I Cantoni e le sfide nell’esercito e nella protezione della popolazione

I Cantoni e le sfide nell’esercito e nella protezione della popolazione

Comunicato stampa della Conferenza governativa dei Direttori cantonali del militare, della protezione della popolazione e dei pompieri (RK MZF) |

Lugano, 19 maggio 2017. In occasione della riunione annuale a Lugano, la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) ha preso posizione in merito a numerose sfide strategiche. Temi centrali sono stati l’introduzione di una giornata informativa obbligatoria sul servizio militare per le donne, la creazione di un concordato intercantonale per un’assicurazione obbligatoria contro i terremoti nonché decisioni strategiche nell’ambito della protezione NBC della Svizzera. All’incontro hanno partecipato il Capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, Consigliere federale Guy Parmelin, il capo dell’esercito, Comandante di corpo Philippe Rebord, e Benno Bühlmann, Direttore dell’Ufficio federale della protezione della popolazione. Infine oggi il Consigliere di Stato Norman Gobbi è stato riconfermato Presidente della Conferenza per un altro mandato della durata di quattro anni.

I membri dei governi dei Cantoni responsabili per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri a livello cantonale hanno approvato nel corso della loro odierna conferenza annuale a Lugano la proposta di elaborazione di un progetto per l’introduzione di una giornata informativa obbligatoria sul servizio militare per le donne svizzere. Attualmente, le donne interessate possono partecipare alla giornata informativa a titolo volontario. Senza mettere in discussione il carattere volontario del servizio militare, con il conferimento dell’obbligatorietà si intende utilizzare meglio il loro potenziale a favore della sicurezza. Inoltre, tramite la ristrutturazione della giornata di informazione si intende ampliare le conoscenze delle giovani cittadine e dei giovani cittadini sugli strumenti della politica di sicurezza svizzera. L’Esercito, la protezione civile e la Croce Rossa offrono numerosi, interessanti modelli di servizio, carriere dei quadri e opportunità professionali. Gli interessati possono informarsi al riguardo per esempio tramite il sito internet. In tal modo si raggiunge però solo un numero esiguo di giovani svizzere. Con l’introduzione della giornata informativa obbligatoria per le donne possibile eliminare le esistenti lacune informative. Il progetto intende verificare la fattibilità dell’introduzione della giornata informativa obbligatoria per le donne a li-vello personale, finanziario e giuridico. Dopo gli usuali processi politici di approvazione, si prevede un’eventuale attuazione del progetto a partire da inizio 2020.

La CG MPP ha pure approvato un documento di riferimento in merito all’istituzione di un concordato intercantonale per un’assicurazione obbligatoria contro i terremoti (CIAT). La CG MPP è dell’avviso che tale concordato sia da introdurre. Esso entrerà in vigore solo quando avranno aderito un numero sufficiente di Cantoni tale da riuscire a coprire almeno l’85% degli edifici e dei valori reali della Svizzera. La creazione di una CIAT è tuttavia subordinata alla partecipazione della Confederazione al finanziamento della soluzione assicurativa. Dato che non esistono ancora le necessarie basi costituzionali e normative per una tale partecipazione, la Confederazione è invitata a creare le basi per una corrispondente competenza federale. La prossima tappa prevede entro fine 2017 l’attuazione, tramite la Conferenza dei governi cantonali CdC, di un sondaggio vincolante presso i Cantoni sulla creazione di una CIAT sulla base del documento di riferimento elaborato. In seguito la CG MPP deciderà in merito all’elaborazione concreta del concordato.

Siccome un’efficace protezione NBC in Svizzera è possibile solo a condizione di una buona cooperazione tra la Confederazione, i Cantoni e terzi, il Capo del DDPS e il presidente del-la CG MPP hanno incaricato nel dicembre del 2016 un gruppo di lavoro diretto dalla ComNBC di elaborare proposte per la definizione di una piattaforma nazionale per la protezione NBC. Il gruppo di lavoro ha quindi presentato il progetto per l’istituzione di un organo di coordinamento per la protezione NBC (OrCNBC) a livello operativo. Tale concetto è stato oggi approvato dall’assemblea plenaria della CG MPP. Lo scopo dell’organo è il miglioramento della collaborazione tra Confederazione, Cantoni e gli altri attori coinvolti. Si concentrerà su pochi compiti il cui coordinamento permette di incrementare l’efficacia e l’efficienza e di ridurre i costi. I compiti dell’OrCNBC comprendono in particolare il coordinamento e la determinazione delle priorità delle misure preventive nella protezione NBC nonché l’accertamento delle competenze per il loro adempimento, il monitoraggio dell’esecuzione delle misure nella protezione NBC, la promozione della regionalizzazione nella protezione NBC, il rafforzamento del trasferimento delle conoscenze e del flusso d’informazioni tra gli attori nella protezione NBC come pure il coordinamento dei contatti internazionali in vista della protezione NBC in Svizzera. Ora la piattaforma dovrà elaborare entro novembre 2017 una convenzione da sottoporre in seguito al DDPS e alla CG MPP per la firma. La Confederazione e i Cantoni si dividono il sostegno tecnico e amministrativo del progetto, segnatamente mettendo a disposizione le risorse umane occorrenti a tal fine. Dopo al massimo tre anni dall’istituzione dell’organo di coordinamento si procederà a una valutazione d’insieme del progetto.

Inoltre, i membri della CG MPP sono stati informati dal Capo del DDPS, il Consigliere federale Guy Parmelin, su temi attuali della politica di sicurezza e della protezione della popolazione.

Il capo dell’esercito, comandante di corpo Philippe Rebord, ha riferito in merito alla situazione dell’esercito, segnatamente in previsione del suo ulteriore sviluppo nel quadro del progetto Ulteriore sviluppo dell’esercito USEs.

Il Direttore dell’UFPP, Benno Bühlmann, ha informato sullo stato della Revisione della Legge sulla protezione della popolazione e delle protezione civile (LPPC) attualmente in corso. Sulla questione i membri della CG MPP si sono espressi in favore di una divisione della LPPC in due leggi separate. Alla Confederazione dovrebbero inoltre essere messi a disposizione – secondo necessità – dei membri della Protezione civile attraverso un accordo di prestazione.

Infine, l’assemblea plenaria ha confermato, per altri quattro anni, Norman Gobbi come
Presidente della Conferenza. La Consigliera di Stato argoviese Franziska Roth, la Consigliera di Stato del Canton Vaud Béatrice Métraux e il landamano del Canton Appenzello interno Martin Bürki sono invece stati eletti nuovi membri del consiglio direttivo.

Il futuro dell’esercito è oggi

Il futuro dell’esercito è oggi

Da laRegione |

Il mondo è cambiato, deve cambiare anche l’esercito. L’ha ricordato sabato scorso a Lugano, Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, nel corso dell’assemblea della Società ticinese degli ufficiali (Stu) che per l’occasione aveva come ospite d’onore il nuovo capo dell’esercito Philippe Rebord. I cambiamenti, un verità, già ci sono e vanno nella direzione della flessibilità, ovvero garantire la sicurezza contro le nuove minacce. Del resto, ha aggiunto Gobbi, «le nuove reclute non sono quelle di trent’anni fa; entrano nell’esercito con nuove competenze e hanno una facilità nell’utilizzo delle tecnologie» circondate quotidianamente, come sono, dai molteplici dispositivi dell’era digitale. Giovani, dunque, «che si aspettano di trovare nell’ambiente grigioverde le stesse tecnologie che fanno parte del loro quotidiano, con le stesse funzionalità». Dunque non si può attendere oltre, anche l’esercito deve dotarsi di nuovi mezzi capaci di rispondere all’esigenze del futuro. Che è già presente. Un esempio? L’uso sempre più frequente – anche delle istituzioni – dei droni, e cioè dei velivoli multifunzionali. La Polizia cantonale, ha ricordato Gobbi, ne fa uso per riprese aeree degli incidenti. L’esercito li ha usati in Ticino la scorsa estate per controllare i flussi migratori; mezzi ormai vetusti che per fortuna verranno presto sostituiti. La necessità imperativa di condurre in porto il progetto USEs (Ulteriore sviluppo dell’esercito), i problemi legati agli effettivi e l’attenzione al potenziale femminile, l’esigenza di regolamentare in modo più restrittivo le possibilità di accesso al servizio civile, la reintroduzione del concetto di mobilitazione, le scadenze che incombono in tema di mezzi (aerei, ma anche veicoli, cannoni ecc.): questi i temi principali toccati invece dal nuovo capo dell’esercito, comandante di corpo Philippe Rebord. Che ha sottolineato: l’USEs costituisce il classico “compromesso svizzero” tra esigenze e possibilità, tra qualità e costi. Ma rappresenta oggi un passaggio obbligato, da implementare con convinzione, poiché senza di esso non solo l’esercito non potrebbe garantire il suo essenziale contributo alla sicurezza del Paese, ma non ci sarebbero nemmeno le premesse per affrontare con altre misure l’evoluzione futura della situazione. Tra le novità annunciate da Rebord, la reintroduzione del concetto di mobilitazione, con relative esercitazioni per tutti i battaglioni. Un segnale di ripensamento del quadro strategico e del possibile riemergere di minacce militari convenzionali. Questo significa che torneremo un giorno al “grande esercito di difesa”, come vorrebbe qualcuno? Rebord, pur rilevando che non sarà comunque per domani, ha lasciato l’interrogativo sostanzialmente aperto, alla luce anche di quanto sta avvenendo in altri Paesi d’Europa (ad esempio in Germania). Il presidente della Società svizzera degli ufficiali, col Smg Stephan Holenstein, gli ha garantito il sostegno dell’ufficialità, non senza precisare che sarà “costruttivo” ma anche “critico”. L’assemblea ha pure ascoltato un’ampia relazione del presidente Stu Col Marco Lucchini, che ha insistito in particolare sull’importanza di valorizzare la formazione militare anche per contrastare il disinteresse di studenti e datori di lavoro.

Assemblea annuale della Società Ticinese degli Ufficiali

Assemblea annuale della Società Ticinese degli Ufficiali

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea annuale della Società Ticinese degli Ufficiali |

Presidente Colonnello Marco Lucchini,
Egregi signori,
Gentili signore,
vi saluto a nome del Consiglio di Stato e vi ringrazio per avermi invitato a partecipare ai vostri lavori assembleari.

L’esercito sta vivendo in questi anni diversi cambiamenti, che lo vedranno in poco tempo diventare più moderno e flessibile. Stiamo chiaramente parlando dell’Ulteriore sviluppo dell’esercito, che entrerà nel vivo il prossimo anno.

Ma cosa significa più moderno e più flessibile? Significa essere pronti a far fronte a nuove minacce in maniera efficace, con un’organizzazione che si adatta più rapidamente a nuove situazioni per le quali dobbiamo essere pronti ad agire. In occasione dell’approvazione delle basi legali dell’Ulteriore sviluppo dell’esercito, le Camere federali hanno autorizzato un limite di spesa di 20 miliardi per il periodo 2017-2020. Ma proprio perché l’esercito dev’essere aggiornato sono necessarie nuove risorse, e sarà anche compito del nuovo capo dell’esercito, Philippe Rebord, riuscire a ottimizzare quanto a disposizione per assicurare la difesa del nostro Paese.

L’esercito di oggi non può essere quello di trent’anni fa. Le nuove reclute non sono quelle di trent’anni fa: entrano nell’esercito con nuove competenze che si potrebbero definire quasi innate. Sono i Millenials: hanno una facilità nell’utilizzo e nella gestione delle tecnologie che è dettata dal fatto che nella loro vita sono sempre stati circondati da dispositivi dell’era digitale. Non hanno dovuto apprendere come si utilizzava un computer o un qualsiasi altro dispositivo mobile: ci sono nati. Io stesso mi accorgo come l’approccio dei miei figli di 6 e 5 anni agli smartphone, ad esempio, sia totalmente differente dal mio, se penso a quando per la prima volta ho avuto a che fare con App e schermi touch.

Queste sono le nuove reclute dell’esercito svizzero, che ormai non appartengono più a un futuro distante ma che sono già il nostro presente. Che si aspettano di trovare nell’ambiente grigioverde le stesse tecnologie che fanno parte del loro quotidiano, con le stesse funzionalità e la stessa immediatezza di ciò che hanno tra le mani tutti i giorni. Un’attesa che non possiamo disattendere, anche perché questi nuovi mezzi informatici sono ormai essenziali nella difesa contro minacce attuali, come ad esempio i cyberattacchi, e per garantire quindi una protezione totale della nostra nazione e della sua popolazione.

Siamo quindi già nel futuro. Proprio lo scorso mese l’Ente Ospedaliero Cantonale e La
Posta hanno presentato un sistema di trasporto per il sangue tramite droni. Una pratica
che qualche anno fa poteva sembrare futuristica, dal 2018 potrebbe diventare realtà. I
droni sono ormai utilizzati in diversi ambiti a livello di sicurezza: la nostra Polizia cantonale si è dotata di due mezzi per le riprese dall’alto di scene d’incidenti, d’incendi o di altri eventi, mentre l’esercito ha adoperato i propri droni per la ricognizione del territorio nell’ambito dei flussi migratori, la scorsa estate. Un sistema d’arma oramai vetusto e che crea qualche disagio alla popolazione del Mendrisiotto, ma che con la prossima sostituzione permetterà un supporto alle autorità civili ancora più performante. Il DDPS, come pubblicato nel recente rapporto sui suoi progetti, prevede di investire nei prossimi anni in mini droni da ricognizione aerea a supporto delle truppe di fanteria. Un sistema questo che presuppone un’ottima lungimiranza e prova quanto espresso in precedenza. Questi sono esempi di come le nuove tecnologie possano essere di supporto e rendere ancora più efficiente ed efficace l’operato delle nostre forze dell’ordine.

Il nostro deve essere quindi un esercito al passo con i tempi e attraente per i giovani che si apprestano ad affrontare la scuola reclute. L’esercito come ben sappiamo non è però solo rivolto agli uomini, ma può attirare anche l’attenzione delle giovani svizzere. Per questo motivo a fine maggio discuteremo la tematica durante la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri in modo da garantire in necessario sostegno politico, al fine di collaborare attivamente allo studio sul miglioramento del sistema dell’obbligo di servizio. Questo nell’ottica di una migliore informazione a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che si apprestano ad affrontare la loro esperienza in ambito militare. La volontà è infatti quella di introdurre a partire dal 2020 una giornata informativa obbligatoria per tutte le giovani svizzere, con l’obiettivo di cogliere e di valorizzare il potenziale che anche le cittadine possono offrire a favore della sicurezza nazionale. Ma non si tratta solo di questo: le giornate informative potranno avere infatti un approccio differente, mirato a far conoscere alle ragazze e ai ragazzi la realtà grigioverde e la possibilità di fare carriera al suo interno. Si colmeranno così alcune lacune informative che non permettono da una parte all’esercito di approfittare a pieno delle risorse umane che potenzialmente ha a disposizione, e dall’altra alle giovani e ai giovani svizzeri di conoscere, interessarsi e appassionarsi a tutto ciò che fa parte della realtà legata alla sicurezza nazionale.

Contiamo quindi sulle nuove reclute, cittadine e cittadini svizzeri, e sulle loro spiccate conoscenze in ambito di nuove tecnologie, ma anche su un’organizzazione adeguata dell’esercito che ne permetta l’impiego: questa è una grande sfida che dovremo affrontare nei prossimi anni.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Gobbi sull’Imam militare: “L’esercito rispecchia la realtà sociale, …”

Gobbi sull’Imam militare: “L’esercito rispecchia la realtà sociale, …”

Da Liberatv.ch | Il ministro delle Istituzioni: “L’imam nell’esercito dovrebbe comunque rispettare i requisiti validi per le altre fedi: essere di nazionalità svizzera, idoneo al servizio e aver concluso la scuola reclute”

È giusto o sbagliato istituire la figura dell’imam nell’esercito? La questione fa discutere e divide l’opinione pubblica. Liberatv ha chiesto al ministro delle Istituzioni, Norman Gobbi, di spiegare la propria posizione. Ecco le sue riflessioni.

“L’esercito rispecchia la realtà sociale; quindi credo sia importante riconoscere che la fede cristiana non è l’unica fra le fila dei cittadini soldato. I quadri devono esserne coscienti per rispettare, nel limite dell’andamento del servizio, il credo dei loro militari.

Detto questo, per assicurare ai soldati di fede mussulmana il diritto all’assistenza spirituale non penso sia necessario istituire la funzione dell’imam militare, o come lo si vorrà chiamare, che dovrebbe comunque rispettare i requisiti validi per le altre fedi: essere di nazionalità svizzera, idoneo al servizio e aver concluso la scuola reclute.

Già oggi l’esercito dà la possibilità ai fedeli di rispettare la propria religione: i militari di fede cattolica hanno il diritto di partecipare alla Messa domenicale, quelli di fede ebraica vengono licenziati anticipatamente per permettere loro di rispettare il riposo sabbatico, eccetera…

Va inoltre ricordato che l’offerta spirituale dell’esercito offre consulenza e sostegno a tutti i militari nelle questioni personali e in situazioni di conflitto durante il servizio, senza fare distinzioni per quanto riguarda la confessione, la religione e il credo”.

Conferenza federale di tiro 2017

Conferenza federale di tiro 2017

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della Conferenza federale di tiro 2017

Comandante di corpo Baumgartner,
Divisionario Stoller,
Brigadiere Dattrino,
Consiglieri nazionali,
Autorità politiche,
Ufficiali dell’Esercito svizzero,
Egregi signori,
Gentili signore,

È con grande piacere che partecipo alla Conferenza federale di tiro, che quest’anno ha luogo in Ticino, nell’incantevole cornice del Mendrisiotto. Spero che abbiate avuto modo di apprezzare quanto ha da offrire il nostro territorio, o che abbiate la possibilità di farlo nei prossimi giorni.

Il Canton Ticino è – soprattutto negli ultimi anni – protagonista nei progetti di sviluppo dell’Esercito. Lo scorso settembre è stato infatti inaugurato sul Monte Ceneri il nuovo magazzino a corridoi stretti, una struttura che mira a un potenziamento della Logistica militare svizzera assieme agli altri quattro centri militari distribuiti nelle diverse regioni svizzere. Proprio sul Monte Ceneri potremmo veder realizzato un nuovo poligono di tiro fra qualche anno, con l’obiettivo di sostituire dal 2020/2021 i poligoni di Lugano, Bellinzona e Origlio-Cureglia.

Sempre nell’ottica dell’ammodernamento e della miglior utilizzazione delle strutture, il Cantone firmerà nelle prossime settimane una nuova convenzione con la Federazione Cantonale della Società di tiro, che permetterà alle società di svolgere le loro attività nei poligoni con un orario prolungato nei giorni feriali, e di ridurre in maniera importante l’attività alla domenica, con un grande impatto a livello fonico.

È come Direttore del Dipartimento delle istituzioni, ma soprattutto come milite che sono orgoglioso di come il Ticino sia scenario per gli investimenti dell’Esercito e sia lui stesso promotore di nuovi progetti. Questo a favore di un aggiornamento costante delle sue capacità a livello logistico, ma anche a livello di presenza militare sul nostro territorio.

Il nostro Cantone gode della presenza di tre corpi di truppa, storicamente ticinesi: il Battaglione fanteria montagna 30, il Gruppo di artiglieria 49 e il Battaglione di aiuto in caso di catastrofe 3. Questi tre corpi rappresentano l’Esercito a Sud delle Alpi: con essi possiamo garantire il contributo ticinese alla sicurezza della nostra nazione.

Proprio quest’estate abbiamo potuto saggiare questo contributo, con l’impiego dei militi per far fronte alla situazione creatasi a ridosso della frontiera italo-svizzera. Sono stati infatti l’Esercito e la Protezione Civile a rendere possibile la realizzazione in tempo record del Centro unico temporaneo per migranti a Rancate, che ha permesso di far fronte allo stato di urgenza in maniera tempestiva e ottimale. Una prova superata a pieni voti quindi, che ha permesso di rispondere alle esigenze logistiche, di migliorare la sicurezza, di soddisfare le necessità della popolazione e le richieste delle autorità federali.

Spazi e competenze adatte all’attività dell’Esercito in Ticino sono essenziali per garantire il suo operato nella nostra regione e nel resto della Svizzera. Il Ticino da sempre offre militi motivati e pronti per affrontare le mansioni richieste dall’esercito. Parlando dell’attività del tiro, negli ultimi anni abbiamo assistito a un ritorno nell’interessamento dei giovani a quest’attività. Solo nel 2016 in Ticino i giovani tiratori sono aumentati infatti del 37%. Parte di questo risultato è dato dall’abbassamento dell’età minima per la partecipazione ai corsi di preparazione premilitare da 17 a 15 anni, che permette di avvicinare i futuri tiratori nel momento di maggiore recettività e in una fase nella quale si trovano a fare delle scelte per il futuro. Questi corsi sono importanti poiché permettono di avvicinare i tiratori fin da giovani, e garantire così la giusta preparazione e motivazione per una possibile incorporazione nell’attività militare.

Guardiamo quindi avanti con fiducia, con la certezza che in futuro il Ticino avrà sempre più qualità da offrire all’Esercito. Al servizio della Patria, a favore della sicurezza e della libertà di tutti gli svizzeri!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

“Berna riconosce la situazione eccezionale ticinese”

“Berna riconosce la situazione eccezionale ticinese”

Da Ticinonews.ch | Il ministro Norman Gobbi saluta positivamente la proposta di Ueli Maurer di schierare almeno 50 militari al confine

Dal prossimo anno almeno 50 militari dovranno essere schierati alle frontiere per l’emergenza migranti. Lo ha dichiarato il Consigliere federale Ueli Maurer.

Una notizia salutata positivamente dal ministro ticinese Norman Gobbi: “La Confederazione riconosce la situazione eccezionale, e la posizione delicata del Ticino”.

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni auspica che il provvedimento entri in vigore al più presto, e che una buona parte dei 50 militari venga schierata in Ticino, a supporto delle Guardie di confine.

Guarda il servizio TG di TeleTicino: http://www.ticinonews.ch/video/ticino/340330/berna-riconosce-la-situazione-eccezionale-ticinese

Igor Zubov’s meeting with delegation of Government Conference of the Military, Civil Defence and Fire Brigade of Swiss Confederation

Igor Zubov’s meeting with delegation of Government Conference of the Military, Civil Defence and Fire Brigade of Swiss Confederation

Da en.mvd.ru | Today, Deputy Minister of Internal Affairs of Russia Igor Zubov held a working meeting with the delegation of the Government Conference of the Military, Civil Defence and Fire Brigade of the Swiss Confederation who wished to learn about the structure, key functions and tasks of the Russian MIA. Chief of the International Law Administration of the Treaty and Law Department of the Russian MIA Vitaly Yakovlev and Chief of the 3rd Division of the National Central Bureau of Interpol of the Russian MIA Ilya Sevostyanov also took part in the event on the Russian part.

The Swiss delegation was led by President of the Government Conference Norman Gobbi.

Igor Zubov told the foreign partners about the specifics of the structure and the organization of the service of the Russian police agency.

In particular, he noted that the Russian Ministry of Internal Affairs was currently the largest and multifunctional part in the country’s law enforcement system. The main criterion for assessing its work is public opinion which is stipulated in the legislation.

“In recent years, we have managed to significantly increase the level of people’s trust. However, this effect cannot be permanent as it depends on multiple factors,” added the Deputy Minister.

He also spoke about issues related to the migration policy both in Russia and in EU countries, having noted that many challenges in that area were common and should be tackled in collaboration.

“We place a great emphasis on international cooperation, including with the Swiss Confederation,” noted Igor Zubov.

The participants in the meeting spoke about positive examples of the cooperation of the National Central Bureau of Interpol and the Investigation Department of the Russian MIA with the law enforcement bodies of Switzerland, especially in the area of search and identification of persons, as well as fight against crime perpetrated using computer technologies.

The Deputy Minister of Internal Affairs of the Russian Federation expressed his hope that negotiations, international events and conferences, including those focusing on fight against crime would help to establish and enhance the collaboration between the two countries in future.

For reference

The Government Conference of the Military, Civil Defence and Fire Brigade of the Swiss Confederation is the second most important structure within the state security system of Switzerland uniting members of governments responsible for defense, protection of civilians, and fire safety of the Cantons of Switzerland and the Principality of Liechtenstein. The bodies of the Government Conference include the plenum, the board, the General Secretariat, and the audit commission. The headquarters of the Government Conference are located in Bern.

Un cavo fatale al SuperPuma

Un cavo fatale al SuperPuma

Da laRegione | Petrini: regole di manutenzione molto severe, aspettiamo l’esito dell’inchiesta

Tre gravi incidenti nell’arco di pochi mesi: un 2016 nero per l’aviazione militare svizzera. «Una tragica sequenza, ma faccio veramente fatica a individuare una causa comune», afferma Silvano Petrini, membro del comitato della sezione svizzero-italiana della Società degli ufficiali delle Forze aeree (Avia). «Da quello che ho letto e sentito, la sciagura sul Passo del Gottardo – aggiunge – sarebbe dovuta al contatto tra l’elicottero e un filo dell’alta tensione. I cavi in genere sono all’origine di almeno la metà degli incidenti d’elicottero degli ultimi vent’anni. Sarà poi l’inchiesta a fare piena luce sull’accaduto e a dirci se altri fattori hanno eventualmente avuto un ruolo».

Già, la causa. O le cause. Al momento certezze non ce ne sono. «Non dobbiamo dimenticare – riprende Petrini – che i piloti sono i primi a voler rientrare a casa la sera sani e salvi. E di norma sono militari professionisti, con un elevato grado di preparazione». L’uomo. E la macchina? «In Svizzera, e questo è riconosciuto anche a livello internazionale, la manutenzione di tutto ciò che vola viene svolta con molta cura, le regole sono assai severe – sottolinea Petrini –. E comunque i velivoli sono fatti per avere una durata operativa molto più lunga di un’automobile o di un camion. Gli aeromobili vengono costantemente aggiornati, sono costruiti con sistemi modulari, cosa che permette di sostituire alcune componenti, pensiamo per esempio all’avionica, con altre moderne. Ma, ripeto, occorre aspettare i risultati dell’inchiesta. Che mi auguro possa essere condotta in tempi ragionevolmente brevi, questo del resto è anche nell’interesse dell’Esercito e della sua immagine: si tratta di rispondere ai legittimi interrogativi dei cittadini».

Il cavo toccato dalla coda dell’elicottero militare era di una linea Aet a media tensione e stava funzionando a 8 Kilovolt, spiega alla ‘Regione’ il direttore dell’Azienda elettrica ticinese Roberto Pronini. La linea elettrica coinvolta è una delle due che salgono sul Passo del San Gottardo (una aerea, l’altra lungo la cantonale) per alimentare strada e ospizio.

Nel tardo pomeriggio sono giunti sul posto tecnici Aet per verificare i danni e per ripristinare la corrente: grazie alla presenza
dell’altro elettrodotto è stato possibile scongiurare il blackout elettrico nella galleria della strada cantonale e all’ospizio. Le Forze aeree svizzere colpite dunque da una nuova tragedia. Per il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, il grave incidente «è una fatalità: la professionalità dei piloti non deve essere messa in dubbio. L’inchiesta chiarirà la dinamica e la causa della tragedia». Gobbi esprime intanto «il cordoglio dell’autorità cantonale alle famiglie dei due piloti che hanno perso la vita nello schianto».

“Un incidente anomalo”

“Un incidente anomalo”

Da Ticinonews.ch | Gobbi si esprime sullo schianto del Super Puma avvenuto sul passo del San Gottardo: “Periodo nero per le forze aeree”

“Un incidente anomalo, una terribile fatalità”. Sono queste le parole del ministro Norman Gobbi, tra i primi, oggi, ad annunciare dal suo profilo Twitter la notizia dello schianto del Super Puma sul passo del San Gottardo, in territorio ticinese. Una tragedia costata la vita a due piloti.

TeleTicino lo ha raggiunto per un commento. Il consigliere di Stato, a nome di tutto il Governo ticinese, ha anzitutto espresso il cordoglio alle famiglie delle vittime.

Un dramma, ha tenuto a ricordare Gobbi, consumatosi a poche settimane dall’incidente sul passo del Susten, quando a perdere la vita fu un altro pilota dell’esercito svizzero.

A sottolineare il periodo nero delle forze aree svizzere anche il Consigliere federale Guy Parmelin. “È un nuovo dramma per il Dipartimento federale della difesa” ha dichiarato il ministro, giunto nel tardo pomeriggio sul San Gottardo. “Dobbiamo capire cosa sia successo”, ha aggiunto, precisando che si vede che “i cavi sono stati tranciati”, pur non conoscendo l’esatta dinamica dei fatti. Assicurando che tutto sarà analizzato dagli esperti, Parmelin ha rivolto il suo pensiero ai famigliari delle vittime.

Maggiori dettagli nel video: http://www.ticinonews.ch/video/ticino/317182/un-incidente-anomalo

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra ufficiali e sottoufficiali professionisti dell’Esercito svizzero

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra ufficiali e sottoufficiali professionisti dell’Esercito svizzero

Comunicato Stampa del Dipartimento delle istituzioni | Palazzo delle Orsoline ha ospitato oggi l’annuale incontro tra il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e i professionisti ticinesi dell’Esercito svizzero. Un appuntamento ricorrente che mira a favorire l’informazione reciproca e il dialogo tra le Autorità politiche cantonali e quelle militari.

Salutando i partecipanti, Norman Gobbi ha sottolineato i principali risultati raggiunti nel nostro Cantone durante il 2016, soffermandosi in particolare sulla progettazione e lo sviluppo delle strutture di Protezione civile, sugli importanti investimenti per il mantenimento delle piazze d’armi ticinesi e sulla creazione del nuovo centro logistico e deposito veicoli sul Monte Ceneri. Il Consigliere di Stato ha inoltre evidenziato gli sforzi per la promozione dell’italianità all’interno dell’Esercito, tramite i tre Corpi di truppa ticinesi. L’intervento ha infine permesso di tracciare un primo bilancio della gestione dei flussi migratori, e di quanto attuato a livello ticinese per affrontare al meglio la situazione al confine.

All’evento è intervenuto anche Silvano Petrini, Direttore del Centro sistemi informativi del Cantone, che ha informato i presenti riguardo al tema di grande attualità del cyber risk.