca per la Lega. Lo ha detto anche oggi, rivolgendosi ai candidati per il Gran Consiglio: “Non dovete farvi la guerra tra di voi ma cercare di mandare più gente possibile a votare. Se l’affluenza è alta abbiamo già vinto”.

Borradori: “Non abbiamo già vinto”
No, per Borradori le cose non stanno così. “Noi – ha esordito il sindaco di Lugano – abbiamo un unico obbiettivo: confermare i nostri due ministri. La lista che abbiamo presentato non è la più forte possibile ma è una buona lista che può portarci alla vittoria. Ma per farlo dobbiamo evitare l’errore più grande che potremmo commettere: sottovalutare gli avversari. Non abbiamo già vinto e non dobbiamo sederci sugli allori. Confermare due ministri è un’impresa difficilissima. E se dovessimo perdere un Consigliere di Stato sarebbe devastante. Se invece dovessimo farcela per noi la strada sarebbe molto più agile, anche in vista delle prossime votazioni. Ad aprile noi dobbiamo vincere, siamo condannati a vincere”.
Borradori, tra le righe, è anche tornato criticamente sulla partecipazione di Zali all’assemblea dei Verdi: “Evitiamo di fare l’occhiolino agli altri partiti. I nostri candidati devono andare in ogni parte del Cantone e parlare con la gente. I candidati devono fare squadra e mettere in cima alle priorità il voto della lista e la riconferma dei nostri Consiglieri di Stato. Se ognuno penserà solo alla sua campagna sarà durissima farcela. Lo ripeto: non crediamo affatto che la partita sia già vinta”.

Zali: “Se il Plr non risorge adesso non risorgerà più. E in Governo siamo arrivati alle denunce penali….”
Dopo il sindaco di Lugano hanno preso la parola i candidati al Governo. “La Lega – ha detto Claudio Zali – è l’unico movimento capace di coniugare una forte anima sociale con la difesa del nostro territorio sia dagli attacchi internazionali sia dalla Confederazione quando prende dei provvedimenti contrari agli interessi del nostro Cantone. Il PLR vuole recuperare il potere. E dicono che sentono profumo di riscossa. Qui questo profumo non si sente per nulla”.
“Mi rivolgo agli scontenti. A quelli tra di noi che dicono che con la maggioranza relativa non siamo riusciti a cambiare il Ticino. A voi dico non perdete la fiducia e continuate a votare scheda Lega. Non sempre in Consiglio di Stato io e Norman troviamo la maggioranza sulle nostre idee e le nostre proposte. Anzi, in tutte le votazioni finite 3 a 2, i 2 siamo sempre stati io e Norman. Ora siamo addirittura arrivati alle denunce penali in Governo, un modo di far politica dal quale noi ci distanziamo”. “Dobbiamo impedire – ha concluso Zali – che la partitocrazia riprenda il suo potere. Se il PLR non risorge ora non risorgerà più”.

Gobbi: “In Ticino la storia la fa la gente”
Norman Gobbi ha dal canto suo rivendicato il lavoro svolto come ministro delle istituzioni a favore della “sicurezza dei ticinesi”. “Ho fatto scelte forti, talvolta dure, e certamente in linea con quanto ho sempre affermato e tenendo fede allo spirito iniziale. Queste scelte hanno portato la sinistra ad organizzare circa una decina di manifestazioni pubbliche contro le miei decisioni: dalla chiusura delle aree nomadi all’allontanamento di giovani stranieri illegali”.
“Il nostro principale obbiettivo è dare un lavoro dignitoso a tutti i ticinesi. Continueremo a combattere per tenere libero il Ticino dal tavolo di sasso. Noi non siamo persone comuni che per amore del Ticino e della sua Gente vogliamo combattere per la nostra libertà e la nostra identità di ticinesi! In Ticino la storia non la fanno i partiti ma la gente. La gente che ha votato contro l’adesione della Svizzera allo spazio economico europeo e che il 9 di febbraio ha approvato l’iniziativa Contro l’immigrazione di massa!”.

Caverzasio: “Dito medio all’Europa”
Il discorso di Daniele Caverzasio ha particolarmente scaldato la sala. “io ci sono, noi ci siamo, solo se voi ci siete! L’emergenza in Ticino è una sola: il lavoro. E a noi non ce ne frega niente di Laura Sadis e del suo mantra del “non si può fare” o di Manuele Bertoli che vorrebbe farci rivotare sul 9 febbraio. A noi interessa della gente che ha perso il lavoro e per la quale ci batteremo a morte”. “Un paese che rinuncia alla difesa dei posti di lavoro e dei confini non è più un Paese. E allora mi perdonerete se mostro un bel dito medio all’Europa”.

Rückert: “La Lega è l’originale”
“È fantastico fare parte di questa squadra che deve lottare per la riconferma dei seggi di Norman e Claudio”, ha esordito Amanda Rückert. “No alla fallimentare Europa, difesa dei nostri posti di lavoro, sono da sempre i nostri temi. Ora anche gli altri si sono svegliati e copiano le nostre proposte. Ma la Lega lo dice da sempre. La Lega è l’originale”.

Badasci: “Contro i salari da fame servono due leghisti in Governo”
Infine Fabio Badasci: “In molti settori ci sono salari da fame per chi risiede in Ticino. Ed è questa la sfida più importante dei prossimi anni. Per questo servono due leghisti in Governo!”.

http://www.liberatv.ch/articolo/28677/lega-entusiasmo-mille-lapertura-della-campagna-ma-borradori-avvisa-tutti-guai-pensare

Diritti politici, cambiano alcune regole

Diritti politici, cambiano alcune regole

Diritti politici: approvate le modifiche alla legge sull’esercizio dei diritti politici e alle norme sull’ineleggibilità e la destituzione. Nella seduta odierna, il Consiglio di Stato ha approvato due messaggi in ambito dei diritti politici: con l’approvazione della modifica della legge sull’esercizio dei diritti politici il Governo intende agevolare le operazioni di voto, mentre con la modifica delle norme sull’ineleggibilità e la destituzione dà seguito a quanto deciso dal Popolo lo scorso 9 febbraio. 

Aggregazioni patriziali nel Malcantone e nel Mendrisiotto

Aggregazioni patriziali nel Malcantone e nel Mendrisiotto

Aggregazioni patriziali nel Malcantone e nel Mendrisiotto: fissate le date per le consultazioni popolari. Nella seduta di ieri il Consiglio di Stato ha approvato le proposte di aggregazione presentate dai Patriziati di Castel San Pietro, Casima, Monte e Terrieri di Campora (Mendrisiotto) nonché Aranno, Cimo e Iseo (Malcantone), le quali sono state approfondite da due Commissioni di studio istituite ad hoc per approfondire le richieste.